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11
Dic
08

CasaPound, il volto attraente dei nuovi fascisti

12 da Umanità Nova, n.33 del 19 ottobre 2008

 Molto è stato detto e scritto su Forza Nuova, sul loro impianto fortemente nostalgico e   identitario, sul richiamo al fascismo rumeno, sulla sua forte impronta familista e  fondamentalista cattolica. Fascisti duri e puri, tradizionalisti, abbastanza fuori dalla nostra epoca per non attecchire oltre lo 0,3% di elettori che ha racimolato alle ultime consultazioni politiche.
Ma un altro orientamento fascista è ormai venuto alla luce. Quello che nelle parole dei suoi principali animatori si chiama fascismo del terzo millennio.
Occorre andare per ordine, e tornare alla scorsa primavera, quando il Movimento Sociale – Fiamma Tricolore di Luca Romagnoli, partito di coloro che nel 1995 rifiutarono la svolta di Fiuggi dell’allora leader MSI Gianfranco Fini, si trovava a dibattere dell’insoddisfacente esito elettorale dell’alleanza con La Destra di Francesco Storace e Daniela Santanché:  poco più del 2%  di voti , nessun deputato eletto alla Camera.
La ricetta di Romagnoli e dei suoi fedeli si delinea in poche settimana: rottura con Storace, avvicinamento al PDL di Berlusconi e Fini. Ma un componente della segreteria nazionale è di diverso avviso. Trattasi di Gianluca Iannone.
Chi è costui? Romano, trentacinque anni, sposato da cinque, padre di due figli. Alto 1.90, capelli rasati e barba lunga. Un tatuaggio sul lato sinistro del collo: «Me ne frego». Entra nel MSI a quattordici anni. Con lo pseudonimo di Sinevox, capeggia il gruppo nazirock degli ZetaZeroAlfa, uno dei più famosi, contraltare romano e fiammista dei forzanovisti Legittima Offesa dell’emiliano Luigi Guerzoni. Gestisce un pub, il “Cutty Sark”, e una annessa libreria, “Testa di ferro”, che vende i tomi del pantheon fascista. Ma soprattutto partecipa dal 2003 all’occupazione di CasaPound, un “centro sociale di estrema destra” organico alla Fiamma, o come piace a loro definirsi, “Occupazione Non Conforme”. Negli ultimi sei anni ONC sono spuntate numerose in tutte Italia. Sono occupazioni che abbinano una forte rivendicatività sociale  a una esplicita xenofobia: opposizione al carovita, diritto alla casa… ma solo per gli Italiani.
Di CasaPound Iannone diventa presto un punto di riferimento delle frange più giovanili, che nell’estate 2006 organizza nel Blocco Studentesco. I giovani fiammisti chiedono l’arresto dell’immigrazione, odiano tutte le droghe, accusano i libri di storia,  di propaganda antifascista, chiedono l’aumento delle ore di educazione fisica. Ma abbracciano anche rivendicazioni “di sinistra”: non vogliono i fondi alle scuole private, reclamano energie rinnovabili.
Il Blocco mostra subito notevole capacità di radicamento e riproduzione a Roma e in tutta Italia. Nella capitale vincono lo scorso febbraio le elezioni per la Consulta Provinciale Studentesca superando il 20% dei voti e, alleandosi nonostante le divergenze con gli aennini di Azione Studentesca e i forzanovisti di Lotta Studentesca, ne assumono il controllo.
Intanto Iannone si dedica all’altra sua creatura: nel settembre 2007 nasce a CasaPound Radio Bandiera Nera, emittente online dichiaratamente fascista destinata a mettere rapidamente insieme una ventina di redazioni locali e qualcuna estera.
Torniamo ai tempi recenti. Iannone, dicevamo, maldigerisce l’orientamento governista che prende piede nella dirigenza di FT. Il 9 Maggio fonda ufficialmente l’Associazione CasaPound Italia. Essa nasce già ramificata nel territorio, aggregando quasi ovunque la base militante del partito. «Una associazione -si legge nel comunicato che ne sancisce la nascita- che si propone di sviluppare in maniera organica un progetto ed una struttura politica nuova, che proietti nel futuro il patrimonio ideale ed umano che il Fascismo italiano ha costruito con immenso sacrificio.(…) Progetto e struttura che vogliamo vivi e presenti in strada ogni giorno al fianco e alla guida di un popolo disorientato». Una corrente, apparentemente. Sennonché una decina di giorni dopo Iannone e i suoi occupano la sede nazionale del partito, in polemica con Romagnoli, accusato di non convocare il congresso nazionale (per statuto biennale) e quindi di occupare abusivamente la poltrona di segretario dal dicembre 2006. La reazione è rabbiosa, il 24 maggio con un telegramma Sinevox è espulso dalla Fiamma. Tutta CPI solidarizza con il leader, in pochi giorni si consuma una vera e propria scissione tra base e quadri del Movimento Sociale, molte sezioni della Fiamma chiudono o diventano sezioni di CasaPound. Blocco Studentesco, fedele al fondatore, esce tutto intero dal partito e da allora fa riferimento a CPI, non smettendo di crescere e progettando l’espansione all’Università, concretizzatasi il 1 Ottobre in un volantinaggio realizzato in contemporanea al di fuori delle facoltà di diversi atenei italiani. La piattaforma declina il no all’ingresso dei privati nelle università, lo snellimento burocratico, migliori servizi e più potere agli studenti.
Ciò che più preoccupa nella nascita e nello sviluppo di questa formazione è l’impronta fortemente sociale, il mirare alla “pancia” delle persone. Già due giorni dopo la fuoriuscita dal MsFT, contro il carovita incappucciano i parchimetri in sacchetti di plastica accusando le amministrazioni di razziare le tasche degli onesti cittadini, il 15 settembre mettono in scena un’altra azione simbolica a difesa dei lavoratori Alitalia. Sempre con il medesimo modus operandi: la stessa iniziativa riprodotta contemporaneamente in tutta Italia e rivendicata sui media nazionali e locali, che non si fanno mai problemi a pubblicizzarla. E poi nuove occupazioni, alcune riuscite (Latina) altre subito sgomberate (Ghedi, vicino a Brescia).
Pianificazione meticolosa, presenza capillare sul territorio, movimentismo, richiamo a tematiche sociali spesso tradizionalmente appannaggio delle sinistre, xenofobia, uso dei media e di internet per niente dissimile a quello di collettivi e centri sociali di opposto orientamento, parziale occultamento dell’identità fascista (spesso i militanti di CPI non hanno affatto un look nazi, nel loro simbolo non ci sono fiamme, celtiche o svastiche ma una tartaruga, ecc).Un mix che rischia di rivelarsi efficace, sicuramente molto più al passo coi tempi dei veterofascismi a cui eravamo abituati. Un pericolo nuovo, ancora poco conosciuto, da non perdere di vista

26
Nov
08

Lettera: Boicotta Marcello Baraghini, boicotta Stampa Alternativa

E’ triste, per me, dover dare l’addio a quello che per tanti anni è stato qualcosa di simile ad un mito: Marcello Baraghini.


Ero giovane, 25 anni fa, quando studente delle superiori mi leggevo i suoi 1000 lire in metropolitana, mentre andavo a scuola. E’ con lui che ho conosciuto l’anarchia, Boris Vian, il jazz e tante altre cose che amo ancora oggi.Poi, un paio di anni fa, la svolta: invito Marcello all’Hackmeeting di Pisa, per presentare i suoi “Bianciardini”, gli eredi dei 1000 lire, ma a 1 centesimo e liberamente scaricabili dalla rete.

L’incontro ad hackit fallì, ma non il rapporto, tanto che per un tot di mesi ci si incontrò spesso e si mise su una serie di progetti, per la mia gioia.

Poi….

Poi Marcello, probabilmente per farsi pubblicità, decise di pubblicare sul blog di Ettore Bianciardi , figlio di Luciano e suo complice nell’idea e nella progettazione dei bianciardini, un post in cui non solo spiegava, ma pure rivendicava la sua partecipazione alla fiera del libro di Torino dedicata alla nascita dello Stato di Israele.

In molti, sul blog, criticammo questa scelta, sottolineando che una cosa è, giustamente, conoscere e studiare e apprezzare parte della cultura israeliana (ed ebraica in generale), altra cosa festeggiare la nascita di uno Stato che ha significato l’esilio di milioni di palestinesi e la morte di centinaia di migliaia.

Anche il sottoscritto attaccò, penso civilmente, quella scelta e da quel giorno non ebbi più il piacere di sentire Marcello (ed Ettore). Mai più.
Fine dell’amicizia, fine dei progetti, fine di tutto. Di punto in bianco, senza una spiegazione, senza una telefonata, nulla.

Vabbuò, ognuno fa quel cazzo che gli pare, pensai, e proseguii per la mia strada. Fino a qualche settimana fa quando, sempre sul blog di Ettore leggo l’ennesima “provocazione”di Marcello:

“rivendicare la libertà di poter parlare liberamente di Luciano Bianciardi e di quello che facciamo io e Ettore, anche a Casa Pound, ammesso e non concesso che ci invitino e che ci sia garantita libertà di parola e di idea”.

In molti tentammo di far ragionare Marcello, ricordandogli chi sono e cosa fanno la feccia di Casa Pound (si era a pochi giorni dall’aggressione agli studenti di Roma in P.zza Navona), ma nulla.

Così si arriva ad oggi :

“Non scherzavo affatto, quando ho dichiarato che per parlare di
Bianciardi, del Bianciardi che amo e che è l’ispiratore dei miei quarant’anni di editoria, sarei andato volentieri da chiunque mi avesse invitato e mi avesse garantito la libertà di espressione, anche a Casa Pound.
E quelli di Casa Pound l’hanno saputo e, puntuali come un orologio svizzero, ieri mi hanno invitato. Ci andrò? E che editore all’incontrario sarei se non ci andassi, se rifiutassi l’invito o confessassi di aver solo scherzato? E quindi mercoledì 10 dicembre, alle ore 21, sarò ospite di Casa Pound a Roma, in via Napoleone III, 8″.

Per quel che mi riguarda è la, triste, fine di un percorso iniziato almeno 25 anni fa.

Non posso accettare di condividere un percorso culturale e politico con chi legittima le merde fasciste di Casa Pound. Tanto meno quando lo si fa in un ambito di marketing da 2 lire, pur di avere visibilità e chiacchiere su di se e la propria casa editrice. Se questo è il livello raggiunto da Marcello e da Stampa Alternativa, allora meglio che chiuda, almeno ci rimarrà il bel ricordo di un glorioso passato.

Addio.

http://caparossa.noblogs.org

21
Nov
08

Casa Pound rifiutata l’hotel Stendhal la “sfratta”

L’organizzazione di estrema destra aveva prenotato una sala per una conferenza pubblica, ma la protesta dei collettivi ha convinto la direzione dell’albergo a fare marcia indietro: “Non volevamo disordini pubblici, abbiamo negato la disponibilità”
di Stefania Parmeggiani

“Il fascismo non passa a Parma”. Gianluca Iannone, leader dell’organizzazione di estrema destra Casa Pound Italia, non terrà una conferenza all’hotel Stendhal. L’albergo, dopo avergli concesso una sala per venerdì sera, ha cancellato la prenotazione: e-mail di protesta, comitati anti-razzisti e anti-fascisti sul piede di guerra, paura di disordini e di minare la tranquillità dei suoi ospiti. E’ stata combattuta a stretto giro di e-mail l’ultima battaglia politica della sinistra antagonista di Parma. Ed è stata, almeno per ora, vinta.

Tutto è cominciato con una telefonata all’hotel Sthendal da parte della sezione parmigiana di Casa Pound Italia: “Ci hanno chiesto la disponibilità di una sala per una settantina di persone venerdì sera. Inizialmente – spiega la direzione dell’hotel – abbiamo detto di sì, la sala era libera”. La notizia si è rapidamente diffusa tanto che i collettivi e i movimenti di Parma hanno indetto una conferenza stampa sotto l’albergo per “chiarire chi è Iannone e cosa è la sua organizzazione”. E hanno iniziato a tempestare di email di protesta l’hotel. “In una mattinata ci saranno arrivate trenta lettere. Solo a questo punto abbiamo compreso chi erano le persone che ci avevano chiesto la sala e che cosa sarebbe accaduto confermandogliela. Abbiamo, quindi, ritenuto che non fosse il caso di ospitare una conferenza che avrebbe generato una protesta, una serata che avrebbe recato disturbo ai nostri clienti. Insomma, ci sembrava che ci fossero motivate ragioni di ordine pubblico per negare quella sala. E ci siamo tirati indietro”.

Giorgio, portavoce dell’aula B occupata di Lettere, si dice soddisfatto, almeno per ora: “Casa Pound sta cercando di fare proseliti anche a Parma. Ha fatto volantinaggio di fronte alle scuole, ha allestito banchetti con la Lega Nord e con altre forze politiche istituzionali. Vogliamo ricordare che Iannone è noto dai primi anni novanta per le aggressioni squadriste a cui ha partecipato, che ha avuto un ruolo anche nell’assalto a Casalbertone (Roma) dell’11 luglio 2007 contro una casa occupata da migranti, che l’organizzazione di cui è leader fa riferimento a Blocco Studentesco, movimento di destra che recentemente si è reso protagonista delle aggressioni con caschi, cinghie e bastoni in piazza Navona”.

Ricordando la recente aggressione a Bologna di due studenti da parte di simpatizzanti di estrema destra, i collettivi hanno chiesto “all’Amministrazione e ai responsabili dell’ordine pubblico di non autorizzare lo svolgimento della conferenza di Iannone”. Bruciati sul tempo dalla direzione dell’albergo: “Quando abbiamo dato la disponibilità della sala non avevamo idea di quello che avrebbe comportato. Poi ci siamo informati e francamente, senza fare alcuna considerazione di natura politica, non vogliamo coinvolgere l’albergo e i suoi clienti in una manifestazione o contro-manifestazione”. Resta da vedere se Casa Pound si accontenterà della porta chiusa o cercherà un altro luogo dove riunirsi.
(19 novembre 2008)

09
Ott
08

Teramo: Scontri alla festa di casapound

TERAMO, 4 OTTOBRE
Quattordici persone arrestate e due denunciate per rissa aggravata, tutte di età  compresa tra i 25 e i 35 anni: è il bilancio di uno scontro avvenuto la scorsa notte in  pieno centro storico a Teramo tra giovani di estrema destra e giovani antifascisti dei  gruppi ultras e non sedato dall’intervento congiunto di polizia e Carabinieri. La rissa è  scoppiata all’esterno di un bar dove si era tenuta una festa di un gruppo di giovani, provenienti anche da altre regioni, riunitisi per raccogliere adesioni al gruppo vicino all’area dell’estrema destra di «Casa Pound» [N.d.A. per un aperitivo, una cena e per partire alla volta di milano in nottata]. La riunione, autorizzata dalla Questura, si era tenuta regolarmente senza incidenti, ma alla sua conclusione un gruppo di giovani con i volti coperti armati di tubi di ferro, spranghe e borchie delle cinte dei pantaloni, ha assaltato il locale e aggredito i partecipanti scatenando la rissa. L’intervento delle forze dell’ordine, richiesto dai numerosi testimoni, ha permesso di sedare gli incidenti e di individuare ed arrestare i partecipanti. Si tratta di cinque teramani, già conosciuti per episodi analoghi, sette pescaresi e due pugliesi di Manduria (Taranto)

15
Set
08

Apparentemente sembrerebbe l’ennesima diaspora

di Saverio Ferrari

Apparentemente sembrerebbe l’ennesima diaspora. Ad alimentarla qualche giorno fa l’uscita dal Movimento sociale-Fiamma tricolore di Giuliano Castellino, commissario della federazione romana e leader di Casa d’Italia Prati. L’ultima in ordine di tempo. Prima di lui se ne era già andato nei mesi scorsi Mario Epifani, componente della segreteria nazionale, e a maggio era stato espulso Gianluca “Boccia” Iannone, per aver occupato con altri camerati la direzione nazionale in dissenso con il dispotismo del segretario del partito Luca Romagnoli. 
Con Iannone era fuoriuscita dalla Fiamma tricolore anche l’”ala movimentista”, rappresentata dal Blocco studentesco, l’organizzazione fortemente presente a Roma nelle scuole medie superiori (raccolse diecimila voti, ben il 25%, nelle ultime elezioni per il rinnovo delle consulte provinciali studentesche), e soprattutto da Casa Pound, il più noto centro sociale di destra presente in Italia. A livello nazionale diverse federazioni cominciavano, a loro volta, a entrare in fibrillazione. 
All’origine dei contrasti l’insoddisfacente risultato nelle politiche dello scorso aprile, ottenuto in alleanza con La Destra di Francesco Storace e Daniela Santanchè, un 2,4% che non aveva portato nessuno in Parlamento. Da allora, la fine di questa convivenza politica e l’avvio nella Fiamma, come conclamato in alcuni comunicati, di «un nuovo percorso politico» all’insegna di «un rilancio all’interno del centrodestra», data la necessità «di trovare la via migliore per dare continuità alla nostra storia». Il nodo era come collocarsi nel futuro, soprattutto da un punto di vista elettorale, allacciando un’interlocuzione con il Popolo della libertà. Ma ciò che non veniva escluso era anche di «valutare le condizioni per un’eventuale adesione». Ben oltre un accordo tecnico. L’inizio possibile di una confluenza.
Veniva successivamente promossa una consultazione degli iscritti attraverso riunioni regionali, convocando a Roma per fine giugno un’assemblea nazionale. L’esito, sintetizzato in una dichiarazione ufficiale del segretario nazionale, ribadiva il progetto, convocando un congresso, che si svolgerà nei prossimi mesi, per approfondire e praticare la nuova linea politica. All’assemblea, tenutasi al Jolly Hotel Villa Carpegna, partecipava anche, con un applaudito intervento, Stefano Zappalà capo delegazione di Forza Italia al Parlamento europeo.
Cominciano da allora gli scontri interni, le espulsioni e gli abbandoni in direzioni assolutamente opposte e divaricanti. Da un lato, Giuliano Castellino, un tempo passato alle cronache per la sua militanza nella tifoseria degli ultras romanisti e in Base autonoma, oltre che per alcune disavventure giudiziarie (era stato in un primo tempo accusato, poi prosciolto, per aver partecipato all’attentato antisemita al cinema Nuovo Olimpia, nella notte del 25 novembre 1999, dove si proiettava un film sul criminale nazista Adolf Eichmann), già disponibile ad anticipare tutti entrando fin da subito nel processo costituente del Pdl. Le sue dichiarazioni di fine agosto non lasciano dubbi: «Da tempo chiedevamo al partito di posizionarsi con il Pdl. Con la vittoria di Berlusconi e Alemanno per l’Italia e la sua Capitale è iniziata una nuova era». Il suo ingresso e quello del suo gruppo in Alleanza nazionale, come primo passaggio, sembrerebbe scontato. Dall’altro lato, invece, Gianluca Iannone, il Blocco studentesco e alcuni pezzi della Fiamma tricolore, decisamente avversi a questa traiettoria politica, pronti a rilanciare attraverso la costituzione di Casa Pound Italia una nuova soggettività tutta antagonista e movimentista. Una frattura storica nella destra radicale italiana con la fine di antichi sodalizi. Si pensi al telegramma di espulsione dalla Fiamma tricolore di Gianluca Iannone ufficialmente richiesto dal responsabile nazionale dell’organizzazione Maurizio Boccacci, fondatore del Movimento Politico e di Base autonoma, o a Piero Puschiavo, l’animatore del Veneto fronte skinheads, oggi nella segreteria nazionale a fianco di Luca Romagnoli. 
I riflessi di questa scomposizione si sono fatti pesantemente sentire anche in altre realtà. A Milano, dove il progetto di Cuore nero, nonostante il recente tentativo di rilancio, ha subito qualche battuta di arresto con la perdita di alcune componenti, in un clima da rissa, più volte sfiorata, come nel luglio scorso a Rho, quando si è preferito, rispetto al programma, far esibire alcuni gruppi musicali di nazirock in serate diverse, schierati come erano, con tanto di supporter, su sponde opposte.
Quale partito nascerà con il Popolo della libertà è lecito domandarselo. Gruppi organizzati di neofascisti vi stanno ufficialmente aderendo senza voler rinunciare alla propria identità. «Senza abiure o ripensamenti ideologici», come è stato detto. Luca Romagnoli, segretario nazionale oltre che parlamentare europeo della Fiamma, non più di tre mesi fa propose a Strasburgo per affrontare l’”emergenza nomadi”, la «creazione di uno stato Rom, magari in un’area dell’est europeo». Prima di lui, nel 1939-40 in Germania, una proposta analoga era stata avanzata per risolvere “il problema ebraico” con la deportazione di massa nel Madagascar. Gira e rigira, in quanto a idee, siamo sempre lì.




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