Archivio Pagina 2

17
Giu

La destra radicale in Europa

La redazione di “Aldodice” segnala l’uscita del seguente libro:

“La destra radicale in Europa”

Tra svolte ideologiche e nuovi sviluppi

Giuseppe Scaliati

Bonanno editore

L’estrema destra europea dagli anni Novanta ha proceduto ad un vero e proprio adeguamento del bagaglio ideologico. Formazioni politiche di ispirazione neofascista e compagini di nuova costituzione hanno messo al centro della propria azione la lotta all’immigrazione. L’immigrato viene indicato come il principale responsabile dell’aumento della criminalità e della disoccupazione. Praticamente colui che va ad intaccare etnicamente la “patria” portando alla tanto odiata società multirazziale. L’odio e la discriminazione di queste forze politiche poi si estende verso tutti i “diversi”, ossia ebrei, omosessuali, musulmani ecc. ritenuti inadeguati alle nuove società. Il testo analizza per ogni stato europeo come le forze della destra radicale riescono a riscuotere consensi, e ottenere in alcuni casi anche successi elettorali rilevanti, nelle classi meno abbienti, in particolare tra gli operai e i disoccupati, dove hanno maggiore presa le campagne populiste.

 

12
Giu

manifestazione antifascista a la spezia

Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendermi e non c’era rimasto nessuno a protestare…


Venerdi 13 giugno ore 21:00 Piazza Brin(LaSpezia)


Corteo Antifascista-Antirazzista

Contro il fascismo io scendo in piazza
E tu?

Antifascisti*siempre!

Hanno aderito: Giovani Comunisti/e, FGCI, Network Giovani per la Sinistra, ANPI Villafranca-Bagnone, ANPI Lerici, Anpi Levanto, Laboratorio Antirazzista “L’Incontro”, Comitato Difendiamo la Costituzione, Archivi della Resistenza - Circolo Edoardo Bassignani, Partito della Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Sinistra Democratica, Movimento Studentesco Spezzino

12
Giu

Mercoledì 11 giugno 2008 15:25 Trento - Base militare: Bloccati i lavori e allestito il presidio

Fermati i lavori di costruzione della nuova base militare di Mattarello.

Trento - Ha scavato ben poco la ruspa che a Mattarello dava il via - questa mattina - all’inizio dei lavori della nuova caserma militare: alle otto in punto l’escavatore è stato circondato da una trentina di persone del comitato contro la base. Qualcuno si è seduto dentro la benna, altri si sono arrampicati sul mezzo raggiungendo la cima del braccio issando una bandiera con scritto No alla base di Mattarello.
All’operaio non è rimasto che uscire dall’abitacolo e accettare l’interruzione - di fatto - dei lavori.
“Ieri sera - ci racconta Stefano Bleggi - passando di qui per recarci all’assemblea del comitato abbiamo visto la ruspa dentro il terreno. Perciò abbiamo deciso di darci appuntamento stamattina per verificare e, nel caso fossero iniziati i lavori, bloccarli. Così è stato”.
Il blocco dei lavori era stato chiesto tramite un’istanza al sindaco di Trento, raccogliendo molte firme che tuttora si aggiungono numerose. “Abbiamo chiesto la sospensione dell’iter di costruzione fino a che non fosse rivalutato l’impatto non solo ambientale, ma anche economico, sociale e culturale di una base di guerra sul territorio trentino”, ci spiega Milo Tamanini di Mattarello.
A metà mattina tutti gli operai se ne vanno, lasciando l’escavatore immobile e agghindato di bandiere No Base. “Rimaniamo qui tutto il giorno - dicono quelli del comitato - e sicuramente tutti i giorni fino a giovedì”.
Giovedì 19, infatti, per le ore 17 è stato lanciato un happening in via Belenzani - sotto le finestre del palazzo del Comune - per chiedere al sindaco di bloccare definitivamente i lavori della base di Mattarello.

12
Giu

13 giugno: anniversario della strage di Forno (MS)

13 GIUGNO 1944: ECCIDIO DI FORNO, 72 MORTI

“Se ci dite di stare fermi, vedrete muoverci. Se ci dite di stare zitti, ci sentirete urlare.  Antifascisti sempre!”

 L’Anpi giovani di Massa e il Circolo “Partigiani Sempre” di Viareggio, in occasione dell’Anniversario della strage di Forno, organizzano una giornata in ricordo delle vittime:

ore 11,30 Ritrovo alla Casa Socialista per depositare un mazzo di fiori al cippo posto in ricordo del comandante Partigiano Marcello Garosi “Tito”
ore 13 Pranzo presso il G.S. Forno (15 euro prenotazioni al 333 4639178)                                         

 

11
Giu

A MILANO: SCHEDATI PER ESSERE NATI ROM

Giorgio Bezzecchi è vice-presidente nazionale dell’Opera Nomadi e da anni lavora per la promozione sociale, politica e culturale dei rom a Milano. La sua famiglia vive in un campo a Milano, il padre è stato deportato in un campo di concentramento, a cui fortunatamente è sopravvissuto. Il nonno, deportato in un altro campo non è sopravvissuto. Domani tutta la sua famiglia sarà  fotografata e schedata, conformemente alle attuali decisioni del prefetto che prevedono un rilevamento completo di tutti i rom residenti nel territorio milanese. E’ stato deciso un rilevamento di identità  da parte della polizia su base esclusivamente etnica.

Per inviare messaggi di solidarietà  è importante scrivere sia all’indirizzo dell’opera nomadi di Milano, sia della cooperativa Romano Drom, di cui Giorgio è presidente.
segreteria@operanomadimilano.org
ROMANDROM@libero.it

Testo della lettera di Giorgio Bezzecchi (Rom-medaglia d’oro al valor civico):

Prossimo intervento differenziale per cittadini Italiani (censimento fotografico e schedatura-Polizia), domani mattina, presso il campo comunale di via Impastato a Milano (famiglie Bezzechi).

Sono passati sessant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali e dalla pubblicazione della rivista “La difesa della razza” di Guido Landra e dei primi rastrellamenti che sfociarono dopo un breve periodo di tempo in un ordine esplicito di “internamento degli zingari italiani” in campi di concentramento (Circ.Bocchini 27/04/41), quei “campi del Duce” di cui in Italia si è preferito perdere la memoria.

“RICORDARE PER NON DIMENTICARE”
Sono passati sessant’anni, ma le preoccupazioni, la percezione del pericolo, I PROVVEDIMENTI PUBBLICI SONO GLI STESSI DI OGGI.

E’ agghiaciante quello che sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi, a Milano.
Rimanere in SILENZIO oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.
NESSUNA collaborazione di Enti o Associazioni è giustificata (VERGOGNA)……..
Mi appello alla società civile,chiedo un sostegno per le comunità  di rom e sinti Milanesi………….voci dal silenzio……..
Ricordo che domani sarà schedato anche mio padre, CITTADINO ITALIANO, che ha patito la persecuzione nazifascista con l’internamento in campo concentrazionale italiano (Tossicia)……………..
mio nonno deportato a Birkenau e uscito dal camino…………….VERGOGNA
MI VERGOGNO, IN QUESTO MOMENTO, DI ESSRE CITTADINO ITALIANO E CRISTIANO……………..
Chiedo in questo momento tragico per la democrazia e la cultura a Milano ed in Italia ,di URLARE il proprio dissenso per questa politica razzista, incivile
e becera.
RICORDO E NON DIMENTICO che oggi siamo noi e domani…………………………

Milano,05/06/2008

Rag. Giorgio Bezzecchi ( Rom-medaglia d’oro al valor civico)


l’A.N.E.D. è un’associazione senza fini di lucro
che riunisce i superstiti dei Campi di sterminio e i familiari dei Caduti,
senza distinzione di fede religiosa o di convinzione politica.
mail: aned.torino@gmail.com www.deportati.it
casella mail curata da Primarosa,
primarosa_pia@yahoo.it
figlia del superstite Natale Pia (tel.0141953622) kz 115658 Mauthausen -Gusen
e nipote di Vittorio Benzi kz 115373 morto di fame e fatica a Gusen a 17 anni,
Biagio Benzi kz 43493 Flossenbürg
e Giovanni Benzi, kz 7332 Bolzano,
tutti partigiani vittime del rastrellamento nella zona di Nizza Monferrato del 3 dicembre 1944.
Si stima che in Italia i deportati per ragioni razziali siano stati 7500, quelli per ragioni politiche 35000.

10
Giu

7 giugno 2008: Aqui estamos. Giù le mani da Rebeldìa

La Rebeldìa chiama e Pisa risponde come nessuno avrebbe mai immaginato.
Più di 3000 persone sabato hanno partecipato alla grandissima manifestazione in difesa del Progetto Rebeldìa contro ogni ipotesi di sgombero. Una giornata che rimarrà  a lungo nei cuori, nella testa e nella storia dei movimenti di Pisa.
Un corteo moltitudinario fatto di donne, bambini, anziani, migranti, collettivi, centri sociali, sindacati di base, partiti, associazioni, comunità migranti, circoli anarchici, precari, studenti, professori universitari ha sfilato per il cento della città mandando un messaggio chiaro ed inequivocabile alla amministrazione guidata dal sindaco Filippeschi: giù le mani dal Progetto Rebeldìa…

Una gigantesco serpentone colorato, festoso e determinato che ha dimostrato sia con i numeri che con la molteplicità delle voci che hanno preso parola che un’altra città esiste, un’altra città solidale, che guarda ai diritti e ai bisogni di tutti i suoi cittadini indipendente dalla loro provenienza, una città contro le speculazioni ed i comitati d’affari, capace di valorizzare le differenze e farne una ricchezza.
Una manifestazione che ha detto a chiare lettere che il Progetto Rebeldìa deve rimanere nell’area di via Battisti, e che nessuna idea o proposta di smembramento del Progetto Rebeldìa avanzata dalle istituzioni sarà mai accettata.
Dopo il 7 giugno niente è più come prima.

Ringraziamo tutti i compagni e le compagne, gli amici e le amiche, i fratelli e le sorelle che il 7 giugno hanno difeso il Progetto Rebeldia, e chiediamo loro di continuare ad aiutarlo e sostenerlo perche’ la battaglia per l’integrazione del Progetto in via Battisti e’ ancora lunga, e noi siamo convinti che tutti insieme la possiamo vincere.

L’altra citta’ e’ gia’ qui. L’altra citta’ resiste.

10
Giu

Lunedì 9 giugno 2008 08:45 Rimini - Sgomberato il Laboratorio Sociale Paz

Questa mattina verso le 8.20 sono arrivati al laboratorio Paz il reparto mobile delle forze dell’ordine, le volanti dei vigili urbani, la celere con l’ordinanza di sgombero alla mano e due camion pronti a svuotare l’edificio.
Ad aspettarli gli attivisti del centro sociale, i comitati cittadini e gli spazi sociali della rete regionale, datisi appuntamento da questa mattina alle 5.00 per un presidio antisgombero presso il Laboratorio Sociale Paz.
All’esterno anche il legale del Paz, l’Avv. Paola Urbinati. Importante sottolinere come lo sgombero avvenga un giorno prima della sentenza del Tribunale di Bologna contro Forza nuova che vede imputati 13 persone iscritte a questo movimento, fra cui il segretorio provinciale Cesare Bonetti e il vicino di casa del Paz, Camillo Borriello, che questa mattina ha accolto le forze dell’ordine applaudendo. Quello che non è riuscito a Forza nuova con l’attentato del 24 settembre, è riuscito all’amministrazione comunale.

10
Giu

Rimini: pestata giovane Rom incinta

Roberto Malini di EveryOne, “abbiamo assistito Neli S., una ragazza Rom che vive a Pesaro. La giovane, che ha sedici anni ed è al sesto mese di gravidanza, è stata aggredita ieri sera, venerdì 6 giugno, a Rimini, nei pressi di un bar sul lungomare, da un italiano. Chiedeva l’elemosina ai turisti seduti ai tavoli, quando un uomo sui quarant’anni si è alzato, le ha rivolto insulti razzisti e l’ha colpita sulla schiena con poderosi calci. Nessuno dei turisti né dei passanti ha protestato e l’aggressore è tornato a sedersi al tavolino come se niente fosse. La giovane, dolorante e sotto shock, è tornata a Pesaro. Ha passato la notte con il marito e la famiglia sdraiata su una coperta, in una fabbrica abbandonata. Al mattino, però, le sue condizioni si sono aggravate. Fortunatamente il Gruppo EveryOne segue con attenzione la piccola comunità Rom di Pesaro e il marito, Nico G., mi ha telefonato. La ragazza è stata visitata presso l’ospedale San Salvatore di Pesaro, dove le sono stati riscontrati i segni del pestaggio. Fortunatamente la gravidanza non ha subito conseguenze e Neli, a parte i forti dolori e lo shock, sta bene. Questo ennesimo episodio di intolleranza e violenza contro i Rom in Italia, però, è sintomatico della condizione cui sono costretti.

10
Giu

Roma Gaypride : Neofascisti tentano irruzione

ROMA - Un gruppo di “30-40″ estremisti di destra “vestiti con giacca e cravatta” ha cercato di “irrompere” nel corteo del gay pride romano sventolando “bandiere nere con croce celtica”. Lo ha segnalato il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, sostenendo che il gruppo è stato bloccato dalle forze dell’ordine. Il tentativo di irruzione, ha detto ancora Marrazzo, è avvenuto a Piazza Venezia all’incrocio con via dei Fori imperiali, nei pressi dell’altare della patria. Verso le 18,30 almeno una bandiera nera era ancora visibile a piazza Venezia.

RAGAZZI: CI HANNO DETTO ‘VI ACCOLTELLIAMO’
“Erano una ventina di persone vestite in giacca e cravatta e ci hanno detto: vi accoltelliamo tutti”. E’ il racconto di un ragazzo che sta partecipando al gay pride romano che dice di aver assistito alla “incursione dei fascisti” durante il corteo. “Ci hanno detto - ha proseguito - che dovevano andare ad un matrimonio e invece ci volevano aggredire”. “Li conosciamo - ha detto un altro ragazzo dal carro dei centri sociali (’Striké, ‘La Torre’, ‘Forte Prenestino’) - sono i fascisti del Circolo Futurista e di Casa Pound, volevano rovinarci la festa ma li abbiamo fermati”. Secondo altri testimoni “durante l’incursione” sarebbe stato spintonato e buttato a terra anche un ragazzo.

05
Giu

Mestre. Sospesi i lavori del villaggio sinti, vittoria della Lega

Il sindaco di Venezia Massimo Cacciari ha deciso di “soprassedere all’inizio effettivo dei lavori” per la realizzazione del Campo Sinti a Mestre. “Malgrado la situazione di forte tensione che si è andata determinando nel corso delle ultime ore–spiega in una nota–la riunione tenutasi in Prefettura, di cui ringrazio caldamente il signor prefetto, ha dimostrato la possibilità di un percorso concordato e ragionevole, a tutela delle inderogabili esigenze della pubblica Amministrazione, democraticamente suffragate da ripetuti voti del Consiglio comunale, e dei legittimi interessi e legittime preoccupazioni di una parte della popolazione”. “A questo punto, credo opportuno–ha proseguito Cacciari–al fine di giungere a una presentazione ancora più puntuale del progetto sostenuto dall’Amministrazione comunale, di permetterne una conoscenza ancora più diffusa, e anche per favorire il raffreddarsi delle tensioni e dei contrasti in atto, soprassedere all’inizio effettivo dei lavori, fino a una prossima convocazione del tavolo oggi riunito presso la Prefettura”. “Nello stesso tempo–ha concluso–l’Amministrazione comunale ribadisce con la massima decisione la necessità dei lavori, sulla base di quanto già deciso dal contratto di Quartiere risalente al 1997, allora condiviso dallo Stato e dalla stessa Regione”.
La sospensione della costruzione del villaggio destinato ai Sinti veneziani è una vittoria della Lega. In una intervista alla Padania il presidente dei senatori del Carroccio Federico Bricolo dichiara: “Cacciari ha capito che la sua politica è stata fallimentare. Il suo progetto iniziale era usare i soldi dei contribuenti per costruire case per nomadi. La cittadinanza gli si è rivoltata contro–afferma Bricolo–anche coloro che votavano per lui”.
Per l’esponente leghista, “se Cacciari decide di fermarsi, altro non è che la conferma delle buone ragioni della Lega”. Quanto alla contromoblitazione dei giovani dei centri sociali che ieri hanno occupato una sede della Lega, Bricolo la liquida senza mezzi termini: “Dico solo che è un atto vergognoso fatto da persone che hanno approfittato di una situazione impari a livello di forze”. E comunque, aggiunge, “i centri sociali frequentati da violenti, da gente che va contro la legge, da chi se la prende con i pensionati, vanno senz’altro chiusi”.