Archivio per Novembre 2008

29
Nov
08

Viareggio: Tutti assolti i 14!

Tutti assolti i 14 compagni viareggini nel processo farsesco a loro carico.

Di seguito il comunicato del Dada Viruz Project di Viareggio:

Nessuno canti vittoria perchè le vittorie politiche sono altre e si ottengono nella società e non nei tribunali La sentenza d’assoluzione per tutti e 14 i compagni da tutti i capi d’imputazione è solo il risultato minimo. “Questo processo non doveva nemmeno partire” ha giustamente detto nell’arringa l’avvocato Ezio Menzione che assieme agli avvocati Aldo Lasagna, Stefano Gambini e Silvia Leoni ha dato vita al collegio difensivo. Nelle indagini preliminari c’erano tutti gli elementi per comprendere come andarono i fatti. L’inchiesta giudiziaria prese, però da subito, la scena ad un’altra inchiesta che invece avrebbe dovuto essere portata in fondo: quella sul duplice incendio doloso ai danni del SARS. Anche per questo, pur essendo stati tutti assolti, nessuno di noi può parlare di vittoria. Due piromani, squadristi, potenziali omicidi, sono a piede libero perchè mai individuati. In un paese dove il razzismo, l’intolleranza, la xnofobia, l’omofobia aumentano quotidianamente individuare e condannare gli autori di vili gesti era il compito della procura. La procura non riuscì in questo e si accanì contro 14 persone responsabili di essere antirazziste, antifasciste e protagoniste della grande stagione di lotta dei movimenti che da Genova al 2004 attraversò anche la nostra città. Il PM titolare dell’inchiesta, come in tutte le udienze preliminari eccetto la prima, non era presente ma la sostituta, secondo noi con poca convinzione, ha provato lo stesso a chiedere le condanne (richieste da 1 anno a 1 anno e 4 mesi) ma il collegio giudicante ha deciso diversamente. Nessuno di noi però si rallegri perchè in questi 4 anni, se molti sono stati gli attestati di solidarietà da ampie parti della città, tempo e denaro pubblico sono stati sperperati. Essere assolti quando il reato non è stato commesso è semplicemente il minimo. Noi di Dada Viruz cosi come i compagni del SARS, di Lotta Unità, del Gruppo Anarchico e delle altre realtà coinvolte in questa vicenda siamo andati avanti senza farsi mai intimorire dalla repressione. Con coerenza continueremo il nostro lavoro politico non temendo niente e nessuno. Sappiamo che il nostro sito è monitorato, controllato, osservato. Facciano pure perchè noi agiamo, nel rispetto della legalità, alla luce del sole. Questo non significa, tuttavia, essere remissivi e chinare la testa. Non abbiamo e non avremo mai peli sulla lingua e se qualcosa sentiamo il dovere di dirla la diremo. Ad altri l’eventuale ruolo di censori.

28
Nov
08

sabato 29 novembre 2008 manifestazione antifa

manifestazione antifascista per ripulire la nostra città da svstiche e croci celtiche

manifestazione antifascista per ripulire la nostra città da svstiche e croci celtiche

Cari compagni
La scorsa notte una banda di fascisti ha compiuto un vero e proprio raid nella nostra città.

Sono state tracciate delle svastiche davanti all’entrata della scuola
intitolata ad Aldo Salvetti, altre nei pressi della sede dell’Anpi di Massa, un’
altra ancora, la più odiosa, sul volto di Aldo Salvetti dipinto nel murale
della Resistenza al Pomario.
Altre svastiche sono state tracciate nei pressi di sedi sindacali e di altre
scuole della città, poco lontane dalle svastiche, altre scritte inneggianti a
Forza Nuova.
Questa mattina, la nipote di Aldo Salvetti, recandosi presso il distretto di
via Bassa Tambura ha casualmente parcheggiato l’auto proprio presso il murale
del Pomario, proprio davanti alla svastica tracciata sul viso di Aldo. In
questo modo la famiglia Salvetti è venuta a conoscenza dell’oltraggio.
Riteniamo sia doveroso dare una risposta pubblica forte di fronte a questo
ennesimo oltraggio, soprattutto di fronte all’immobilismo dimostrato nei fatti
da questa amministrazione pubblica, che da una parte trova il tempo per armare
i vigili urbani e per progettare lo sgombero dei rom insieme alla giunta
carrarese, e dall’altra rimane impassibile di fronte a tutte le provocazioni
fasciste.
Questo ennesimo oltraggio non è il frutto di qualche vandalo, come dice il
sindaco Pucci, questa azione provocatoria è stata ben studiata e ben progettata
da chi trama la riabilitazione del fascismo nel nostro paese.
Per questo motivo non è ammissibile che quelle svastiche rimangano anche
soltanto un giorno di più ad insultare la nostra città e i nostri martiri.
Partiremo in corteo con secchi, tinta e pennelli per cancellare questi
oltraggi cantando canzoni partigiane.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare per dire No al fascismo e per
dire Si alla conquista di un mondo migliore fatto di pace, libertà e
uguaglianza dove la propaganda del fascismo sia considerata a tutti gli effetti
un reato.

Partecipare è doveroso!
27
Nov
08

Università, alcuni denunciati non erano in Piazza Navona ·

Università, alcuni denunciati non erano in Piazza Navona

“Alcuni dei denunciati non erano neanche in piazza. Costituiremo un pool di legali in difesa dei 15 universitari denunciati “. Lo hanno detto gli studenti dell’Onda”Alcuni dei denunciati non erano neanche in piazza. Costituiremo un pool di legali in difesa dei 15 universitari denunciati e prepareremo una campagna contro le intimidazioni del governo”. Lo hanno detto in una conferenza stampa nell’università La Sapienza a Roma, gli studenti dell’Onda a proposito delle 36 denunce inviate dalla questura di Roma a seguito degli scontri tra alcuni giovani che lo scorso 29 ottobre manifestavano in piazza Navona contro il decreto Gelmini e aderenti al gruppo di destra Blocco Studentesco.

Tra i denunciati, di età compresa tra i 20 e i 25 anni hanno spiegato gli studenti, ci sono alcuni attivisti dei centri sociali, mentre altre 21 persone denunciate apparterrebbero a Blocco studentesco. Gli universitari hanno anticipato un “appello di numerosi artisti come quelli che hanno partecipato al concerto del sostegno del movimento martedì scorso, affinchè si possa rispondere senza paura alle intimidazioni del governo”. “L’unica adunata sediziosa di cui siamo accusati anche noi – hanno concluso – è stata quella dei fascisti al quale il nostro movimento non può essere equiparato a chi picchia gli studenti per strada”.

Gli studenti delle “facoltà e accademie in mobilitazione di Milano” esprimono in un comunicato solidarietà “ai compagni” de La Sapienza di Roma per le denunce per rissa e adunata sediziosa ricevute dopo i fatti di piazza Navona, dove il 29 ottobre si verificarono scontri tra ragazzi di destra del blocco studentesco e di sinistra in manifestazione. “È evidente come con queste denunce si voglia ridurre i fatti del 29 ottobre ad un mero scontro tra gruppi rivali senza connotati politici – si legge nella nota -. Questo movimento studentesco è antirazzista e antifascista perchè l’ignoranza è la prima fonte della follia securitaria, della paura, dell’odio e della violenza”.

Gli studenti dell’Onda, infine, annunciano che non accetteranno infiltrazioni di gruppi di estrema destra nei loro cortei. “Soggetti appartenenti a gruppi di estrema destra neofascista non troveranno mai spazio ed agibilità – conclude la nota – continueranno sempre ad essere allontanati dai nostri cortei. L’Onda non si arresta”.

Daria Raiti

http://www.unimagazine.it/

27
Nov
08

Bologna, L’Anpi ha denunciato i nazi rock: vilipendio alla lotta partigiana

L’Anpi ha denunciato i nazi rock: vilipendio alla lotta partigiana

Per il presidente william Michelini non e’ una ragazzata: un giovane ha rischiato la vita

Gian Basilio Nieddu

«E scarabocchi sulle lapidi, e scritte offensive, e mi hanno pure minacciato. Adesso basta.
Questi naziskin li abbiamo denunciati per vilipendio perche’ anche i partigiani sono forze armate».
Il partigiano William Michelini si e’ stancato degli attacchi al passato partigiani e con l’Anpi ha dichiarato guerra
all’estrema destra. Denunciando gli aggressori degli studenti picchiati, due settimane fa in piazza Mercanzia, perche’ hanno difeso i partigiani. « Ai sensi dell art. 290, secondo comma del Codice Penale, per vilipendio nei confronti delle Forze Armate di liberazione».
SEMPRE LOTTA ma con il codice penale in mano e le armi della giustizia contro i naziskin: « Nei confronti dei responsabili della feroce aggressione avvenuta lo scorso 15 novembre in Piazza Mercanzia dove gli aggressori, dopo aver vilipeso i partigiani, difesi da un giovane presente – cosi’ scrivono i partigiani dell’Anpi – poi aggredito e ferito in modo grave, con lui altri giovani aggrediti hanno riportato lesioni ». Questa volta Michelini e compagni non vogliono farla passare liscia agli estremisti di destra: « Anche qui dicono che era uno scontro tra ubriachi ma lo dicono per trasformare le cose – sostiene Michelini – ma e’ stata
un’aggressione di naziskin».

L’ANZIANO PARTIGIANO ben convinto delle sue idee e della decisione della sua associazione: « Dicono che sono ragazzate ma quasi un ragazzo ci ha perso la vita, per questo abbiamo fatto la denuncia. Voglio ricordare che poi c’e’ la legge Scelba che vieta le manifestazioni fasciste.
Invece girano gridando duce, duce». L’antifascismo si e’ affievolito anche a Bologna, al punto che quest’estate vendevano gadget mussoliniani alla festa dell’Unità. A pochi passi dallo stand dell’Anpi: «Era una provocazione, dicono che li vendono dappertutto e nelle bancarelle ma non vicino a noi». E ai partigiani non sfugge niente, sempre vigili e attenti: «perche’ dobbiamo difendere la nostra lotta che e’ stata per la democrazia ». Ma ci sono state incomprensioni anche con gli anarchici quando hanno bruciato la bandiera italiana: «Abbiamo condannato perche’ bruciare la bandiera non risolve i problemi ed e’ una mancanza di rispetto per chi ha lottato per degli ideali di libertà». Poi Michelini ringrazia le forze dell’ordine: «Per aver prontamente assicurato alla giustizia i naziskin responsabili dell’aggressione».

Giovani iscritti all’ Anpi
L’associazione dei partigiani conquista anche i giovani, s’intende quelli nati dopo la lotta di liberazione, che dopo una modifica allo statuto si sono iscritti all’Anpi.
Nel 2008 abbiamo avuto oltre 300 iscrizioni a Bologna di giovani che condividono i nostri ideali di anti fascismo e libertà.

A metà mese l’aggressione
Era un venerdi’ notte quando un gruppo di studenti, con look di sinistra, stato prima insultato partigiani di m… e poi attaccato da un gruppo di naziskin. Alla fine la polizia ha arrestato persone 3
ancora in carcere e alcuni studenti sono finiti al Maggiore.
ll pestaggio neo nazi viene condannato da tutte le forze politiche. An compresa. l consigliere Bignami chiede per la stessa condanna anche per l’assalto senza feriti ad un gazebo di Azione
Universitaria.


Per rispondere al blitz gli universitari hanno organizzato un corteo serale con proiezione del doc Nazi Rock, sull’estrema destra, in pieno centro della città.Il Bologna

26
Nov
08

come facciamo a morire in fabbrica se ci ammazzate prima ?

C’e’ tutta la rabbia e il dolore degli studenti nello striscione scritto all’indomani del crollo al liceo Darwin di Rivoli nel quale ha perso la vita sabato scorso il 17enne Vito Scafidi.

Si può fare o meno polemica sulla definizione di “fatalità” per quanto accaduto, e sarebbe sciocco attribuirne direttamente la colpa al governo in carica. Ciò che non si può affatto negare è che la situazione dell’edilizia scolastica in Italia è molto grave; è responsabilità politica dei diversi governi e delle amministrazioni locali che si sono succedute quella di aver sempre trascurato o messo in secondo piano le esigenze di sicurezza degli edifici adibiti a scuole.

Non sono quindi ammissibili ulteriori ritardi nell’affrontare tali problemi. Occorre mettere subito in sicurezza tutti gli edifici scolastici: vanno utilizzati i soldi già stanziati in merito, ma ne occorreranno sicuramente altri, e su tali questioni non è sicuramente il caso di parlare di tagli.

Non possiamo continuare a convivere con le carenze strutturali o la mancanza di manutenzione delle nostre scuole, accettandole passivamente. Episodi come quello di Rivoli ci devono insegnare che si tratta di problemi che non possiamo ignorare: restare indifferenti nei confronti di chiunque muore andando a scuola o al lavoro è un atteggiamento intollerabile, non prendere iniziative al riguardo diventa irresponsabile.

Come sindacato degli studenti ci siamo già battuti in passato e continuiamo a batterci affinchè le nostre scuole siano sicure sotto tutti i punti di vista. Abbiamo quindi pensato sia opportuna una ricognizione delle carenze negli edifici scolastici che frequentiamo.

Di seguito presentiamo le prime osservazioni raccolte dalla Rete Studenti per alcune medie superiori di Massa.

continua su:

http://retestudentimassa.wordpress.com/

26
Nov
08

Lettera: Boicotta Marcello Baraghini, boicotta Stampa Alternativa

E’ triste, per me, dover dare l’addio a quello che per tanti anni è stato qualcosa di simile ad un mito: Marcello Baraghini.


Ero giovane, 25 anni fa, quando studente delle superiori mi leggevo i suoi 1000 lire in metropolitana, mentre andavo a scuola. E’ con lui che ho conosciuto l’anarchia, Boris Vian, il jazz e tante altre cose che amo ancora oggi.Poi, un paio di anni fa, la svolta: invito Marcello all’Hackmeeting di Pisa, per presentare i suoi “Bianciardini”, gli eredi dei 1000 lire, ma a 1 centesimo e liberamente scaricabili dalla rete.

L’incontro ad hackit fallì, ma non il rapporto, tanto che per un tot di mesi ci si incontrò spesso e si mise su una serie di progetti, per la mia gioia.

Poi….

Poi Marcello, probabilmente per farsi pubblicità, decise di pubblicare sul blog di Ettore Bianciardi , figlio di Luciano e suo complice nell’idea e nella progettazione dei bianciardini, un post in cui non solo spiegava, ma pure rivendicava la sua partecipazione alla fiera del libro di Torino dedicata alla nascita dello Stato di Israele.

In molti, sul blog, criticammo questa scelta, sottolineando che una cosa è, giustamente, conoscere e studiare e apprezzare parte della cultura israeliana (ed ebraica in generale), altra cosa festeggiare la nascita di uno Stato che ha significato l’esilio di milioni di palestinesi e la morte di centinaia di migliaia.

Anche il sottoscritto attaccò, penso civilmente, quella scelta e da quel giorno non ebbi più il piacere di sentire Marcello (ed Ettore). Mai più.
Fine dell’amicizia, fine dei progetti, fine di tutto. Di punto in bianco, senza una spiegazione, senza una telefonata, nulla.

Vabbuò, ognuno fa quel cazzo che gli pare, pensai, e proseguii per la mia strada. Fino a qualche settimana fa quando, sempre sul blog di Ettore leggo l’ennesima “provocazione”di Marcello:

“rivendicare la libertà di poter parlare liberamente di Luciano Bianciardi e di quello che facciamo io e Ettore, anche a Casa Pound, ammesso e non concesso che ci invitino e che ci sia garantita libertà di parola e di idea”.

In molti tentammo di far ragionare Marcello, ricordandogli chi sono e cosa fanno la feccia di Casa Pound (si era a pochi giorni dall’aggressione agli studenti di Roma in P.zza Navona), ma nulla.

Così si arriva ad oggi :

“Non scherzavo affatto, quando ho dichiarato che per parlare di
Bianciardi, del Bianciardi che amo e che è l’ispiratore dei miei quarant’anni di editoria, sarei andato volentieri da chiunque mi avesse invitato e mi avesse garantito la libertà di espressione, anche a Casa Pound.
E quelli di Casa Pound l’hanno saputo e, puntuali come un orologio svizzero, ieri mi hanno invitato. Ci andrò? E che editore all’incontrario sarei se non ci andassi, se rifiutassi l’invito o confessassi di aver solo scherzato? E quindi mercoledì 10 dicembre, alle ore 21, sarò ospite di Casa Pound a Roma, in via Napoleone III, 8″.

Per quel che mi riguarda è la, triste, fine di un percorso iniziato almeno 25 anni fa.

Non posso accettare di condividere un percorso culturale e politico con chi legittima le merde fasciste di Casa Pound. Tanto meno quando lo si fa in un ambito di marketing da 2 lire, pur di avere visibilità e chiacchiere su di se e la propria casa editrice. Se questo è il livello raggiunto da Marcello e da Stampa Alternativa, allora meglio che chiuda, almeno ci rimarrà il bel ricordo di un glorioso passato.

Addio.

http://caparossa.noblogs.org

25
Nov
08

Fascist Legacy – Un’eredità scomoda

fascist-legacy2Fascist Legacy (“L’eredità del fascismo”) è un documentario della BBC sui crimini di guerra commessi dagli italiani durante la Seconda Guerra Mondiale. La RAI acquistò una copia del programma, che però non fu mai mostrato al pubblico. La7 ne ha trasmesso ampi stralci nel 2004. Il documentario, diretto da Ken Kirby, ricostruisce le terribili vicende che accaddero nel corso della guerra di conquista coloniale in Etiopia – e negli anni successivi – e delle ancora più terribili vicende durante l’occupazione nazifascista della Jugoslavia tra gli anni 1941 e 1943. Particolarmente crudele la repressione delle milizie fasciste italiane nella guerriglia antipartigiana in Montenegro ed in altre regioni dei Balcani. Tali azioni vengono mostrate con ottima, ed esclusiva, documentazione filmata di repertorio e con testimonianze registrate sui luoghi storici nella I puntata del film. Il documentario mostra anche i crimini fascisti in Libia e in Etiopia. Nella II puntata il documentario cerca di spiegare le ragioni per le quali i responsabili militari e politici fascisti -colpevoli dei crimini- non sono stati condannati ai sensi del codice del Tribunale Militare Internazionale di Norimberga, per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Conduttore del film è lo storico americano Michael Palumbo, autore del libro “L’olocausto rimosso”, edito -in Italia- da Rizzoli. Nel film vengono intervistati -fra gli altri- gli storici italiani Angelo Del Boca, Giorgio Rochat, Claudio Pavone e lo storico inglese David Ellwood.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/fascist-legacy-uneredita-scomoda/

22
Nov
08

L’Onda francese in piazza contro i tagli alla scuola

PARIGI Gli insegnanti: «Il ministro ci disprezza»

Anna Maria Merlo (il manifesto)

Come al solito dopo una giornata di protesta, in serata, c’è stata la guerra delle cifre. Secondo il ministero della Pubblica istruzione francese, ha scioperato ieri il 33% degli insegnanti, accusati di «immobilismo» dal ministro Xavier Darcos, perché si oppongono alle varie riforme, che toccano dalla materna ai licei, fino alla formazione degli insegnanti e all’università. Le cifre dei sindacati sono nettamente diverse: un professore su due ha incrociato le braccia nella scuola secondaria e la percentuale sale al 69% per le elementari e le materne. Ci sono stati più di cento cortei ieri in tutta la Francia: quarantamila persone, insegnanti e allievi, a Parigi, ventimila a Bordeaux, undicimila a Marsiglia, diecimila a Lione e Tolosa, cinquemila a Lille.

Darcos non intende retrocedere. Ma la resistenza si organizza. La protesta riguarda prima di tutto le soppressioni dei posti di lavoro nella scuola, 11.200 già avvenute per l’anno scolastico in corso e 13.500 previste per il prossimo anno, dei tagli che, addizionati negli anni, porteranno a una riduzione del 10% del corpo insegnante, denunciano i sindacati della scuola. Ci sono poi i problemi di rivalorizzazione degli stipendi. Ma non c’è solo questo. Nei tagli, gli insegnanti denunciano la smantellamento (meno tremila posti) del Rased, la rete di aiuto ai bambini in difficoltà, sostituita da due ore di sostegno, da trovare all’interno delle ore che gli allievi delle elementari passano a scuola (all’ora di pranzo, per esempio), a carico dei maestri (gratificati con uno straordinario).

Ci sono poi le riforme dei programmi, che non convincono affatto. Darcos, per risparmiare, vuole tagliare il primo anno di materna, che inizia a due anni e mezzo. Sprezzante, ha affermato che con allievi di quell’età i maestri (che sono tutti laureati, perché la materna fa parte del ciclo delle elementari) non fanno altro che «cambiare i pannolini». Alle elementari, Darcos vuole ricentrare l’insegnamento sui «fondamentali», francese e matematica, tagliando il resto (per i maestri è un modo per perpetuare le differenze sociali, fin dall’infanzia). Per il momento, la media non è nel mirino, anche se è colpita dai tagli di cattedre, che limitano le opzioni: un modo per spingere a un orientamento precoce, tanto più forte da quando è stato reintrodotto l’apprendistato a 14 anni e sono state ripristinate le filiere professionali già da 13 anni, un modo surrettizio per distruggere la «media unica».

Ieri c’erano molti liceali in piazza per protestare contro le intenzioni del ministro Darcos, che intende imporre un liceo «a moduli», su base semestrale, distruggendo le filiere tradizionali, il tutto con una riduzione delle ore di lezione, sempre per risparmiare. Non si sa bene dove finiranno la storia e la geografia, che potranno essere declassate ad «opzioni». Da quando Sarkozy è presidente, c’è stata un’offensiva frontale contro gli insegnanti di economia nei licei della filiera «economico-sociale», accusati di non suscitare negli allievi l’amore per l’impresa e di trasmettere teorie di sinistra. L’obiettivo è quello di imporre una visione utilitaristica della scuola, che per i detrattori porterà a moltiplicare le ineguaglianze tra allievi e tra istituti, di fatto messi in concorrenza tra loro, a detrimento della cultura generale.

La protesta riguarda anche l’università, anche se nelle manifestazioni di ieri questa problematica era un po’ ai margini: in primo luogo, cresce la protesta contro la morte annunciata degli Iufm, gli istituti universitari per la formazione degli insegnanti. Dovrebbero venire sostituiti da una formazione sul campo, all’italiana, con giovani laureati sbattuti in cattedra senza una preparazione professionale specifica, al di là delle conoscenze della propria materia. Verrà imposto il master per insegnare – Darcos dice che così gli insegnanti guadagneranno di più – ma verrà introdotto il principio della competitività che va di pari passo con l’«autonomia» degli istituti scolastici (in un rapporto, un parlamentare Ump propone anche uno stipendio in base «al merito»).

Ma non è tutto. Anche nell’insegnamento superiore, la ministra della ricerca e dell’università, Valérie Pécresse, ha previsto di tagliare novemila posti.

22
Nov
08

SCONTRI DI PIAZZA NAVONA Quindici studenti denunciati, oggi le notifiche dalla Questura

Dopo il danno la beffa. Prima le provocazioni di Blocco studentesco a piazza Navona il 29 ottobre scorso, in seguito dell’approvazione in Senato del decreto Gelmini, poi le denunce. Dovrebbero arrivare quasi certamente oggi le notifiche degli atti della Questura di Roma per dieci studenti dell’Onda e cinque attivisti di sinistra accusati di rissa semplice, lesioni e adunata sediziosa. Tra i capi d’accusa quindi non ci sarebbero, come invece trapelato in questi ultimi giorni, i reati di devastazione e danneggiamento. E’ prevista per oggi alle ore 12, nella facoltà di Scienze politiche dell’università La Sapienza di Roma una conferenza stampa degli stessi studenti per rispondere punto su punto a questi atti che definiscono, senza mezzi termini, «intimidatori e repressivi». Inoltre sarebbero stati denunciati, sempre in seguito agli scontri avvenuti all’interno di piazza Navona, ventuno esponenti di Blocco studentesco.

21
Nov
08

Casa Pound rifiutata l’hotel Stendhal la “sfratta”

L’organizzazione di estrema destra aveva prenotato una sala per una conferenza pubblica, ma la protesta dei collettivi ha convinto la direzione dell’albergo a fare marcia indietro: “Non volevamo disordini pubblici, abbiamo negato la disponibilità”
di Stefania Parmeggiani

“Il fascismo non passa a Parma”. Gianluca Iannone, leader dell’organizzazione di estrema destra Casa Pound Italia, non terrà una conferenza all’hotel Stendhal. L’albergo, dopo avergli concesso una sala per venerdì sera, ha cancellato la prenotazione: e-mail di protesta, comitati anti-razzisti e anti-fascisti sul piede di guerra, paura di disordini e di minare la tranquillità dei suoi ospiti. E’ stata combattuta a stretto giro di e-mail l’ultima battaglia politica della sinistra antagonista di Parma. Ed è stata, almeno per ora, vinta.

Tutto è cominciato con una telefonata all’hotel Sthendal da parte della sezione parmigiana di Casa Pound Italia: “Ci hanno chiesto la disponibilità di una sala per una settantina di persone venerdì sera. Inizialmente – spiega la direzione dell’hotel – abbiamo detto di sì, la sala era libera”. La notizia si è rapidamente diffusa tanto che i collettivi e i movimenti di Parma hanno indetto una conferenza stampa sotto l’albergo per “chiarire chi è Iannone e cosa è la sua organizzazione”. E hanno iniziato a tempestare di email di protesta l’hotel. “In una mattinata ci saranno arrivate trenta lettere. Solo a questo punto abbiamo compreso chi erano le persone che ci avevano chiesto la sala e che cosa sarebbe accaduto confermandogliela. Abbiamo, quindi, ritenuto che non fosse il caso di ospitare una conferenza che avrebbe generato una protesta, una serata che avrebbe recato disturbo ai nostri clienti. Insomma, ci sembrava che ci fossero motivate ragioni di ordine pubblico per negare quella sala. E ci siamo tirati indietro”.

Giorgio, portavoce dell’aula B occupata di Lettere, si dice soddisfatto, almeno per ora: “Casa Pound sta cercando di fare proseliti anche a Parma. Ha fatto volantinaggio di fronte alle scuole, ha allestito banchetti con la Lega Nord e con altre forze politiche istituzionali. Vogliamo ricordare che Iannone è noto dai primi anni novanta per le aggressioni squadriste a cui ha partecipato, che ha avuto un ruolo anche nell’assalto a Casalbertone (Roma) dell’11 luglio 2007 contro una casa occupata da migranti, che l’organizzazione di cui è leader fa riferimento a Blocco Studentesco, movimento di destra che recentemente si è reso protagonista delle aggressioni con caschi, cinghie e bastoni in piazza Navona”.

Ricordando la recente aggressione a Bologna di due studenti da parte di simpatizzanti di estrema destra, i collettivi hanno chiesto “all’Amministrazione e ai responsabili dell’ordine pubblico di non autorizzare lo svolgimento della conferenza di Iannone”. Bruciati sul tempo dalla direzione dell’albergo: “Quando abbiamo dato la disponibilità della sala non avevamo idea di quello che avrebbe comportato. Poi ci siamo informati e francamente, senza fare alcuna considerazione di natura politica, non vogliamo coinvolgere l’albergo e i suoi clienti in una manifestazione o contro-manifestazione”. Resta da vedere se Casa Pound si accontenterà della porta chiusa o cercherà un altro luogo dove riunirsi.
(19 novembre 2008)




a

 

Novembre: 2008
L M M G V S D
« Ott   Dic »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930