Archivio per Settembre 2008

30
Set
08

Festa regionale Anpi. Firenze, 10-11-12 ottobre

 

 

LA RESISTENZA CONTINUA :

Difendere e Attuare la COSTITUZIONE -

 Firenze – Teatro Saschall – 10 11 12 ottobre 2008

 

 

 

 

Venerdì 10 ottobre

ore 17:30 auditorium INAUGURAZIONE

Presenta la Manifestazione

Vittorio Meoni Presidente Regionale ANPI

Saluti delle Autorità

Leonardo Domenici – Sindaco di Firenze

Matteo RenziPresidente Provincia Firenze

Claudio Martini – Presidente Regione Toscana

Interventi di

Oscar Luigi Scalfaro

Presidente emerito della Repubblica

Raimondo Ricci

Vicepresidente Vicario dell’ANPI Nazionale

 

ore 20:00 auditorium Proiezione

«Discorso di Calamandrei agli studenti»

 

ore 21:00 auditorium Spettacolo

«Storie di Villa Triste»

Compagnia teatrale «TEATRI D’IMBARCO»

 

ore 22:30 auditorium Spettacolo

BOBO RONDELLI in concerto

Sabato 11 ottobre

ore 9:30 auditorium Incontro con gli studenti

dedicato alle classi delle Scuole Medie Superiori

«Conoscere la Costituzione nata dalla Resistenza»

Interventi di

Salvatore Tassinari – Docente filosofia

Ivano Tognarini – Istituto Storico della Resistenza

Alessandro Nencini – Magistrato

 

ore 9:30 saletta Incontro con i Dirigenti scolastici

«L’importanza di insegnare la Costituzione agli studenti»

Interventi di

Prof. Andrea Manzella – Costituzionalista

Ugo Caffaz – Ass.to Pubblica Istruzione Regione Toscana

 

ore 12:30 saletta Proiezione

«La strage di S.Anna di Stazzema»

Intervento sul falso storico nel film di Spike Lee

Cipollini – Docente

 

ore 14:30 saletta Incontro e proiezione su «Donne protagoniste dalla Resistenza alla Costituzione»

«Coscienza di sole – da sudditi a cittadini»

di Alessandra Povia Zani

Interventi di

Mirella Vernizzi e Didala Ghilarducci – Partigiane

 

ore 15:00 auditorium Laboratorio

«Fascismo Resistenza Costituzione: il peso della memoria»

Relatori

Raimondo Ricci – Vicepresidente Nazionale ANPI

Nicola Tranfaglia – Storico

Sandra Landi – Antropologa

 

ore 16:30 saletta Presentazione libri

Incontro con gli autori

«Cefalonia settembre 1944»

di Enrico Solito

«#####»

Daniele Menozzi

 

ore 17:30 saletta Laboratorio

«Diritti Uguaglianza Lavoro»

Relatori

Piero Amerio – Università di Torino

Piergiovanni Alleva – Diritto del Lavoro

Paolo Cocchi – Assessore Regionale

 

ore 20:00 saletta Proiezione

«Proiezione diapositive sui campi di sterminio»

A cura di Mauro Baldi – ANPI Pistoia

 

ore 21:00 saletta Proiezione

«La scelta – Un viaggio nella memoria»

di Alessandra Povia Zani

«Donne nella Resistenza» di Liliana Cavani

 

ore 21:00 auditorium Concerto

«Notte Antifascista» con i gruppi toscani

Tenedle – rivisitazione brani della Resistenza e lettere dei condannati a morte

Clever –Indie Rock (Pisa)

The Rent – New brit rock’n’roll (Firenze)

Apuamater – Folk apuano d’azzardo (Massa)

Scritti Corsari – Folk-rock tra memoria e suggestioni

Banda K100 – Canti di lotta dal Cantiere Sociale Camino Cienfuegos (Campi Bisenzio)

Malasuerte FI SUD – ska, rock punk – suona e parla di solidarietà, lotte e diritti (Firenze)

Domenica 11 ottobre

ore 10:30 auditorium Incontro

«Dai Partigiani ai giovani: la Resistenza continua»

Interventi di

Raimondo Ricci – Vicepresidente Nazionale ANPI

Silvano Sarti – Presidente Provinciale ANPI Firenze

 

ore 10:00 saletta Incontro

Assemblea nazionale dei Comitati Difesa Costituzione

 

ore 14:30 auditorium Concerto

Gruppo musicale «IL CONTEMPORANEO»

 

ore 15:30 auditorium Laboratorio

«Guerra e Pace»

Relatori

Lidia Menapace

Domenico Gallo

Carlo Garbagnati – Vicepresidente Emergency

Daniele Menozzi – Storico

 

ore 18:00 auditorium Chiusura manifestazione

«ANPI nuovo soggetto politico per la difesa della Costituzione»

Laura Remaschi – iscritta ANPI

Ferruccio Paolini – Consigliere Nazionale ANPI

Silvano Sarti – Presidente Provinciale ANPI Firenze

Conclusioni di Raimondo Ricci

 

ore 19:30 auditorium Proiezione

«Firenze 17 luglio ‘44» in ricordo di Bruno Fanciullacci

Introducono

Ivano Tognarini – storico

Daniele Lamuraglia – Regista

 

ore 14:30 auditorium Concerto

«La Banda Tom e altre storie partigiane»

Gruppo musicale «YO YO MUNDI»

 

 

 

 

25
Set
08

Spike Lee e la memoria storica: presidio a viareggio

A seguito dei vari episodi di revisionismo si è svolta mercoledì 24
settembre c/o il centro sociale SARS di Viareggio un’assemblea
antifascista. All’assemblea hanno partecipato diversi compagni
antifascisti, organizzati e non, che hanno deciso di mobilitarsi in
vista della prima proiezione del film “Miracolo a Sant’Anna” di Spike
Lee per ristabilire la verità storica che purtroppo il film trascura.
Mercoledì 1 ottobre dalle ore 19 e 30 si svolgerà in piazza Campioni in
passeggiata un presidio e sarà distribuito fuori dal cinema un
volantino / documento che faccia chiarezza sui reali accadimenti
storici. Invitiamo tutti i sinceri antifascisti a partecipare.

Antifascisti Versiliesi

25
Set
08

“In risposta alla Destra”. Comunicato stampa dell’Anpi giovani

 

Il giorno 16 settembre su un quotidiano locale, è uscito un comunicato a firma “la Destra” e “Gioventù italiana”, delirante e pericoloso. In esso i due partiti prendono le distanze dalle dichiarazioni di Fini ed affermano un’orgogliosa appartenenza alla storia fascista italiana. In particolare vi è un passaggio inequivocabile: “…noi de “La Destra” e di “Gioventù Italiana” cogliamo l’occasione per far sapere a tutti che noi non cambieremo mai le nostre battaglie, la nostra Storia e i nostri Valori per inseguire il potere. Noi ci sentiamo eredi di quei valori, Dio, Patria e Famiglia, cari al Movimento Sociale Italiano, anziché dichiararci antifascisti ci dichiariamo fermi e intransigenti anticomunisti, rendiamo pieno Onore ai caduti della R.S.I. e rifiutiamo l’analisi così scolastica, riduttiva e generica sul fascismo fatta da Fini e soci…”

 

L’Anpi giovani di Massa considera queste dichiarazioni come una vera e propria presa di posizione a favore della parte più vergognosa e retriva della storia di questo paese. Ci sentiamo in dovere di ricordare ai suddetti camerati che il nostro paese è uscito da quella triste pagina attraverso una straordinario movimento di popolo, che prende il nome di Resistenza, e che è alla base della nostra costituzione e del vivere civile. E’ stata la Resistenza Antifascista a rappresentare l’unico momento realmente fondante e costruttivo della nostra storia. E’ quell’esempio che va ricordato, anche e soprattutto in un clima politico-culturale che sembra percorrere sempre più la strada dello sdoganamento del fascismo.

 

La nostra attività è e sarà sempre diretta all’affermazione degli ideali antifascisti contro tutti coloro che fanno della menzogna il proprio credo politico.

 

ANPI GIOVANI DI MASSA

23
Set
08

Livorno 25 settembre: presentazione libro “gli orfani di Salò”

Comunicato del presidio organizzato da Centro Politico 1921 e M.A.L.

 

  Il 25 settembre nella nostra città verrà presentato il libro di Antono Carioti “Gli orfani  di Salò”, testo che si inserisce perfettamente nel fortunato percorso editoriale  di revisionismo ed attacco alla Resistenza già iniziato ed intrapreso con fortuna da  Giampaolo Pansa.

 Il libro di Carioti mira ad una legittimazione “democratica” del fascismo, riletto come  un movimento con una specificità culturale, che avrebbe destato l’attenzione del PCI  in chiave anticapitalista e le cui lotte universitarie avrebbero anticipato il ‘68 “di  sinistra”. Il dibattito che in queste settimane ha accompagnato la prospettiva di  presentazione di “Gli orfani di Salò” a Livorno è stato furbamente concluso da una  comoda soluzione bipartisan, che ha di fatto tolto dagli impicci le istituzioni  cittadine: il libro verrà presentato nel Chiostro della Madonna, una sala privata, sponsorizzata e quindi pagata, però dalla provincia. Questo tentativo di liberalizzazione della cultura a qualsiasi costo – anche sa rischio di scadere nel più becero revisionismo – , calpestando qualsiasi memoria storica, così come tutta una serie di iniziative di commemorazione, come ad esempio, per rimanere in ambito cittadino, quella della battaglia di El Alamein, dimostrano tutta l’ipocrisia di una democrazia che sta cercando di legittimare una pagina storica della storia italiana come il fascismo, tramite la revisione, la parificazione tra coloro che scelsero di aderire alla RSI e chi decise invece di combattere contro la dittatura fascista. Di questo percorso revisionistico si fanno portavoce non solo uomini politici di entrambi gli schieramenti – pensiamo ad esempio alle ultime dichiarazioni del neo ministro alla difesa La Russa, che durante le commemorazioni per l’8 settembre ha elogiato i ragazzi di Salò, “difensori della patria dall’invasione angloamericana” –, ma anche intellettuali che storicamente si sono sempre definiti “di sinistra”, da Pansa a Carioti.

Scenderemo in piazza contro il revisionismo di Carioti, contro la commemorazione della battaglia fascista di El Alamein, contro tutti i revisionisti e i neofascisti che vorrebbero sporcare la nostra città ed offendere la memoria di tutti coloro che si sono schierati, e tutt’ora si schierano, dalla parte giusta: quella della Libertà.

GIOVEDI’ 25 SETTEMBRE ORE 18.00 AL CHIOSTRO DELLA MADONNA, VIA DELLE GALERE:

PRESIDIO ANTIFASCISTA E ANTIREVISIONISTA

Centro Politico 1921

Movimento Antagonista Livornese

23
Set
08

Clerici Vattene! Sant’Anna non si oltraggia!

Comunicato del Dada viruz project di Viareggio

   

L’azione provocatrice e revisionista della destra prosegue senza conoscere alcuna decenza. Questa volta l’episodio è dei più ripugnanti perché è una vera e propria ingiuria a vittime innocenti delle stragi nazifasciste. L’oltraggio alle vittime di Sant’Anna di Stazzema, portato dalla signora Clerici, non quella della prova del cuoco, ma quella che nel 98 era candidata nell’Ulivo, poi dopo aver transitato per una lista di civica è approdata in AN e ricopre adesso la carica di presidente del centro congressi “Principe di Piemonte”, è semplicemente inaccettabile. La risposta delle forze democratiche e progressiste che condannano il fascismo per fortuna non si è fatta attendere. Stamani quasi un centinaio di persone si sono riunite in presidio prima davanti al comune di Viareggio e poi al Principe di Piemonte dove c’è la lapide in memoria alle vittime di Sant’Anna che la signora Clerici ha provato a svitare senza riuscirci.
Non aggiungiamo molte parole per commentare un gesto vile che si commenta da se. Sottolineiamo, invece, la risposta ferma di chi tiene viva la memoria antifascista e denuncia con insistenza le provocazioni di esponenti di AN, i quali si trovano ogni giorno che passa sempre più in difficoltà visto i numerosi insuccessi governativi. Ci associamo a chi chiede le dimissioni della signora Clerici e invitiamo tutti gli antifascisti a tenere alto il livello di mobilitazione.
Vogliamo, tuttavia, dire a questi provocatori che se pensano di farci abboccare ad esche per perdere tempo rimarranno profondamente delusi perché noi continueremo a considerare prioritaria la conflittualità sociale. Il nostro antifascismo risponderà, infatti, sempre agli interessi dei lavoratori, dei precari, dei migranti e delle moltitudini che si ribellano al capitale. <!– –>

22
Set
08

“Io ho il cuore nero, me ne frego e sputo in faccia al mondo intero”

 

L’apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente “Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione”), anche detta “legge Scelba”, che all’art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque “fa propaganda per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità” di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque “pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

Questa mattina alcuni quartieri romani – fra i quali la zona Trieste e piazza Bologna – si sono risvegliati con i muri tappezzati di manifesti a sfondo nero con sopra una scritta in carattere bianco: “Io ho il cuore nero, me ne frego e sputo in faccia al mondo intero”.
Nessuna firma, eccezion fatta per una grande croce celtica alla fine della frase. Che, per chi non la conoscesse, fa parte di una canzone del gruppo “270 bis” (il riferimento è all’articolo del codice penale che riguarda il reato di banda armata), resa celebre dal documentario “nazirock”.

In quelle riprese, a cantarla, c’era martin avaro, dirigente nazionale e responsabile romano di forza nuova, che questa mattina, raggiunto al telefono, non sembra essere sorpreso: “È un’iniziativa che non nasce da una mia idea, ma comunque da ambienti interni a forza nuova”. Ed è dedicata al presidente della camera Gianfranco Fini, e alle sue parole sull’antifascismo.

“Penso che sarà contento di vedere quei Manifesti- afferma ironico
avaro- perchè quella canzone è stata scritta da marcello de angelis, attualmente senatore della repubblica eletto tra le fila di an: a me mi hanno messo in croce perchè l’ho cantata, ma non capisco perchè se la canto io sono un criminale e se la canta un senatore è un eroe”.

All’indomani di una serie di fermi a danno di “tanti dei nostri in piazza annibaliano”, prosegue avaro, il nostro intento “è quello di ribadire ciò che in tanti, non solo tra le fila di forza nuova, pensano in questo momento: per questo non abbiamo firmato i manifesti.
Ancora una volta- conclude- condanniamo così chi si erge a paladino della sapienza pura, condannando esperienze storiche per noi validissime”.

22
Set
08

Viareggio: Manuela Clerici di An tenta di rimuovere la lapide in ricordo dell’eccidio di Sant’Anna

  Un dipendente del Centro Congressi accusa la presidente  del Versilia Congressi Manuela Clerici (An) di aver tentato di  rimuover dall’atrio del Principe di Piemonte la lapide che  ricorda l’eccidio. Tre rondelle che servono a bloccare ai ganci  la lapide dedicata alle vittime di Sant’Anna di Stazzema posta  nell’atrio del centro congressi Principe di Piemonte sono  stati rimossi. La lapide era stata posta il 9 agosto del 2001  per commemorare i martiri dell’eccidio del 12 agosto del  1944, quando persero la vita 560 persone trucidate dai  nazisti.
 Secondo un dipendente della Viareggio Versilia Congressi, Roberto Mencarini, l’ordine di togliere la lapide e’ partito dalla presidente della Viareggio Versilia Congressi Spa, Manuela Clerici, in quota ad Alleanza Nazionale. Che vista la riluttanza del personale a procedere con la rimozione avrebbe cercato personalmente di togliere la lapide, senza pero riuscirsi.La presidente, contattata dai cronisti, ha dichiarato che la lapide si trova ancora nell’atrio e li rimarra’ ed ha evitato di rispondere a quanto affermato dal dipendente in questione. Da parte sua il sindaco di Viareggio Luca Lunardini ha ribadito che e’ intenzione del comune lasciare per sempre la lapide dove si trova. ‘Alla mia richiesta di chiarimenti – detto ancora il sindaco – la presidente mi ha risposto che tutta la vicenda e’ nata da un equivoco’.

21
Set
08

Milano, 50mila contro il razzismo. Gli amici di Abba prendono la citta’

 

 

Sono andati, si sono presi il corteo, l’hanno portato per le vie del centro e poi da soli, cosi’ come erano venuti, sono andati in via Zuretti. Dove tutto e’ finito ed e’ cominciato. Dove Abba e’ morto, ammazzato. Saranno stati un centinaio all’inizio, ragazzi italiani-neri, G2, figli di immigrati e migranti, e con loro pochi altri. 18,19, 20 anni non di piu’. Una grande rabbia in corpo. Contro tutti. Non volevano stare nei ranghi del corteo. Non volevano rompere niente e nessuno, solo gridare, bloccare il traffico, correre avanti e indietro, come delle molle. Poi seduti a ripetere gli slogan: ‘Cosa vogliamo raga per Abba?’, ‘Giustizia’. E poi: ‘Vergogna’, ‘Basta razzismo’. Un grido e partivano. Le magliette con la faccia di Abba, disegnata o fotografata. Un cartello per tutti, tenuto in alto da un ragazzo con una maglia dell’Inter, come quella di Balotelli: ‘Fiero nero, Abba vive’. Pantaloni e occhiali griffati. Orecchini coi brillantini. Tali e quali ai loro coetanei allo struscio delle vetrine. Ma “c’est la banlieue”. Quella di tanti Abba che scendono di sabato pomeriggio in centro, che la traversano di notte e che all’alba possono trovarsi per terra in una pozza di sangue se incontrano i tipi sbagliati. “C’est la banlieue” milanese, urlata, incazzata, incomprensibile per quei “nonni” da corteo che cercano prima di contenerli, assecondandoli (state pure in testa, ma davanti vi facciamo un cordone per distanziarvi dalla polizia). Niente da fare. 
Nemmeno per qualche “capo” della comunita’ migrante. Con lui ci litigano pure. Tempo dieci minuti e questi ragazzi, questi italiani-neri, rompono le righe della sinistra. Vanno a prendersi San Babila, poi corso Vittorio Emanuele, Piazza Duomo e quando si trovano un cordone di polizia davanti in un “tratto non autorizzato” lo sfondano. Di corsa. D’impeto. Un paio di manganellate e via. La polizia difende Palazzo Marino, Il Comune. Loro non sanno nemmeno cos’e’. Non gliene fotte niente del Palazzo. Il fiume disorganizzato sa dove andare. Qualche calcio ad auto e motorino per passare. Qualche ruvidezza. Ma via, via. Senza bisogno di riot. Fino in via Zuretti. Da soli.
Da ieri a Milano e’ successo qualcosa. Per chi vorra’ capire. Per chi vorra’ ascoltare. E’ successo che un centinaio di ragazzi si sono presi il loro tempo, l’hanno battuto. Infischiandosene di tutto e tutti. A modo loro. Il corteo li lascia fare. Non potrebbe essere altrimenti. Anche perche’ “i ragazzi” non ascoltano nessuno. Solo i parenti di Abba, un cugino o uno zio, che si mette sempre di mezzo quando la tensione sale, quando vola qualche insulto. ‘Abba era un nonviolento’, dice, ‘nessuno deve rovinare la sua festa’. E tutti si calmano. Succede cosi’ anche alla fine, in via Zuretti, mentre gli striscioni delle centinaia di sigle della manifestazione sono rimasti in piazza Duomo. Tensione d’agitazione e d’accerchiamento della polizia. Ma poi tutti con le mani alzate per la canzone che piaceva ad Abba e poi ancora a ballare reggae nella via.
Adesso spetta a tutti quelli che stavano dietro a questi ragazzi, consapevoli o meno, non abbandonarli. Spetta ai 50mila di un corteo bellissimo, che riempie il cuore di colori, musiche, cartelli. Spettera’ alla sinistra, alla societa’ civile, non allontanarsi da quei ragazzi. Ascoltarli. Perche’ un conto siamo noi, la nostra voglia di solidarieta’, multiculturalismo, nonviolenza. Un conto sono loro. Te lo dicono quando ti avvicini. Ti dicono “voi”. E hai voglia a spiegargli che sei li’ per raccontare e che tu sei antirazzista da sempre. “Vaffanculo” e’ la risposta. C’e’ un noi e un voi. C’e’ un noi giovane, metropolitano, meticcio, precario, che quando prende parola e agisce vuole farlo a suo modo, stile e regole diverse.
Non vale solo per quel centinaio di “agitati sconosciuti” che si sono presi la via. Vale anche per quel ragazzo, bandiera italiana in mano che bisticcia in piazza della Scala con un signore anziano che voleva spiegargli la vita, il lavoro, la famiglia, essere italiani… ‘Guarda che non devo andarmene a casa mia, questa e’ casa mia. Io sono italiano e le cose stanno cambiando, se non te ne sei accorto. E dovete abituarvi’. In via Zuretti verso le 18, a corteo finito, saranno un migliaio a ritrovarsi, sono arrivati anche molti dei centro sociali. Un furgone, della musica e qualche discorso. Ma soprattutto musica. Attorno tanta polizia. La gente si affaccia alle finestre. Alcuni cambiano il nome della via. Una targa come quella per Carlo Giuliani, adesso dice “Via Abba”. Tra gli amici, c’e’ anche John che la sera maledetta era con Abba. John porta dei biscotti davanti al bar Shining. I biscotti. Quelli che avrebbero “motivato” la reazione animale dei due baristi, padre e figlio. Eccoli i biscotti. Gli stessi che un ragazzo porta in giro per tutto il corteo fermandosi davanti ad ogni bar, ad ogni caffe’ del centro, ricominciando ogni volta una sorta di piece teatrale: ‘Chiedo solo di essere umano, lo vedete, sono come voi… per questi biscotti mi hanno ammazzato, come non si fa per un cane’. Struggente.
Prima della partenza, prima di questa giornata speciale di cui la citta’ rischia di non rendersi ancora una volta conto, c’erano state le parole della sorella Adriarata, dietro lo striscione che doveva essere d’apertura: ‘C’e’ troppo razzismo, devono smetterla, quel che e’ successo e’ drammatico, nessuno puo’ sentire il dolore che ho dentro, per avere un paese bello bisogna vivere insieme’. Dolore e dignita’. Rispedite come di consueto al mittente dal vicesindaco di An De Corato: ‘Milano non crede al razzismo, ma sulla vicenda del ragazzo ucciso c’e’ una parte, quella della sinistra radicale, che si ostina a rinfocolare una congettura smentita da tutti. Ma anche da esponenti del centrosinistra, come la senatrice teodem Emanuela Baio. Che ha negato la patente di xenofobia alla nostra citta’ e piu’ razionalmente ha puntato il dito contro una societa’ malata, quella per esempio, dei tanti giovani, che come spettri, vagano per le strade della citta’ fino all’alba distruggendosi con alcol e droghe’. Gli fa da contorno uno dei due accusati di omicidio, il figlio, che tramite la madre fa sapere: ‘Meno male che sono in cella con altri sette italiani che mi tirano un po’ su e poi abbiamo la stessa cultura, mentalita’, e ci capiamo’. Eccoci qua.
A lui e alla citta’ che dorme sonni tranquilli mentre dei giovani vengono ammazzati, risponde ancora Rifondazione con Arci, Sinistra Democratica, Verdi, sindacato di base e Cgil (c’era tutta la Camera del lavoro al corteo), associazionismo, centri sociali… Ma quale ponte con quei ragazzi che ancora alle 19 camminavano in centinaia lungo Melchiorre Gioia, incapaci di fermarsi? Moni Ovadia, ricordava ieri quando i clandestini erano gli italiani e dice che dovremmo dire grazie a questi ragazzi piovuti come una benedizione. Intanto a Quarto Oggiaro il centro sociale Torchiera con la rete antifascista milanese metteva in scena “Cronache di resistenza”, musica, memoria, writing per ritessere la periferia. E in Corvetto, gruppi di giovani presentavano il loro hip-hop, nato nel meltin’ pot di uno dei quartieri piu’ tosti della citta’ grazie a un progetto uscito dai Contratti di quartiere e dal lavoro di educativa di strada. Tutta roba che la citta’ istituzionale, quella del “tutti a casa la sera”, non vuole. Ecco, forse bisogna ripartire da la’. Dal futuro.

Claudio Jampaglia, Milano (Liberazione)

21
Set
08

Rivolta dei migranti sul litorale domitio

Scoppia la rivolta a Castelvolturno (Ce) a seguito dell’omicidio di sei cittadini migranti: tre ghanesi, un liberiano e un immigrato del Togo morti sul posto più un altro liberiano morto stamane in ospedale, tutti tra i 25 e i 34 anni. Resta in gravi condizioni un altro straniero, a sguito della mattanza operata da un commando camorristico presumibilmente inviato dal clan dei Casalesi egemone nella zona. 
L’efferato omicidio (oltre 130 colpi sono stati ritrovati dagli inquirenti sul luogo del massacro), e’ avvenuto a pochi metri da una agenzia della Western Union frequentata in quel momento da decine di migranti che inviavano soldi nel proprio paese. Almeno tre dei cittadini migranti uccisi non apparterrebbero alla criminalita’ organizzata, ed uno di questi, Antonhy Julius era attivo all’interno delle comunita’ migranti in lotta per i diritti civili. 
La rivolta dei migranti sta interessando la statale domiziana dove i migranti hanno eretto barricate, distrutto vetrine di negozi, appiccato incendi. Una vera rivolta contro quella che denunciano come un caso gia’ archiviato dagli inquirenti. 
“Quando uccidono un negro non se ne interessa nessuno” denunciano i migranti in rivolta. “Non erano criminali, ma muratori e lavoratori a nero, sono stati ammazzati come bestie”. 
Intanto a’ annunciata per domani l’arrivo a Caserta del console del Ghana e della Nigeria per mediare con i rivoltosi, che sono stati ricevuti in queste ore , insieme ad una delegazione di antirazzisti, dal sindaco di Castelvolturno. 

Ed intanto il day after della rivolta dei migranti sul litorale domitio e’ segnata dalla presa di posizione del governo. Davanti alla richiesta di giustizia e vertita’ avanzata dalla comunita’ migrante della zona (principalmente ghanesi) ,ovvero che tra i sei fermati la maggior parte erano lavoratori e nulla avevano a che fare con la malavita e contro il razzismo strisciante che si vive nel nostro paese, la risposta del governo e’ scioccante. 
Una ricetta da “shock security” potremmo definirla : 400 agenti in piu’ nella zona del casertano; il rifiuto a reimpatriare le salme dei migranti uccisi nel propio paese, 20 denunciati da parte della Questura di Caserta per la rivolta del 19 settmbre ; l’impegno del Comune di Castelvolturno e del Ministero degli Interni a pagare i danni della rivolta. 
E’ questo quanto emerso nell’incontro di oggi tra il sottosegretario Alfredo Mantovano, il capo di Gabinetto, Giuseppe Procaccini, il capo della Polizia Antonio Manganelli, i capi di Stato Maggiore dell’arma dei Carabinieri, generale Leonardo Gallitelli e della Guardia di Finanza, Paolo Poletti.

18
Set
08

La Destra massese e il suo orgoglio fascista

  La Destra massese non rinnega il suo passato e si lascia andare a dichiarazioni vergognose che svelano la sua vera essenza. Non stupisce, ma comunque segna un passo significativo della natura di questo movimento.

Da Il Tirreno:

 La Destra si schiera per il passato contro Fini. «E adesso come la mettiamo? – scrivono i componenti del coordinamento provinciale dei partiti La Destra e Gioventù Italiana – dopo le dichiarazioni di Gianfranco Fini all’incontro dei giovani di Alleanza Nazionale di sabato scorso, dove il padrone di A.N. si è dichiarato un vero e sincero antifascista e dove ha detto che i militanti di A.N. e A.G. devono vivere seguendo i valori dell’antifascismo ci chiediamo se anche a Massa questa visione di una nuova “destra” è condivisa dai vari esponenti locali aennini. «L’erede di Almirante — scrivono i seguaci di Storace — ha tracciato la nuova scala di valori partita con lo strappo di Fiuggi, che sarà verosimilmente la scala di valori del futuro Pdl dove comunque sono già presenti molti ex comunisti come Bondi. Forse Fini non si ricorda più quando faceva saluti romani o quando parlava del fascismo del duemila ma la parte sociale del suo forse partito si. Ora però ha proprio saltato il fosso e noi siamo curiosi di sapere se anche a Massa questo fosso verrà passato, e se troveremo A.N. alle tristi pagliacciate antifasciste che ancor’oggi vengono organizzate da gruppi dell’estrema sinistra oppure se troveremo i consiglieri comunali del Pdl fare nuove alleanze con i compagni della Sinistra Arcobaleno (per ora si sono limitati solo a Pucci e alla sua giunta). Chissà se a Massa staranno pensando se, anziché combattere i comunisti, sia più conveniente diventare come loro e spartirsi così il potere, visto quello che dicono i loro leader a Roma non ci sarebbe nulla da meravigliarsi, ormai la loro fiamma si è definitivamente spenta. Tanto per essere chiari noi de “La Destra” e di “Gioventù Italiana” cogliamo l’occasione per far sapere a tutti che noi non cambieremo mai le nostre battaglie, la nostra Storia e i nostri Valori per inseguire il potere. Noi ci sentiamo eredi di quei valori, Dio, Patria e Famiglia, cari al Movimento Sociale Italiano, anziché dichiararci antifascisti ci dichiariamo fermi e intransigenti anticomunisti, rendiamo pieno Onore ai caduti della R.S.I. e rifiutiamo l’analisi così scolastica, riduttiva e generica sul fascismo fatta da Fini e soci. Siamo veramente curiosi, così come lo sarà sicuramente l’intero elettorato aennino, di conoscere la posizione degli esponenti locali di A.N. riguardo l’outing di Fini>




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