Il processo per la mattanza nella caserma
di Bolzaneto, dopo il G8 di Genova, si chiude
con un «lodo» per le forze di polizia. 15 condannati,
30 assolti, pene miti che nessuno sconterà. Le accuse erano gravissime, ma lo Stato si assolve
Dopo oltre 9 ore di camera di consiglio nell’aula bunker di palazzo di giustizia è stata letta la sentenza del processo per le violenze e i soprusi avvenuti nella caserma di Bolzaneto della Polizia, durante il G8 nel 2001 a Genova: 15 le condanne, 30 le assoluzioni. Pene variabili fra i 5 mesi e i 5 anni. La pena più ingente è stata inflitta ad Antonio Biagio Gugliotta, ispettore della polizia penitenziaria.
Le condanne La condanna più pesante, cinque anni, ad Antonio Biagio Gugliotta, ispettore delle Guardie penitenziarie, che aveva la responsabilità della caserma di Bolzaneto a cui i giudici hanno lasciato la contestazione del reato di abuso d’ufficio doloso. Due anni e quattro mesi per Alessandro Perugini, all’epoca numero due della Digos a Genova e l’ispettore Anna Poggi. Per Daniela Maida, ispettore superiore 1 anno e 6 mesi di reclusione; per Antonello Gaetano, 1 anno e 3 mesi, gli ispettori della polizia di Stato Matilde Arecco, Natale Parisi, Mario Turco e Paolo Ubaldi conaddanti a 1 anno di reclusione ciascuno. Massimo Luigi Pigozzi, assistente capo della polizia di Stato a 3 anni e 2 mesi di reclusione; Barbara Amadei a 9 mesi, Alfredo Incoronato a 1 anno, Giuliano Patrizi a 5 mesi. Sono inoltre stati condannati i medici Giacomo Toccafondi ad 1 anno e 2 mesi di reclusione e Aldo Amenta a 10 mesi.
Le assoluzioni. Tra i 30 imputati assolti il colonnello di polizia penitenziaria Oronzo Doria, ora generale, per il quale erano stati chiesti 3 anni e 6 mesi, la stessa pena chiesta per Bruno Pelliccia, comandante del personale del servizio Centrale Traduzioni della polizia, anche lui assolto. Sono stati anche assolti Aldo Tarascio, ispettore di polizia e sindacalista nei cui confronti l’accusa aveva chiesto 9 mesi, Franco Valerio, ispettore superiore polizia di Stato, Gianmarco Braini, Comandante del contingente dei carabinieri del IX battaglione Sardegna, addetto al servizio di vigilanza delle camere di sicurezza. Sono stati inoltre assolti altri dieci carabinieri imputati. Confermata per Giuseppe Fornasiere ufficiale della polizia penitenziaria l’assoluzione come avevano chiesto i pm. Assolti anche i medici Adriana Mazzoleni, Sonia Sciandra e Marilena Zaccardi.
Riconosciuto l’abuso d’autorità Secondo l’accusa sarebbero avvenuti episodi di vera e propria tortura che avrebbero violato la dignità umana e i più significativi diritti alla persona. Anche in infermeria, medici e agenti avrebbero inflitto vessazioni agli arrestati feriti. I pm, nella loro lunga requisitoria, raccolta in una memoria di 600 pagine, affermarono che nella «caserma di Bolzaneto furono inflitte alle persone fermate almeno quattro delle cinque tecniche di interrogatorio che, secondo la Corte Europea sui diritti dell’uomo, chiamata a pronunciarsi sulla repressione dei tumulti in Irlanda negli Anni Settanta, configurano “trattamenti inumani e degradanti”». L’accusa però, non potendo contestare il reato di tortura, che non esiste nel nostro ordinamento, ha scelto di chiedere per i vertici apicali preposti alla struttura l’art.323 (abuso d’ufficio) oltre alla violazione della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, abuso d’autorità nei confronti di persone arrestate o detenute, minacce, ingiurie, lesioni. I reati contestati saranno tutti prescritti nel 2009, ma le eventuali condanne consentiranno alle parti civili di chiedere un risarcimento o ottenere già oggi una provvisionale, chiesta da tutti i loro legali.
Giustizia e Interni condannati a risarcire. I ministeri della Giustizia e degli Interni, come responsabili civili, sono stati condannati al risarcimento di numerose parti civili in solido con alcuni degli imputati condannati. Il Ministero della Giustizia in solido con l’imputato Gugliotta, il ministero degli Interni in solido con gli imputati Perugini, Poggi, Maida, Arecco, Turco, Parisi, e Ubaldi. I giudici hanno riservato poi la liquidazione dei danni a separati giudizi. I giudici hanno assegnato a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva da 2500 a 15.000 euro in favore di alcune parti civili, tra cui Massimiliano Amodio, Giuseppe Azzolina, Anna Julia Kutschkau, Luis Garcia Lorente, e Mohamed Tabbach (15.000 a testa); a Enrica Bartezaghi Roberto Gallo, Liliana Fassa e Ettorina Gandina (2500 a testa) e per le restanti parti civili la somma di 10.000 euro.
Le richieste Sono state oltre 180 le udienze del processo per i fatti di Bolzaneto. I testi sfilati sono stati circa 360 e 155 le parti civili. Circa 50 sono gli avvocati di parte civile ed una sessantina i difensori degli imputati. Il processo a 45 imputati tra appartenenti al personale della polizia penitenziaria, polizia, carabinieri e medici, iniziò nell’ottobre 2005 mentre le richieste dei pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati sono del marzo scorso. La pena più alta (5 anni, 8 mesi e 5 giorni) era stata chiesta dalla pubblica accusa per Antonio Biagio Gugliotta, ispettore della polizia penitenziaria, responsabile della sicurezza del centro di detenzione provvisorio. Tra gli imputati figurano, tra gli altri, Alessandro Perugini, all’epoca dei fatti vice capo della Digos di Genova, per il quale i pm avevano chiesto 3 anni e 6 mesi. Analoga la pena chiesta per Oronzo Doria, che era colonnello della polizia penitenziaria. Per Massimo Luigi Pigozzi, assistente capo della polizia di Stato, accusato di aver lacerato la mano a Giuseppe Azzolina, uno degli arrestati, i pm avevano chiesto tre anni e 11 mesi. Richieste consistenti erano state formulate anche per i medici (tra i quali Giacomo Toccafondi): pene variabili da tre anni e mezzo a 2 anni e tre mesi.
