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Dal “Manifesto” del 18.9.’08
LA SAPIENZA
Selezione politica nei test per diventare infermiere
Nel quiz di ingresso domande sull’anticomunismo
Sara Menafra (il manifesto)
ROMA Facciamo un test. Volete fare l’infermiere, oppure l’ostetrico o meglio ancora il fisioterapista. E il 9 settembre scorso avete deciso di provare il quiz di ammissione per una laurea triennale delle Professioni sanitarie, all’università la Sapienza di Roma. A voi, come alla studentessa E. V. e ad altri tremila ragazzi, viene sottoposto un questionario in cui vi chiedono di ricordare l’articolo di Asor Rosa sul manifesto – e pazienza se non lo comprate e volete solo fare gli infermieri: «Prescindendo dal pensiero difficilmente condivisibile di Asor Rosa – vi chiede il questionario già alla quarta domanda – che dimentica certe leggi fasciste che poco ebbero a che fare col bene della nazione», la sua dichiarazione sul «fascismo migliore del governo Berlusconi» ha come «possibile spiegazione» (possibile, avete letto bene) che il fascismo proponeva: a) di dare nuovo spazio a quel socialismo a cui aveva aderito il giovane Mussolini; b) di rendere l’Italia autarchica; c) di dichiarare guerra alle plutocrazie occidentali; d) di mettere fine ad un sistema, quello liberale, opposto alla logica marxista; e) di mettere fuori legge la massoneria. Oppure, dovete decidere quale sia il principale paradosso dell’ultimo documentario sulle Brigate rosse («Il Sol dell’avvenire» quello criticato dal ministro Bondi): a) la diaspora comunista non consente interviste; b) la diaspora socialista non consente interviste; c) non si cita la teoria degli “opposti estremismi”; d) i dirigenti politici di sinistra dichiarano di non ricordare; e) la diaspora democristiana non consente interviste. O, ancora, attenzione perché qui c’è un tranello: Ignazio Silone – dice l’autore del quiz – è stato un intellettuale anticomunista, differente dall’intellighenzia di sinistra «prostrata davanti a Togliatti». Di questa «tendenza anticomunista democratica e laica decisiva per la libertà e democrazia dell’Occidente funestato dai totalitarismi» facevano parte anche: a) Quasimodo, Vincenzo Monti; b) Repaci, Alessandro Manzoni; c) Moravia, Leopardi; d) Carducci, Arthur Miller; d) Camus, Orwell. «Se vogliamo dire che chi era contro il comunismo sovietico era anticomunista, allora la risposta è l’ultima. Ma mi pare una definizione opinabile Orwell ha combattuto in Spagna coi trozkisti», spiega Pierpaolo Poggio, ricercatore della Fondazione Micheletti. E scettico è pure lo storico Giovanni De Luna: «Senza troppe sottigliezze possiamo dire che nel ‘900 un antisovietico era un anticomunista, quello che non capisco è perché proporre una domanda così complessa a degli aspiranti fisioterapisti. Sarebbe una domanda difficile persino per i miei studenti di storia». «Perché?» è esattamente la domanda che si è fatta E. V. la studentessa che, dopo aver partecipato all’esame, ha inviato una copia del quiz al manifesto : «Ho passato l’estate a studiare, ho risposto a centinaia di domande di cultura generale, ma non capisco perché sugli 80 quesiti che mi hanno proposto 33 fossero di questo tono». E. V. voleva fare l’infermiera: «E non capisco perché un infermiere debba conoscere nel dettaglio questi argomenti». Pochi suggerimenti arrivano dalla facoltà Medicina e Chirurgia 1 dell’università la Sapienza di Roma. «Il test di quest’anno non può essere diffuso, i risultati sono stati pubblicati sul sito internet della facoltà due giorni fa». Al rettorato, invece, chiariscono che il questionario di ammissione alle lauree di primo livello nelle «Professioni sanitarie» era lo stesso per tutti i corsi. Ed è stato scritto dai docenti della facoltà. Forse sono loro, i professori, a sapere quale sia la risposta giusta ad una domanda dedicata al perché i giovani di Berlino abbiano «una idea positiva ed idealizzata della Repubblica democratica tedesca». «Perché la loro rappresentazione del passato è influenzata: a) dal ricordo felice dell’ordine garantito dalla polizia segreta; b) dal progresso garantito dall’economia statale; c) dai numerosi premi Nobel in medicina conseguiti; d) dalle grandi realizzazioni del comunismo internazionale; e) più dai ricordi nostalgici di nonni e genitori, che dai libri di storia». Chi non sa risolvere l’arcano è, di certo, il professor Asor Rosa, tirato in ballo dal questionario: «Mi chiedo – risponde – se questo test sia: a) ai limiti della follia; b) ai limiti dell’idiozia; c) ai limiti della disonestà; d) ai limiti della fornicazione. E sulla fornicazione berlusconiana avrei qualcosa da dire».
Da “Carta”:http://www.carta.org/news/61536
Martedi 27 Maggio 2008 :: ore 15:08
Un gruppo di studenti è stato aggredito tra via de Lollis e piazzale Aldo Moro, davanti all’università La Sapienza di Roma, mentre stava attaccando i manifesti di indizione di un presidio contro un’iniziativa dell’organizzazione Lotta Universitaria, espressione della formazione neo-fascista Forza Nuova. In via Cesare De Lollis sono arrivate delle auto da cui sono scese alcune persone con spranghe e catene: pare che una avesse una tshirt «White Power», e un altro una croce celtica tatuata sul polpaccio. «Erano quelli di Forza Nuova che difendevano il territorio e non erano studenti, alcuni avranno avuto almeno 30 anni», raccontano gli studenti. Gli aggressori erano armati di coltelli e tirapugni. Due degli studenti che stavano attaccando i manifesti sono stati feriti e portati all’ospedale, dove gli sono state refertate diverse ferite di armi da taglio. Uno dei feriti è stato colpito alla testa con una sedia. Alle 15 si terrà una conferenza stampa, mentre per le 16 è prevista un’assemblea. Da tutta Roma ci si sta dirigendo verso la città universitaria per solidarizzare con gli aggrediti.
Secondo alcune indiscrezioni, non confermate, due degli aggressori sono stati fermati dalla polizia. Una delle macchine da cui sono scesi e ancora ferma su via De Lollis, danneggiata dalla reazione degli studenti che hanno provato a difendersi.
«È stata un’aggressione con cinte, bastoni e coltelli. Avevano delle mazze con lame attaccate, le stesse che avevamo visto nell’aggressione di Villa Ada al concerto della Banda Bassotti», raccontano gli studenti, che chiedono le dimissioni di Guido Pescosolido, preside della facoltà di lettere. «Si deve dimettere dopo aver autorizzato il convegno sulle foibe organizzato da Forza Nuova. Il preside non ha neanche il coraggio di farsi vedere in facoltà in questo momento, ma noi lo attendiamo, deve dimettersi».