Archivio per Gennaio 2009

31
Gen
09

berlusconi come williamson

Il Corriere della sera del 18 gennaio, genuflesso, lo ha definito “Silvio show”. In visita a Nuoro per un giro preelettorale il presidente del consiglio Silvio Berlusconi non ha saputo resistere alla tentazione di raccontare una barzelletta al pubblico dei sostenitori accorso al suo comizio. “La sapete quella del campo di concentramento?”, ha chiesto. e subito, incalzante: “Un kapò dice: ‘Per foi ho una puona notizzia e una meno puona. Metà di foi saranno trasferiti in un altro campo’. A questo punto tutti gridano evviva e chiedono quale sia la notizia cattiva. ‘Qvella meno puona è che la parte di foi che sarà traferita è qvella ke va da qui in giù’, e nel dire questo segna dalla cintola in giù”.

non commento, aggiungo  una barzelletta anche io:

poligrafico

25
Gen
09

«Riprendiamo Cox18» La rabbia di Milano

MOVIMENTI Un grande corteo arrabbiato ma gestito con intelligenza

«Riprendiamo Cox18» La rabbia di Milano
Luca Fazio
MILANO
Il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, è un uomo socialmente pericoloso. E chi lo spalleggia mantenendo un profilo defilato, o senza nemmeno rendersi conto di quello che potrebbe accadere in questa città (ahinoi) laboratorio, forse è ancora peggio. Non pretendiamo che se ne accorga il ministro dell’Interno Roberto Maroni – a lui fa comodo bersi tutte le farneticazioni anarco-br-insurrezionaliste che vengono agitate dalla giunta che sta strangolando Milano – ma sarebbe bello se qualcun’altro in Parlamento se ne rendesse conto – perché, poi, le elezioni, il contatto con la realtà e tutto quanto il resto si perdono proprio perché si è incapaci di porre argini alla finte «emergenze» reazionare che non lasciano vie di fuga. A nessuno. A quei «cattivoni» dei centri sociali, ma anche alla sinistra col soprabito e le mani allacciate dietro alla schiena.
Conchetta è un pezzo della cultura di questa città, per cui va difesa da tutti, senza tanti distinguo. E anche con un briciolo di sano cinismo: potrebbe pure essere una occasione ghiotta per chi non sa da che parte cominciare per rimettersi in contatto con quello che una volta si sarebbe detto il «suo» popolo. Un pezzetto, quello più pensante, ieri si è dato appuntamento in piazza XXIV Maggio, il cuore del quartiere Ticinese sfregiato senza motivo dalla giunta di donna Letizia (a proposito: comincia a dilagare l’adesivo col sindaco a forma di piovra, a quando le magliette? Siamo pur sempre la città della moda…). C’era anche qualche incappucciato fuori controllo che avrebbe potuto inscenare la rivolta disperata? Sì, può essere – e mentre stiamo scrivendo non possiamo nemmeno essere sicuri che non sia andata così – ma non importa, bisognerebbe avere comunque il coraggio di dire che non si toccano i libri della Calusca e l’archivio di Primo Moroni, e non per caso la parola «cultura» era in testa al corteo e nella testa di tanti. «Chi sgombera non legge libri» (uno striscione).
Lo sgombero di Conchetta è stato vissuto come un insulto alla storia di questa città, anche da chi in Cox 18 non ci ha mai messo né mai ci metterà piede. Ecco perché strada facendo erano (eravamo) in diecimila. E poi, il violento non ha il cappuccio, è il vicesindaco. Un provocatore, anche a poche ore dal presidio (non autorizzato) che si è presto trasformato in un corteo (non autorizzato); dopo aver di fatto comandato lo sgombero illegale del centro sociale Conchetta (c’è un causa in corso con il Comune, e anche la «mitica» magistratura milanese ha detto «boh?» davanti alla stupida protervia armata di caschi e manganelli) ieri ha soffiato sul fuoco dettando alle agenzie quella che è la sua strategia politica: «Milano oggi diventerà un’arena». Non si meritava questo favore, e infatti è stata una manifestazione straordinaria – esattamente quello che si meritava.
Volete la «verità» che oggi vi sbatteranno in faccia? Allora, tenetevi forte: scritte, sì tante, e parolacce, una sola, quella che gli ultras regalano all’avversario meno simpatico, qui i milanisti la urlano a Materazzi – ma lui non se la merita – e poi, tenetevi fortissimo, un «esproprio proletario», solo un paio di ragazzini che si sono litigati qualche straccetto in un negozio di via Torino (prendiamo le distanze…). Abbiamo dimenticato: due bidoni della spazzatura rovesciati e un canonico «skazzo» tra manifestanti (quelli buoni che prendono le distanze da quelli cattivi…). E poi, la scena madre, dieci petardi contro gli «sbirri»: la polizia non si muove, il cordone, saggiamente, tiene. Paura? Allora torniamo a noi, a un corteo che, non solo per la tensione, non si vedeva da anni. Milano, una buona parte almeno, ha risposto come doveva: quelli che dovevano esserci c’erano, tutti. Gli altri, che stiano a casa ancora un po’ a riflettere, ma questa è una battaglia giusta. Anche per loro. Diciamo solo un nome, non perché ci impressionano i vip, ma solo perché non possiamo pretendere che donna Letizia conosca tutti gli altri. Gabriele Salvatores, non un fanatico, lui c’era: «Conchetta mi sembra sia uno dei centri sociali milanesi che ha sempre seguito la strada della cultura, lo sgombero mi è sembrata una cosa un po’ vigliacca e priva di senso». Capito?
Tantissimi altri hanno lasciato a casa il loro sabato pomeriggio e sono tornati in piazza, dopo troppi anni vissuti chissà dove, ognuno più o meno decorosamente disgustato ma lontano dalle «cose» della politica. «Beh, oggi non potevo rimanere a casa, ho mollato il bambino dalla baby sitter e gli ho detto…papà c’ha da fare…». Tutti – grazie a De Corato – sapevano che, per dirla giovane, c’era anche «da fare brutto», eppure…Nuove leve alla prima adrenalina – pronti a dire che sarebbero stati pronti a tutto – e vecchia guardia, passeggiate di mille cortei, a scrutarsi in faccia per dire «che strano ritrovarsi in queste occasioni…». Sì, «anche bello». Mah, «vabbé insomma…». Vecchie talpe dei movimenti che furono (si sfiorano, da anni non marciavano nella stessa direzione), avvocati, scrittori, professionisti, ex giovani geni che sono stati allevati e hanno dato lustro al centro sociale di via Conchetta 18, vecchi amici di Primo Moroni (e la figlia), giornalisti che partecipano per una volta da spettatori, «solidarietà dovuta», e anche le bandiere di Sinistra Critica e Rifondazione (non ci esaltiamo per le bandiere, ma mai come in questa occasione era giusto non lasciare soli i ragazzi di Cox 18). Loro, o quello che solitamente gravita attorno a loro, sono riusciti nel capolavoro di trasformare questa tesissima manifestazione in un bella giornata, con pennellate di intelligenza che mettono anche di buon umore. Scimmiottando la buffonata dell’ecopass (l’aria che tira a Milano è brutta davvero), spuntano alcuni manifesti che ne ritraggono il logo e la foto di De Corato: «Zona a pensiero limitato». Poca musica, ma non era una marcia funebre. Il carro in testa serviva per lo speakeraggio, era doveroso spiegare alla città il perché dei «disagi» e la tanta paura – tutte le saracinesce si abbassavano davanti al corteo improvvisato. Era, ed è, l’unica vera strategia per riprendersi Conchetta, ma per davvero. Tutti, anche quelli che sono rimasti a casa, sanno che Milano certe vigliaccate non le digerisce. E che bisognerà attrezzarsi per resistere, con la testa, ritornando a far politica, a un tipo come De Corato. Ieri, sera, ancora una volta, è stata sua l’ultima parola: «Porteremo in tribunale i responsabili delle devastazioni». Milano da che parte sta?10.000
TANTE le persone che sono scese in piazza ieri, secondo gli organizzatori, in difesa del centro sociale Cox 18 e contro gli sgomberi della sindaca Moratti

il manifesto

18
Gen
09

Nonostante il cessate il fuoco unilaterale annunciato da Olmert, l’aviazione ha continuato a bombardare la Striscia. 2 morti e decine di feriti. Bilancio provvisorio: 1234 morti e 5450 feriti.

Scritto il 2009-01-18 in News

Gaza – Infopal, 18 gennaio, ore 11. Israele ha annunciato il cessate il fuoco a partire da questa mattina alle 2, ma già 2 palestinesi sono stati uccisi, e altri sono stati feriti. Lo hanno rivelato fonti mediche in Gaza.

Nel frattempo, i soccorritori continuano a estrarre cadaveri da sotto le macerie.

Nonostante la tregua, la popolazione della Striscia ha udito esplosioni e il sorvolo di aerei militari. L’aviazione ha bombardato il sud di Rafah e lanciato bombe al fosforo contro il quartiere at-Tuffah, a Gaza City. Bombardamenti anche a Jabaliya.

Il personale sanitario, che sta cercando di recuperare i numerosi cadaveri ancora sotto gli edifici distrutti, parla di “scene raccapriccianti”, di corpi a pezzi, carbonizzati, in decomposizione. E la maggior parte sono di donne e bambini.

Rimarrà chiuso il “corridoio” tra il nord e il centro della Striscia di Gaza, occupato dall’esercito di Israele. Le truppe israeliane sembra si siano ritirate dai quartieri di Zaitoun, ash-Shaf e at-Tuffah nella città di Gaza.

Il bilancio di 22 giorni di massacri è di 1.234 morti, di cui un terzo bambini, e oltre 5.450 feriti. Ma ci sono ancora tanti cadaveri sotto le macerie…

………………..

Olmert annuncia il cessate il fuoco unilaterale nella Striscia di Gaza, ma i palestinesi non si fidano.

Gaza – Infopal, 18 gennaio, ore 1. Ieri sera, il premier israeliano uscente, Ehud Olmert, ha annunciato un cessate il fuoco unilaterale a partire dalle 2 di questa mattina. Tuttavia, ha fatto sapere che le forze di occupazione rimarranno nella Striscia di Gaza “finché Hamas non accetterà la tregua”.

Bilancio del genocidio. 22 giorni di bombardamenti di cielo, mare e terra hanno provocato oltre 1.200 morti e circa 5300 feriti, di cui centinaia sono in gravissime condizioni.

Ieri, l’aviazione israeliana ha bombardato un’altra scuola dell’UNRWA, dove avevano trovato rifugio centinaia di cittadini.

‘Obiettivi raggiunti’. Durante una conferenza stampa svoltasi ieri sera, Olmert ha fatto sapere che “gli obiettivi israeliani sono stati completamente raggiunti, e sono andati anche più in là”. Sarebbe interessante capire se si riferiva al consenso popolare israeliano ottenuto attraverso una campagna di manipolazione mediatica ben orchestrata, e in vista delle imminenti elezioni, oppure se pensava al bilancio delle vittime

Lezioni di cinismo. Il premier israeliano ha affermato di essere “dispiaciuto per la sofferenza causata da una situazione insostenibile. Israele ha usato la propria forza ma con tutta la sensibilità possibile nei confronti della popolazione civile”, e ha accusato Hamas della responsabilità di aver costretto le forze israeliane ad agire… palestinesi, andate oltre le aspettative (le 800 annunciate poco prima dell’inizio dell’operazione “Piombo fuso”).

La risposta di Hamas. Da parte sua, i leader del movimento di resistenza islamica hanno dichiarato che non riconosceranno il cessate il fuoco israeliano, poiché le truppe israeliane continueranno a rimanere nella Striscia.

‘Delegazioni al Cairo’. In queste ore, delegazioni israeliane e di Hamas si trovano in Egitto dove si stanno svolgendo “colloqui indiretti” per trovare un accordo di cessate il fuoco definitivo.

Tregua o trappola?
L’esercito israeliano rimarrà dunque nella Striscia di Gaza: l’annuncio del cessate il fuoco potrebbero essere l’ennesima trappola o propaganda israeliana.

18
Gen
09

foto manifestazione palestina roma 17/01/2009

18
Gen
09

eppure non eravamo tutti…

Francesco Giordano – Milano
Mi piace iniziare questa lettera sul corteo di Roma con queste parole piuttosto che indicare la cifra dei partecipanti, comunque eravamo tanti.
Il fatto che fossimo in oltre 200.000 e che quanti sono scesi in piazza fossero accompagnati dalla simpatia e solidarietà del popolo romano si respirava ad ogni incrocio, ad ogni angolo, ma pure non eravamo tutte e tutti, purtroppo le nostre finanze, gli impedimenti che troviamo da molte parti non hanno facilitato la possibilità di quanti
volevano partecipare.
Finalmente l’indignazione ha preso il posto dell’accondiscendenza verso i mass-media, partiti e sindacati ufficiali.
Il popolo della sinistra ha voltato loro le spalle.

Le facce felici, gli occhi umidi di gioia delle compagne e compagni che si sono spesi con generosità per la riuscita del corteo non deve farci cullare di questo successo: è verissimo abbiamo riempito Roma di kefie e bandiere palestinesi, ora continuiamo a pretendere Vita, Terra, Libertà per il popolo palestinese.
Senza fare un passo indietro!

Abbiamo visto quanta ferocia si è scatenata contro Michele Santoro per aver fatto vedere e sentire cosa succede in Palestina per mano dei moderni Erode; abbiamo visto la criminale impunità della “giornalista” Annunziata che, testualmente dichiara: “Voi avete ragione, ma qui siamo italiani e dobbiamo anche orientare il pensiero degli italiani su questa cosa”. Questa cosa è il genocidio del popolo palestinese, il massacro di bambine e bambini, e l’orientamento che vuole dare è quello di non condannare i terroristi israeliani, autori di quel massacro.

Andiamo avanti con determinazione: Boicottaggio, Disinvestimenti e
Sanzioni per Israele.


13
Gen
09

manifesto manifestazione nazionale per la palestina

dalla parte dei palestinesi

dalla parte dei palestinesi

08
Gen
09

sabato 10 gennaio manifestazione per la palestina a Massa

No all’aggressione

militare israeliana contro Gaza!

No al massacro del popolo

palestinese!


Sabato 10 gennaio ore 15.30

(Teatro Guglielmi Massa)

La cittadinanza democratica tutta della provincia di Massa Carrara è chiamata a scendere in piazza per manifestare solidarietà nei confronti del popolo palestinese che in questi giorni sta subendo la ferocia di un vile e in nessun modo giustificabile attacco militare, da parte dell’esercito israeliano.

Scenderemo in piazza per opporci al massacro di bambini palestinesi e per opporci al bombardamento di scuole, moschee, chiese e ospedali nella striscia di Gaza.

Scenderemo in piazza per dire no alla guerra e al razzismo, per rilanciare con forza gli ideali di pace, giustizia, uguaglianza e di fratellanza fra i popoli, che la Resistenza ha affermato.

Scenderemo in piazza per difendere e rivendicare quei diritti umani universalmente riconosciuti sulla carta ma che in Palestina vengono schiacciati sotto i cingoli dei carri armati.

Scenderemo in piazza per solidarizzare anche con tutti i democratici israeliani che in questo momento stanno subendo a loro volta questa guerra di aggressione alla Palestina.

Chiediamo con forza che l’aggressione militare di Israele contro il popolo palestinese cessi immediatamente!

Chiediamo con forza che venga fermato il massacro dei bambini palestinesi e che gli aiuti umanitari possano giungere alla popolazione della striscia di Gaza!

Chiediamo con forza che il governo italiano cessi immediatamente ogni tipo di collaborazione logistico militare con lo stato di Israele e che assuma verso di questo una posizione coerente con quelli che sono i valori e i principi fondanti della Carta Costituzionale della Repubblica Italiana!

Chiediamo con forza alle istituzioni locali che esprimano una condanna forte e chiara rispetto all’orribile massacro in atto nella striscia di Gaza, riaffermando così quei valori di giustizia pace e uguaglianza che hanno fatto della nostra città un simbolo indelebile della Resistenza!

“Il comportamento di Israele nel bombardare Gaza è semplicemente un atto di aggressione senza ritegno da parte di uno stato molto potente verso un territorio che occupa illegalmente. E’ giunto il momento di intervenire con fermezza se l’O.N.U. non vuole essere giustamente accusata di complicità per omissione. Gli attacchi aerei israeliani sulla striscia di Gaza rappresentano gravi e smisurate violazioni del diritto umanitario internazionale, così come definito dalle convenzioni di Ginevra, sia per quanto riguarda gli obblighi di una potenza occupante sia per disposizione delle leggi di guerra.”

Miguel d’Escoto Brockmann (Presidente dell’Assemblea Generale dell’O.N.U.)


Palestina libera!

presidio permanente per la Palestina

( Massa   Carrra)

Aderiscono: Gruppo di sostegno al popolo palestinese (MS), Giovani musulmani d’Italia, Movimento per la qualità della vita, A.N.P.I. Giovani Massa, Associazione solidarietà proletaria, Comunità musulmana di Massa Carrara, Sinistra Critica, Skinheads Antifa (MS), Partito comunista dei lavoratori, Partito dei Carc sezioni provinciali (MS), Giovani comunisti Carrara, Associazione Archivi della Resistenza, Rete dei Comunisti, Punto Rosso, P.R.C. coordinamento comunale Carrara, ARCI Carrara-Lunigiana, ANPI  Massa Carrara, Lotta e Unità, Cobas scuola (MS), C.S.A. La Comune, …..


VENERDI’ 9 GENNAIO, ALLE ORE 18.00, PRESSO IL PRESIDIO PERMANENTE, PROIEZIONE DOCUMENTARIO SULLA RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE

04
Gen
09

Arrigoni racconta: colpi di artiglieria su ospedale Jabalya, evacuato. Sono già 500 i morti

A Jabalya, nel nord della Striscia di Gaza, la Mezzaluna rossa sta evacuando l’ospedale. La decisione è stata presa stanotte, in seguito a una raffica di colpi di artiglieria sparati dall’esercito israeliano. “Era un avvertimento – ha spiegato al telefono Vittorio Arrigoni volontario dell’International Solidarity Movement nella Striscia – Ora ci stiamo spostando verso l’ospedale di Shifa ma la Mezzaluna rossa ha organizzato una base mobile per strada”. Le operazioni di soccorso sono lente e sempre piu’ difficili. Il volontario italiano ha spiegato che, per circolare, le ambulanze, sulle quali possono salire solo due persone, devono prima prendere accordi con la Croce rossa e poi chiedere l’autorizzazione ai vertici militari israeliani. “Mentre aspettiamo, la gente muore – ha detto -. Per questo abbiamo deciso di muoverci verso zone che riteniamo ’sicure’ e li’ aspettiamo che ci portino i feriti”. Arrigoni ha raccontato che le sale d’emergenza degli ospedali sono piene di cadaveri: “E’ vero, alcuni sono miliziani ma la maggior parte sono civili. Oggi ho visto una coppia che trascinava su un carretto trainato da un mulo due bambini in fin di vita: quello che stanno facendo e’ semplicemente fuori da ogni logica”.
Intanto il tragico bilancio dei morti continua a salire: cinquecento palestinesi sono rimasti uccisi a Gaza dal fuoco israeliano nel corso di otto giorni di bombardamenti, per la maggior parte civili.
(Fonte:RCA)
altri aggiornamenti su www.forumpalestina.org

04
Gen
09

nuove iniziative a massa in solidarietà al popolo palestinese


Durante il presidio/assemblea avvenuto sabato 3 gennaio davanti alla Prefettura di MassaCarrara indetta da più realtà della sinistra locale e alla quale hanno partecipato più di 50 persone, è stato deciso di continuare la mobilitazione in solidarietà al popolo palestinese contro l’aggressione israeliana attraverso un’assemblea permanente che si svolgerà tutti i giorni a partire da lunedì 5 gennaio dalle ore 17 alle ore 20 davanti al teatro Guglielmi (in caso di maltempo ci sposteremo sotto l’atrio del comune di Massa).
L’assemblea permanente ha l’obbiettivo di elaborare nuove e diverse modalità per esprimere la nostra indignazione rispetto agli ultimi drammatici avvenimenti che stanno avvenendo a Gaza e nel resto dei territori. Per ora sono state proposte le seguenti attività: volantinaggi in città, mostre, proiezioni video, richieste di consiglio comunale e provinciale straordinario, incontri con prefetto, etc. Le idee sono tante quindi sarà importante essere numerosi.
L’Anpi giovani aderisce all’essemblea permanente.





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