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Set
08

opportunismo, schizzofrenia o neofascismo ?

da Repubblica 13 settembre 2008

Alemanno plaude alle dichiarazioni del presidente della Camera: “Ora basta con le polemiche”
Ma Veltroni osserva: “Grande passo avanti di Fini, ma frutto di evoluzione personale”

Fini: “La destra si riconosca nei valori antifascisti

I repubblichini stavano dalla parte sbagliata”

Nella commemorazione dell’8 settembre il ministro La Russa aveva sostenuto
che chi aveva combattuto per la Repubblica di Salò comunque aveva difeso la Patria

ROMA – Chi è democratico “è a pieno titolo antifascista” e la destra deve riconoscersi nei valori dell’antifascismo. Lo ha detto Gianfranco Fini alla festa di Azione giovani ‘Atreju 08’ a Roma. Il presidente della Camera ha anche affrontato la questione della Repubblica di Salò, sollevata qualche giorno fa in occasione della cerimonia di commemorazione dell’8 settembre dal ministro della Difesa Ignazio La Russa. “I resistenti stavano dalla parte giusta, i repubblichini dalla parte sbagliata”, ha detto Fini. Subito dalla platea si sono levate grida di contestazione: “Sei stato chiaro ma non coerente, presidente”.

Subito la replica: “A Salò c’è stata buona fede, riconoscerla è in molti casi doveroso ma è altrettanto doveroso dire che non si può equiparare chi stava da una parte e dall’altra. Onestà storica e compito di una destra che vuole fare i conti con il passato è dire che non è equivalente chi combatteva per una parte giusta e chi, fatta salva la buona fede, combatteva dalla parte sbagliata. La destra deve ribadirlo in ogni circostanza non per archiviarlo ma per costruire una memoria che consenta al nostro popolo di andare avanti”.

La terza carica dello Stato ha sottolineato che “la destra politica italiana e a maggior ragione i giovani devono senza ambiguità dire alto e forte che si riconoscono in alcuni valori della nostra Costituzione, come libertà, uguaglianza e solidarietà o giustizia sociale. Sono tre valori che hanno guidato il cammino politico e ribadire che la destra vi si riconosce è un atto doveroso”.


“Se in Italia – ha aggiunto Fini – non è stato così agevole, è perché non c’è stata una destra in grado di dire che ci riconosciamo in pieno nei valori antifascisti”. Giorni fa hanno fatto molto discutere le dichiarazioni del sindaco di Roma Gianni Alemanno, secondo il quale “il fascismo non fu un male assoluto”, mentre lo furono senza dubbio le leggi razziali.

“Quando ci si confronta con la storia – ha ribadito Fini – serve la consapevolezza che un periodo storico va giudicato nel suo complesso, e il giudizio complessivo da parte della destra del periodo del fascismo storico, dal 1922 al 1945 deve essere negativo, in ragione della limitazione e poi della soppressione della libertà. Non possiamo prescindere dai dati storici, il passato non lo possiamo né ignorare, né mistificare”. Il presidente della Camera ha scandito a chiare lettere che non solo le leggi razziali sono state la colpa grave del fascismo, ma anche “la soppressione della libertà, la negazione dell’uguaglianza e infine la dichiarazione della guerra, una catastrofe che i nostri padri non hanno dimenticato”.

Alemanno ha dichiarato di trovarsi perfettamente d’accordo con quanto affermato da Fini: “Le dichiarazioni del Presidente Fini sulla condanna storica del fascismo chiudono definitivamente le polemiche di questi giorni: tutto il gruppo dirigente di Alleanza Nazionale, compreso il sottoscritto, ha elaborato le Tesi di Fiuggi, ha guidato il Partito in questi anni e quindi non può non ritrovarsi in questo percorso e in queste dichiarazioni”.

Il segretario del Pd Veltroni si dice tuttavia poco convinto che le parole di Fini riflettano davvero le posizioni di An: “Quello che ha detto il presidente Fini – afferma Veltroni – è un grande passo avanti dopo le polemiche sollevate da alcuni esponenti del suo partito. Lasciatemi dire che si tratta di una evoluzione personale del presidente Fini. Non posso dire la stessa cosa di alcuni esponenti autorevoli del suo partito. Sono convinto che La Russa e Gianni Alemanno pensano realmente quello che hanno detto sul fascismo”.

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