Per la salute, per l’ambiente, per la democrazia, per la libertà di movimento!
La lotta dei cittadini contro la discarica nel quartiere di Chiaiano nella periferia nord di Napoli è una lotta straordinaria.
Un conflitto sociale a difesa della vita, della salute, del territorio di migliaia di cittadini contro una scelta irresponsabile e incompresibile: una megadiscarica da 700mila tonnellate di rifiuti all’interno delle cave della Selva di Chiaiano, distruggendo l’ultimo polmone verde della città a poche centinaia di metri da insediamenti residenziali densamente abitati e dalla zona ospedaliera.
La zona di Chiaiano é l’unica zona dell’area metropolitana dove sopravvive un economica agricola legata alla produzione di agricoltura biologica e di prodotti d.o.p. come la ciliegia.
Il 24 maggio scorso il governo Berlusconi emana un decreto legge per fronteggiare la crisi in Campania e nomina Guido Bertolaso sottosegretario con pieni poteri fra i quali l’impiego delle Forze armate per vigilare i 10 siti prescelti, oltre che per il trasporto dei rifiuti. Il decreto prevede anche il carcere per chi intralcia i lavori di gestione dei rifiuti, chi viola le aree interessati. Fino a 5 anni per i promotori della protesta.
La popolazione inizia a mobilitarsi il 29 aprile scorso. In 10.000 rispondono all’appello del Comitato in difesa delle cave di Chiaiano e Marano. La decisione poi è quella della mobilitazione permanente. Barricate, blocchi, assemblee e due presidi permanenti installati dalla comunità in lotta alla Rotonda della Rosa dei Venti al confine con il Comune di Marano ed in Cupa dei Cani in prossimità dell’accesso alla discarica.
Le vie d’accesso alla discarica sono completamente bloccate dalle barricate.
Il 21 maggio in occasione del primo Consiglio dei Ministri in trasferta a Napoli nove cortei sfilano per la città.
Sulla questione rifiuti non si torna indietro, dichiarano gli esponenti del governo. La linea dura si fa sentire subito.
Il 23 maggio le forze dell’ordine attaccano il presidio. “Ci hanno completamente massacrato, donne, bambini… eravamo tutti seduti a terra, ci hanno deliberatamente caricato” raccontano dal Presidio i cittadini. Cariche della polizia anche sul presidio sotto il tribunale per il processo per direttissima a tre fermati nella notte precedente. A fine giornata sono 7 le persone trattenute in Questura a Napoli.
Sabato 24 maggio parte il tam tam di solidarietà, da Roma a Vicenza con presidi davanti alle Prefetture.
La tensione sale ancora sabato mattina quando la polizia provocatoriamente inizia a caricare di nuovo i cittadini con la scusa di liberare la strada alle ruspe arrivate per spostare un autobus fermo in mezzo alla carreggiata. Durante le cariche un ragazzino di 12 anni è precipitato da un muretto e trasportato con urgenza all’ospedale.
La risposta è determinata, in 10.000 scendono in piazza nel pomeriggio contro la militarizzazione del territorio. La popolazione continua a mantenere i blocchi. Si svolge un incontro tra comitati, sindaci e il sottosegretario ai rifiuti Guido Bertolaso. Il 27 maggio i tecnici del commissariato e tecnici delle amministrazioni locali entrano nella cava per realizzare le prime operazioni di carotaggio.
Intanto con l’operazione “Rompiballe” la magistratura arresta 25 persone, tra cui anche gli uomini di Bertolaso e la vice del sottosegretario Bertolaso, Marta Di Gennaro.
“Chi sono i veri delinquenti?” commentano dal Presidio, “chi vuole difendere l’ambiente o chi lo devasta?”.
Arriva l’appello ai cittadini, ai movimenti, alle comunità in lotta, dai No-Tav, ai No-Dal Molin, ai No-Ponte, per una manifestazione a carattere nazionale a Chiaiano (Napoli) domenica primo giugno ore 16 con concentramento alla Metropolitana .
Per adesioni e info retecampanasaluteambiente@noglobal.org.