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14
Mag

La paura mangia l’anima

venerdì 16 Maggio alle ore 21, nella Sala di rappresentanza del Comune di Carrara

incontro con il poeta israeliano Aharon Shabtai ed il politico palestinese, già deputato al parlamento italiano, Alì Rashid

In occasione del 60° anniversario della nascita dello Stato d’Israele abbiamo voluto ricordare, con un ciclo di films, “ La storia dei vinti”, la situazione in Palestina , ricordare, anche e non solo, che questa data è vissuta da milioni di palestinesi come al nakba, la catastrofe, che portò esilio e perdita di tutto: l’altra faccia di una “storia bifronte”, ha scritto Isabella Camera D’Afflitto.

Purtroppo, dopo un periodo, all’inizio degli anni 90, all’epoca della conferenza di Madrid, in cui sembrava che finalmente la diplomazia internazionale mettesse in agenda la pace in quel territorio, la situazione è peggiorata e come tutte le ferite non curate, non solo la ferita si è approfondita, ma ha rischiato e rischia di infettare tutta la zona e lo stesso popolo israeliano rischia di perdere molto, in democrazia e speranza.

Di contro, in Europa e in Italia, la percezione dell’occupazione militare da parte di uno Stato di un territorio che non gli appartiene, dell’umiliazione quotidiana di un intero popolo prigioniero in casa propria, dello scontro e delle sofferenze di chi cerca di guadagnare la libertà, si è affievolita ed è stata sostituita dall’enfasi dello scontro contro il terrorismo, dalla guerra di religione, dalla guerra di civiltà.

L’undici settembre ha funzionato, per usare l’immagine di Naomi Klein, come un elettroshock: ha fatto tabula rasa delle convinzioni, delle sicurezze delle persone, insinuando la paura nelle loro menti. Inizia la guerra preventiva, siamo tutti chiamati, disposti o no, alla difesa dell’Occidente e del suo sistema di vita, lasciando sul terreno come prime vittime libertà, diritti, solidarietà e dialogo.

Noi insistiamo: venerdì 16 Maggio alle ore 21, nella Sala di rappresentanza del Comune di Carrara ci sarà l’incontro con il poeta israeliano Aharon Shabtai ed il politico palestinese, già deputato al parlamento italiano, Alì Rashid .

Chiediamo, per curiosità, a chi, con interpellanze in Consiglio Comunale, esige che l’Assessore alla Cultura non dia più il patrocinio a tali iniziative, visto che si indigna per il boicottaggio della Fiera del libro di Torino, se cinema e poesia rientrino o no nella definizione di cultura: forse, essendo così contrari al relativismo culturale, in linea con gli On. Fini e Calderoli, l’unica cultura che bisogna riconoscere è la loro.

Comitato di sostegno al popolo palestinese

Le schede

Alì Rashid è un diplomatico palestinese naturalizzato italiano. È laureato in Scienze politiche. È stato segretario nazionale dell’ Unione degli Studenti palestinesi (GUPS), ha fatto parte dell’Unione generale degli scrittori e giornalisti palestinesi e, dal 1987, è Primo Segretario della Delegazione Palestinese in Italia.È da tempo impegnato in una lotta a cavallo tra l’Europa e il Medio Oriente per la cessazione del conflitto armato nella questione palestinese e per la conclusione della controversia nel rispetto dei diritti dell’uomo e delle risoluzioni dell’ONU.Alle elezioni del 2006 si è candidato alla Camera nella circoscrizione XIII (Umbria) con Rifondazione Comunista ed è stato eletto deputato.

Aharon Shabtai è nato nel 1939 ed è considerato uno dei poeti contemporanei più importanti in Israele. Per le sue traduzioni dei Tragici, dal greco classico all’ebraico moderno, gli fu attribuito nel 1993 il Premio del primo ministro israeliano. Era il periodo del processo di pace di Oslo e Aharon Shabtai credeva che il governo fosse intenzionato a fare la pace con i palestinesi. Accettò l’ambìto riconoscimento. Nel 2003 è uscita la traduzione inglese del volume intitolato J’Accuse, vincitore del premio del PEN American Center. Richiamandosi alla famosa lettera in cui Emile Zola denunciava l’antisemitismo del governo francese durante l’affare Dreyfus, in J’Accuse Shabtai accusa il suo Paese di crimini contro l’umanità, rifiutando di abbandonare la sua fede nei valori morali della società Israeliana e di tacere di fronte agli atti di barbarie. Qualche settimana fa il poeta, uno dei più famosi nello Stato ebraico, ha declinato l’invito rivoltogli a partecipare al Salone del libro di Parigi.

01
Mar

Rassegna cinematografica: 14 maggio 1948, la storia dei vinti.

Come Gruppo di sostegno al popolo Palestinese proponiamo un ciclo di film sulla Palestina in quanto crediamo sia necessario, in occasione dell’anniversario della nascita dello Stato d’Israele, sottolineare la “simmetria” di questa data, ovvero ciò che quest’ultima comportò, non solo per il Popolo ebraico, ma anche per quello palestinese, già presente sul territorio. Il 14 maggio 1948 (giorno della fondazione dello stato israeliano) è ricordato come il giorno della Liberazione (Shichrur) del popolo ebraico e, più specificatamente, israeliano; contemporaneamente però, per la popolazione residente in terra di Palestina da generazioni, la stessa data corrisponde ad un giorno di lutto nazionale, la Catastrofe (Al Nakbah). Non pensiamo sia questa la sede per approfondire un dibattito che decida della bontà dei festeggiamenti per lo Stato israeliano in corso ovunque sul territorio italiano, ma riteniamo che ricordare cosa rappresentò, e rappresenta tutt’ora, anche per i Palestinesi, la fondazione dello Stato d’Israele, sia un atto dovuto, soprattutto nel momento in cui viene incessantemente ripetuto ai cittadini italiani quanto sia importante la memoria storica. Proprio in nome della memoria storica assistiamo ogni anno alla commemorazione della Shoah, tale tradizione è da noi condivisa in pieno, in quanto gli stermini di cui l’Europa tutta si macchiò, non possono e non devono essere dimenticati. Proprio per questa ragione, vorremmo poter essere coerenti, non accontentandoci di ricordare cosa avvenne per un solo Popolo, quello israeliano, ma riuscire a comprendere cosa realmente comportò la creazione dello Stato d’Israele; ancora, non crediamo che si possa imparare nulla da ciò che fu la Shoah, se non prendendosi carico di tutti gli altri stermini, soprattutto di quelli ancora tristemente in corso. Il Popolo palestinese vive sotto occupazione militare da 60 anni, gli stessi intercorsi dalla nascita dello Stato d’Israele: riteniamo che gli stessi morti della Shoah non avranno giustizia, finchè l’Europa e la Comunità Internazionale accetteranno simili condizioni di vita per i Palestinesi. Ricordare la Nekbah significa vivere il presente e rispettare coerentemente la nostra memoria storica.

25 FEBBRAIO-5 MAGGIO ORE 21,30 NUOVA SALA GARIBALDI  INGRESSO LIBERO

25/02 “Jenin Jenin” di Mohammad Bakri -90′-

3/03  “Intervento divino” di Elia Suleiman -92′-

10/03 “Donne in lotta” di Buthina Canaan Khoury -56′-

17/03 “Da quando te ne sei andato” di Mohammad -58′-

31/03 “Bili amore mio” di Shai Kharmeli Pollak” -84′-

7/04  “La palestina com’era” -30′-

“I ‘m in Jerusalem” di Mona Aljaredi -35′-

le proiezioni di aprile e maggio verranno comunicate in seguito…

Gruppo di Sostegno al Popolo Palestinese con il patrocinio del Comune di Carrara