Archivio per Ottobre 2008

31
Ott
08

Il governo difende i fascisti e alza la tensione: “Scontri provocati dalla sinistra”

 

Il governo: “Scontri provocati dalla sinistra”
Alla Camera riferisce Nitto Palma: e si schiera con Forza Nuova.

Il governo riferisce alla Camera sugli scontri di piazza Navona: “La polizia si è mossa con equilibrio e gli scontri sono stati provocati dalla sinistra”.

11:12 Verini (Pd): “Ricostruzione governo minimizza i fatti”
“Decine di teppisti appartenenti alla sigla di estrema destra Blocco studentesco che hanno aggredito armati di mazze e bastoni ragazzi poco più che adolescenti. La loro provocazione ha innescato un clima di ritorsioni” dice il deputato del Pd Verini. Quanto alla ricostruzione fatta in aula dal sottosegretario Nitto Palma, Verini l’ha giudicata “molto al di sotto della gravità dei fatti”.

09:50 Il governo: “Scontri provocati dalla sinistra”
“Gli scontri più duri di Piazza Navona dell’altro ieri sono stati avviati da un gruppo di circa 400-500 giovani dei collettivi universitari e della sinistra antagonista che è venuto a contatto con gli esponenti di Blocco Studentesco (giovani di destra). Lo ha detto il sottosegretario all’Interno, Francesco Nitto Palma

09:41 Il governo: “Nessun infiltrato a piazza Navona”
Infiltrati in piazza navona? Francesco Nitto palma, nel riferire alla Camera sugli scontri di mercoledì, lo esclude in maniera categorica. “Il sospetto è un giovane di ‘blocco studentesco’, e la sua posizione è tuttora al vaglio degli inquirenti”. Il sottosegretario ha poi parlato del caminion degli estremisti di destra arrivato piazza Navona: “E usuale che durante le manifestazioni i camion raggiungano la piazza”

09:27 Il governo: “Forze dell’ordine equilibrate”
“Per la oggettiva ricostruzione dei fatti emerge che l’operato delle forze dell’ordine è stato ispirato a criteri di equilibrio e prudenza, cercando di tutelare la libertà di espressione e la sicurezza e l’incolumità pubblica”. Lo ha detto il sottosegretario all’Interno, Francesco Nitto Palma alla Camera.

09:21 Camera, il governo riferisce sugli scontri
Stamattina il Governo riferirà alla camera sugli scontri di piazza Navona. Una quindicina di persone sono indagate per porto abusivo d’armi improprie e resistenza a pubblico ufficiale.

30
Ott
08

SCUOLA: A ROMA “SIAMO UN MILIONE”, CORTEI IN TUTTA ITALIA

dall’ANSA

 

 ROMA – Un lungo corteo di protesta a Roma, dove secondo i sindacati sono in strada un  milione di persone per lo sciopero generale contro la “riforma” Gelmini. Iniziative,  manifestazioni, proteste e lezioni in strada in tutta Italia, da Bolzano a Palermo. Il giorno  dopo l’approvazione in legge del decreto 133 sul maestro unico non si ferma il dissenso  del mondo della scuola che si è dato appuntamento a piazza del Popolo a Roma per il  comizio finale – con tanto di Inno di Mameli – dello sciopero generale indetto da Flc-  Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda. Ma in tutta la Capitale sono stati segnalati cortei, dalla Sapienza fino al Grande Raccordo Anulare, dove dai pullman bloccati nel traffico sono scesi i manifestanti che hanno iniziato a dirigersi verso le stazioni della metropolitana o organizzato sit in nei parcheggi.

Gli studenti universitari hanno srotolato un nastro bianco e rosso di fronte all’ingresso principale del ministero dell’Istruzione come ”a chiudere” simbolicamente il dicastero. ”Chiudiamo il ministero, apriamo le scuole e le universita’ – dice una studentessa col megafono – Non ci fa paura la polizia e i militari nelle strade”. Da poco la manifestazione ha ripreso a camminare in direzione della stazione Trastevere. ”Ci rimettiamo in cammino e continuiamo a bloccare la citta’ – dice un altro studente -. La citta’ e’ nostra”. Secondo gli organizzatori la coda del corteo degli universitari si trova ancora dalle parti di Largo Argentina

Secondo i dati parziali rilevati alle ore 14:30 dal Ministero dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca e comunicati direttamente dalle scuole, la partecipazione allo sciopero e’ stata pari al 57,1%. Su 452.105 dipendenti tenuti al servizio hanno scioperato in 258.152.

Dopo gli incidenti di ieri in piazza Navona nessuna segnalazione è arrivata questa mattina. Il corteo romano è partito in un clima sereno e sotto un cielo carico di pioggia poco dopo le 9, aperto dai bambini delle elementari con mamme e maestre, da leader sindacali di settore e nazionali come Guglielmo Epifani e Luigi Angeletti, e da quelli del centrosinistra, tra i quali Walter Veltroni, gli ex ministri Giuseppe Fioroni, Fabio Mussi, Rosy Bindi, Antonio Di Pietro, Paolo Ferrero. Numerosi accanto ai docenti e al personale della scuola anche gli studenti, che si sono contati in oltre 100 mila. “Il governo dovrebbe avere il desiderio di ascoltare la protesta”, ha detto Veltroni, mentre Rosy Bindi ha sottolineato che “questa gente non rappresenta un bacino elettorale: ci sono anche molte persone del centrodestra”. Di diverso parere la maggioranza: Maurizio Gasparri (Pdl) ha accusato le opposizioni di avere imbastito “una campagna di menzogne” invitandole “a smettere di rinfocolare la piazza”. “La nostra protesta non si ferma – ha promesso il segretario generale della Cgil, Epifani, sottolineando la “giornata memorabile” e l’importanza del “momento di unità”.

Per il leader della Uil Angeletti “lo sciopero della scuola è stato convocato per risolvere i problemi contrattuali e dei precari, bisogna quindi evitare ogni strumentalizzazione politica”. Secondo i sindacali, lo sciopero generale ha bloccato tra il 70 e il 90% delle scuole di tutta Italia: in alcune, come quella dove insegna la sorella del ministro Gelmini, assente per “motivi di famiglia”, si è aperto solo per garantire “il servizio di custodia e sorveglianza”.

Non si contano le proteste nel resto del Paese. A Bolzano sono scesi in piazza insieme ragazzi di lingua italiana e tedesca; presidi e cortei anche a Trento; a Venezia gli studenti hanno sfilato sul Ponte della Libertà; lezioni in stazione a Trieste; a Torino l’orchestra del Teatro Regio ha suonato per gli studenti; a Genova è stata occupata la stazione Principe; a Milano concentramento e corteo organizzato per lo sciopero generale della scuola; a Bologna alla protesta ha partecipato anche Beppe Grillo; cortei di universitari a Napoli; genitori e bambini hanno sfilato a Bari; in Calabria sono segnalati cortei in tutte le città, con il blocco dell’accesso a Catanzaro; in Sicilia, da Palermo a Caltanissetta sono scese in strada 100 mila persone; in migliaia anche a Cagliari.

TORNANO LIBERI I DUE ARRESTATI DOPO SCONTRI
Arresti convalidati, ma tornano liberi senza alcun obbligo di firma, come aveva chiesto il pm, i due giovani, un militante di Rifondazione comunista, e un studente di destra di Blocco studentesco, arrestati ieri a Roma in piazza delle Cinque Lune, dopo gli scontri a piazza Navona. Oggi si è svolto il processo per direttissima nei confronti di Yassir Goretz, 33 anni, il militante di Rifondazione, e di Michele Bauml, 19 anni. Il primo è imputato di lesioni, per aver colpito un’agente mentre si divincolava e resistenza. Bauml, soltanto di resistenza.

Il pm Ciccarese aveva chiesto l’obbligo di firma per entrambi ma il giudice Digioia ha convalidato l’arresto disponendo la remissione in libertà senza alcuna misura. Il processo per entrambi è stato fissato al 17 novembre davanti al giudice monocratico. Davanti all’aula di tribunale a Roma ad attendere i due, Gortetz e Bauml, che dimostra molto meno dei suoi 19 anni ed è originario della Balduina, sono stati tenuti a distanza in aula e fatti uscire separatamente, le rispettive famiglie e in particolare i genitori. Goretz si è difeso, secondo il suo legale l’avvocato Arturo Salerni, spiegando che è intervenuto, chiamato dalle forze dell’ordine, proprio in virtù del suo ruolo di responsabile della sicurezza. Bauml era al seguito del corteo, non armato e avrebbe solo cercato di scappare per evitare di essere coinvolto negli scontri.

30
Ott
08

Curzio Maltese sulle dinamiche dell’aggressione fascista di Roma.

 Intervista interessante a Curzio Maltese sulle dinamiche dell’aggressione fascista di Roma.

 http://tv.repubblica.it/copertina/la-polizia-ignorava-i-violenti/25715?video

29
Ott
08

Scuola Roma: scontri e arresti per Blocco Studentesco

Cronaca e notizie dalla giornata (da ecn)

repubblica on line

12:41 Piazza Navona, fermati dieci ragazzi del Blocco studentesco

Sono una decina i ragazzi del blocco studentesco fermati a Piazza Navona dalla polizia per gli scontri con gli studenti universitari. Tra di loro molti i contusi ed uno perde sangue dalla testa. Gli agenti di polizia sul posto, prima di far salire gli studenti sul furgone per portarli in questura, hanno dovuto approntare due cordoni di sicurezza per tenerli lontani dal resto degli studenti. Tutto ciò non ha impedito ad uno di loro di preoccuparsi del furgone sul quale i ragazzi avevano installato casse e amplificatori: “c’è costato 15mila euro chi ci ripaga di quei soldi” ha gridato alla polizia.

12:48 Piazza Navona, venti studenti arrestati

Dopo gli incidenti in piazza Navona, la polizia ha arrestato una ventina di studenti di destra, per resistenza e lesioni. I giovani, ai quali sono stati sequestrati bastoni e cinghie, sono stati portati via su un cellulare della polizia al primo distretto – commissariato 3. La questura fa sapere che l’intervento delle forze dell’ordine si è reso necessario dopo che fazioni contrapposte di studenti avevano iniziato a scontrarsi, per dividerle e riportare la calma.

13:02 Piazza Navona, la ricostruzione degli scontri

Prima un’aggressione isolata partita dagli studenti di destra per guadagnare la testa del presidio. Poi veri scontri, con tanto di lancio di tavolini, in piazza Navona, a pochi passi dal Senato, tra studenti di estrema destra e di sinistra, davanti ai turisti impauriti e l’immediata serrata dei negozi. Gli scontri si sono scatenati all’arrivo degli studenti del corteo degli universitari, tra cui alcuni esponenti anche dei centri sociali, arrivati nella piazza, dopo una tappa sotto al ministero.

13:02 Piazza Navona, la ricostruzione degli scontri 2

Prima dell’ingresso in piazza c’erano stati momenti di tensione perchè le forze dell’ordine, avevano creato una barriera. Poi dopo una trattativa il cordone delle forze dell’ordine ha permesso il passaggio degli universitari, circa 400, che hanno sfilato con le mani alzate. Subito dopo gli studenti si sono avvicinati al camioncino attorno al quale erano radunati i ragazzi di “Blocco Studentesco”, di destra, e sono nati gli scontri.

13:03 Piazza Navona, la ricostruzione degli scontri 3

Per picchiarsi hanno usato anche tavolini e sedie dei bar circostanti. Poi la polizia ha formato un cordone per dividere le due fazioni. Alcuni studenti di Blocco Studentesco sono stati portati in Questura. Il bilancio, parziale, è stato di tre feriti lievi.

13:12 Piazza Navona, feriti un dirigente ed un ispettore della polizia

Luigi Mone, dirigente generale dell’ispettorato della polizia presso palazzo Madama, è rimasto ferito negli incidenti di questa mattina davanti al Senato. Mone era intervenuto alla testa delle forze di polizia durante gli scontri tra gli studenti. Con Mone è rimasto ferito anche l’ispettore Luigi Langella, che ha riportato contusioni in diverse parti del corpo. Entrambi i dirigenti della polizia di palazzo Madama sono stati trasferiti all’infermeria del Senato. Riscontrate a Mone contusioni ed escoriazioni in diverse parti del corpo e una emorragia dal naso. Escluse fratture.

13:17 Vita: “Governo riferisca su scontri”

“Chiedo al governo di riferire in Aula su quanto è accaduto in Piazza alla fine della pacifica manifestazione degli studenti contro il decreto Gelmini”. Lo ha detto nell’Aula del Senato Vincenzo Vita, senatore Pd. “Dopo una vivace e determinata protesta degli studenti sotto il Senato – ha proseguito Vita – si è assistito ad una provocazione vera e propria del cosiddetto Blocco studentesco, movimento che si richiama all’estrema destra, cui non a caso ha dato man forte Forza Nuova. Purtroppo tre studenti sono stati feriti e in modo non lieve. La polizia è intervenuta su espressa richiesta degli studenti che volevano proseguire pacificamente la loro manifestazione”.

13:26 Roma, sono 14 i fermati del Blocco studentesco

Sono in tutto 14 gli studenti fermati oggi a piazza Navona dalle forze dell’Ordine durante gli scontri tra giovani di destra e sinistra. Secondo quanto si apprende i fermati, portati al commissariato Trevi per i primi accertamenti, sarebbero tutti aderenti a Blocco Studentesco.


Repubblica

SCUOLA & GIOVANI IL PUNTO
Vecchio copione
arriva lo squadrismo
di ANGELO MELONE

Poteva essere il tallone d’Achille di questo movimento studentesco, che ha saputo conquistare un grande spazio con l’arma della creatività e della assoluta non violenza. In parte, questa mattina il timore si è trasformato in realtà: l’irruzione del meccanismo più classico della provocazione squadrista verso gli studenti nel corteo con la ancor più classica risposta dai gruppi . Con carica finale della polizia. E – questa è una variante berlusconiana – il premier che chiosa: “Siamo stati di manica fin troppo larga”. 
Tutto già visto, ma tanto basta perché la protesta contro la legge Gelmini nel giorno della sua approvazione si trasformi, nei media, in scontri tra opposti estremismi. Con strascico di condanne o polemiche sull’azione della polizia. 
Ora il movimento degli studenti è subito a un bivio. Continueranno le occupazioni dei licei, aumenteranno i rischi di tafferugli, le università saranno alle prese con la partenza del “loro” decreto, come annunciato oggi dal ministro. Ma soprattutto dovranno sperimentare se sono davvero capaci di far comprendere le preoccupazioni per la qualità della cultura (e della società) che gli derivano dalle decisioni e dagli annunci di chi governo questo paese. 
Dovranno imboccare una strada già nei prossimi giorni. E una spinta non piccola verso quella che verrà scelta dipenderà anche dalla politica, dalla capacità di parlare delle forze di opposizione e dai sindacati, che domani bloccheranno quei docenti ai quali questo movimento si è rivolto più di ogni altra volta. 
(29 ottobre 2008) 


Il racconto dell’aggressione fascista a Roma

Intervista a Gaia Benzi, studentessa di lettere, testimone diretta degli scontri avvenuti questa mattina a Piazza Navona.


Curzio Maltese su Repubblica testimone dell’aggressione fascista scortata dalla polizia 

Repubblica – Video


Scontri fra esponenti del Blocco Studentesco e i ragazzi
che protestavano a piazza Navona nel giorno del sì al dl Gelmini
Estremisti caricano gli studenti
a Roma la protesta diventa caos
Numerosi i giovanissimi picchiati con caschi e spranghe
L’Uds: “Provocazione fascista, ma noi non abbiamo paura”
di ALESSANDRA VITALI

Estremisti caricano gli studenti a Roma la protesta diventa caos

Un momento degli scontri
ROMA – Era cominciata bene, c’era quel clima irreale di tante manifestazioni, da una parte la protesta e dall’altra un perimetro protetto dalla polizia, ovattato, qui piazza Navona, lì il Senato. Era cominciata intorno alle nove con i ragazzini dei licei e gli striscioni, due, tre cortei e la piazza piena. Professoresse a fare servizio d’ordine, “abbiamo la scuola occupata a due passi, qui ci sono i nostri ragazzi e vogliamo tenere d’occhio che non ci siano infiltrati, oggi può succedere di tutto”. Poi, gli infiltrati sono arrivati. Ed è andata come sempre, da sempre, decidono di farla andare, nel peggiore dei modi. Perché tutti diventino uguali, tutti violenti allo stesso modo. Ma il Movimento non si ferma, semmai riesce a fermare la provocazione. Il grido è sempre quello: “Noi non abbiamo paura”.

LA CRONACA IN DIRETTA

Sono passate da poco le dieci quando l’Aula del Senato approva il decreto Gelmini. Fuori, la protesta è forte. Centinaia di studenti diventano via via migliaia, gridano verso Palazzo Madama, “Gelmini, vieni fuori”, “Fateci entrare”, fischi e “buuu”. Le forze dell’ordine si schierano come se stia per succedere chissà cosa. Corso Rinascimento è bloccato dai due lati, al Senato non si arriva. Via libera al decreto, e la piazza urla.

Da Palazzo Madama escono alcuni senatori dell’Idv, alzano un cartello, c’è scritto “Passa il decreto Gelmini: referendum!”. Scavalcano le transenne, raggiungono gli studenti. Lo stesso fa la capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro. Fuma nervosa, la polizia le apre un varco e lei si infila nella mischia. Spiega che il referendum “è una buona idea per rispondere con uno strumento di democrazia diretta a questi signori che si sono tappati le orecchie e, nel caso della Gelmini, anche la bocca”. Questo, al Senato.

A pochi metri, in Piazza Navona, nel frattempo si è piazzato un camioncino bianco di Blocco Studentesco, la destra. Sono connotati, questo non piace alla piazza che da giorni grida “Né di destra né di sinistra”. E poi diffondono le canzoni di Rino Gaetano e questo piace ancora meno perché quella non è roba loro e si capisce che vogliono metterci il cappello. Anzi, i caschi da moto: è con quelli che cominciano a picchiare, una carica in piena regola, caschi e cinture. “Sfondano” la folla, creano un vuoto al centro, accerchiano a gruppi di dieci e giù botte.

Il fuggi fuggi è generale, è pieno di ragazzini terrorizzati, qualcuno grida al telefonino “non venire, ci stanno caricando”, a uno gli rompono la testa e se lo porta via l’ambulanza. Un’altra è piccola piccola, si chiama Alexandra, una sua amica la abbraccia, piange e si tiene pure lei la testa, l’hanno picchiata con un casco, prova a raccontarlo poi piange di più, dice “scusa ma mi devo sedere”. In piazza sono confusi, in tanti se ne vanno, i negozi chiudono, i turisti non si rendono conto e restano ai tavolini dei bar.

Attraversi un vicolo, riecco il Senato. I poliziotti ora hanno caschi scudi e manganelli. I dirigenti organizzano il blocco, voi qua e voi là. Sono pronti ma non intervengono, mentre in piazza il Blocco Studentesco carica e picchia. Quelli dello zoccolo duro della protesta pacifica, ancora pressati contro le transenne di fronte a Palazzo Madama, cercano di ricomporre la piazza che si sbrindella, “tornate qui, facciamogli vedere quanti siamo – gridano al megafono – non rispondete alle provocazioni fasciste”. Nella fascia ovattata, l’Idv Stefano Pedica e Vincenzo Vita, “qui oggi succede un casino” dice il senatore Pd.

Poi, le urla. In piazza esplode il caos, lo scontro è violento. Hanno i bomber e le teste rasate e in mano robuste spranghe avvolte nel tricolore, soprattutto hanno più di trent’anni, se davvero sono studenti sono molto fuori corso. Parte la risposta, volano le sedie del “Bar gelateria Navona”, volano i tavolini e le bottiglie e i piatti. Un’edicola ci rimette un paio di vetrine, il negozio di giocattoli “Al Sogno” ci rimette un grosso Pinocchio di legno, qualcuno se lo prende e lo usa come mazza. Ora la polizia interviene. Il dirigente che dà l’ok dice “occhio ai ragazzini, che quelli non c’entrano niente”, lo sanno chi è che c’entra.

Picchiano coi manganelli sugli scudi poi sulle schiene. Ne tirano via uno, lo mettono in ginocchio per terra, scattano le manette. Di quelli con i bomber e le teste rasate ne fermano una decina o più, li sdraiano per terra, poi un cellulare se li porta via mentre altri in divisa o in borghese raccattano da terra cinture, mazze, spranghe. La piazza è un campo di battaglia, gli studenti si cercano. “Sono arrivati i fascisti e se la sono presa con ragazzini inermi che stavano qui a manifestare – dice Stefano, 23 anni, dell’Unione degli studenti – erano adulti e preparati, stavano in ogni angolo della piazza. Qualcuno ha risposto ma dev’essere chiaro che a cominciare sono stati loro, non gli studenti”.

Rimettono insieme i pezzi. Si va verso largo di Torre Argentina, ci si unisce agli universitari della Sapienza. “No, torniamo a scuola”, perché si sparge la voce che Blocco Studentesco stia organizzando raid istituto per istituto. Intanto a largo Argentina gli universitari sfilano compatti e pacifici, ringraziano “i ragazzi che a piazza Navona hanno garantito il diritto a manifestare e hanno riaperto il processo democratico”.

Ma intanto la preoccupazione per la manifestazione di domani è concreta. “Ha già aderito Lotta Studentesca (il movimento di Forza Nuova, ndr) e quindi non sappiamo come fare, ora vedremo” dice Lorenzo F., 24 anni. “Noi non abbiamo paura, oggi decideremo in assemblea, ma quello che è successo non fa bene al Movimento”. Non c’è dubbio, e sono in molti a saperlo bene.
(29 ottobre 2008)

29
Ott
08

foto aggressione fascista al corteo studentesco (Roma, Piazza Navona, 29/11/08)

29
Ott
08

video aggressione fascista al corteo studentesco (Roma, Piazza Navona, 29/11/08)

29
Ott
08

Firenze: “29-30 Ottobre: fermarli è necessario!”

 Dal 10 ottobre, da quel venerdì di  rinascita, da settimane Firenze è  investita dall’onda dell’opposizione  alla riforma Gelmini in tutta la sua  interezza, dalla 133 alla 137.  Scioperi, assemblee, picchetti e  occupazioni hanno riempito e  continuano a riempire la vita delle  scuole quanto delle università,  dando vita a un movimento capace  di riunirsi in piazza e dare vita al  più grande corteo degli ultimi 20  anni in questa città. Nessuno  qualche giorno prima si sarebbe  aspettato tutto ciò, eppure siamo  riusciti a farlo. Molto è stato fatto,  ma non basta.

 E’ ora che la lotta entra nel vivo. Se  nei primi giorni i giornali e le  istituzioni sembravano dirci tra le  righe “guardate che carini questi  studenti che si divertono a fare  politica. Va tutto bene, basta  finiscano presto e tutto torni come  prima… e lo faranno!”, ora vere e  proprie dichiarazioni di  guerra arrivano dal governo. Come  già fatto nelle proteste anti-  discarica a Napoli, il governo  incarica i suoi sbirri di reprimere  ogni dissenso interno. Non ci  siamo fermati e non ci fermeremo:  il rilancio della lotta è l’unica  possibile risposta alla repressione.
Mercoledì 29, la 137 (che prevede voto in condotta, grembiule, maestro unico e eliminazione del tempo pieno) verrà approvata definitivamente al Senato.

Non possiamo mollare proprio ora che tutto verrà deciso ed imposto, vanificando anche tutto ciò che già è stato fatto.

Bloccare le scuole e la città, sarà il nostro imperativo fino alla totale abrogazione della riforma: non abbiamo intenzione di fermarci né prima né dopo l’approvazione della riforma.

E’ per questo che abbiamo deciso di rilanciare la mobilitazione cittadina e studentesca, scendendo inoltre in piazza a Firenze il 30 ottobre, data dello sciopero del settore scuola. Non sarà una piazza in contrapposizione alla manifestazione di Roma, ma uno spazio per tutti quelli che stanno lottando contro questa riforma e soprattutto sarà la piazza di chi vuole RILANCIARE IL MOVIMENTO A FIRENZE, che è stata la prima città a muoversi con le occupazioni delle facoltà e delle scuole.

NESSUNA TREGUA * NESSUN COMPROMESSO

mercoledi’ 29 ottobre: il Senato approva la 137
PRESIDIO
ore 14.30 piazza D’Azeglio

giovedi’ 30 ottobre: sciopero nazionale del settore scuola
CORTEO CITTADINO
h.10 piazza San Marco

Rete dei Collettivi Studenteschi – retecollettivi.noblogs.org

28
Ott
08

Massa: Studenti e docenti insieme sulle barricate

dal Tirreno

Non cala la protesta negli istituti: ieri assemblee e lezioni all’aperto in centro

MASSA. Non è il ruggito della Pantera, ma comunque una protesta forte, sentita e visibile, anche se composta, pacifica e democratica. È la protesta di migliaia di studenti contro la scure della riforma Gelmini che «vuole demolire la scuola pubblica e distruggere l’Università e la ricerca». E loro, i giovani, non ci stanno. Compostamente, dopo i cortei dei giorni scorsi, ieri mattina hanno ripreso a mobilitarsi in preparazione dello sciopero generale di giovedì, che farà di Roma ancora una volta il contenitore bollente di una rivoluzione pacifica.

Liceo Rossi. Fin dall’apertura delle scuole al mattino i ragazzi e i docenti del liceo classico Pellegrino Rossi-istituto magistrale Pascoli si sono resi protagonisti ripetendo – e anzi moltiplicando – l’iniziativa delle lezioni scolastiche in luoghi pubblici, aperti e ben visibili. Molte classi e diversi insegnanti hanno aderito a questa iniziativa, così il centro cittadino è stato “occupato” compostamente e luoghi come piazza Garibaldi, lo spazio davanti al teatro Guglielmi e il loggiato del Comune sono diventate aule in cui fare lezione: la classe seduta sui gradini (dove è stato possibile) oppure in piedi; l’insegnante di fronte a fare lezione, seguito con attenzione e interesse da tutta la classe. Tre sono state quelle che hanno svolto lezione in piazza Garibaldi, due quelle che l’hanno fatta davanti al Guglielmi, una quella che ha optato per lo spazio sotto il Comune. E tutte, ovviamente, hanno catturato l’attenzione di migliaia di cittadini che in quelle ore si sono trovati a passare per il centro della città, cittadini che hanno potuto constatare che la protesta degli studenti e dei prof continua.

Istituto Alberghiero. Assemblea degli studenti ieri mattina al “Minuto”. L’organismo studentesco riunito nell’aula magna ha deciso per l’autogestione dell’istituto, ottenendo il consenso e la partecipazione dei docenti, come ha riferito il portavoce degli studenti. Si tratterà, è stato spiegato, di un’autogestione informativa. Nel senso che verranno invitati studenti universitari bene a conoscenza della materia per parlare all’assemblea degli studenti della riforma Gelmini, spiegandone gli effetti sulla scuola e sulle Università.

Liceo scientifico Fermi. Gli studenti del Fermi si sono riuniti in assemblea ieri fin dal primo mattino e sono andati avanti fino al pomeriggio inoltrato. Si è discusso della «sciagurata riforma Gelmini» e delle iniziative da intraprendere nella lotta per contrastarla e alla fine i partecipanti hanno deciso che l’istituto rimarrà in “assemblea permanente autogestita”.

28
Ott
08

Scuola: l’onda continua a montare

27 ottobre

 

Anche oggi sono tantissime le mobilitazioni e gli appuntamenti in tutta Italia contro la distruzione della scuola pubblica e dell’università, anche perché il tempo stringe; tra domani sera e mercoledì mattina il decreto verrà approvato dal senato. Da domani pomeriggio [alle 17] tutti sono chiamati al presidio sotto Palazzo Madama e giovedì c’è lo sciopero generale del comparto scuola di Cgil Cisl e Uil.
A Napoli, per protestare contro la riforma Gemini, questa mattina ci sono stati due cortei: il primo, autorizzato, nel quartiere periferico Ponticelli; il secondo si è radunato in piazza del Gesù per dirigersi in piazza Municipio. Anche qui aumenta il numero di istituti superiori occupati o autogestiti.
A Firenze, è partita questa mattina la maratona non stop di 24 ore di lezioni, organizzata dagli studenti del Polo di Scienze per protestare contro i tagli all’Università e il decreto Gelmini. Le lezioni, che continueranno senza sosta fino alle 8.30 di domani mattina, si svolgono al dipartimento di matematica Ulisse Dini e sono visibili anche su Internet sui siti www.collettivodiscienze.it e www.studentidisinistra. Caffè gratis di notte, per restare svegli, e colazione per chi riuscirà ad arrivare a domani mattina.
A Enna, sei studenti hanno invece interrotto la lectio magistralis che il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, stava tenendo sul tema del giusto processo all’Università Kore. Sono entrati nell’auditorium urlando «Vergogna, la Costituzione non si tocca».
A Roma sono diverse le occupazioni e le autogestioni, e molte vedono la partecipazione attiva dei docenti. Questa mattina diverse migliaia di studenti medi hanno sfilato in corteo per le vie del centro, diretti verso piazza Venezia. Alla fine di via Cavour, però, “militanti di Blocco Studentesco formazione vicina alla Fiamma Tricolore, a bordo di un camioncino con il megafono, hanno preso con la forza la testa del corteo, che era stato organizzato in maniera spontanea dagli studenti degli istituti del IV municipio”, racconta Stefano, dell’esecutivo nazionale dell’Uds. A quel punto gli organizzatori della manifestazione hanno tentato di deviare il percorso del corteo verso il ministero dell’Istruzione, per prendere le distanze dal Blocco studentesco. Ma la polizia ha impedito la deviazione. Gli studenti vicini al Blocco hanno invece proseguito il corteo fin sotto il Senato. “Un corteo di un movimento in lotta contro la riforma Gelmini e i tagli alla finanziaria – ha fatto sapere l’Uds – é stato strumentalizzato da gruppi di estrema destra, che hanno tentato di mettere il cappello ad un movimento antifascista, proprio loro che hanno votato chi sta al governo”.
Nelle università di Roma continuano le iniziative di protesta: alla Sapienza oggi assemblea dei collettivi per organizzare le mobilitazioni, tra cui il corteo che domani pomeriggio raggiungerà il senato. A pranzo i collettivi di Psicologia sono andati in corteo dalla sede della facoltà nel quartiere di San Lorenzo fin dentro la vicina città universitaria, dove hanno chiesto – accennando anche uno spogliarello per “accompagnare” la richiesta – un incontro con il nuovo rettore. Nella città universitaria rimane occupata la facoltà di Fisica. A Roma 3, alcune facoltà sono in assemblea permanente, a Geologia rimane occupata un’aula, e oggi a Biologia ricercatori e docenti hanno decretato il blocco della didattica. A piazza Farnese un centinaio di studenti di Lettere e Filosofia hanno partecipato a una lezione in piazza. Domani la piazza capitolina farà da sfondo ad una lezione del filosofo Giacomo Marramao. Nel pomeriggio si svolgeranno spettacoli dedicati ai bambini nella facoltà di Scienze politiche e in quella di Architettura, a Testaccio.
Intanto, sono oltre 100 mila gli aderenti su Facebook al gruppo «A favore dell’istruzione e della ricerca! No alla L.133/08».

25
Ott
08

I FASCISTI DENUNCIANO L’ATTORE ULDERICO PESCE

Indagato dalla Procura della Repubblica di Cosenza

L’apologia di fascismo in Italia non sussiste! E’ infatti stato regolarmente riconosciuto dalle Istituzioni italiane il Movimento politico nazionale “FASCISMO E LIBERTA’”.
In un momento storico delicato per gli equilibri di solidarietà, tolleranza e integrazione un ulteriore attacco al significato stesso della parola “libertà”.
Il 15 maggio 2005 a Matera, in occasione del Referendum popolare in favore della ricerca sulle cellule staminali, Ulderico Pesce, attore e regista lucano, è stato disturbato durante il suo intervento dall’arrivo di alcuni giovani che raccoglievano adesioni per un nuovo movimento di ispirazione fascista.
I promotori di questo “Movimento”, esponendo un tricolore sul quale primeggiava al centro un fascio littorio, si aggiravano in prossimità del palco distribuendo volantini promozionali circa il loro “credo” politico.
L’attore lucano, dopo ripetuti solleciti per cercare di allontanare questi “promotori autorizzati”, data la loro inopportuna intrusione, si è visto costretto ad abbandonare il palco.
In occasione del festival teatrale di Milano e del debutto dei suoi spettacoli presso il teatro “Sapzio Mil” di Sesto S. Giovanni (“Il Triangolo degli Schiavi”, “Storie di Scorie”, “Asso di Monnezza”), Pesce rende pubblico il suo dissenso su fatti di straordinaria importanza.
A distanza di alcuni anni, infatti, la Procura della Repubblica di Cosenza lo ha indagato per calunnie contro il movimento politico “FASCISMO E LIBERTA’” avvenute durante il comizio di Matera.
“Stiamo mandando avanti una petizione” spiega Pesce “per l’archiviazione dell’indagine. Inoltre in una lettera aperta al Presidente della Repubblica chiedo, assieme ai firmatari, come sia possibile che un movimento simile possa essere stato legittimato dallo stato”.
I promotori di “Fascismo e Libertà” hanno ormai invaso molte città d’Italia con manifesti affissi nei luoghi pubblici e proclami per ottenere nuove adesioni.
“Oggi, poiché è legale,” conclude l’attore “è diventato possibile pubblicizzare il fascismo!”
Ulderico Pesce invita tutti ad aderire alla sua petizione disponibile sul sito internet www.uldericopesce.com .
(Comunicato Stampa a cura di Valentina Bruno 339-3111154)




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