Che tristezza il divieto di manifestare in piazza Brà, intimato alla “Carovana della pace”,
promossa dai comboniani con il motto “Nella mia città nessuno è straniero”, perché l’eventuale presenza della bandiera arcobaleno costituirebbe un simbolo di parte da accantonare per “evitare situazioni di disagio e di discordia”.
E’ l’ennesima perla infilata nella collana del municipalismo settario e del populismo etnico della nostra città dopo il ritiro di Verona dal Coordinamento degli enti locali per la pace, la fine del Municipio dei Popoli e del premio Melegari, la chiusura della Consulta degli Immigrati, il rifiuto di partecipare alle feste-incontri con gli islamici e altro.
“Dispotica e ridicola”: così la “Carovana” ha definito la decisione dell’amministrazione comunale di Verona.
Da parte mia tre osservazioni.
1. Di questo passo ogni manifestazione dovrebbe essere vietata o limitata perché ogni simbolo politico (dalla croce celtica alla falce e martello, dal guerriero leghista allo scudo
crociato) o religioso (dalla croce alla mezzaluna, dal candelabro ebraico all’albero buddhista) può in teoria provocare “disagio” e alimentare “discordia”. Ora tutti sanno che a Verona può sfilare la croce celtica (15 dicembre 2007) in un corteo con la presenza del sindaco ma è vietata l’esposizione della bandiera della pace. La Giunta comunla si rende conto in quale spirale sta facendo precipitare la cultura civile della città?
2. Non si può giudicare un simbolo senza conoscerne la storia. Una delle prime apparizioni della bandiera arcobaleno è avvenuta negli anni ’50 durante le manifestazioni per il disarmo atomico organizzate da Bertrand Russel, famoso per le sue lettere ai potenti firmate anche da Albert Einstein. In Italia, nel 1961, Aldo Capitini, fondatore in Italia del Movimento Nonviolento, trasforma la bandiera arcobaleno in simbolo della prima marcia da Perugia ad Assisi.
D’accordo con i francescani di Assisi, che diventeranno co-promotori della marcia, egli fece comporre la bandiera da alcune donne e ragazze. Oggi la marcia Perugia-Assisi, alla quale il Comune di Verona ha deciso di non partecipare, avviene per iniziativa della “Tavola per la pace” nel contesto delle Assemblee dell’”Onu dei popoli”.
3. La bandiera si richiama al capitolo 9° del libro della Genesi, alla promessa di vita dopo il diluvio. Dio promette di non distruggere più la terra e ordina agli uomini di non uccidere: “chi sparge il sangue di un uomo, per mezzo di un uomo il suo sangue sarà sparso; perché quale immagine di Dio ha Egli fatto l’uomo [...] Questo è il segno dell’alleanza che
io pongo tra me e voi e ogni essere vivente che è con voi, per tutte le generazioni future; io pongo il mio arco tra le nubi ed esso sarà segno di alleanza tra me e la terra”. L’arcobaleno è, contemporaneamente, promessa divina e impegno umano per la vita. Indica la speranza della pace che può abitare in ogni persona e in ogni popolo. Raccoglie sette colori (sette è numero simbolico indicante moltiplicazione e totalità) proprio per evitare l’identificazione con un solo colore, una sola realtà politica o culturale, una sola nazione. Oggi, visto che il raggruppamento politico che si era appropriato dell’arcobaleno è stato elettoralmente punito e non è presente in Parlamento, a maggior ragione la bandiera può essere rilanciata come segno plurale, fraterno, universale.
Shalom. Sergio Paronetto
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Bandita la bandiera della Pace. Contiene messaggi subliminali osceni
lombroso | 01 Ottobre, 2008 13:58

La Giunta comunale ha impedito alla Carovana missionaria della pace di far sventolare la bandiera arcobaleno nell’incontro del 28 settembre organizzato a Verona dai comboniani locali.
Il caro leader Flavio Tosi ha spiegato ieri, in conferenza stampa a Palazzo Barbieri, le vere motivazioni che hanno portato alla decisione: la bandiera contiene messaggi osceni atti a fomentare i peggiori pensieri nella cittadinanza ed è il frutto di un complotto con la finalità di pervertire le sane tradizioni locali.
La dichiarazione del sindaco si basa sulle ricerche di differenti istituti. Presentiamo in anteprima il risultato delle analisi effettuate dal Centro Sientifico Comunale (vedi immagine): fotografando le bandiere all’infrarosso risultano evidenti tracce di disegni osceni. Secondo gli inquirenti i messaggi verrebbero assorbiti a livello inconscio e causerebbero forme di pervertitismo. Fonti vicine agli ambienti pontifici le considerano responsabili degli atteggiamenti libertini di alcuni sacerdoti.
Molte sono le piste degli inquirenti per arrestare i responsabili della nefanda operazione; la più probabile imputerebbe il diabolico progetto ad un gruppo di clandestini zingaro/cinesi che le stamperebbe in laboratori illegali apponendovi l’etichetta “Made in Italy”.
Nei prossimi giorni verrà dato incarico alla Polizia Municipale di rimuovere tutti i vessilli dai balconi. Si prega la cittadinanza di collaborare e segnalare le eventuali bandiere che sfuggiranno all’operazione. Nel frattempo si consiglia vivamente di evitarle con lo sguardo onde evitare il terribile influsso.
AGENZIA DI STAMPA COMUNE VERONA – direttore responsabile Roberto Bonolis
Disposizioni iconografiche
In merito alla disdicevole bagarre che ha visto protagonisti alcuni preti operai – dediti all’estremismo politico terzomondista – riuniti sotto la bandiera della sinistra e l’amministrazione comunale protesa invece a difendere il decoro della città, in attesa di disposizioni adeguate, elenchiamo la simbologia prossimamente sanzionabile in quanto portatrice di valori antitetici a quelli della comunità, invisa a questa amministrazione e quindi offendente il pubblico pudore. Nell’interesse del paese.
– Bandiera della pace (dietro cui si celano gli intenti ben noti)
– Simbolo della pace (pubblicità occulta della Mercedes)
– Mezza luna (o è piena o niente. Le mezze misure sono infide e centraliste)
– Kebab (cibo sconveniente, avverso alle tradizioni cristiane che permeano i nostri menu)
– Piccioni (animali laidi, promiscui, faziosi e odiati dalle menti eccelse di questa città).
Simboli leciti e per giunta vidimati dalla giunta.
– Croce (in tutte le salse. In caso di uncinata o celtica, attendere decisioni sindaco in merito a sua partecipazione a manifestazione con suddette croci sventolanti o nel caso di scolaresca festante sulle gradinate del Comune)
– Bandieròn dell’hellas (non c’è bisogno di commentare ulteriormente le motivazioni)
– Tortellini Rana