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25
Ott
08

Cassazione: eversive azioni contro centri sociali Custodia cautelare neofascisti Forza Nuova

CRO – Cassazione: incendiare centro sociale è attentato a democrazia

Cassazione: incendiare centro sociale è attentato a democrazia

Roma, 22 ott (Velino) – Un attentato incendiario contro un centro sociale è un atto di “eversione dell’ordine democratico”. La Cassazione ha confermato la contestazione della più pesante delle aggravanti ad un gruppo di esponenti di Forza Nuova che, nel novembre 2007, avrebbero tentato di dare fuoco ad un centro sociale del comune di Rimini occupato da iscritti alla “Sinistra antagonista”. I giudici della seconda sezione penale, con la sentenza 39504 depositata oggi, hanno respinto la tesi difensiva dei nove indagati confermando l’ordinanza del tribunale del riesame di Bologna secondo la quale le accuse “semplici” di tentato incendio doloso e tentato sequestro di persona devono essere aggravate dalle pene previste dalla legge del 1980 che prevede sanzioni più severe per una serie di reati quando “siano diretti a sovvertire l’ordine democratico o abbiano finalità di terrorismo”.A parere degli avvocati invece, che avevano presentato ricorso contro la decisione dei giudici del riesame che a loro volta avevano confermato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Bologna, “Forza Nuova” è un “gruppo politico costituito come un regolare partito” e perciò “non può essere equiparato a un gruppo eversivo, caratteristico di un’organizzazione clandestina”.

Una tesi che non ha convinto gli ermellini, secondo i quali il tentativo di dare fuoco al centro sociale, organizzato dai nove esponenti di Forza Nuova, che “prevedeva anche la necessità di immobilizzare il custode, da cui l’accusa di tentato sequestro di persona”, può essere considerato “una condotta posta in essere per sopraffare antagonisti politici e affermare la propria supremazia fondata sulla forza”. (segue)

L’interpretazione della legge data dai giudici del Palazzaccio è particolarmente rigorosa. Nelle motivazioni della sentenza hanno infatti sottolineato che anche un’azione non violenta può avere come obiettivo l’attentato alla democrazia. “Il significato di eversione dell’ordine democratico – scrivono i magistrati – non può limitarsi al solo concetto di azione politica violenta”, ma deve comprendere “ogni azione, violenta o non violenta, finalizzata all’eversione dell’ordine democratico”. A questo proposito spiegano che per “ordine democratico” bisogna intendere “il sistema dell’ordinamento costituzionale e i principi fondamentali come i diritti inviolabili sia del singolo, sia delle formazioni sociali”. Per questa ragione, conclude la Cassazione, “la neutralizzazione di antagonisti politici con metodi violenti come un tentativo di incendio e un tentativo di sequestro di persona, costituisce un’innegabile violazione dei principi democratici previsti dalla Carta costituzionale”.

(ror) 22 ott 2008 15:08

27
Mag
08

Comunicato stampa in merito al processo del 28 maggio a Lucca

Razzisti e teppaglia fascista impuniti!
Chi esprime solidarietà inquisito!

Dar fuoco a centri sociali, scagliare molotov contro immigrati e massacrare simpatizzanti di sinistra è diventato uno “sport nazionale” grazie anche al clima di veleni che la destra xenofoba e razzista ha seminato in questi anni ed alla silenziosa complicità del centro-sinistra che, di fatto, si è allineata alla destra nella demagogica propaganda sulla sicurezza.
Ma sicurezza per chi? Non certo per il lavoratore che muore bruciato o cade da un ponteggio. Non certo per il migrante che dorme all’addiaccio o per l’omosessuale o per il giovane di sinistra che incrocia i soliti squadristi. Questo clima non è spuntato dal nulla; da anni germoglia nella nostra società che, ogni giorno, diviene sempre più egoista, individualista, intollerante e, persino, razzista.
Il 1° febbraio 2004 a Viareggio, un duplice incendio di natura dolosa colpì il centro sociale “SARS” e un container di Rifondazione Comunista dove dormivano saltuariamente alcuni migranti. Sui criminali incendiari che attentarono alla vita non fu aperta alcuna indagine, in compenso la procura della Repubblica di Lucca indagò su 14 compagni, alcuni giovanissimi, colpevoli di avere promosso solidarietà e di aver denunciato questi gravi episodi in Consiglio comunale.
Le accuse di “interruzione di pubblico servizio e turbamento del Consiglio” sono ridicole e sono state, di fatto, smentite durante il dibattimento processuale. Gli stessi testimoni, pezze di appoggio del Pubblico ministero, hanno dichiarato che l’intervento di una compagna fu concesso per decisione dei capi-gruppo del Consiglio comunale.
In questi anni, abbiamo assistito ad un procedimento farsesco che aveva lo scopo di intimorire e schedare compagni e giovani impegnati politicamente. L’obiettivo non ha prodotto grandi risultati; infatti il dissenso e l’opposizione alle logiche di guerra, al razzismo, all’intolleranza non sono venute meno sul nostro territorio.
Il 28 maggio (34° anniversario della strage fascista impunita a Piazza della Loggia a Brescia) si terrà, sicuramente, l’ultima udienza e sarà emessa la sentenza. A prescindere dal tipo di verdetto, la verità è già emersa: chi incendia, devasta e compie azioni razziste rimane impunito, chi esprime solidarietà ed organizza lotte ed iniziative viene inquisito e processato.
Di fronte al dilagare di fenomeni squadristi e razzisti (non dimentichiamo le violenze a Lucca e a Torre del Lago) e di fronte all’incremento della repressione contro chi esprime posizioni di dissenso (migliaia sono i procedimenti penali dal 2001) il nostro invito è a riflettere e a mobilitarsi.

Spazio Antagonista di Resistenza Sociale (SARS)
Circolo “Partigiani Sempre”
Dada Viruz Project
Partito della Rifondazione Comunista Viareggio
Assemlea di Lotta e di Libertà di Movimento
CSA La Comune Massa
Partito Comunista dei Lavoratori sez. Lucca e Versilia
Sinistra Critica Versilia
Partito dei CARC di Viareggio
Rete del Precariato Sociale Apuoversiliese
Le/I Giovani Comuniste/i della Versilia,
Movimento d’Azione Socialista Libertaria
Gruppo Autonomo Viareggio

20
Dic
07

Torino: cade l’accusa di devastazione e saccheggio per gli antifascisti ·

10 dicembre 2007 – Si è chiuso oggi il processo di 1° grado a danno di 10 antifascisti/antirazzisti torinesi accusati di “devastazione e saccheggio” per la partecipazione al corteo del 18 giugno (che fece seguito all’accolteolamento di 2 occupanti del barochhio) e ad un presidio di solidarietà con i migranti rinchiusi nel cpt dei corso Brunelleschi qualche settimana prima.

Nonostante le pene inflitte ai compagni e agli imputati siano comunque alte (da 8 a 18 mesi) questa sentenza è comunque una sconfitta per il Pm Tatangelo e tutto l’impianto accusatorio messo in piedi in più di 2 anni di iter processuale dalla Procura della Repubblica di Torino.
Un impianto tutto giocato sull’uso strumentale di un reato (quello di “devastazione e saccheggio”) come misura cautelare e politica contro i protagonisti dell’antagonismo sociale nella nostra città. Un uso già sperimentato per Genova 2001 e Milano-11 marzo.

Gli scontri di via Po non furono “devastazione e saccheggio” per il giudice che oggi ha emesso la sentenza. Per quanti erano in piazza quel giorno furono soprattutto un legittimo e coerente atto di resistenza contro le provocazioni di una Polizia che pretendeva di contare i metri di un corteo antifascista in una città medaglia d’oro della Resistenza.




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