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06
Ott
08

Croce celtica sì, bandiera della pace no!

Che tristezza il divieto di manifestare in piazza Brà, intimato alla “Carovana della pace”,

promossa dai comboniani con il motto “Nella mia città nessuno è straniero”, perché l’eventuale presenza della bandiera arcobaleno costituirebbe un simbolo di parte da accantonare per “evitare situazioni di disagio e di discordia”.

E’ l’ennesima perla infilata nella collana del municipalismo settario e del populismo etnico della nostra città dopo il ritiro di Verona dal Coordinamento degli enti locali per la pace, la fine del Municipio dei Popoli e del premio Melegari, la chiusura della Consulta degli Immigrati, il rifiuto di partecipare alle feste-incontri con gli islamici e altro.

“Dispotica e ridicola”: così la “Carovana” ha definito la decisione dell’amministrazione comunale di Verona.

Da parte mia tre osservazioni.

1. Di questo passo ogni manifestazione dovrebbe essere vietata o limitata perché ogni simbolo politico (dalla croce celtica alla falce e martello, dal guerriero leghista allo scudo

crociato) o religioso (dalla croce alla mezzaluna, dal candelabro ebraico all’albero buddhista) può in teoria provocare “disagio” e alimentare “discordia”. Ora tutti sanno che a Verona può sfilare la croce celtica (15 dicembre 2007) in un corteo con la presenza del sindaco ma è vietata l’esposizione della bandiera della pace. La Giunta comunla si rende conto in quale spirale sta facendo precipitare la cultura civile della città?

2. Non si può giudicare un simbolo senza conoscerne la storia. Una delle prime apparizioni della bandiera arcobaleno è avvenuta negli anni ’50 durante le manifestazioni per il disarmo atomico organizzate da Bertrand Russel, famoso per le sue lettere ai potenti firmate anche da Albert Einstein. In Italia, nel 1961, Aldo Capitini, fondatore in Italia del Movimento Nonviolento, trasforma la bandiera arcobaleno in simbolo della prima marcia da Perugia ad Assisi.

D’accordo con i francescani di Assisi, che diventeranno co-promotori della marcia, egli fece comporre la bandiera da alcune donne e ragazze. Oggi la marcia Perugia-Assisi, alla quale il Comune di Verona ha deciso di non partecipare, avviene per iniziativa della “Tavola per la pace” nel contesto delle Assemblee dell’”Onu dei popoli”.

3. La bandiera si richiama al capitolo 9° del libro della Genesi, alla promessa di vita dopo il diluvio. Dio promette di non distruggere più la terra e ordina agli uomini di non uccidere: “chi sparge il sangue di un uomo, per mezzo di un uomo il suo sangue sarà sparso; perché quale immagine di Dio ha Egli fatto l’uomo [...] Questo è il segno dell’alleanza che

io pongo tra me e voi e ogni essere vivente che è con voi, per tutte le generazioni future; io pongo il mio arco tra le nubi ed esso sarà segno di alleanza tra me e la terra”. L’arcobaleno è, contemporaneamente, promessa divina e impegno umano per la vita. Indica la speranza della pace che può abitare in ogni persona e in ogni popolo. Raccoglie sette colori (sette è numero simbolico indicante moltiplicazione e totalità) proprio per evitare l’identificazione con un solo colore, una sola realtà politica o culturale, una sola nazione. Oggi, visto che il raggruppamento politico che si era appropriato dell’arcobaleno è stato elettoralmente punito e non è presente in Parlamento, a maggior ragione la bandiera può essere rilanciata come segno plurale, fraterno, universale.

Shalom. Sergio Paronetto

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Bandita la bandiera della Pace. Contiene messaggi subliminali osceni
lombroso | 01 Ottobre, 2008 13:58

La Giunta comunale ha impedito alla Carovana missionaria della pace di far sventolare la bandiera arcobaleno nell’incontro del 28 settembre organizzato a Verona dai comboniani locali.
Il caro leader Flavio Tosi ha spiegato ieri, in conferenza stampa a Palazzo Barbieri, le vere motivazioni che hanno portato alla decisione: la bandiera contiene messaggi osceni atti a fomentare i peggiori pensieri nella cittadinanza ed è il frutto di un complotto con la finalità di pervertire le sane tradizioni locali.
La dichiarazione del sindaco si basa sulle ricerche di differenti istituti. Presentiamo in anteprima il risultato delle analisi effettuate dal Centro Sientifico Comunale (vedi immagine): fotografando le bandiere all’infrarosso risultano evidenti tracce di disegni osceni. Secondo gli inquirenti i messaggi verrebbero assorbiti a livello inconscio e causerebbero forme di pervertitismo. Fonti vicine agli ambienti pontifici le considerano responsabili degli atteggiamenti libertini di alcuni sacerdoti.
Molte sono le piste degli inquirenti per arrestare i responsabili della nefanda operazione; la più probabile imputerebbe il diabolico progetto ad un gruppo di clandestini zingaro/cinesi che le stamperebbe in laboratori illegali apponendovi l’etichetta “Made in Italy”.
Nei prossimi giorni verrà dato incarico alla Polizia Municipale di rimuovere tutti i vessilli dai balconi. Si prega la cittadinanza di collaborare e segnalare le eventuali bandiere che sfuggiranno all’operazione. Nel frattempo si consiglia vivamente di evitarle con lo sguardo onde evitare il terribile influsso.



AGENZIA DI STAMPA COMUNE VERONA – direttore responsabile Roberto Bonolis
Disposizioni iconografiche
In merito alla disdicevole bagarre che ha visto protagonisti alcuni preti operai – dediti all’estremismo politico terzomondista riuniti sotto la bandiera della sinistra e l’amministrazione comunale protesa invece a difendere il decoro della città, in attesa di disposizioni adeguate, elenchiamo la simbologia prossimamente sanzionabile in quanto portatrice di valori antitetici a quelli della comunità, invisa a questa amministrazione e quindi offendente il pubblico pudore. Nell’interesse del paese.

– Bandiera della pace (dietro cui si celano gli intenti ben noti)
– Simbolo della pace (pubblicità occulta della Mercedes)
– Mezza luna (o è piena o niente. Le mezze misure sono infide e centraliste)
– Kebab (cibo sconveniente, avverso alle tradizioni cristiane che permeano i nostri menu)
– Piccioni (animali laidi, promiscui, faziosi e odiati dalle menti eccelse di questa città).

Simboli leciti e per giunta vidimati dalla giunta.
– Croce (in tutte le salse. In caso di uncinata o celtica, attendere decisioni sindaco in merito a sua partecipazione a manifestazione con suddette croci sventolanti o nel caso di scolaresca festante sulle gradinate del Comune)
– Bandieròn dell’hellas (non c’è bisogno di commentare ulteriormente le motivazioni)
– Tortellini Rana

04
Mag
08

Verona: ragazzo picchiato in fin di vita, confessa un ultras neofascista ·

Da Repubblica

Un ventenne si è presentato questa mattina in questura con il suo avvocato
Identificati altri due dei cinque aggressori: sono già fuggiti all’estero
Ragazzo picchiato a Verona
confessa un ultrà neofascista
Ancora gravi le condizioni del 29enne vittima del pestaggio

Ragazzo picchiato a Verona
confessa un ultrà neofascista

VERONA – Un giovane si è presentato questa mattina in questura e ha confessato di essere stato uno degli autori dell’aggressione di Nicola Tommasoli, 29 anni, picchiato e ridotto in fin di vita la notte del primo maggio nel centro di Verona solo perché si è rifiutato di offrire una sigaretta. Il ragazzo di venti anni interrogato dal magistrato Francesco Rombaldoni, titolare dell’inchiesta, ha reso “piena confessione”. Si tratta di un ultrà neofascista che si muove in ambienti vicini a Forza Nuova, già responsabile di aggressioni a sfondo razzista e violenze negli stadi.

La caccia agli altri quattro aggressori continua. Due di loro sono stati individuati dalla polizia ma sono già fuggiti all’estero dove sono ricercati. Il fermato è stato invece condotto in carcere a Montorio. Il giovane, che appartiene a una famiglia benestante della città, si è costituito questa mattina presso la Digos di Verona dopo che i poliziotti avevano di fatto stretto il cerchio attorno a lui. Accompagnato da un avvocato di fiducia, il ragazzo ha così confessato davanti ai magistrati.

Intanto sono ancora molto gravi le condizioni di Nicola Tommasoli, ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Borgo Trento. Momenti di angoscia per i genitori, chiusi assieme agli amici più cari in una stanza accanto al figlio. “Sono realista non voglio illudermi – dice il padre che, come rileva l’Arena si aggrappa a ogni flebile speranza. “I medici dicono che c’è stata una piccola ripresa poi rientrata. Non so che pensare”.

E’ stato proprio indagando su “ambienti politicizzati” della città scaligera che la polizia è arrivata a identificare gli aggressori. Il ragazzo fermato era infatti già noto alle forze dell’ordine: come ultrà del Verona, per violenza negli stadi nello scorso febbraio era stato sottoposto a Daspo. In precedenza, nel 2007 era stato indagato dalla Digos insieme ad altre 16 persone, in prevalenza naziskin, per associazione a delinquere finalizzata a discriminazione razziale per alcune aggressioni avvenute a Verona analoghe a quella del primo maggio. I componenti della gang erano apparentemente degli insospettabili: figli di professionisti e operai. Molti erano ultrà dell’Hellas Verona.

La banda era stata individuata dalla Digos perché perseguitava i “diversi”: gente di colore, cittadini del meridione ma anche persone vestite, secondo la banda, non in maniera dignitosa. Tra gli episodi piu cruenti viene citato quello di un giovane con la maglietta del Lecce apostrofato come “terrone” e poi massacrato di botte; successivamente un ragazzino che utilizzava lo skate-board era stato preso di mira in quanto incapace di utilizzare la tavola a rotelle; e ancora un passante colpito con una bottigliata in testa.

Ancora un altro episodio che risale al 27 novembre del 2006 quando due giovani della Chimica, un centro sociale della zona, furono feriti a colpi di spranga a San Michele Extra. In quello stesso giorno, alcuni degli indagati avrebbero picchiato un giovane in piazza Erbe perché stando seduto su alcuni scalini danneggiava l’immagine di Verona “città di classe”. Problemi anche per alcuni venditori di kebab e i loro clienti aggrediti perché mangiavano un prodotto non gradito alla banda.

Durante le perquisizioni domiciliari furono trovati in casa di alcuni degli indagati simboli nazisti, coltelli, armi, pugnali, simboli del Veneto fronte skinheads. Gli atti violenti servivano per mantenere una sorta di controllo del territorio e il materiale video circolava e, secondo gli inquirenti, le cassette venivano pure vendute. Chi non riusciva a comperare il materiale originale si accontentava dei video scaricati dal web.

02
Mag
08

Verona 25 Aprile, cariche contro migranti e antifascisti

Verona 25 Aprile, cariche contro migranti e antifascisti: cronache da Radio Onda d’Urto

Apr. 25 Ore: 18.55 – VERONA: GRANDE PROVA DI FORZA DEL MOVIMENTO DEI MIGRANTI
Il corteo rinuncia ad entrare in Piazza Bra per evitare uno scontro
frontale con la polizia. Ma tutti giudicano positivamente la prova di
forza espressa oggi dal movimento dei migranti.
Ascolta l’ultima parte della diretta di questo pomeriggio

Apr. 25 Ore: 18.37
VERONA: LA POLIZIA CARICA
Una carica della polizia non ha impedito ai manifestanti di rimanere compatti e anzi avanzare in modo determinato per conquistare il diritto a concludere il corteo in Piazza Bra. In questo momento ci troviamo a solo 50 metri dalla piazza.
Ascolta la cronaca di Umberto.

Apr. 25 Ore: 18.14 – VERONA: PIAZZA BRA RESTA OFF LIMITS PER IL CORTEO
Il corteo grida Piazza Bra Piazza Bra! La determinazione per sfondare il cordone di poliziotti c’è , ma da lì a èpoco arrivano i rinforzi per le divise blu.
Ascolta la cronaca di Umberto.

Apr. 25 Ore: 17.36 – VERONA:25 APRILE
Il corteo è aumentato di numero: in questo momento è fermo perchè la polizia non vuole farlo arrivare in Piazza Bra, nonostante ci sia l’autorizzazione a svolgere un presidio dalle 18 alle 19. Sentiamo ancora Umberto della redazione con numerose interviste ai partecipanti del corteo e a cittadini di Verona che lo guardano transitare per le vie della città.

Ascolta la cronaca

Apr. 25 Ore: 16.14 – VERONA: CORTEO DEI MIGRANTI E DELL’INDIGNAZIONE
Umberto della redazione ci racconta la partenza del corteo , composto da almeno 2500 persone, dalla Stazione dei treni. Tantissimi i migranti presenti, tra i quali molte donne. Sentiamo le loro considerazioni.

Ascolta la cronaca




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