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22
Apr

Archivio aggressioni fasciste da gennaio 2005 ad aprile 2008

Archivio aggressioni fasciste in Italia

Gennaio 2005 – Aprile 2008

Il dossier completo disponibile in formato PDF e TXT:
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In Italia, tra gennaio 2005 e aprile 2008 si sono verificate almeno 262 aggressioni fasciste e 98 atti vandalici/danneggiamenti inneggianti al nazifascismo.
Questi dati sono stati raccolti a partire dal gennaio 2005 quando diversi centri sociali del Nord Italia, in particolare della Lombardia, vengono assaltati da gruppi di neofascisti. Le aggressioni neofasciste, con la frequenza che le contraddistingue ora, iniziano invece ben prima, a partire dalla fine degli anni ’90. Proprio nel marzo 1998, dopo aver fondato Forza Nuova l’anno prima, torna in Italia Roberto Fiore, coinvolto nel processo per la strage di Bologna del 1980 e latitante in Inghilterra, quando la Corte d’Appello dichiara prescritta l’associazione sovversiva. Mentre la stampa e i media hanno da sempre ignorato il fenomeno, esistono dossier e archivi precedenti al 2005 realizzati da compagni. Quando nel 2003 a Milano un gruppo di neofascisti uccide Dax (Davide Cesare), i compagni dell’Orso di Milano iniziano a tenere un archivio, disponibile in rete e sul sito, fino al 2004.

Solo nel 2005 sono almeno 5 i tentati omicidi, ovvero aggressioni in cui neofascisti tentano di colpire organi vitali e i feriti versano in gravi condizioni.
Il 27 agosto 2006 viene ucciso a Focene (Roma) Renato Biagetti, accoltellato da due giovani simpatizzanti di estrema destra.
Dal lavoro di archivio risulta evidente il coinvolgimento nelle violenze di gruppi organizzati di estrema destra, come Forza Nuova e Fiamma Tricolore, che si presentano alle elezioni, i cui militanti sono stati spesso arrestati e processati.

Questi dati vengono raccolti grazie alle sempre più numerose segnalazioni ad infoantifa@ecn.org e al lavoro di alcuni compagni, consultando i media locali e nazionali, i network antagonisti. I fatti più gravi non dovrebbero essere sfuggiti, ma la somma totale degli episodi di violenza fascista (soprattutto quelli di minore gravità) sono molti, molti di più.
Per ogni aggressione è indicata la fonte: ognuno può giudicare sia l’attendibilità della singola notizia che l’attenzione che i media riservano alla violenza neofascista. La maggior parte delle aggressioni sono riportate da giornali locali e agenzie di stampa: a parte i casi più gravi, i media nazionali non sembrano essere interessati al fenomeno.
Le aggressioni e le azioni fasciste, archiviate in modo esteso nel sito, non hanno tutte la stessa matrice e possono essere classificate in vari modi: alcune di esse sono vere e propri fenomeni di violenza squadrista di gruppi organizzati di estrema destra, altri episodi sono espressione di una cultura fascista che a nostro avviso non vanno sottovalutati.

Le aggressioni possono essere classificate come:
88 attacchi a sedi di centri sociali/sedi militanti/ sedi di partiti/sindacati/ANPI
98 aggressioni a compagni, militanti, antifascisti, frequentatori di centri sociali
76 altre aggressioni (immigrati, omosessuali, testimoni di geova, giornalisti, ragazzi)
98 atti vandalici nazifascisti/danneggiamenti/scritte e minacce personali

31
Gen

Aggredito militante di Action: due neofascisti incastrati dai filmati di videosorveglianza

Due giovani di 21 anni, militanti dell’estrema destra romana, sono stati identificati e denunciati dalla Digos per aver aggredito domenica sera P. V., militante di Action, che di lavoro fa l’operatore ai varchi della metro in servizio alla stazione Termini. Gli agenti, in collaborazione con la Polfer che ha recuperato le immagini delle telecamere di video-sorveglianza, hanno effettuato gli esami dei fotogrammi e ascoltato alcuni testimoni. Hanno accertato che l’aggressione è avvenuta dopo che alcuni giovani neofascisti avevano riconosciuto l’operatore come attivista di Action e lo avevano insultato. Successivamente il gruppo di neofascisti, con i volti parzialmente coperti da cappucci e sciarpe, è ritornato sul posto dove P. lavorava. La vittima è stata trasportata all’ospedale dove gli è stata pronosticata una prognosi di 25 giorni per le ferite riportate al capo e al setto nasale.
Gli investigatori della Digos, dopo aver visionato i fotogrammi e aver analizzato anche i capi d’abbigliamento dei neofascisti, hanno individuato due responsabili. Uno di loro è noto alla polizia perché frequenta spesso lo stadio e appartiene alla componente ultrà romanista, anche se in questo contesto non risulta mai essersi reso responsabile di episodi di violenza.
Action, che ha tenuto una conferenza stampa, lunedì 28 gennaio alla casa occupata di via De Lollis 6, ha emesso questo comunicato:
“Domenica 27 gennaio alle ore 19:45 un compagno, militante di Action, mentre si trovava sul posto di lavoro è stato aggredito alle spalle da un gruppo di neofascisti della Fiamma Tricolore, legati a Casapound.
Ancora una volta questi vigliacchi alimentano il clima di intolleranza che si respira in città: dopo aver festeggiato il possibile ritorno a Palazzo Chigi del loro mentore Silvio Berlusconi, si apprestano a riemergere dalle fogne.
Noi non lasceremo che questo accada: non gli daremo tregua.
Antifasciste/i di Roma”