Archivia per Aprile 2008



22
Apr

Archivio aggressioni fasciste da gennaio 2005 ad aprile 2008

Archivio aggressioni fasciste in Italia

Gennaio 2005 – Aprile 2008

Il dossier completo disponibile in formato PDF e TXT:
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In Italia, tra gennaio 2005 e aprile 2008 si sono verificate almeno 262 aggressioni fasciste e 98 atti vandalici/danneggiamenti inneggianti al nazifascismo.
Questi dati sono stati raccolti a partire dal gennaio 2005 quando diversi centri sociali del Nord Italia, in particolare della Lombardia, vengono assaltati da gruppi di neofascisti. Le aggressioni neofasciste, con la frequenza che le contraddistingue ora, iniziano invece ben prima, a partire dalla fine degli anni ’90. Proprio nel marzo 1998, dopo aver fondato Forza Nuova l’anno prima, torna in Italia Roberto Fiore, coinvolto nel processo per la strage di Bologna del 1980 e latitante in Inghilterra, quando la Corte d’Appello dichiara prescritta l’associazione sovversiva. Mentre la stampa e i media hanno da sempre ignorato il fenomeno, esistono dossier e archivi precedenti al 2005 realizzati da compagni. Quando nel 2003 a Milano un gruppo di neofascisti uccide Dax (Davide Cesare), i compagni dell’Orso di Milano iniziano a tenere un archivio, disponibile in rete e sul sito, fino al 2004.

Solo nel 2005 sono almeno 5 i tentati omicidi, ovvero aggressioni in cui neofascisti tentano di colpire organi vitali e i feriti versano in gravi condizioni.
Il 27 agosto 2006 viene ucciso a Focene (Roma) Renato Biagetti, accoltellato da due giovani simpatizzanti di estrema destra.
Dal lavoro di archivio risulta evidente il coinvolgimento nelle violenze di gruppi organizzati di estrema destra, come Forza Nuova e Fiamma Tricolore, che si presentano alle elezioni, i cui militanti sono stati spesso arrestati e processati.

Questi dati vengono raccolti grazie alle sempre più numerose segnalazioni ad infoantifa@ecn.org e al lavoro di alcuni compagni, consultando i media locali e nazionali, i network antagonisti. I fatti più gravi non dovrebbero essere sfuggiti, ma la somma totale degli episodi di violenza fascista (soprattutto quelli di minore gravità) sono molti, molti di più.
Per ogni aggressione è indicata la fonte: ognuno può giudicare sia l’attendibilità della singola notizia che l’attenzione che i media riservano alla violenza neofascista. La maggior parte delle aggressioni sono riportate da giornali locali e agenzie di stampa: a parte i casi più gravi, i media nazionali non sembrano essere interessati al fenomeno.
Le aggressioni e le azioni fasciste, archiviate in modo esteso nel sito, non hanno tutte la stessa matrice e possono essere classificate in vari modi: alcune di esse sono vere e propri fenomeni di violenza squadrista di gruppi organizzati di estrema destra, altri episodi sono espressione di una cultura fascista che a nostro avviso non vanno sottovalutati.

Le aggressioni possono essere classificate come:
88 attacchi a sedi di centri sociali/sedi militanti/ sedi di partiti/sindacati/ANPI
98 aggressioni a compagni, militanti, antifascisti, frequentatori di centri sociali
76 altre aggressioni (immigrati, omosessuali, testimoni di geova, giornalisti, ragazzi)
98 atti vandalici nazifascisti/danneggiamenti/scritte e minacce personali

21
Apr

No alle cariche di eurodeputati per i negazionisti Fiore e Romagnoli

Il Gruppo EveryOne lancia l’allarme: no alle cariche di eurodeputati per i negazionisti Fiore e Romagnoli. Preoccupazione per la deriva razzista e omofobica in corso in Italia.

Il Gruppo EveryOne esprime la più ferma protesta contro la decisione del PDL, vincitore delle elezioni politiche 2008, di mandare al Parlamento Europeo, in sostituzione di eurodeputati eletti per il centrodestra, i due neofascisti, propugnatori di ideologie razziali e negazionisti dell’Olocausto Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, e Luca Romagnoli (La Destra-Fiamma Tricolore). L’ideologia xenofoba ed estremista di Roberto Fiore è nota universalmente. Ecco alcune recenti dichiarazioni di Romagnoli: “Le camere a gas? Devo dire francamente che non ho elementi per dire che siano esistite o no”; “Hitler? Fu uno statista che commise degli errori”. E riguardo al suo partito: “Chiamarci fascisti è molto riduttivo. Ma del fascismo siamo portatori di alcuni valori, come la socializzazione. Poi, se fascismo significa onestà, dirittura morale, capacità di riconoscere prima lo Stato e poi l’individuo…”. Il Gruppo EveryOne protesta con altrettanta decisione contro la candidatura di Antonio Tajani quale sostituto di Franco Frattini, vicepresidente della Commissione Europea. Antonio Tajani è infatti noto sia per le sue posizioni omofobe che per la sua avversione nei riguardi dei Rom, ideologie che contrastano con le convenzioni internazionali per i diritti umani e con la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. “E’ davvero inquietante che il centrodestra favorisca irresponsabilmente l’inserimento di personaggi legati a ideologie pericolose in ruoli di grande responsabilità politica e civile,” affermano i leader del Gruppo EveryOne, Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau “ed è altrettanto inquietante l’ipotesi, avanzata quest’oggi dal leader del PDL Silvio Berlusconi, di affidare il Ministero italiano dell’Interno alla Lega, un partito che non ha mai nascosto posizioni xenofobe e razziali: sarebbe come dare il via a purghe etniche e campagne di discriminazione razziale incontrollabili, proprio quest’anno, in cui il Parlamento Europeo e la Commissione contro le discriminazioni razziali delle Nazioni Unite hanno ammonito ufficialmente e ripetutamente l’Italia per le sue politiche intolleranti, in violazione di tutte le Convenzioni che proteggono gli individui e i popoli. La Lega, inoltre, con il suo accanito antimeridionalismo, non rappresenta tutto il Popolo italiano, condizione essenziale per un ministero come quello degli Interni”. Esprimendo viva preoccupazione per la deriva fascista, xenofoba, omofoba, antizigana e antisemita in cui le Istituzioni italiane stanno scivolando, il Gruppo EveryOne chiede alle Organizzazioni per la tutela dei diritti delle minoranze, alle Comunità ebraiche e a tutti coloro che ritengono di portare la fiaccola dei valori dell’antifascismo, della Memoria dell’Olocausto e della solidarietà sociale di unirsi alla nostra protesta e di chiedere che a rappresentare il Popolo italiano presso le Istituizioni nazionali e internazionali siano scelti candidati esemplari, in possesso di comprovati requisiti di integrità, civiltà e tolleranza.

Per adesioni:
Gruppo EveryOne
Tel: (+ 39) 334-8429527
www.everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com

21
Apr

nazifascisti contro il Centro Sociale di Perugia in seguito alla proiezione di NaziRock ·

20 aprile 2008

Vile azione dei nazifascisti contro il Centro Sociale di Perugia in seguito alla proiezione di NaziRock

Questa mattina intorno alle 07:00 un gruppo di 4 persone ha preso vigliaccamente di mira il Centro Sociale Ex Mattatoio di Ponte S. Giovanni di Perugia. Tali loschi individui hanno infatti effettuato atti di vandalismo nei confronti dei locali danneggiandone le vetrate e accanendosi, nella loro opera di distruzione, contro un camper parcheggiato nel piazzale nel quale stava dormendo il proprietario. Questo squallido e vile episodio è avvenuto poche ore dopo la proiezione del film NaziRock che documenta le strette relazioni tra la destra istituzionale e i gruppi di estrema destra nazifascista. Nel documentario si evidenzia il tentativo di strumentalizzazione del disagio delle nuove generazioni da parte di vecchi e conosciuti esponenti dell’estrema destra (stragisti e attentatori). Il film è stato escluso dai circuiti cinematografici tradizionali in seguito a minacce e diffide fatte nei confronti di gestori di cinema (nonché dello stesso regista) da parte di aderenti all’organizzazione filonazista Forza Nuova.

Alla proiezione del film e alla discussione con il regista hanno partecipato, con attenzione ed interesse, circa 150 persone. In seguito al dibattito, terminato intorno alle 24:00, c’è stato un concerto di musica “Oi!” che ha visto ugualmente una grossa partecipazione.

I devastatori sono arrivati intenzionalmente nell’orario in cui il locale era chiuso e non c’era più nessuno. L’unico testimone che ha assistito al loro vile gesto è la persona che dormiva nel camper e che ha subito l’aggressione rimanendo chiuso all’interno del mezzo e dando tempestivamente l’allarme.

Questo episodio è l’ennesima testimonianza di un clima di intimidazione e di violenza che sta crescendo anche nella nostra città e di cui sono responsabili non solo gli estremisti di destra, ma i loro sostenitori e finanziatori che aderiscono alla destra istituzionale cosiddetta democratica, che ha recentemente vinto le elezioni. Tale clima di odio e di violenza si inserisce in un contesto favorito dalle stesse politiche della sinistra istituzionale che al malessere sociale contemporaneo non hanno risposte e rincorrono le stesse politiche razziste sul piano della sicurezza dei loro presunti avversari politici.

CSOA EX MATTATOIO

19
Apr

Chieti: attentato incendiario a sede di Rifondazione Comunista

CHIETI. Attentato incendiario questa notte a Chieti in un Circolo di Rifondazione comunista.

Ignoti, approfittando dell’oscurità e della serranda abbassata a metà, hanno sfondato la vetrata con un sasso ed hanno gettato all’interno una bottiglia incendiaria che ha prodotto per fortuna pochi danni.
Il locale infatti è occupato da un tavolo in legno e da sedie di plastica, ammucchiate lì vicino, che avrebbero potuto provocare un incendio ben più preoccupante, soprattutto perché la sede di Rifondazione è al piano terra di una palazzina.
Incendiati solo alcuni manifesti ed un po’ di materiale elettorale della Sinistra arcobaleno.
Il Circolo, intestato a Peppino Impastato, si trova in una viuzza ai margini di Via Colonnetta, all’altezza di un noto supermercato.
Si tratta di un vano negozio, con vetrata in una palazzina di 4 piani.
Sul posto è intervenuta la Polizia per i rilievi e a mezzogiorno Rifondazione comunista illustrerà in conferenza stampa gli aspetti politici di questo attentato. Sul posto anche il segretario del Circolo Fabio Stella ed il consigliere comunale di Rifondazione Riccardo Di Gregorio.
Sebastiano Calella
10/04/2008 11.36

«E’ IL QUARTO EPISODIO»

«Questo è il quarto attentato negli ultimi due anni nei confronti di Circoli di Rifondazione Comunista», ha ricordato la segreteria regionale del partito.
In precedenza, infatti, attacchi simili si erano già verificati a San Giovanni teatino, Pescara e Montesilvano).
«La distruzione delle sedi PRC da parte di ignoti avviene sempre in un momento in cui le compagne ed i compagni sono impegnati in iniziative forti sul territorio o in campagne elettorali», hanno continuato i responsabili del partito. «E’ dunque difficile pensare ad una casualità di questi eventi. Crediamo che queste non siano le iniziative isolate di qualche balordo, ma veri e propri tentativi di intimidazione verso un partito che sa e che deve essere scomodo nei confronti degli interessi di qualcuno».
Rifondazione sottolinea ancora come «qualcuno vorrebbe far passare quella in corso come una campagna latte e miele, fatta di buone maniere e di fair-play ma la realtà, almeno nei nostri confronti, sembra essere ben diversa».
10/04/2008 13.37

LA SOLIDARIETA’ DEI VERDI

«Questa Campagna elettorale la ricorderemo per i continui boicottaggi a La Sinistra L’Arcobaleno e per l’attentato alla sede di Rifondazione», ha commentato il segretario provinciale dei Verdi Marialucia Santarelli. «L’arroganza e la violenza sono evidentemente l’unico modo con cui si esprime chi non condivide il lavoro di trasparenza e partecipazione della Sinistra».
Il Consigliere regionale, Walter Caporale, il direttore dell’ARTA, Gaetano Basti, l’assessore provinciale all’Ambiente, Nicola Petta e il consigliere provinciale Alex Caporale esprimono «solidarietà alla segreteria di Rifondazione, condannano l’atto di inaudita violenza e auspicano per il futuro la ripresa del dialogo politico quale unico mezzo civile e condivisibile di confronto/affronto».
10/04/2008 13.47

FERAGALLI: «E’ UN GESTO DEPRECABILE A ANTI DEMOCRATICO»

«L’incendio di una sede politica, oltre che un gesto deprecabile ed anti-democratico, è un atto di violenza che rientra nell’imbarbarimento della società che si accanisce soprattutto contro chi fa una scelta di parte sottraendosi
all’omologazione dominante». Questo il commento del segretario provinciale di Chieti Alessandro Feragalli.
«Dobbiamo condannare tali gesti», ha aggiunto, «e lavorare affinché nel nostro Paese si riaffermino i principi di libertà, democrazia e solidarietà propri della Resistenza al nazi-fascismo che hanno fatto nascere la Repubblica Italiana».

10/04/2008 13.56

LO SDEGNO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA COLETTI

«Nell’esprime la più ferma condanna per l’atto teppistico messo a segno ai danni della sede provinciale di rifondazione comunista a Chieti, voglio tornare a sottolineare il principio di libertà di pensiero e di espressione sancito dalla Costituzione». Così esordisce il presidente della Provincia di Chieti, Tommaso Coletti, commentando il grave atto vandalico di cui è stato oggetto il partito di Rifondazione Comunista.
«Il Paese ha bisogno di difendere i suoi valori e non di assistere a manifestazioni di intolleranza che nulla hanno di democratico. Esprimo, conclude il Presidente Coletti, la mia più ampia solidarietà ai dirigenti, agli iscritti ed ai simpatizzanti del partito di Rifondazione Comunista, che si è sempre battuto per sostenere la libertà e le norme costituzionali nel rispetto degli altri».
10/04/2008 14.09

SCATTA L’INTERROGAZIONE AL SINDACO RICCI

I consiglieri comunali di Chieti, Riccardo Di Gregorio e Maria Giancaterino, hanno presentato un’interrogazione al sindaco, Francesco Ricci, dopo l’attentato incendiario contro la sede di Prc di Chieti scalo.
I due consiglieri interrogano il sindaco per sapere «quali iniziative si intendano assumere ai fini di tutelare la libera e democratica attivita’ politica e sociale sul territorio».
Infine, chiedono «l’urgente attivazione istituzionale nei confronti delle Forze preposte per individuare e punire i responsabili e per incentivare la vigilanza in particolare in questi ultimi giorni di campagna elettorale»
10/04/2008 15.15

18
Apr

63° Anniversario della Liberazione

Fino al cuore della rivolta - Artisti per la Resistenza
63° Anniversario della Liberazione
Fosdinovo 19-25 aprile 2008

Ricordo di Nello Masetti «Carlin»

http://www.archividellaresistenza.it/cms/index.php?option=com_content&task=view&id=118&Itemid=71

18
Apr

L’allarme degli ebrei: attenti ad Alemanno

Roma  (da IL Manifesto)
La comunità ebraica romana guarda con preoccupazione al prossimo 27 aprile, giorno in cui si terrà il ballottaggio per il Campidoglio. Tanto che il neo presidente Riccardo Pacifici sta pensando di rivolgere un appello per prendere ufficialmente posizione contro certi apparentamenti giudicati troppo pericolosi, come quello tra il candidato sindaco di An Gianni Alemanno e la Destra di Francesco Storace e Daniela Santanchè. «Quando in un paese democratico una forza politica mette tra i suoi valori il fascismo - ha detto ieri Pacifici -, sentiamo il dovere di fare appello a quelle decine di milioni di italiani che si riconoscono nel centrodestra e nel centrosinistra per condannare chi ha atteggiamenti nostalgici nei confronti del fascismo».
Le preoccupazioni di Pacifici cominciano quando è ormai chiaro che per eleggere il sindaco di Roma bisognerà ricorrere al ballottaggio tra Francesco Rutelli e Alemanno e dalla necessita di quest’ultimo di stringere alleanze per cercare di strappare la vittoria. Gli ammiccamenti in corso tra An e esponenti della Destra come Teodoro Buontempo fanno capire dove Alemanno andrà a cercare i voti necessari. E come se non bastasse, poi, ieri sera lo stesso Storace ha annunciato che oggi chiederà al Comitato politico di autorizzare l’apparentamento nero.
Tutti fatti che preoccupano la comunità ebraica romana, ben consapevole che il movimento di Storace e Daniela Santanché ha fatto proprio delle radici fasciste uno dei suoi punti di forza.
«Non sta alla nostra comunità - ha spiegato Pacifici - decidere quali siano le alleanze per Alemanno e Rutelli. Il nostro ruolo è quello di esprimere valori, sentimenti e, in questo caso, anche emozioni, visto che le ferite del nazifascismo a 70 anni dalle Leggi razziali non sono affatto sopite e pesano ancora tra chi le ha subite, tra chi è stato portato nei campi anche grazie alle meticolose azioni dei collaborazionisti fascisti con i nazisti». Le parole di Pacifici arrivano dopo con cui la comunità ha accompagnato tutta la campagna elettorale sia per le politiche che per le amministrative.
«Un conto - ha spiegato Pacifici - sono esternazioni di questo stampo, così come atteggiamenti razzisti o xenofobi oppure ostili all’esistenza di Israele, da parte di un singolo deputato, un altro è invece quando certe dichiarazioni giungono da chi si è candidato come premier. Come nel caso della Sundance».
17
Apr

“LA RESIEMBRA”

UNA “PRODUZIONE DAL BASSO” PER GLOBALIZZARE LA LOTTA
UN DOCU-FILM DA CO-PRODURRE CON LE BRIGATE DI SOLIDARIETA’ E PER LA PACE

Lo scorso Agosto siamo partiti in 7, uomini e donne, ragazzi e ragazze per realizzare una “Brigata di Solidarietà” in Colombia. Per un mese abbiamo condiviso abitazioni e cibo, speranze, tensioni e paure delle Comunità in Resistenza Civile dei dipartimenti del Chocò e del Meta.
Per un mese abbiamo accompagnato i loro processi organizzativi, abbiamo appoggiato, a colpi di machete, la rioccupazione delle terre da cui erano state espulse, abbiamo “insegnato” nelle loro scuole comunitarie autogestite.
Un mese di scambio e lotta COMUNE contro nemici COMUNI: le Multinazionali, il Terrore di Stato, le politiche Neoliberiste che devastano i territori, saccheggiano le risorse, espropriano le classi subalterne ed eliminano i propri oppositori.
Da questa intensa esperienza stiamo realizzando un video che documenti la coraggiosa lotta di queste Comunità, espropriate con la forza dagli apparati legali e illegali dello stato, che si sono organizzate, a partire dal 2000, per riprendersi le proprie terre dando vita a una esperienza di lotta che combina l’azione diretta, l’azione legale e l’appoggio internazionale. Comunità rinate che si dichiarano come “Zone Umanitarie” rifiutando di riconoscere lo Stato Clombiano, da cui ricevono solo morte e violenza, e costruendo le proprie forme di organizzazione produttiva, educativa, decisionale.

Abbiamo scelto di realizzare il video come una “Produzione dal Basso”
alla ricerca di co-produttori interessati piuttosto che meri finanziatori.
Guarda il Progetto su Produzioni dal Basso. Co-producilo, se ti interessa, prenotando la tua copia.
http://www.produzionidalbasso.com/pdb_263.html

Guarda il sito delle Brigate di Solidarietà e per la Pace per saperne di più su chi siamo
http://brisop.noblogs.org/

17
Apr

Firenze verso il 25 aprile 2008

Verso il 25 aprile in Piazza Santo Spirito, 2 serate al Cpa Firenze sud in via villamagna 27/a

Venerdì 18 alle ore 21.00 Presentazione del documentario, censurato dalla Rai:

“La guerra sporca di Mussolini”

Sui crimini di guerra compiuti dall’esercito italiano in Grecia

Interviene il regista Giovanni Donfrancesco e

Davide Conti – autore del saggio “L’occupazione italiana dei Balcani”

Sabato 19 alle 21.30 Fabio Cuzzola, autore del libro:“5 anarchici del sud”

presenta il suo ultimo lavoro:

“ Reggio 1970: storie e memorie della rivolta”

Per un 25 aprile di solidarietà e lotta

Il 25 aprile la Firenze Antifascista festeggerà la liberazione dell’Italia dal nazifascismo in Piazza Santo Spirito, luogo storico della Resistenza fiorentina.
Quest’anno il 25 aprile a Firenze ricopre un significato particolare. Nella nostra città sono stati infatti condannati 13 compagni a 7 anni di carcere per aver manifestato contro la guerra in Jugoslavia nel 1999 e dopo che i manifestanti subirono le violente cariche delle forze dell’ordine . Una condanna vergognosa da Tribunale Speciale, per il reato appunto di Resistenza alla guerra, che si inserisce in un clima generale di inasprimento della repressione interna, di fronte a scenari di guerra permanente e di chiusura degli spazi politici.
Una giornata quindi che, come sempre, non vuole essere solo ricordo ma anche riattualizzazione dei valori fondanti della Resistenza italiana: l’antifascismo, la giustizia sociale, la lotta contro la guerra, la solidarietà internazionale tra i popoli e la lotta contro le nuove forme di razzismo, repressione ed esclusione sociale.
Infatti per noi il concetto di Resistenza non nasce né si esaurisce con la lotta partigiana del ’43-’45, sebbene questa abbia sicuramente rappresentato il momento più alto di lotta popolare nella costruzione di una società che non fosse basata sullo sfruttamento. Già dopo la I guerra mondiale il movimento di classe italiano cercò con il Biennio Rosso una propria prospettiva di liberazione; il ventennio fascista fu poi un periodo di esilio, confino e Tribunali Speciali per migliaia oppositori politici, che troviamo poi combattenti nella Guerra Civile spagnola. Dopo la II guerra mondiale, negli anni ’50, operai e contadini tornarono nelle piazze per chiedere terre e diritti e negli anni
’60-’70 un forte e radicale movimento operaio e popolare, mise in discussione i capisaldi del capitale strappando diritti e conquiste fondamentali oggetto di attacco continuo negli anni successivi.
Crediamo che, del resto, il revisionismo e l’attacco culturale e storico all’antifascismo sia funzionale a colpire questo concetto di continuità della Resistenza, della lotta per una società più giusta, mentre procede in senso reazionario la trasformazione politica, economica e costituzionale delle istituzioni nazionali ed internazionali.
Da parte nostra è proprio la continuità della Resistenza che vogliamo affermare e praticare.
Oggi siamo in un contesto generale in cui la guerra è lo strumento principale di imposizione delle politiche economiche di sfruttamento, in cui l’attacco ai diritti dei lavoratori si è addirittura appesantito con gli ultimi provvedimenti del centro sinistra, in cui non sono garantiti un futuro dignitoso e non precario e tanto meno una pensione, in cui la repressione politica, la repressione verso i lavoratori attivi e la guerra ai poveri con la caccia all’immigrato, gli sgomberi forzati, sono ormai roba quotidiana.
La continuità della Resistenza è quindi, oggi, la lotta contro la precarietà sul lavoro e nella vita, per la ricerca di un futuro migliore, non subordinato alle inviolabili regole economiche del capitalismo, Resistenza alle guerre fatte per il controllo economico e politico, resistenza alle Grandi Opere pubbliche, che ingrassano gli speculatori ed avvelenano la popolazione. Resistenza al ritorno dei fascisti nelle scuole e nei quartieri ed al pesante revisionismo storico che vuole equiparare fascisti e partigiani, oppressi ed oppressori.
Oggi, per noi, Resistenza significa l’impegno quotidiano che lavoratori/trici, studenti, compagni/e portano avanti nei propri territori e posti di lavoro e studio, di fronte a mille difficoltà e chiusure, di fronte a repressione e processi, ma consapevoli che la ricerca e la lotta per una società dove non vi siano più sfruttati e sfruttatori siano più che mai necessarie. Resistenza è la lotta dei popoli che, dalla Palestina all’Iraq alla Colombia, combattono per la loro liberazione dalle occupazioni, dallo sfruttamento, dalla colonizzazione.

Solidarietà ai 13 compagni condannati a 7 anni
Oggi come ieri contro il fascismo con ogni mezzo necessario

La Resistenza continua

25 APRILE 2008 – dalle 15.30 in Piazza santo Spirito con materiale informativo, banchini, video – cibo e bevande - interventi di partigiani, compagni/e di realtà di lotta nazionali ed internazionali
Ore 17.00 corteo verso Piazza Tasso – a seguire cena canti e balli – video del 13 maggio ’99 – concerto

Firenze Antifascista

17
Apr

ALTO ADIGE: 16 NEONAZISTI ARRESTATI DALLA POLIZIA

Sono 16 gli arresti che la Polizia di Stato di Bolzano sta eseguendo a Merano, Scena, Tirolo, Lagundo e dintorni nell’ambito dell’Odessa’. L’operazione condotta dalla digos della questura di Bolzano e’ la conclusione di una complessa ed articolata indagine che ha individuato e disarticolato un consolidato e consistente gruppo sudtirolese di eta’ compresa tra i 17 e i 27 anni accusati dei delitti di incitamento alla discriminazione, odio e violenza, per motivi razziali, etnici e nazionali. In particolare gli 8 episodi di violenza (lesioni personali e intimidazioni) consumati dai giovani arrestai ai danni di giovani italiani e stranieri ritenuti dalle persone indagate ‘diversi’ per motivi etnici, razziali e sociali. Il gruppo era in contatto con movimenti di estrema destra attivi in Austria, Svizzera e Germania.

17
Apr

Attentatori mancati. A processo.

Imputati per l’attacco a un centro sociale alcuni militanti neofascisti, tra i quali tre minori Il gruppo, guidato dal segretario cittadino di Forza Nuova, tentò di incendiare il centro sociale Paz di Rimini come protesta contro le occupazioni. I fascisti, intercettati dai carabinieri, sono stati arrestati.

Bruciare il centro sociale cittadino era diventata la loro ossessione. Più di Mussolini, più dei negri, più degli immigrati che affollano la Romagna specie d’estate, attratti dal lavoro stagionale che qui non manca mai. Loro niente, pensavano solo a come dar fuoco al Laboratorio sociale Paz di Rimini. E il 24 settembre 2007 ce l’avrebbero fatta, se i carabinieri che li intercettavano da tempo non li avessero fermati poco prima che spargessero quindici litri di solvente infiammabile e rapissero l’uomo che vive nella struttura. Oggi, nove dei tredici militanti neofascisti arrestati l’estate scorsa saranno processati a Bologna: un giudizio a luci spente, in camera di consiglio, con due patteggiamenti e sette «riti abbreviati» (solo uno degli accusati sta subendo da un mese il processo ordinario, mentre per i tre minorenni bisognerà aspettare ancora).
Anche se riflettori e telecamere saranno lontani, però, stavolta sarà difficile pensare a questo gruppuscolo come lontano dalla politica elettorale, perché il leader degli incendiari Cesare Bonetti è anche il segretario della sezione di Forza nuova di Rimini e perché del come e quando dare una «bella lezione ai compagni» si discuteva ogni lunedì, proprio durante le riunioni politiche a casa del capo.
Basandosi su un criterio prudenziale, la pm di Bologna Elisabetta Melotti porterà in aula solo il più grave degli episodi di cui il gruppo è ritenuto responsabile, quello della notte del 24 settembre, quando i seguaci di Roberto Fiore (ma non tutti gli imputati sono iscritti a Fn) tentarono di appiccare il fuoco al Paz. All’epoca, il «laboratorio occupato» che potrebbe essere sgomberato in questi giorni dallo stesso sindaco parte civile contro i neofascisti, era già a rischio sfratto. I militanti di Forza nuova, però, non erano soddisfatti, volevano una reazione energica del comune contro le occupazioni illegali, non gli bastava l’ordinanza di sgombero emessa ma non applicata, volevano «massacrarne due o tre, massacrarli pero» , dar fuoco all’edificio e colpire i leader «così vedi che si acquietano e mollano tutto», come hanno continuato a ripetersi a casa di Bonetti poco prima di uscire in missione e come le intercettazioni ambientali raccontano nel dettaglio.
La prima azione seria, con un rapimento ed un vero incendio, ma non il primo atto violento. I carabinieri li tenevano sott’occhio da tempo per «attentati incendiari e fatti di danneggiamento»: il 3 febbraio alla macelleria islamica El Mansoura, il 1 giugno in un’altro negozio musulmano, il 23 febbraio già al Paz, quando per la prima volta avevano lanciato della molotov contro l’ingresso della struttura. «Da allora, e poi per mesi, mi sono sentita colpita, praticamente paralizzata – racconta Manila Ricci, portavoce del Paz ed una dei possibili “obiettivi” della spedizione punitiva – E’ stata la rottura di un piano simbolico, solo col passare del tempo mi sono resa conto che c’era una strategia, che siamo diventati un bersaglio per il nostro impegno sociale».
La notte del 28 luglio il gruppetto aveva già dato fuoco a due automobili pareccheggiate proprio di fronte al centro sociale. La notizia aveva fatto clamore, aveva convinto il sindaco ad accelerare i tempi dello sgombero perché non ci fossero tensioni. E ora Bonetti e i suoi volevano il bis. I carabinieri li hanno fermati la notte del 24 a bordo di tre automobili, prima ancora che si dividessero tra incendio al Paz, rapimento dell’unico residente e spedizione punitiva a casa dei due leader dei «compagni».
Addosso gli hanno trovato cartografia e foto degli “obiettivi”, uno schizzo degli interni della sede del “Paz”; tre taniche con circa 14 litri di nitro-diluente antinebbia infiammabile e nocivo; ricetrasmittenti; pistole a gas con altrettante bombolette di gas e una scatola di piombini, una pistola a salve, dieci coltelli a serramanico, tirapugni, due catene di ferro, due bastoni in legno, due pugnali, tre manganelli, ma anche tre baionette, due piedi di porco, un taglierino, due passamontagna e una calza di nylon. Eppure, persino all’interrogatorio davanti al Pm uno di loro, Andrea Ceschi, classe 1972 ha continuato a ripetere quel che diceva nelle intercettazioni: «Facciamo almeno una cosa simbolica, tanto per far qualcosa. Se non altro (i giornali, ndr) ne parlano ancora e la gente si ricorda».