Archivio per la categoria 'nuova destra'

13
Mag

Da Massa per la manifestazione antifascista di sabato a Verona

il coordinamento antifascista promuove la partecipazione alla manifestazione di sabato a Verona, innanzitutto attraverso un presidio che si terrà mercoledì 14 alle ore 16 presso la ex P.zza delle Corriere a Massa.

Per informazioni sulla partecipazione al corteo:

340 0692837 / 333 4639178

08
Mag

Verona: sabato 17 manifestazione nazionale

dall’Agenzia di Radio Onda d’Urto
Mag. 07 Ore: 14.12. Sono tutti rinchiusi nel carcere veronese di Montorio i cinque neo-nazisti che la notte del primo maggio scorso hanno picchiato a morte Nicola Tommasoli. L’ipotesi d’accusa è per ora di omicidio doloso. Domani mattina si terrà l’interrogatorio dei cinque arrestati, mentre stamattina si è tenuta la prima fase dell’autopsia sul corpo di Nicola: un passaggio fondamentale per stabilire, dal punto di vista legale, se si tratti o meno di un’azione studiata a tavolino. Nella giornata dei funerali, previsti in forma privata domani o venerdi, si terranno presidi antifascisti in diverse città italiane. Ieri sera un’assemblea di movimento tenutasi nella città scaligera ha inoltre deciso di lanciare la proposta di una manifestazione nazionale contro il fascismo ed il razzismo per sabato 17 maggio a Verona.

06
Mag

Comunicato delle/degli antifasciste/i veronesi

Nella notte tra il 30 aprile e 1 maggio a Verona, in pieno centro, un gruppo di fascisti di Forza Nuova ha pestato brutalmente un ragazzo di 29 anni di nome Nicola riducendolo in fin di vita e in coma irreversibile. L’unica “colpa” del ragazzo è stata quella di rifiutare una sigaretta e non accettare l’atto arrogante e intimidatorio dei 5 neofascisti, un pretesto già usato in altre aggressioni per dare il via al pestaggio. Queste squadracce di nazi fascisti è oltre 3 anni che scorrazzano impunemente per il centro di Verona aggredendo, picchiando, derubando e accoltellando chiunque sia “diverso” : l’immigrato, il comunista, l’anarchico, quello con i capelli lunghi o con l’orecchino…. l’importante è fare “pulizia” nella “loro” città. La loro ferocia è rivolta a chiunque non entri nei loro canoni estetici o non sia immediatamente pronto ad abbassare lo sguardo e cambiare velocemente marciapiede al loro passaggio. Ricordiamo che da anni sono avvenuti pestaggi a danno di compagni/e, accoltellamenti a militanti antifascisti e una miriade di aggressioni e furti a ragazzi e ragazze solo perché avevano un Kebab in mano o perché semplicemente non gli piacevano ed erano nel “loro” territorio. La polizia, e in primis i carabinieri di Verona con la complicità della stampa e della televisione asservita e obbediente, per tre giorni hanno tentato in tutti i modi di coprire la matrice politica di estrema destra e hanno materialmente dato la possibilità ai fascisti assassini di poter scappare all’estero e nascondersi.
Questa continua copertura a Forza Nuova, a Fiamma Tricolore, Veneto Front, altri infami nazi fascisti e beceri razzisti, a Verona, è possibile grazie ad una serie di coperture date dal fatto che una buona parte di questi lerci individui appartengono a quella che viene definita verona bene, l’elite della verona che sfrutta e produce. Con l’avvento del sindaco Tosi i paladini della verona pura hanno trovato piena legittimità vedendo lo stesso aprire i loro cortei segnati da slogan neonazisti e a selve di braccia tese. Gli slogan lanciati dallo stesso sindaco Tosi e la sua cricca fascista che lo appoggia e lo sostiene anche in consiglio comunale con Andrea Miglioranzi e vari fascisti ripuliti di Alleanza Nazionale, non sono altro che l’appoggio a queste infami squadracce, che hanno il compito di ripulire dove polizia e i vari sgherri al soldo dello stato e del comune non possono arrivare. Questo delirio sicuritario delle ronde e delle squadracce è figlio della mentalità Leghista e dell’estrema destra che ha sempre sostenuto attivamente il sindaco Tosi. Queste aggressioni e l’assassinio di Nicola rispondono alla mentalità leghista e fascista che ormai da anni ha sviluppato la maggior parte dei “bravi” e “onesti” cittadini veronesi, che con sbirri, prefetti, e istituzioni locali, hanno dato carta bianca a questi gruppi di nazisti balordi, in nome della sicurezza e della “pulizia cittadina” e dell’eliminazione di ciò che non è uniforme.
Le istituzioni e le sinistre revisioniste riformiste hanno creato questi mostri che si sentono investiti del potere di stabilire le regole nelle città, dove la parola sicurezza significa persecuzione del diverso, mentre nello stesso territorio quella che manca è la sicurezza sul posto di lavoro, che porta a continue tragiche morti, per il profitto della classe padronale dalla quale provengono gli stessi assassini fascisti di Nicola.

Morire ancora per mano fascista ad oltre sessant’anni dalla liberazione non deve essere tollerato! Ci appelliamo a tutte le realtà antifasciste ad autorganizzarsi per stroncare queste formazioni fasciste che tutt’oggi aggrediscono ed uccidono.

06
Mag

PESTAGGIO DI VERONA, BLOCCATI DA DIGOS ULTIMI DUE GRUPPO

Sono stati bloccati dalla Digos di Verona in Lombardia gli ultimi due presunti componenti del gruppo che ha picchiato a morte Nicola Tommasoli la notte del primo maggio scorso nel centro di Verona. Si tratta di Federico Perini, di 20 anni, e di Nicolò Veneri, di 19 anni, entrambi veronesi. I due saranno accompagnati nelle prossime ore nel carcere di Montorio, nella città scaligera.

Perini e Veneri sono stati rintracciati la notte scorsa al loro arrivo all’aeroporto di Bergamo con un volo low cost proveniente da Londra. I due erano fuggiti subito dopo l’aggressione con l’auto della madre di Perini, diretti in Austria. Da qui si sono spostati in Germania e successivamente con un volo hanno raggiunto Londra. Ma sono stati costretti a rientrare, con un volo giunto all’aeroporto di Orio al Serio intorno alle 22.30, dopo aver finito i soldi racimolati prima di scappare. All’arrivo c’erano ad attenderli gli agenti della Digos di Verona che indagano sull’episodio ai quali i due si sono costituiti. Sono quindi stati condotti nel carcere di Montorio Veronese a disposizione dell’autorita’ giudiziaria.

Perini e Veneri potrebbero essere ora essere sentiti dal pm che ha coordinato l’inchiesta sulla tragica vicenda che, dopo cinque giorni di agonia, si è conclusa con la morte ieri pomeriggio del disegnatore industriale nell’ospedale di Verona. Le indagini, anche grazie alla visione delle immagini registrate di alcune telecamere presenti nella zona del pestaggio, si erano sin dai primi momenti indirizzate verso alcuni giovani simpatizzanti della destra più estrema. L’aggressione di Tommasoli, però, non avrebbe avuto motivazioni politiche, ma semplicemente sarebbe stata legata al fatto che la vittima, assieme a due amici, aveva risposto negativamente a una richiesta di una sigaretta da parte dei componenti del gruppetto. Il primo ad essere stato bloccato dagli investigatori era stato Raffaele Delle Donne, 19 anni, studente, poi ieri la prima svolta delle indagini con il fermo di Guglielmo Corsi, 19 anni, metalmeccanico, e Andrea Vesentini, 20 anni, promotore finanziario. All’appello mancavano gli ultimi due che risultavano fuggiti all’estero, prima in Austria e poi forse in Inghilterra. Ma anche per loro si è chiuso il cerchio delle indagini della Digos, al loro rientro alla frontiera in Lombardia.

DIGOS, PERINI E VENERI HANNO CONFESSATO

 

Hanno confessato anche Federico Perini e Nicolo’ Veneri, fermati dalla Digos della questura di Verona per il pestaggio che ha causato la morte di Nicola Tommasoli. Lo ha detto oggi il responsabile della Digos, Luciano Iaccarino, affermando che ”hanno reso piena confessione”. ”Finalmente la partita e’ chiusa - ha detto Iaccarino intervenendo ad ‘Unomattina’ su Raiuno - il cerchio che avevamo stretto a loro ormai era inesorabile, i ragazzi stessi, parliamo di persone appena adulte, ‘ragazzini appena cresciuti’, hanno capito che per loro non c’era scampo e che il loro girovagare per l’Europa doveva aver termine”. ”Stanotte - ha aggiunto - quando un volo charter e’ atterrato da Londra all’aeroporto di Bergamo, noi eravamo li’ sotto bordo e li abbiamo presi e portati in questura a Verona”.
04
Mag

Verona: ragazzo picchiato in fin di vita, confessa un ultras neofascista ·

Da Repubblica

Un ventenne si è presentato questa mattina in questura con il suo avvocato
Identificati altri due dei cinque aggressori: sono già fuggiti all’estero
Ragazzo picchiato a Verona
confessa un ultrà neofascista
Ancora gravi le condizioni del 29enne vittima del pestaggio

Ragazzo picchiato a Verona
confessa un ultrà neofascista

VERONA – Un giovane si è presentato questa mattina in questura e ha confessato di essere stato uno degli autori dell’aggressione di Nicola Tommasoli, 29 anni, picchiato e ridotto in fin di vita la notte del primo maggio nel centro di Verona solo perché si è rifiutato di offrire una sigaretta. Il ragazzo di venti anni interrogato dal magistrato Francesco Rombaldoni, titolare dell’inchiesta, ha reso “piena confessione”. Si tratta di un ultrà neofascista che si muove in ambienti vicini a Forza Nuova, già responsabile di aggressioni a sfondo razzista e violenze negli stadi.

La caccia agli altri quattro aggressori continua. Due di loro sono stati individuati dalla polizia ma sono già fuggiti all’estero dove sono ricercati. Il fermato è stato invece condotto in carcere a Montorio. Il giovane, che appartiene a una famiglia benestante della città, si è costituito questa mattina presso la Digos di Verona dopo che i poliziotti avevano di fatto stretto il cerchio attorno a lui. Accompagnato da un avvocato di fiducia, il ragazzo ha così confessato davanti ai magistrati.

Intanto sono ancora molto gravi le condizioni di Nicola Tommasoli, ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Borgo Trento. Momenti di angoscia per i genitori, chiusi assieme agli amici più cari in una stanza accanto al figlio. “Sono realista non voglio illudermi – dice il padre che, come rileva l’Arena si aggrappa a ogni flebile speranza. “I medici dicono che c’è stata una piccola ripresa poi rientrata. Non so che pensare”.

E’ stato proprio indagando su “ambienti politicizzati” della città scaligera che la polizia è arrivata a identificare gli aggressori. Il ragazzo fermato era infatti già noto alle forze dell’ordine: come ultrà del Verona, per violenza negli stadi nello scorso febbraio era stato sottoposto a Daspo. In precedenza, nel 2007 era stato indagato dalla Digos insieme ad altre 16 persone, in prevalenza naziskin, per associazione a delinquere finalizzata a discriminazione razziale per alcune aggressioni avvenute a Verona analoghe a quella del primo maggio. I componenti della gang erano apparentemente degli insospettabili: figli di professionisti e operai. Molti erano ultrà dell’Hellas Verona.

La banda era stata individuata dalla Digos perché perseguitava i “diversi”: gente di colore, cittadini del meridione ma anche persone vestite, secondo la banda, non in maniera dignitosa. Tra gli episodi piu cruenti viene citato quello di un giovane con la maglietta del Lecce apostrofato come “terrone” e poi massacrato di botte; successivamente un ragazzino che utilizzava lo skate-board era stato preso di mira in quanto incapace di utilizzare la tavola a rotelle; e ancora un passante colpito con una bottigliata in testa.

Ancora un altro episodio che risale al 27 novembre del 2006 quando due giovani della Chimica, un centro sociale della zona, furono feriti a colpi di spranga a San Michele Extra. In quello stesso giorno, alcuni degli indagati avrebbero picchiato un giovane in piazza Erbe perché stando seduto su alcuni scalini danneggiava l’immagine di Verona “città di classe”. Problemi anche per alcuni venditori di kebab e i loro clienti aggrediti perché mangiavano un prodotto non gradito alla banda.

Durante le perquisizioni domiciliari furono trovati in casa di alcuni degli indagati simboli nazisti, coltelli, armi, pugnali, simboli del Veneto fronte skinheads. Gli atti violenti servivano per mantenere una sorta di controllo del territorio e il materiale video circolava e, secondo gli inquirenti, le cassette venivano pure vendute. Chi non riusciva a comperare il materiale originale si accontentava dei video scaricati dal web.

04
Mag

Torino: attacco nazifascsta alla sede dei CARC

Nella notte tra il Primo Maggio (festa dei lavoratori) e venerdì 2 maggio, alcuni nazifascisti hanno preso di mira la sede della sezione A.Gramsci di Torino del Partito dei CARC. Questa infame provocazione nazifascista è la risposta al determinato antifascismo militante che i compagni della sezione di Torino esercitano tra le masse popolari del quartiere Barriera di Milano che, come tutti i quartieri periferici delle nostre città, sono sempre più infestati dalle squadracce fasciste foraggiate e sponsorizzate dai vari Alemanno (AN), Storace (La destra) e Romagnoli (Fiamma Tricolore) Fiore (Forza Nuova) locali.
Gli accoltellatori, i picchiatori e gli indagati per strage ora sono, chi al governo, chi al parlamento europeo, alla faccia della Costituzione nata dalla Resistenza. Il loro sdoganamento e la loro legittimazione è stata resa possibile anche grazie all’operazione di revisionismo storico sostenuta dai dirigenti della sinistra borghese (la quale, giustamente, ha raccolto alle ultime elezioni quello che ha seminato durante i due anni nei quali è stata al governo) che per screditare la lotta di classe in favore del programma comune della borghesia nostrana, ha avviato l’opera di “riappacificazione nazionale” concedendo dignità ai fascisti torturatori uccisi dai valorosi partigiani durante la Resistenza e definendo un orrore l’esperienza delle rivoluzioni proletarie del secolo scorso come lo stesso Bertinotti ha dichiarato impunemente dagli scranni del Parlamento. I fascisti sono stati il braccio terroristico della borghesia, i difensori armati degli interessi dei padroni, gli aguzzini della classe lavoratrice. L’antifascismo è una delle principali componenti della lotta di classe. Non si può essere dalla parte degli operai e del proletariato senza essere antifascisti. Non è possibile essere antifascisti senza essere militanti antifascisti, senza praticare l’antifascismo militante.
Invitiamo tutti gli antifascisti, i comunisti, gli anarchici, gli antimperialisti e i sinceri democratici, a elevare la vigilanza antifascista a partire dai quartieri, alle fabbriche, ai luoghi di lavoro e alle scuole e rinnoviamo l’appello per fare fronte comune nella militanza antifascista promuovendo un coordinamento di forze che operi con organizzata determinazione su tutti i quartieri della città. A questo scopo indiciamo una prima riunione pubblica, presso la nostra sede di via Cruto 18, giovedì 8 maggio alle ore 21,00.

Nessuna agibilità per i fascisti! Facciamo fronte comune contro il fascismo e chi lo sdogana e lo legittima! ORA E SEMPRE RESISTENZA !

04
Mag

Proiezione Nazirock a Massa

Giovedì 8 maggio ore 21
c.s.a. La ComuneProiezione di Nazirock
sarà presente l’autore Claudio Lazzaro

 

Il film-documentario racconta il mondo neofascista italiano attraverso la musica, i raduni, gli scontri, il look dei giovani che ne fanno parte.
Il movimento di estrema destra ha diffidato il film di Lazzaro, invitando molte sale a rinunciare alla proiezione, in quanto il documentario avrebbe dei contenuti diffamatori.

L’Anpi giovani invita tutti gli antifascisti a partecipare alla proiezione ricordando che in alcune città dove è stato proposto il documentario ci sono state aggressioni da parte di gruppi di estrema destra. Quindi occhi aperti.

Saluti antifascisti

Anpi giovani Massa

04
Mag

Milano - Saluto fascista ? in San Babila è reato

La sentenza Condannati in nove. «Un contesto che rievoca i neofascisti». Condanna per il gesto in piazza San Babila: il luogo-simbolo fa la differenza.

MILANO — Fare il «saluto romano »? Sebbene l’aria che tira sia quella dello sdoganamento di un gesto, derubricato a poco più che innocua intemperanza (ad esempio di recente nell’entusiasmo dei supporters di Alemanno in Campidoglio dopo la sua elezione a sindaco di Roma), può essere ancora reato di apologia di fascismo. Come pure gridare lo slogan «Camerati a chi? A noi!». O partecipare al coro «Me ne frego». Dipende dalle condizioni di contesto, dal teatro delle performance, dal «potenziale evocativo ». È questo il discrimine tracciato dalle motivazioni (depositate prima delle elezioni) di una sentenza con la quale il Tribunale di Milano il 20 Dicembre scorso aveva condannato nove persone a pene comprese fra gli 8 e i 2 mesi, assolvendone altre dodici. Di fronte all’ottava sezione penale, nessuno degli imputati negava di aver fatto i gesti e intonato i cori attestati dai video della Digos e imputati dalla Procura a 21 dei 700 partecipanti alla manifestazione nazionale pubblica (con corteo in corso Venezia e comizio in piazza San Babila) organizzata dal Movimento Sociale-Fiamma Tricolore a Milano nel pomeriggio dell’11 Marzo 2006, in un clima già teso per i gravi disordini provocati invece di mattina dal «corteo antifascista» di autonomi e centri sociali (costato 15 condanne a 4 anni per devastazione).

LE MOTIVAZIONI – L’interesse delle motivazioni sta nel fatto che esse distinguono tra i due tempi della manifestazione. Nel corteo di corso Venezia, benché di saluti romani e inni fascisti si fossero resi protagonisti alcuni degli impu-tati, scatta la loro assoluzione in quanto «si trattò di episodi isolati, che coinvolsero i manifestanti a gruppetti separati, senza che la gestualità o i canti abbiano (per compattezza, vistosità o intensità) presentato una coralità effettivamente suggestiva sulle folle». Qui i manifestanti esponevano «striscioni con rivendicazioni (come il diritto alla casa e la necessità del rispetto della legalità) dai contenuti squisitamente politici e legittimi», e sfilavano accanto ad altre persone «che non ostentavano simbologia fascista». Tutta diversa, per la relatrice delle motivazioni Concetta Locurto e i colleghi Tremolada e Rispoli, la valutazione di quegli stessi gesti e inni «nel momento cruciale del comizio» di Maurizio Boccacci «in Piazza San Babila, luogo non irrilevante» perché «San Babila, in tutta Italia e soprattutto a Milano, è un luogo già di per sé fortemente simbolico: al di là della dimensione architettonica risalente all’epoca e allo stile del ventennio fascista, la piazza evoca un immediato collegamento con le formazioni “neofasciste” milanesi che, notoriamente, l’avevano eletta a loro trincea negli anni ‘70». È qui, per i giudici, che saluti romani e inni cessano di essere «innocue parole o gesti che esprimano semplicemente il pensiero o il sentimento occasionale di un individuo», e passano invece a costituire «una rievocazione evidente dei contenuti e dei metodi del disciolto partito fascista, attraverso la spavalda ripetizione di gesti e invocazioni abituali accompagnata a una rivendicazione orgogliosa e compiaciuta delle proprie radici storico- politiche». È qui che diventa reato «una ritualità potentemente evocativa del clima del ventennio», una «chiara esortazione a manifestare pubblicamente quella stessa fede politica anche a dispetto dei divieti imposti dall’Autorità».

29
Apr

25 aprile 2008 Provocazione Fascista a La Spezia

La Spezia, sabato 26 aprile 2008 Rete contro la precarietà

Oggi, 25 aprile 2008, la Rete contro la precarietà della Spezia, ha deciso di ricordare e festeggiare la Liberazione, organizzando un presidio, ritrovandosi in piazza per condividere, in una bellissima giornata di sole, quei valori e quelle speranze che hanno portato alla sconfitta del
nazi-fascismo.
Prevedibile e banale è arrivata l’ennesima provocazione da parte di 2 loschi fasci figuri che spintonando, brandendo cinture, minacciando di morte, pretendevano di passare nel mezzo del presidio. Così, sotto gli stendardi istituzionali voluti dalla Provincia, inneggianti ai diritti della Costituzione, le forze dell’ordine, adducendo motivi di sicurezza, hanno costretto 50 persone ad interrompere l’iniziativa, avvallando i metodi di chi da sempre agisce nell’ombra,
cercando l’aggregazione nel codardo squadrismo, incitando all’odio razziale, fomentando paure.
A loro ed a tutti quelli che confondono il coraggio con lo squallido tentativo di affermare il proprio “machismo” da film western di serie B, ricordiamo che Arditi siamo noi, e tutti coloro che quotidianamente resistono ai vili attacchi sferrati nel mondo del lavoro, nella vita, nella
salute, al nostro futuro.

ORA PIÙ’ CHE MAI, RESISTENZA!

29
Apr

Ostia: distrutta targa delle Fosse Ardeatine ·

(ANSA) – ROMA, 28 APR – La targa commemorativa delle vittime delle Fosse Ardeatine, collocata in piazza della Stazione Vecchia ad Ostia, quartiere del litorale di Roma, e’ stata frantumata, probabilmente con un grosso martello, e sopra e’ stato scritto, con la vernice, ‘’Il popolo di Ostia inneggia al Duce’’. Lo rende noto il presidente del XIII municipio Paolo Orneli spiegando che la targa si trova in prossimita’ dei locali del Municipio Roma XIII.
‘’Si tratta di un gesto di inaudita barbarie – ha commentato Orneli – uno scempio gratuito e ingiustificato alla memoria dei nostri concittadini che hanno trovato la morte in uno degli episodi piu’ cupi della storia contemporanea di Roma. Sono fiducioso che le forze dell’ordine sappiamo quanto prima individuare gli autori di questo gesto barbarico. Non appena saranno concluse le indagini provvederemo a ripristinare la targa e alla pulizia del muro’’.