07
Giu
10

66° ANNIVERSARIO STRAGE DI FORNO

 

66° anniversario

 

ore 12 Deposizione della corona di fiori presso il cippo di Marcello Garosi “Tito”

ore 13 Pranzo sociale presso il GS di Forno

Invitiamo tutti a partecipare a questa giornata per ricordare insieme 3 partigiani scomparsi recentemente : Francesca Rolla, Giuseppe Antonini, Paolino Ranieri; e insieme ribadire il nostro no a chi oggi vuole cancellare la memoria e riscrivere la storia che compagni come loro hanno scritto.

29
Lug
09

5-11 agosto: 2° Festa Antifascista – Forno (MS)

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12
Mag
09

festival delle culture antifasciste

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29
Mar
09

L’antifascismo? Barriera ancora valida per non subire l’egemonia

di Vittorio Bonanni su Liberazione del 25/03/2009

A colloquio con Guido Liguori, storico del pensiero politico

«In primo luogo bisogna dire che aveva ragione chi prendeva sul serio il cambiamento che da Fiuggi in poi ha segnato la destra italiana. Anche se va aggiunto che un esito così radicale e repentino ma senza lacerazioni desta evidenti sospetti. Se davvero Berlusconi si è “comprato” la destra italiana come cerca di comprarsi la nostra democrazia, stupisce davvero come la destra si sia fatta assorbire senza colpo ferire. Un nuovo grande esempio di trasformismo italiano. E’ chiaro che tutto ciò è possibile a partire dall’adesione della destra al liberismo, avvenuta nell’ultimo decennio. Ma è anche vero che ci sono degli elementi molto inquietanti nel “berlusconismo” che hanno reso possibile questo esito». Con queste parole Guido Liguori, docente presso il dipartimento filosofia e scienze umane dell’Università della Calabria di Storia del pensiero politico e vicepresidente del Igs (International Gramsci Society), commenta la nascita del Pdl e la scomparsa del partito nato dalle ceneri del fascismo. Ma proprio questa novità ha aperto una polemica sulla necessità di mantenere in vita l’antifascismo come asse fondante della nostra Repubblica, oppure voltare pagina. Proprio su questo punto abbiamo chiesto il parere dello studioso. E’ lecito pensare ad un superamento dell’antifascismo dopo la scomparsa di An? No, per varie ragioni. In primo luogo perché il fascismo è una tendenza ricorrente nella politica moderna, che prende varie sembianze. Non a caso si deve parlare di fascismi, più che di fascismo. Alcuni dei tratti più inquietanti dei fascismi sono oggi bene in campo nella società italiana: l’intolleranza per lo straniero; il latente razzismo; il “ducismo” tradotto oggi in “leaderismo” populistico, aspetto della politica che, in forme diverse, ha purtroppo contagiato anche la sinistra; la costruzione forsennata del consenso che oggi è mass mediologica. E ancora: l’irrazionalismo vitalistico, il dividersi per bande, per tribù (allo stadio, nella “strada”), il volersi fare giustizia da sé, con mazze bastoni e manganelli, a torto o a ragione (in modo persino legale, oggi: le ronde non sono un possibile nucleo di nuovo squadrismo?). Persino l’attacco forsennato contro l’università e la scuola, il disprezzo per i “professori”, per gli intellettuali, per la cultura non immediatamente legata alla produzione. Contro tutto ciò, essere e dirsi antifascisti è una barriera ancora valida. L’ Antifascismo ha un senso anche perché è un elemento portante della nostra Costituzione, continuamente sotto attacco. Che ne pensa? Sono d’accordo. Un altro buon motivo per dirsi antifascisti è proprio la difesa della Costituzione democratica, che nel nesso tra vocazione antifascista e volontà di istituire una Repubblica basata sul lavoro ha la sua vera architrave. Leva uno di questi due elementi e crolla tutto. E se viene meno la Costituzione del ’48, il rischio di un enorme balzo indietro è più reale che mai. Tranfaglia, nell’intervista che abbiamo pubblicato ieri, ha sottolineato il paradosso di un Fini che sposa l’antifascismo e degli ex Pci, vedi Partito democratico, che invece ne parlano con imbarazzo. Che sta succedendo? Fini – è stato giustamente rilevato – gioca la sua partita sul lungo periodo: Berlusconi vorrebbe essere eterno, ma anche i suoi sanno che non ci sarà per sempre. Per quanto riguarda il Pd, a parte i tanti errori e anche alcune nefandezze che hanno commesso alcuni dei suoi leader, penso che debba essere incalzato e posto di fronte alle sue contraddizioni: non possono non dirsi più antifascisti, buona parte della loro base non lo accetterebbe. I colonnelli di An invece sembrano più docili… Ci sono grandi differenze tra di loro. Fini ha in mente la grande destra francese e ha fatto passi significativi in direzione “gollista”. Altri sembravano più “conservatori” ma hanno soggiaciuto completamente al richiamo del potere. Bisogna vedere come reagirà la base militante di An. Può darsi che dopo qualche tempo una parte rifluisca verso la Destra storaciana, più tradizionale e militante. Vi è però un altro pericolo, forse maggiore: che sia la cultura fascista o fascistoide a permeare in senso autoritario il partito di Berlusconi, mettendo all’angolo le componenti che si dicono liberali. Qui bisogna essere molto capaci di “fare politica”, stare attenti a tutti i segnali di scollamento del blocco berlusconiano, procedere col metodo della “analisi differenziata”, senza fare di tutte le erbe un fascio (se mi si perdona il gioco di parole). Vogliamo ricordare che Gramsci cercò anche di incontrare D’Annunzio per impedire la saldatura tra fiumani e fascisti? La vulgata antinovecentesca che non ha risparmiato la sinistra si sposa in pieno con la voglia di non sentire più parlare di antifascismo. Che ne pensa? Il rischio è reale. Quando in modo ricorrente non si fa altro a sinistra, anche in sinistre diverse, che parlare di “nuovismo” o di “innovazione”, il rischio è quello di perdere di vista la grande lezione della storia e le nostre radici storiche. Non bisogna certo essere dogmatici e libreschi, va sempre fatta «l’analisi concreta della situazione concreta», come diceva qualcuno. Ma avere l’ossessione nuovista vuol dire rinunciare alle proprie coordinate interpretative della realtà e subire l’egemonia dell’avversario. Il Novecento è ancora per molti aspetti con noi, anche se l’oggi è pieno di fatti nuovi o parzialmente nuovi che vanno capiti senza paraocchi.

25
Mar
09

MILANO RIFIUTA LA MANIFESTAZIONE DELLE DESTRE XENOFOBE D’EUROPA

2009/04/05 Milano rifiuta la manifestazione delle destre xenofobe d’europa

Da settimane in rete circola l’inquietante notizia che il 5 aprile prossimo, a Milano, si svolgerà un “evento politico internazionale” promosso da Forza Nuova, con la partecipazione di esponenti del BNP (British National Party), del FN (Front National) e dell’NPD (Nationaldemokratische Partei Deutschlands), che insieme a Forza Nuova rappresentano le destre estreme europee. Sono note e conclamate le posizioni razziste, xenofobe, negazioniste di queste organizzazioni, la simbologia, il linguaggio, le iniziative si richiamano molto spesso e senza ambiguità alla cultura, le idee e i valori neonazisti. Per quanto riguarda Forza Nuova fu lo stesso ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga a chiedere alcuni anni fa lo “…scioglimento di Forza nuova” sulla base “del divieto costituzionale di ricostituzione del partito fascista e in base alle leggi ordinarie” (Corriere della Sera 25/4/2001). Così mentre in Italia si preparano le iniziative per celebrare il 25 aprile, giorno della Liberazione dalla dittatura fascista e dal nazismo, Milano città medaglia d’oro della Resistenza Partigiana rischia di essere trasformata nella capitale del neo nazismo europeo. Noi antifascisti abbiamo profondamente a cuore i principi e i valori democratici e di libertà garantiti dalla nostra Costituzione. Il richiamo alla nostra Costituzione, alla libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani, che sono fondamento del patto sociale e civile della nostra comunità, è la bussola che ci consente di cogliere la pericolosa sottovalutazione delle attività e delle organizzazioni che orgogliosamente negano la Costituzione, si richiamano all’odio e alla discriminazione tra esseri umani, esibiscono una concezione autoritaria del potere, si ispirano al nazismo e al fascismo. Per questi motivi facciamo appello alle donne e uomini di Milano, democratica e antifascista, alle istituzioni, alle associazioni, al volontariato, ai sindacati, ai partiti perché sottoscrivano questo appello affinchè nella nostra città non sia consentito di ospitare l’iniziativa promossa da Forza Nuova.

Promuovono l’appello:

ANPI sezione Gallaratese, Trenno, Lampugnano “A. Poletti e caduti di Trenno”

ANPI sezione “Quarto Oggiaro” ANPI sezione “Codè Montagnani”

ANPI sezione Vialba, Musocco “A. Capettini”

Comitato Antifascista Zona8

On. Emanuele Fiano Parlamentare PD

19
Mar
09

“Programmare il disastro. La politica Israeliana in azione”

Venerdì 20 marzo, ore 17.00 Sala di Rappresentanza – Comune di Carrara

partecipa Michel Warshawski attivista Israeliano antisionista Alternative Information Center – Gerusalemme autore del libro (Ed. Shahrazad, 2009)

Organizzano: Gruppo di Sostegno al Popolo Palestinese, Sinistra Critica Massa Carrara, Rifondazione Comunista – Coordinamento Comunale di Massa, Partito comunista dei Lavoratori Massa Carrara, Arci Carrara Lunigiana. Associazione Alberto Benetti Massa, Associazione Culturale Punto Rosso, Anpi giovani Massa

12
Mar
09

Pordenone: aggredito e picchiato in piazza disabile gay, tre arresti

i tre fermati che hanno 43, 21 e 22 anni: «volevamo dare una lezione ai fr…»

La vittima, 30 anni, che ha una lieve disabilità mentale, colpito con calci e pugni

PORDENONE – Ancora un episodio di violenza. Un uomo di 30 anni, omosessuale, seguito dai servizi sociali del comune per una lieve disabilità psichica e mentale, è stato aggredito, a calci e pugni, a Pordenone, da tre persone che sono poi fuggite. La squadra mobile della questura è riuscita comunque a identificarle e le ha denunciate alla magistratura per concorso in violenza privata aggravata. Si tratta di un uomo di 43 anni e di due giovani di 22 e 21 anni. L’episodio è avvenuto in una piazza centrale di Pordenone nelle settimane scorse ma è stato reso noto solo oggi dalla polizia, a conclusione delle indagini, durante le quali sono stati sentiti numerosi testimoni. Secondo gli accertamenti della Polizia, i tre hanno agito organizzando con precisione l’aggressione. «Volevamo dare una lezione ai fr…», hanno detto i tre ai poliziotti nel corso degli interrogatori. Durante il pestaggio, hanno anche ripetutamente apostrofato la vittima con frasi ingiuriose.

Corriere della Sera 12 marzo 2009




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