Archivio per Maggio 2008

29
Mag
08

Dalla selva di Chiaiano, un appello: tutti a Chiaiano il 1° giugno!

Per la salute, per l’ambiente, per la democrazia, per la libertà di movimento!

La lotta dei cittadini contro la discarica nel quartiere di Chiaiano nella periferia nord di Napoli è una lotta straordinaria.
Un conflitto sociale a difesa della vita, della salute, del territorio di migliaia di cittadini contro una scelta irresponsabile e incompresibile: una megadiscarica da 700mila tonnellate di rifiuti all’interno delle cave della Selva di Chiaiano, distruggendo l’ultimo polmone verde della città a poche centinaia di metri da insediamenti residenziali densamente abitati e dalla zona ospedaliera.
La zona di Chiaiano é l’unica zona dell’area metropolitana dove sopravvive un economica agricola legata alla produzione di agricoltura biologica e di prodotti d.o.p. come la ciliegia.
Il 24 maggio scorso il governo Berlusconi emana un decreto legge per fronteggiare la crisi in Campania e nomina Guido Bertolaso sottosegretario con pieni poteri fra i quali l’impiego delle Forze armate per vigilare i 10 siti prescelti, oltre che per il trasporto dei rifiuti. Il decreto prevede anche il carcere per chi intralcia i lavori di gestione dei rifiuti, chi viola le aree interessati. Fino a 5 anni per i promotori della protesta.
La popolazione inizia a mobilitarsi il 29 aprile scorso. In 10.000 rispondono all’appello del Comitato in difesa delle cave di Chiaiano e Marano. La decisione poi è quella della mobilitazione permanente. Barricate, blocchi, assemblee e due presidi permanenti installati dalla comunità in lotta alla Rotonda della Rosa dei Venti al confine con il Comune di Marano ed in Cupa dei Cani in prossimità dell’accesso alla discarica.
Le vie d’accesso alla discarica sono completamente bloccate dalle barricate.
Il 21 maggio in occasione del primo Consiglio dei Ministri in trasferta a Napoli nove cortei sfilano per la città.
Sulla questione rifiuti non si torna indietro, dichiarano gli esponenti del governo. La linea dura si fa sentire subito.
Il 23 maggio le forze dell’ordine attaccano il presidio. “Ci hanno completamente massacrato, donne, bambini… eravamo tutti seduti a terra, ci hanno deliberatamente caricato” raccontano dal Presidio i cittadini. Cariche della polizia anche sul presidio sotto il tribunale per il processo per direttissima a tre fermati nella notte precedente. A fine giornata sono 7 le persone trattenute in Questura a Napoli.
Sabato 24 maggio parte il tam tam di solidarietà, da Roma a Vicenza con presidi davanti alle Prefetture.
La tensione sale ancora sabato mattina quando la polizia provocatoriamente inizia a caricare di nuovo i cittadini con la scusa di liberare la strada alle ruspe arrivate per spostare un autobus fermo in mezzo alla carreggiata. Durante le cariche un ragazzino di 12 anni è precipitato da un muretto e trasportato con urgenza all’ospedale.
La risposta è determinata, in 10.000 scendono in piazza nel pomeriggio contro la militarizzazione del territorio. La popolazione continua a mantenere i blocchi. Si svolge un incontro tra comitati, sindaci e il sottosegretario ai rifiuti Guido Bertolaso. Il 27 maggio i tecnici del commissariato e tecnici delle amministrazioni locali entrano nella cava per realizzare le prime operazioni di carotaggio.
Intanto con l’operazione “Rompiballe” la magistratura arresta 25 persone, tra cui anche gli uomini di Bertolaso e la vice del sottosegretario Bertolaso, Marta Di Gennaro.
“Chi sono i veri delinquenti?” commentano dal Presidio, “chi vuole difendere l’ambiente o chi lo devasta?”.

Arriva l’appello ai cittadini, ai movimenti, alle comunità in lotta, dai No-Tav, ai No-Dal Molin, ai No-Ponte, per una manifestazione a carattere nazionale a Chiaiano (Napoli) domenica primo giugno ore 16 con concentramento alla Metropolitana .

Per adesioni e info retecampanasaluteambiente@noglobal.org.

28
Mag
08

Lettera da Cavriago

Cavriago (RE) – Domenica 25 maggio 2008

Stamattina, alle ore 11 circa, al bar/colazione della domenica mattina abbiamo avuto un inatteso e sgradevole incontro. Due uomini, uno sui 30 e uno sui 45, nerovestiti, a uno dei tavolini del bar sotto i portici. A una ripresa della barista il più anziano, bevendo una media, si rivolge a noi (io e il mio compagno, nostra figlia di 4 anni seduta lì con noi) in cerca di solidarietà alle parole irritate della titolare. “Oh, l’è ‘na brota figa e me g’lo dét. La per n’omen” Io lo guardo con compatimento,
ignorandolo sì e no. Continua “ma è perché siam fascisti – e si prende in mano il cravattino nero – perché siam fascisti” e attacca un verso di giovinezza. Il suo compagno sta chiacchierando con un rifondaiolo locale dell’altro tavolino che dopo qualche minuto prende in braccio la figlia – stanno andando – e quello più molesto le lancia un saluto romano, invitandola a imitarlo. I due si gasano a un accenno d’imitazione della bimba. Si incitano a vicenda, mentre rifondaiolo va via, bimba in braccio. Tra una parola e l’altra lancian nell’aria pesante versi di giovinezza e faccetta nera. Non che le cantino. Marcano un’appartenenza ridendo sguaiatamente.
Non so se per caso o intenzione 3 dei 5 tavolini si sono svuotati. Rimaniamo noi e loro due.
L’anziano continua a ingiuriare la barista, rivolgendosi a noi e al suo compagno. Per noi l’effetto è decisamente fastidioso. Non parliamo tra di noi, colpiti dalle loro parole. Gli dico che la barista ha ragione e che è lui a dover smettere. Lui continua, cerca più spesso lo sguardo di Fabio.
Si intensificano versi di canzoni, scambi di battute sulla barista, sui bambini che a differenza degli adulti stanno al gioco anche coi fascisti, non hanno nessun problema, a differenza della gente che va via dai tavolini del bar. Cerca ancora il nostro sguardo. Vedo che Fabio cresce in insofferenza, Giordana è perplessa e silenziosa, non interagisce con i vicini com’è abituata a fare, sente la nostra tensione.
Fabio inizia ad alzarsi anche se la Giordi sta ancora bevendo il succo di frutta. Il 45enne fa battute sulla gente che se ne va perché ci sono dei fascisti al bar. Anche il compagno si fa più rumoroso nell’accennare canzoni fasciste, gradasso nel commentare la diaspora attorno a loro. Io tardo a rispondere ai cenni di Fabio che vuole spostarsi, loro alzano i toni. Alla fine mi alzo anch’io, non volendo mettermi a discutere lì davanti a loro.
Andiamo via che sono tesa e incazzata. Non sono atteggiamenti cui lasciar spazio. Però siamo andati.
I due fascisti fieri di esserlo cambiano bar, anfibi al ginocchio, pantaloni neri gonfi, camicia nera e cravattino. I pensionati li guardano dai portici. Si dirigono al bar di fronte con la birra in mano. La
barista più giovane li raggiunge con un bicchiere di plastica e recupera il suo di vetro.
La piazza sembra quasi divertita, cazzo. Noi li si prende come “pittoreschi” mentre questi si prendono la libertà d’insultare ripetutamente una persona e portano la loro fascistaggine come
scudo e vessillo da ostentare.
Leggiamo oggi del raid xenofobo a Roma al Pigneto da parte di una ventina di persone che hanno devastato negozi di extra-comunitari a colpi di spranga. Dell’aggressione, sempre a Roma, a un conduttore del portale DeeGay.it, minacciato perché si occupa di tematiche legate all’omosessualità.
A Cavriago girano due fascisti in divisa che offendono gratuitamente e si fanno vanto della loro invadenza.
Noi abbiamo sbagliato ad andare via senza aver affermato un nostro principio di rispetto degli altri, dando loro l’idea di aver guadagnato uno spazio – lasciato vuoto da tutti gli altri attorno – in un isolamento che alimenta la distanza e la non comprensione.
Non dimentichiamoci di scene che abbiamo già purtroppo visto chiaramente codificate.
Non lasciamo avanzare idee di sopraffazione ingiustificata e ingiustificabile. Io per prima.
27
Mag
08

Roma. Aggressione fascista all’università La Sapienza, alcuni feriti

Da “Carta”:http://www.carta.org/news/61536
Martedi 27 Maggio 2008 :: ore 15:08

Un gruppo di studenti è stato aggredito tra via de Lollis e piazzale Aldo Moro, davanti all’università La Sapienza di Roma, mentre stava attaccando i manifesti di indizione di un presidio contro un’iniziativa dell’organizzazione Lotta Universitaria, espressione della formazione neo-fascista Forza Nuova. In via Cesare De Lollis sono arrivate delle auto da cui sono scese alcune persone con spranghe e catene: pare che una avesse una tshirt «White Power», e un altro una croce celtica tatuata sul polpaccio. «Erano quelli di Forza Nuova che difendevano il territorio e non erano studenti, alcuni avranno avuto almeno 30 anni», raccontano gli studenti. Gli aggressori erano armati di coltelli e tirapugni. Due degli studenti che stavano attaccando i manifesti sono stati feriti e portati all’ospedale, dove gli sono state refertate diverse ferite di armi da taglio. Uno dei feriti è stato colpito alla testa con una sedia. Alle 15 si terrà una conferenza stampa, mentre per le 16 è prevista un’assemblea. Da tutta Roma ci si sta dirigendo verso la città universitaria per solidarizzare con gli aggrediti.
Secondo alcune indiscrezioni, non confermate, due degli aggressori sono stati fermati dalla polizia. Una delle macchine da cui sono scesi e ancora ferma su via De Lollis, danneggiata dalla reazione degli studenti che hanno provato a difendersi.
«È stata un’aggressione con cinte, bastoni e coltelli. Avevano delle mazze con lame attaccate, le stesse che avevamo visto nell’aggressione di Villa Ada al concerto della Banda Bassotti», raccontano gli studenti, che chiedono le dimissioni di Guido Pescosolido, preside della facoltà di lettere. «Si deve dimettere dopo aver autorizzato il convegno sulle foibe organizzato da Forza Nuova. Il preside non ha neanche il coraggio di farsi vedere in facoltà in questo momento, ma noi lo attendiamo, deve dimettersi».

27
Mag
08

aggressione fascista a roma: usati coltelli

dal sito di repubblica

Almeno sette i feriti in una rissa tra militanti di Forza Nuova

e giovani di sinistra. Tre ragazzi sono stati portati in ospedale

Roma, scontri all’Università
“Ci hanno aggredito i fascisti”

Le tensioni nate dall’autorizzazione, poi revocata, di un
convegno organizzato da Fn sulle foibe alla facoltà di Lettere

ROMA – Nuove tensioni politiche a Roma. Dopo i fatti del Pigneto, questa mattina ci sono stati scontri in via Cesare De Lollis, davanti all’università La Sapienza. A darne notizia sono gli appartenenti ai Collettivi di sinistra che riferiscono di veri e propri tafferugli: “Stavamo attaccando i nostri manifesti dopo che per tutta la notte Forza Nuova ha attacco i suoi davanti all’università, e all’improvviso sono arrivati i fascisti. Un nostro compagno è stato accoltellato e altri si sono ritrovati con la testa spaccata”.

La rissa, durata una decina di minuti, ha coinvolto una ventina di militanti antifascisti e un gruppo di ragazzi di estrema destra. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il gruppo dei giovani di sinistra stava attaccando manifesti contro la presenza di Forza Nuova alla Sapienza (domani era previsto un convegno sulle Foibe poi annullato dal rettore, ndr) proprio di fronte ai cancelli dell’università, quando da una automobile sono scesi 4 ragazzi armati di coltelli ed è partito lo scontro. Ci sarebbero almeno 2 o 3 feriti, di cui uno portato in ospedale. Gli altri, a quanto sembra, sono riusciti a fuggire.

A scaldare gli animi, già da ieri, era stata un’iniziativa del prorettore vicario Luigi Frati, che aveva revocato l’autorizzazione concessa dal preside della facoltà di Lettere e Filosofia a una conferenza sulle Foibe, alla quale avrebbe partecipato Roberto fiore, segretario nazionale del movimento di destra Forza Nuova. Una decisione che gli studenti di sinistra avevano chiesto durante un lungo incontro presso l’ufficio di presidenza e che male è stata accolta dai vertici de la Destra.

“Il veto posto allo svolgimento di un convegno sulle foibe mi indigna e molto. Credo che il sindaco di Roma debba spendere una parola: l’Università non deve essere zona franca”. Lo ha dichiarato Francesco Storace dal suo blog, che ha aggiunto: “E’ il caso di proporre la convocazione di una seduta del consiglio comunale alla Sapienza sul tema della libertà e del rispetto delle idee altrui. O ci sarebbe problema di ordine pubblico anche per i consiglieri comunali?”. Gli studenti dei Collettivi si sono riuniti all’interno della facoltà di Lettere. Intanto chiedono “le dimissioni del preside Guido Pescosolido che – dicono – si deve dimettere dopo aver autorizzato il convegno sulle foibe organizzato da Forza Nuova”.

“Sono fatti di una enorme inciviltà. Uno la può pensare come vuole politicamente, ma non si può aggredire qualcuno solo perché attacca dei manifesti”. E’ il primo commento del prorettore dell’ateneo Luigi Frati dopo gli avvenimenti di questa mattina. “Non si può che deplorare chi si avvale della violenza invece che del dialogo – sottolinea Frati- e, a questo punto, ritengo di aver fatto bene a revocare la manifestazione di domani, che evidentemente si prestava a scopi diversi da quelli culturali che venivano indicati inizialmente, come dimostrato oggi”.

27
Mag
08

Torino – Di Cpt si continua a morire

Si è da poco conlusa la visita di avvocati e alcuni esponenti politici all’interno del centro.

Non poteva esserci inaugurazione più tragica per il nuovo Centro di permanenza temporanea di Torino in C.so Brunelleschi.
Costato 12 milioni di euro per la prima metà dei lavori in muratura, più “civile” e più “sicuro” – nelle intenzioni della Prefettura – era entrato in funzione in gran segreto lunedì mattina.
Doveva essere un periodo di rodaggio.
Sessanta persone trattenute, che diventeranno 130 a lavori ultimati.
Sabato mattina alle 8.00, in quella che i detentuti definiscono “Zona rossa”, cella numero ‘2’ è stato trovato morto Hassan Nejl, trattenuto da dieci giorni al Cpt con un decreto di espulsione firmato dal questore di Padova. “Era nel suo letto con la schiuma alla bocca – raccontano – abbiamo urlato tutta la notte per chiamare i soccorsi, ma non è venuto nessuno. L’hanno trattato come un cane”.

27
Mag
08

ROMA: GIOVANE CONDUTTORE AGGREDITO E MINACCIATO PERCHE’ GAY

ROMA – Christian Floris, 24 anni, conduttore di punta del portale
DeeGay.it, è stato aggredito la scorsa notte a Roma mentre rincasava.
Due persone gli hanno sbattuto la testa contro il muro minacciandolo
perchè si occupa di tematiche legate al mondo dell’omosessualità e gli
hanno intimato di smetterla.

Il giovane, che è stato portato all’ospedale dove è stato giudicato
guaribile in sette giorni, ha sporto denuncia contro ignoti. DeeGay.it
è un portale che co-produce una trasmissione con Radio Città Futura,
Eco tv e Nessuno tv.

27
Mag
08

Comunicato stampa in merito al processo del 28 maggio a Lucca

Razzisti e teppaglia fascista impuniti!
Chi esprime solidarietà inquisito!

Dar fuoco a centri sociali, scagliare molotov contro immigrati e massacrare simpatizzanti di sinistra è diventato uno “sport nazionale” grazie anche al clima di veleni che la destra xenofoba e razzista ha seminato in questi anni ed alla silenziosa complicità del centro-sinistra che, di fatto, si è allineata alla destra nella demagogica propaganda sulla sicurezza.
Ma sicurezza per chi? Non certo per il lavoratore che muore bruciato o cade da un ponteggio. Non certo per il migrante che dorme all’addiaccio o per l’omosessuale o per il giovane di sinistra che incrocia i soliti squadristi. Questo clima non è spuntato dal nulla; da anni germoglia nella nostra società che, ogni giorno, diviene sempre più egoista, individualista, intollerante e, persino, razzista.
Il 1° febbraio 2004 a Viareggio, un duplice incendio di natura dolosa colpì il centro sociale “SARS” e un container di Rifondazione Comunista dove dormivano saltuariamente alcuni migranti. Sui criminali incendiari che attentarono alla vita non fu aperta alcuna indagine, in compenso la procura della Repubblica di Lucca indagò su 14 compagni, alcuni giovanissimi, colpevoli di avere promosso solidarietà e di aver denunciato questi gravi episodi in Consiglio comunale.
Le accuse di “interruzione di pubblico servizio e turbamento del Consiglio” sono ridicole e sono state, di fatto, smentite durante il dibattimento processuale. Gli stessi testimoni, pezze di appoggio del Pubblico ministero, hanno dichiarato che l’intervento di una compagna fu concesso per decisione dei capi-gruppo del Consiglio comunale.
In questi anni, abbiamo assistito ad un procedimento farsesco che aveva lo scopo di intimorire e schedare compagni e giovani impegnati politicamente. L’obiettivo non ha prodotto grandi risultati; infatti il dissenso e l’opposizione alle logiche di guerra, al razzismo, all’intolleranza non sono venute meno sul nostro territorio.
Il 28 maggio (34° anniversario della strage fascista impunita a Piazza della Loggia a Brescia) si terrà, sicuramente, l’ultima udienza e sarà emessa la sentenza. A prescindere dal tipo di verdetto, la verità è già emersa: chi incendia, devasta e compie azioni razziste rimane impunito, chi esprime solidarietà ed organizza lotte ed iniziative viene inquisito e processato.
Di fronte al dilagare di fenomeni squadristi e razzisti (non dimentichiamo le violenze a Lucca e a Torre del Lago) e di fronte all’incremento della repressione contro chi esprime posizioni di dissenso (migliaia sono i procedimenti penali dal 2001) il nostro invito è a riflettere e a mobilitarsi.

Spazio Antagonista di Resistenza Sociale (SARS)
Circolo “Partigiani Sempre”
Dada Viruz Project
Partito della Rifondazione Comunista Viareggio
Assemlea di Lotta e di Libertà di Movimento
CSA La Comune Massa
Partito Comunista dei Lavoratori sez. Lucca e Versilia
Sinistra Critica Versilia
Partito dei CARC di Viareggio
Rete del Precariato Sociale Apuoversiliese
Le/I Giovani Comuniste/i della Versilia,
Movimento d’Azione Socialista Libertaria
Gruppo Autonomo Viareggio

26
Mag
08

Hey, amico! tu leggere qui

da Cuore 27 gennaio 1992 di Michele Serra

Caro naziskin, io scrivere te con parole facili facili, così forse tu capire. Io leggo su giornali che tu essere ‘bestia’ e ‘belva’, ma io non credere. Io credere tu essere ignorante: e ignoranza è grande problema per tutti, anche per me. Perché persona ignorante è persona debole, e persona debole è persona che ha paura, e persona che ha paura è persona che diventa cattiva e aggressiva, e fa “bonk” con bastone su testa di poveraccio. Vere ‘bestie’ e ‘belve’ sono certi giornalisti (molti) e certa televisione (quasi tutta), che dicono stronzate così noi restare tutti ignoranti e potere resta in mano di potenti. Io vuole dire questo: se tu picchia un poveraccio, tu non dimostra tua forza. Tu dimostra tua debolezza e tua stupidità. Perché sua testa rotta non risolve tuo problema. Tuo problema è che tu vivere in periferia di merda, senza lavoro o con lavoro di merda. Tuo problema è che tu essere ultima ruota del carro. Allora tu volere diventare forte, e tu avere ragione. Ma nessuno diventa forte picchiando (quaranta contro due) due persone deboli. Se tu volere diventare forte, tu dovere ribellarti a tua debolezza. Tu dovere pensare. In tua crapa rapata esserci cervello. Tu allora usare cervello, non bastone. Tuo cervello avere bisogno di cibo, come tua pancia. Tu allora provare a parlare, a leggere, a chiederti perché tu vivere vita di merda. Questo essere: cultura. E cultura essere sola grande forza per migliorare uomo.

Io sapere: leggere essere molto faticoso. Pensare essere ancora più faticoso.

Molto più faticoso che gridare “negro di merda”, o “sporco ebreo”: gridare stronzate essere molto facile, basta vedere presidente skinhead Cossiga. Tutti essere capaci di insultare e odiare.

Me non importare niente se tu avere crapa rasata e scarponi: per me, tu potere anche metterti carciofo su testa e tatuare tue chiappe. Me importare che tu rispetta te stesso, tuo cervello e tua dignità, così forse tu impara anche a rispettare altri uomini. Se tu grida “sporco ebreo”, tu dovere almeno sapere cosa essere ebreo. E se tu sapere cosa essere ebreo, tu provare a chiederti come sarebbe bello se bruciassero in forno tua madre, tuo padre, tuoi fratelli, tuoi amici e te. Se tu comincia a fare domande, tu comincia a vincere. Domande essere come chiavi di macchina: basta una domanda per accendere motore e andare lontano.

Io molto preoccupato per te (e anche per testa di quelli che vuoi picchiare). Io preoccupato perché il potere, quando vede persone ignoranti e cattive, può fare due cose: metterti in prigione, e prigione è come immenso “bonk” su tua testa. Oppure servirsi di te come uno schiavo, mandarti a picchiare e torturare e bruciare mentre lui, intanto, vive in bella casa con bella macchina e bella figa. Vuoi essere libero? Tieni tua testa rapata, ma impara ad amare tuo cervello. Forza e potere abitano lì: dentro zucca, non sopra zucca. Ciao.

25
Mag
08

Roma, pestaggio neonazista. Aggrediti immigrati al Pigneto

24 maggio 2008 da Repubblica

Un gruppo con il volto coperto da foulard con la svastica
ha distrutto le vetrine di due alimentari e di un call center

Roma, raid neonazista al Pigneto
Picchiato un extracomunitario
Alemanno: “Atto di gravità inaudita, puniremo i colpevoli”
Gli abitanti del quartiere in piazza contro razzismo e xenofobia

Roma, raid neonazista al Pigneto
Picchiato un extracomunitario

Il quartiere Pigneto
ROMA – Una vera e propria spedizione punitiva al grido di “Sporchi stranieri” e “Bastardi”. Nel mirino gli extracomunitari del quartiere Pigneto a Roma. Oggi pomeriggio un gruppo di venti ragazzi, guidati da un uomo, con i volti coperti da foulard con la svastica, ha fatto irruzione in un alcuni negozi di una delle zone più multietniche di Roma. In via Ascoli Piceno i teppisti hanno danneggiato due vetrine e un frigo bar di un negozio di alimentari e le vetrine di un call center. In via Macerata sono stati assaltati un altro alimentari ed è stata infranta la vetrata del portone di un’abitazione. Un extracomunitario del Bangladesh è stato picchiato dalla banda. “E’ stato colpito da una bastonata e non ha avuto bisogno di andare a farsi medicare in ospedale”, hanno raccontato alcuni testimoni.

La squadraccia è arrivata improvvisamente di corsa, tenendo in mano assi di legno, e si è scagliata contro l’extracomunitario. Tanta la paura nel quartiere, dove sono molti gli immigrati che gestiscono attività commerciali. Tutti sono scappati e molti hanno chiuso le saracinesche dei negozi.

Il primo ad essere assaltato è stato un negozio di alimentari in via Macerata, gestito da quattro anni da un immigrato indiano al quale sono state distrutte a bastonate le vetrine esterne. Successivamente, gli assalitori si sono diretti nella parallela via Ascoli Piceno, dove sono state mandate in frantumi le vetrine di una lavanderia-phone center e di un altro alimentari, entrambi gestiti da cingalesi. L’alimentari è stato il più colpito dal raid, con la distruzione di un frigo e della merce presente sugli scaffali, soprattutto bottiglie di birra e vino.

Una cronista dell’Agi, testimone dell’episodio, ha tentato invano di chiamare il 113, per molti minuti, ma nessuno ha risposto (Audio: il racconto della giornalista). Dopo pochi minuti, la banda è scappata e molti abitanti del quartiere si sono riversati nelle strade e si sono affacciati dalle finestre per capire cosa fosse accaduto.

“Non capiamo perché sia avvenuto questo attacco – hanno detto i bengalesi titolari della lavanderia di via Ascoli Piceno – Siamo da anni qui, lavoriamo, paghiamo le tasse e mandiamo i soldi a casa. Cosa abbiamo fatto?”.

Il Pigneto è un quartiere popolare della Capitale dove si trovano il centro sociale Snia Viscosa, uno dei più grandi e attivi della capitale, il Bar Necci, famoso per essere stato il bar di Pier Paolo Pasolini, e una storica sede dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani. Dopo l’aggressione gli abitanti del quartiere sono scesi in strada per manifestare il loro rifiuto di ogni forma di razzismo e xenofobia.

Il quartiere, a metà anni ‘90, ha conosciuto una rinascita che lo ha portato a essere luogo di ritrovo di artisti e musicisti. E’ stato proprio in virtù del suo passato di quartiere degradato che molti immigrati, prevalentemente dal Bangladesh, hanno scelto di aprire al Pigneto attività commerciali di vario tipo, bazar e bar in particolare, sfruttando il basso costo dei locali.

Durissima la reazione delle autorità, a cominciare dal sindaco Gianni Alemanno: “Il raid e l’aggressione al Pigneto nei confronti di cittadini extracomunitari, ai quali va la mia solidarietà, è un atto di una gravità inaudita che mi lascia sdegnato e che non passerà sotto silenzio. Mi sono già attivato con le forze dell’ordine affinché i colpevoli di questo gesto siano presi e puniti in maniera esemplare”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Regione Piero Marazzo: “Roma è una città aperta e
multiculturale che non ha nessuna intenzione di lasciare spazio a drammatici episodi di razzismo e intolleranza e di rivivere anni bui e dolorosi di un passato che vogliamo definitivamente vedere alle nostre spalle”. E il presidente della Provincia Nicola Zingaretti sottolinea che quello del Pigneto è “un altro episodio di violenza e xenofobia che non è davvero più possibile tollerare” e che “tutte le istituzioni dovrebbero condannare duramente e con fermezza” perché “Roma ha bisogno di tornare a respirare un’aria di pace, libertà e di vero rispetto nei confronti del prossimo”.


25
Mag
08

Milano: per AN Almirante “un esempio da seguire”

dal sito dell’Anpi

I muri di Milano sono tappezzati di manifesti firmati Alleanza Nazionale con la faccia di Giorgio Almirante. “Un grande italiano. Un esempio da seguire”, si legge, con riferimento al ventesimo anniversario della morte del fondatore del MSI, e a una messa che sarà celebrata in una chiesa del centro cittadino.
La sezione milanese dell’ANED  ha espresso la più sdegnata condanna di questo manifesto. “Giorgio Almirante fece parte per 5 anni, dal primo all’ultimo numero, della redazione della rivista fascista La difesa della razza, principale veicolo nel nostro paese di quella politica razzista che sfociò tra il ‘43 e il ‘45 nella deportazione e nello sterminio di migliaia di uomini, donne e bambini ebrei. E fu altissimo esponente della RSI, arrivando a firmare il famoso manifesto in cui si prometteva la “fucilazione nella schiena” degli “sbandati ed appartenenti a bande” che non si fossero piegati alla leva della repubblica di Mussolini, al soldo dell’alleato nazista.
“Il manifesto milanese ci parla della cultura politica di forze che oggi occupano altissime cariche istituzionali. Le lacrime di fronte al museo Yad Vashem di Gerusalemme sono archiviate; le critiche al fascismo, come “male assoluto”, pure: oggi è cambiato il vento, e AN rivendica con orgoglio una storia fatta anche di disonore.
“I superstiti dei lager e i familiari dei Caduti esprimono la loro protesta per una iniziativa che riporta indietro di decenni il dibattito politico nel nostro paese.”




a

 

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