Ad Altopascio vergognose decisioni razziste!

13 dicembre 2007

Il comune di Altopascio, dove è pure presente un assessore di Forza Nuova, sta per adottare misure restrittive verso i migranti, attraverso il calcolo del reddito pro capite. Il sindaco Marchetti si è affrettato a respingere la mittente le accuse di xenofobia, confermando però che tutti gli extracomunitari che vorranno ottenere la cittadinanza dovranno dimostrare di avere un alloggio e presentare la busta paga!? Questi episodi sono in conformità con tutte le decisioni prese nel Nord ESt. La società europea che guarda oltre il ventunesimo secolo dovrebbe tendere ad una cultura multirazziale. Un fenomeno come l’emigrazione non può essere arrestato, soprattutto dopo cinquecento anni di dominio selvaggio e di rapina compiuti dall’Europa. L’Italia, al contrario, risponde a questa realtà oggettiva con la cultura dei paria, della xenofobia e dello sfruttamento della manodopera.
Non solo i nostri amministratori, ma anche tutta l’opinione pubblica devono avere la capacità di osservare con intelligenza ciò che accade oltre confine: la Francia ci può dare un’immagine chiarificatrice su come i ghetti possano essere facilmente costruiti, ma come possono con altrettanta facilità scoppiare in continue insorgenze di bisogni impellenti e giusta rabbia sociale.
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Bettio (Lega): con gli immigrati usiamo i metodi SS

04 dicembre 2007

www.tribunatreviso.repubblica.it

«Usare con gli immigrati lo stesso metodo delle SS: punirne dieci per ogni torto fatto a un nostro cittadino». Ha usato queste parole il consigliere leghista Giorgio Bettio, intervenuto durante il consiglio comunale per dare il suo appoggio all’ordinanza anti-sbandati sottoscritta da Gobbo e chiedere metodi più duri contro gli stranieri che abitano in città.

A dare il “la” all’invettiva del consigliere, a suo dire, «l’ennesimo sopruso patito da un inquilino dei palazzi dove abitano anche gli immigrati». Bettio accusa, ma non spiega quando e cosa sia avvenuto per scatenare tanta ira. «Non è possibile che gli immigrati vengano a vivere nei nostri condomini e poi comincino a comportarsi come Ras di quartiere o terroristi - dice - dovrebbero rispettare le regole e invece prima fanno finta di non capire poi, se redarguiti, passano alla minacce. Il decreto è troppo tenero».

E lancia la sua proposta: «Gli immigrati che chiedono la residenza, se in possesso dei requisiti, dovrebbero essere messi sotto osservazione per sei mesi». Il piano, annunciato davanti ai volti increduli ma silenziosi dell’opposizione, suona più o meno come una prova d’esame: «Nel momento in cui ottengono la residenza - dice - la commissione dovrebbe assumersi il compito di seguirne gli spostamenti e controllarne il comportamento andando a chiedere informazioni anche ai vicini di casa. Passati questi primi sei mesi - continua Bettio - se gli stranieri si sono comportati bene, allora possono restare, in caso contrario devono essere sottoposti ad altri tre mesi di verifica e poi espulsi».

Poi l’affondo: «Sarebbe giusto fargli capire come ci si comporta usando gli stessi metodi dei nazisti. Per ogni trevigiano a cui recano danno o disturbo, vengono puniti dieci extracomunitari». Dal banco della giunta, Gobbo annuisce e l’opposizione lascia correre: «E’ da anni che viviano il fenomeno dell’immigrazione - dice Sbarra - e la Lega, per propaganda, continua a spacciarlo come emergenza, invece di attivare tempestivamente politiche serie».

5 dicembre 2007

www.ansa.it

BETTIO, SULLE SS UNO SFOGO DA OSTERIA

TREVISO - “E’ stata un’espressione dettata semplicemente dalla rabbia, riconosco di aver detto una cosa grave e soprattutto in un luogo sbagliato. E’ stato uno sfogo da osteria, non lo ripeterei né in consiglio né altrove”. Così il consigliere comunale leghista Giorgio Bettio, salito alla ribalta per aver indicato, nel corso di una seduta dell’assemblea comunale di Treviso, quale metodo di comportamento verso gli immigrati che delinquono il criterio applicato dalle SS nei lager.

“E’ fuori discussione come sia imperdonabile il riferimento alla polizia di Hitler - ammette il consigliere comunale - e posso al massimo cercare di attenuare la mia responsabilità facendo osservare come le mie dichiarazioni siano state fatte in un momento in cui la discussione politica e amministrativa era terminata, tanto che nessuno, in aula, ha immediatamente obiettato alcunché”. Bettio si pone però anche un dubbio relativo alla differenza di risonanza che le sue parole paiono aver assunto in sole 24 ore rispetto a quanto avviene “per elementi della Lega ben più pesanti di me”. In ogni caso, riflette infine il consigliere, “forse si tratta di un segnale, e cioé che questo bombardamento di notizie e suggestioni sugli stranieri ci sta provocando un nervosismo eccessivo. Occorrerebbe che tutta la politica fosse capace di raffreddare gli animi - conclude - e francamente mi hanno dato fastidio quelli che oggi, incontrandomi nei bar o per la strada, mi hanno espresso la loro solidarietà facendomi i complimenti per quello che ho detto”.

GALAN: PRESENTERO’ UN ESPOSTO

Il governatore del Veneto Giancarlo Galan ha annunciato che la Regione del Veneto presenterà una denuncia esposto contro Bettio. “Si è trattato certamente di un’affermazione, quella fatta dal consigliere comunale di Treviso, Giorgio Bettio - ha dichiarato il governatore del Veneto Giancarlo Galan - delirante, ripugnante per poter essere anche semplicemente ascoltata da chiunque in Veneto. A nessuno è concesso far cenno ‘ai metodi delle SS” quando si affrontano temi così dolorosi quali quelli che troppo spesso hanno a che vedere con immigrazione e sicurezza. Condivido quindi pienamente quanto detto dall’amico sindaco di Treviso Paolo Gobbo, che ha immediatamente stigmatizzato, anche a nome della Lega, le aberranti affermazioni del Bettio”.

 

6 dicembre

www.agi.it

- Scaricato da tutti, anche dai suoi compagni di partito, Giorgio Bettio, il consigliere comunale leghista che ha evocato le Ss parlando di sicurezza, dice che lascera’ la politica.
La cosa piu’ sicura pero’ e’ che a tempo di record la Procura di Treviso lo ha indagato per apologia del fascismo e del razzismo e per istigazione all’odio razziale e istigazione a delinquere. Il Procuratore capo di Treviso, Antonio Fojadelli, ha commentato: “Stiamo andando fuori di senno. Era il minimo che si potesse fare. Quelle di Bettio sono espressioni che dovrebbero fermarsi sulla soglia della buona educazione. Ma questa non e’ stata sufficiente e si continua ad alzare il tiro”.
Il consigliere sotto accusa, perorando la causa delle ordinanze anti sbandati, come quella di Cittadella (Padova) e adottata anche a Treviso, aveva lanciato il monito: “Se qualche straniero osa fare del male ai nostri concittadini, faremo come le Ss, ne puniremo dieci”.
Fojadelli ha dichiarato che acquisira’ quanto prima i verbali della seduta del consiglio comunale dove Bettio ha detto le frasi sotto accusa e sentira’ anche i consiglieri della maggioranza e dell’opposizione, compreso il sindaco Gian Paolo Gobbo e il suo vice Giancarlo Gentilini.
Bettio questa mattina, ospite nella trasmissione radiofonica “Radio anch’io”, ha ribadito le sue posizioni confermando di non avere piu’ la tessera della Lega Nord: “Ho parlato cosi’ - ha detto - perche’ alcuni stranieri hanno minacciato mia madre di morte. E’ stato una sorta di sfogo, mi scuso per quelle parole”. Ma Bettio non ha ritrattato sulla sua proposta, sempre espressa in consiglio comunale, di controllare per sei mesi gli stranieri che hanno ottenuto la residenza in Italia e magari poi revocargliela, se necessario.

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Treviso: ultrà pestano due stranieri

26 novembre 2007

Vittime della violenza, a poche ore di distanza, un moldavo di 30 anni e un marocchino di 40, quest’ultimo, clandestino, è stato espulso

L’aggressione a S.Leonardo, al bar «covo» dei tifosi legati a Forza Nuova Due stranieri picchiati nello stesso bar a poche ore di distanza l’uno dall’altro. Un moldavo di 30 anni e un marocchino di 40 sono stati aggrediti sabato sera da un gruppo di ultrà del Treviso calcio. Ragazzi che alcuni testimoni hanno descritto simpatizzanti di gruppi di estrema destra come «Forza Nuova» e «Veneto Skinhead». I pestaggi sono avvenuti nel bar «Il Cicchetto» in piazza San Leonardo. Il più grave è stato il nordafricano che è stato costretto a presentarsi al pronto soccorso del Ca’ Foncello a causa delle lesioni riportate dal pestaggio. Nel bar sono arrivate due Volanti. Gli agenti hanno identificato i clienti del locale.
Dopo il pestaggio avvenuto venerdì sera al «Bottegon», sabato è accaduto nuovamente. Un gruppo di ultrà del Treviso calcio sono stati protagonisti di un vero e proprio pestaggio. Al «Bottegon» avevano preso di mira un ubriaco, sabato sera dentro il bar «Il Cicchetto», due stranieri. La loro unica colpa era di essere entrati nel bar «sbagliato».
Il primo allarme è scattato poco dopo le 21 quando qualcuno chiama il 113. Ha visto un gruppo di uomini picchiare un ragazzo. Quando la Volante arriva il moldavo trentenne ha il volto sanguinante, racconta cosa è accaduto, ma decide di non presentarsi al pronto soccorso. I poliziotti controllano i clienti, alcuni di loro sono volti conosciuti della curva del Treviso.
Passano due ore quando, poco dopo le 23, dallo stesso bar di piazza San Leonardo arriva una nuova richiesta di soccorso. C’è stato un altro pestaggio, ma questa volta la situazione è più grave. Un marocchino quarantenne, è stato malmenato dal solito gruppo di persone. Mentre viene portato al pronto soccorso, i poliziotti compiono un nuovo accertamento sui clienti presenti nel locale. Anche questa volta, sono quasi tutti legati all’estrema destra. I nomi di chi ha picchiato il marocchino non saltano fuori, ma sono in corso accertamenti per identificare i colpevoli.
Per il nordafricano poi oltre alle ferite riportate dal pestaggio, c’è stata anche un’altra conseguenza. Privo di documenti e già destinatario di un’ordine di espulsione, è stato arrestato. Della vicenda di sabato scorso si stanno occupando anche gli uomini della Digos che da tempo tengono sotto controllo il mondo degli ultrà e del tifo violento.
Proprio sabato sera 58 ragazzi che frequentano la curva del Treviso e che per mesi gli era stato vietato di rimettere piede in uno stadio sono tornati al Tenni. Erano i ragazzi che a Verona avevano tirato un petardo in un parco giochi per bambini e sotto una macchina che ha rischiato di saltare in aria.
Dalla fine della partita fino al pestaggio al bar erano passate soltanto poche ore. Tutto era filato liscio allo stadio, ma si sono sfogati più tardi. Una serata di divertimento senza violenza, evidentemente, è sempre più difficile.


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