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30
Ott
08

SCUOLA: A ROMA “SIAMO UN MILIONE”, CORTEI IN TUTTA ITALIA

dall’ANSA

 

 ROMA – Un lungo corteo di protesta a Roma, dove secondo i sindacati sono in strada un  milione di persone per lo sciopero generale contro la “riforma” Gelmini. Iniziative,  manifestazioni, proteste e lezioni in strada in tutta Italia, da Bolzano a Palermo. Il giorno  dopo l’approvazione in legge del decreto 133 sul maestro unico non si ferma il dissenso  del mondo della scuola che si è dato appuntamento a piazza del Popolo a Roma per il  comizio finale – con tanto di Inno di Mameli – dello sciopero generale indetto da Flc-  Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda. Ma in tutta la Capitale sono stati segnalati cortei, dalla Sapienza fino al Grande Raccordo Anulare, dove dai pullman bloccati nel traffico sono scesi i manifestanti che hanno iniziato a dirigersi verso le stazioni della metropolitana o organizzato sit in nei parcheggi.

Gli studenti universitari hanno srotolato un nastro bianco e rosso di fronte all’ingresso principale del ministero dell’Istruzione come ”a chiudere” simbolicamente il dicastero. ”Chiudiamo il ministero, apriamo le scuole e le universita’ – dice una studentessa col megafono – Non ci fa paura la polizia e i militari nelle strade”. Da poco la manifestazione ha ripreso a camminare in direzione della stazione Trastevere. ”Ci rimettiamo in cammino e continuiamo a bloccare la citta’ – dice un altro studente -. La citta’ e’ nostra”. Secondo gli organizzatori la coda del corteo degli universitari si trova ancora dalle parti di Largo Argentina

Secondo i dati parziali rilevati alle ore 14:30 dal Ministero dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca e comunicati direttamente dalle scuole, la partecipazione allo sciopero e’ stata pari al 57,1%. Su 452.105 dipendenti tenuti al servizio hanno scioperato in 258.152.

Dopo gli incidenti di ieri in piazza Navona nessuna segnalazione è arrivata questa mattina. Il corteo romano è partito in un clima sereno e sotto un cielo carico di pioggia poco dopo le 9, aperto dai bambini delle elementari con mamme e maestre, da leader sindacali di settore e nazionali come Guglielmo Epifani e Luigi Angeletti, e da quelli del centrosinistra, tra i quali Walter Veltroni, gli ex ministri Giuseppe Fioroni, Fabio Mussi, Rosy Bindi, Antonio Di Pietro, Paolo Ferrero. Numerosi accanto ai docenti e al personale della scuola anche gli studenti, che si sono contati in oltre 100 mila. “Il governo dovrebbe avere il desiderio di ascoltare la protesta”, ha detto Veltroni, mentre Rosy Bindi ha sottolineato che “questa gente non rappresenta un bacino elettorale: ci sono anche molte persone del centrodestra”. Di diverso parere la maggioranza: Maurizio Gasparri (Pdl) ha accusato le opposizioni di avere imbastito “una campagna di menzogne” invitandole “a smettere di rinfocolare la piazza”. “La nostra protesta non si ferma – ha promesso il segretario generale della Cgil, Epifani, sottolineando la “giornata memorabile” e l’importanza del “momento di unità”.

Per il leader della Uil Angeletti “lo sciopero della scuola è stato convocato per risolvere i problemi contrattuali e dei precari, bisogna quindi evitare ogni strumentalizzazione politica”. Secondo i sindacali, lo sciopero generale ha bloccato tra il 70 e il 90% delle scuole di tutta Italia: in alcune, come quella dove insegna la sorella del ministro Gelmini, assente per “motivi di famiglia”, si è aperto solo per garantire “il servizio di custodia e sorveglianza”.

Non si contano le proteste nel resto del Paese. A Bolzano sono scesi in piazza insieme ragazzi di lingua italiana e tedesca; presidi e cortei anche a Trento; a Venezia gli studenti hanno sfilato sul Ponte della Libertà; lezioni in stazione a Trieste; a Torino l’orchestra del Teatro Regio ha suonato per gli studenti; a Genova è stata occupata la stazione Principe; a Milano concentramento e corteo organizzato per lo sciopero generale della scuola; a Bologna alla protesta ha partecipato anche Beppe Grillo; cortei di universitari a Napoli; genitori e bambini hanno sfilato a Bari; in Calabria sono segnalati cortei in tutte le città, con il blocco dell’accesso a Catanzaro; in Sicilia, da Palermo a Caltanissetta sono scese in strada 100 mila persone; in migliaia anche a Cagliari.

TORNANO LIBERI I DUE ARRESTATI DOPO SCONTRI
Arresti convalidati, ma tornano liberi senza alcun obbligo di firma, come aveva chiesto il pm, i due giovani, un militante di Rifondazione comunista, e un studente di destra di Blocco studentesco, arrestati ieri a Roma in piazza delle Cinque Lune, dopo gli scontri a piazza Navona. Oggi si è svolto il processo per direttissima nei confronti di Yassir Goretz, 33 anni, il militante di Rifondazione, e di Michele Bauml, 19 anni. Il primo è imputato di lesioni, per aver colpito un’agente mentre si divincolava e resistenza. Bauml, soltanto di resistenza.

Il pm Ciccarese aveva chiesto l’obbligo di firma per entrambi ma il giudice Digioia ha convalidato l’arresto disponendo la remissione in libertà senza alcuna misura. Il processo per entrambi è stato fissato al 17 novembre davanti al giudice monocratico. Davanti all’aula di tribunale a Roma ad attendere i due, Gortetz e Bauml, che dimostra molto meno dei suoi 19 anni ed è originario della Balduina, sono stati tenuti a distanza in aula e fatti uscire separatamente, le rispettive famiglie e in particolare i genitori. Goretz si è difeso, secondo il suo legale l’avvocato Arturo Salerni, spiegando che è intervenuto, chiamato dalle forze dell’ordine, proprio in virtù del suo ruolo di responsabile della sicurezza. Bauml era al seguito del corteo, non armato e avrebbe solo cercato di scappare per evitare di essere coinvolto negli scontri.

30
Ott
08

Curzio Maltese sulle dinamiche dell’aggressione fascista di Roma.

 Intervista interessante a Curzio Maltese sulle dinamiche dell’aggressione fascista di Roma.

 http://tv.repubblica.it/copertina/la-polizia-ignorava-i-violenti/25715?video

29
Ott
08

Firenze: “29-30 Ottobre: fermarli è necessario!”

 Dal 10 ottobre, da quel venerdì di  rinascita, da settimane Firenze è  investita dall’onda dell’opposizione  alla riforma Gelmini in tutta la sua  interezza, dalla 133 alla 137.  Scioperi, assemblee, picchetti e  occupazioni hanno riempito e  continuano a riempire la vita delle  scuole quanto delle università,  dando vita a un movimento capace  di riunirsi in piazza e dare vita al  più grande corteo degli ultimi 20  anni in questa città. Nessuno  qualche giorno prima si sarebbe  aspettato tutto ciò, eppure siamo  riusciti a farlo. Molto è stato fatto,  ma non basta.

 E’ ora che la lotta entra nel vivo. Se  nei primi giorni i giornali e le  istituzioni sembravano dirci tra le  righe “guardate che carini questi  studenti che si divertono a fare  politica. Va tutto bene, basta  finiscano presto e tutto torni come  prima… e lo faranno!”, ora vere e  proprie dichiarazioni di  guerra arrivano dal governo. Come  già fatto nelle proteste anti-  discarica a Napoli, il governo  incarica i suoi sbirri di reprimere  ogni dissenso interno. Non ci  siamo fermati e non ci fermeremo:  il rilancio della lotta è l’unica  possibile risposta alla repressione.
Mercoledì 29, la 137 (che prevede voto in condotta, grembiule, maestro unico e eliminazione del tempo pieno) verrà approvata definitivamente al Senato.

Non possiamo mollare proprio ora che tutto verrà deciso ed imposto, vanificando anche tutto ciò che già è stato fatto.

Bloccare le scuole e la città, sarà il nostro imperativo fino alla totale abrogazione della riforma: non abbiamo intenzione di fermarci né prima né dopo l’approvazione della riforma.

E’ per questo che abbiamo deciso di rilanciare la mobilitazione cittadina e studentesca, scendendo inoltre in piazza a Firenze il 30 ottobre, data dello sciopero del settore scuola. Non sarà una piazza in contrapposizione alla manifestazione di Roma, ma uno spazio per tutti quelli che stanno lottando contro questa riforma e soprattutto sarà la piazza di chi vuole RILANCIARE IL MOVIMENTO A FIRENZE, che è stata la prima città a muoversi con le occupazioni delle facoltà e delle scuole.

NESSUNA TREGUA * NESSUN COMPROMESSO

mercoledi’ 29 ottobre: il Senato approva la 137
PRESIDIO
ore 14.30 piazza D’Azeglio

giovedi’ 30 ottobre: sciopero nazionale del settore scuola
CORTEO CITTADINO
h.10 piazza San Marco

Rete dei Collettivi Studenteschi – retecollettivi.noblogs.org

28
Ott
08

Massa: Studenti e docenti insieme sulle barricate

dal Tirreno

Non cala la protesta negli istituti: ieri assemblee e lezioni all’aperto in centro

MASSA. Non è il ruggito della Pantera, ma comunque una protesta forte, sentita e visibile, anche se composta, pacifica e democratica. È la protesta di migliaia di studenti contro la scure della riforma Gelmini che «vuole demolire la scuola pubblica e distruggere l’Università e la ricerca». E loro, i giovani, non ci stanno. Compostamente, dopo i cortei dei giorni scorsi, ieri mattina hanno ripreso a mobilitarsi in preparazione dello sciopero generale di giovedì, che farà di Roma ancora una volta il contenitore bollente di una rivoluzione pacifica.

Liceo Rossi. Fin dall’apertura delle scuole al mattino i ragazzi e i docenti del liceo classico Pellegrino Rossi-istituto magistrale Pascoli si sono resi protagonisti ripetendo – e anzi moltiplicando – l’iniziativa delle lezioni scolastiche in luoghi pubblici, aperti e ben visibili. Molte classi e diversi insegnanti hanno aderito a questa iniziativa, così il centro cittadino è stato “occupato” compostamente e luoghi come piazza Garibaldi, lo spazio davanti al teatro Guglielmi e il loggiato del Comune sono diventate aule in cui fare lezione: la classe seduta sui gradini (dove è stato possibile) oppure in piedi; l’insegnante di fronte a fare lezione, seguito con attenzione e interesse da tutta la classe. Tre sono state quelle che hanno svolto lezione in piazza Garibaldi, due quelle che l’hanno fatta davanti al Guglielmi, una quella che ha optato per lo spazio sotto il Comune. E tutte, ovviamente, hanno catturato l’attenzione di migliaia di cittadini che in quelle ore si sono trovati a passare per il centro della città, cittadini che hanno potuto constatare che la protesta degli studenti e dei prof continua.

Istituto Alberghiero. Assemblea degli studenti ieri mattina al “Minuto”. L’organismo studentesco riunito nell’aula magna ha deciso per l’autogestione dell’istituto, ottenendo il consenso e la partecipazione dei docenti, come ha riferito il portavoce degli studenti. Si tratterà, è stato spiegato, di un’autogestione informativa. Nel senso che verranno invitati studenti universitari bene a conoscenza della materia per parlare all’assemblea degli studenti della riforma Gelmini, spiegandone gli effetti sulla scuola e sulle Università.

Liceo scientifico Fermi. Gli studenti del Fermi si sono riuniti in assemblea ieri fin dal primo mattino e sono andati avanti fino al pomeriggio inoltrato. Si è discusso della «sciagurata riforma Gelmini» e delle iniziative da intraprendere nella lotta per contrastarla e alla fine i partecipanti hanno deciso che l’istituto rimarrà in “assemblea permanente autogestita”.

28
Ott
08

Scuola: l’onda continua a montare

27 ottobre

 

Anche oggi sono tantissime le mobilitazioni e gli appuntamenti in tutta Italia contro la distruzione della scuola pubblica e dell’università, anche perché il tempo stringe; tra domani sera e mercoledì mattina il decreto verrà approvato dal senato. Da domani pomeriggio [alle 17] tutti sono chiamati al presidio sotto Palazzo Madama e giovedì c’è lo sciopero generale del comparto scuola di Cgil Cisl e Uil.
A Napoli, per protestare contro la riforma Gemini, questa mattina ci sono stati due cortei: il primo, autorizzato, nel quartiere periferico Ponticelli; il secondo si è radunato in piazza del Gesù per dirigersi in piazza Municipio. Anche qui aumenta il numero di istituti superiori occupati o autogestiti.
A Firenze, è partita questa mattina la maratona non stop di 24 ore di lezioni, organizzata dagli studenti del Polo di Scienze per protestare contro i tagli all’Università e il decreto Gelmini. Le lezioni, che continueranno senza sosta fino alle 8.30 di domani mattina, si svolgono al dipartimento di matematica Ulisse Dini e sono visibili anche su Internet sui siti www.collettivodiscienze.it e www.studentidisinistra. Caffè gratis di notte, per restare svegli, e colazione per chi riuscirà ad arrivare a domani mattina.
A Enna, sei studenti hanno invece interrotto la lectio magistralis che il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, stava tenendo sul tema del giusto processo all’Università Kore. Sono entrati nell’auditorium urlando «Vergogna, la Costituzione non si tocca».
A Roma sono diverse le occupazioni e le autogestioni, e molte vedono la partecipazione attiva dei docenti. Questa mattina diverse migliaia di studenti medi hanno sfilato in corteo per le vie del centro, diretti verso piazza Venezia. Alla fine di via Cavour, però, “militanti di Blocco Studentesco formazione vicina alla Fiamma Tricolore, a bordo di un camioncino con il megafono, hanno preso con la forza la testa del corteo, che era stato organizzato in maniera spontanea dagli studenti degli istituti del IV municipio”, racconta Stefano, dell’esecutivo nazionale dell’Uds. A quel punto gli organizzatori della manifestazione hanno tentato di deviare il percorso del corteo verso il ministero dell’Istruzione, per prendere le distanze dal Blocco studentesco. Ma la polizia ha impedito la deviazione. Gli studenti vicini al Blocco hanno invece proseguito il corteo fin sotto il Senato. “Un corteo di un movimento in lotta contro la riforma Gelmini e i tagli alla finanziaria – ha fatto sapere l’Uds – é stato strumentalizzato da gruppi di estrema destra, che hanno tentato di mettere il cappello ad un movimento antifascista, proprio loro che hanno votato chi sta al governo”.
Nelle università di Roma continuano le iniziative di protesta: alla Sapienza oggi assemblea dei collettivi per organizzare le mobilitazioni, tra cui il corteo che domani pomeriggio raggiungerà il senato. A pranzo i collettivi di Psicologia sono andati in corteo dalla sede della facoltà nel quartiere di San Lorenzo fin dentro la vicina città universitaria, dove hanno chiesto – accennando anche uno spogliarello per “accompagnare” la richiesta – un incontro con il nuovo rettore. Nella città universitaria rimane occupata la facoltà di Fisica. A Roma 3, alcune facoltà sono in assemblea permanente, a Geologia rimane occupata un’aula, e oggi a Biologia ricercatori e docenti hanno decretato il blocco della didattica. A piazza Farnese un centinaio di studenti di Lettere e Filosofia hanno partecipato a una lezione in piazza. Domani la piazza capitolina farà da sfondo ad una lezione del filosofo Giacomo Marramao. Nel pomeriggio si svolgeranno spettacoli dedicati ai bambini nella facoltà di Scienze politiche e in quella di Architettura, a Testaccio.
Intanto, sono oltre 100 mila gli aderenti su Facebook al gruppo «A favore dell’istruzione e della ricerca! No alla L.133/08».

17
Ott
08

Mezzo milione in piazza senza i sindacati/istituzione !

 ROMA – “Non pagheremo noi la vostra crisi”. Il copyright è  degli universitari ma lo slogan rimbalza di spezzone in  spezzone nel corpaccione del grande corteo in difesa  dell’istruzione pubblica che ha attraversato la città sotto una  pioggia scrosciante. Un corteo di studenti medi e universitari  in primo luogo, e poi di professori, maestri, lavoratori della  scuola e genitori. Società civile, insomma, della quale i  Cobas e il sindacalismo di base hanno intercettato l’urgenza  di voler esprimere il proprio no a quella che tutti chiamano  ”la distruzione della scuola pubblica”. Fuori la politica  ufficiale, fuori i partiti a parte qualche striscione di Rifondazione però estraneo al centro della protesta. Il corteo dei cinquecentomila, si capisce subito, non è nato nelle loro sedi, ma nelle scuole elementari, nelle case dei promotori dei mille comitati genitori che stanno nascendo in tutta la penisola, nelle facoltà occupate.

Che sarebbe stata una manifestazione imponente lo si era capito dalla prima mattina, nello stupore generale a partire dagli organizzatori. Alle 9,30 piazza Esedra era già piena. E la cifra comune un po’ a tutti, tranne ai tanti bambini delle elementari felici per questa giornata in cui possono fare confusione con l’approvazione di maestre e genitori, è la preoccupazione. Quella delle maestre in ambasce per il posto di lavoro che girano con cartelli fatti in casa con su scritto “taglia, taglia, il bambino raglia” o che,m orgogliosamente rivendicano “sono già un maestro unico”. I genitori, preoccupati anche loro, perché già si vedono con i piccoli a casa ad ora di pranzo e costretti a rivedere tutta l’organizzazione familiare si sono presentati con delle magliette verdi con su scritto “il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini”. I ragazzi dei licei la loro preoccupazione la esprimono in modo diretto: “Preokkupati per il futuro”, scrivono quelli della Rete degli studenti che danno anche un consiglio alla ministra “i tagli te li fai ai capelli”. I precari della scuola, veramente in tanti, che temono di aver buttato anni ed anni. Gli universitari che portano in piazza il loro incubo: la precarietà del futuro. Non a caso il loro striscione è firmato “studenti precari” e in tanti girano con un cartello scritto in inglese: “Sono uno studente italiano, adottatemi”. Mentre il collettivo di Scienze ha scritto sullo striscione “Tagli, privatizzazioni, precarietà. Ecco l’università spa”.

Il corteo scorre lento verso piazza San Giovanni e quando la testa raggiunge l’arrivo la coda è ancora in piazza Esedra. Questo al di là delle cifre dà il senso della grandezza della manifestazione. E da un capo all’altro le star sono sempre loro: Gelmini, Brunetta, Tremonti. Berlusconi è quasi dimenticato negli slogan e negli striscioni. Il ministro della Funzione pubblica è ritratto mentre con una flebo succhia il sangue agli impiegati pubblici e quando da un camion gli dedicano “Un giudice” di De Andrè, con allusione alla statura del ministro, è un boato.

Il clima è tranquillo e sereno, d’altra parte aspettarsi che austeri professori di greco e latino si potessero trasformare in black bloc sarebbe stato arduo. E tuttavia qualche momento di tensione c’è stato quando universitari e studenti medi hanno deciso di andare a trovare la Gelmini nella sua tana, al ministero della Pubblica Istruzione, fuori dal percorso programmato. “Siamo stati ieri da Tremonti, se no la Gelmini ci rimane male”, sorride un ragazzo dietro lo striscione di Roma III. I responsabili dell’ordine pubblico capiscono che non ci sono pericoli: le facce di quei ragazzi dicono che non sono degli sfasciatutto e quindi acconsentono al fuori programma.

E così mentre a San Giovanni si comincia a tornare a casa, i più giovani prolungano la protesta. Nei confronti dei poliziotti e carabinieri nessuna provocazione solo improbabili inviti a ballare e slogan per ricordare agli uomini e alle donne in divisa che “anche voi avete dei figli, stiamo lottando anche per loro”. Anche per la ministra un solo coro: fuori, fuori. “Ci accusano di non voler dialogare – dice Francesco di Scienze della Sapienza – perché non viene fuori a parlare con noi?”.

La Gelmini non scenderà ma loro non si scompongono: “Andremo avanti fino a che non sarà ritirata la legge 133. Da domani occupazioni a oltranza in scuole e università. Oggi è solo l’inizio”. Casualmente il “ce n’est qu’un debut” del ’68. Loro forse nemmeno lo sanno e, per quanto sono distanti dai movimenti del passato, se lo sanno se ne fregano.




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