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Ott
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Cassazione: eversive azioni contro centri sociali Custodia cautelare neofascisti Forza Nuova

CRO – Cassazione: incendiare centro sociale è attentato a democrazia

Cassazione: incendiare centro sociale è attentato a democrazia

Roma, 22 ott (Velino) – Un attentato incendiario contro un centro sociale è un atto di “eversione dell’ordine democratico”. La Cassazione ha confermato la contestazione della più pesante delle aggravanti ad un gruppo di esponenti di Forza Nuova che, nel novembre 2007, avrebbero tentato di dare fuoco ad un centro sociale del comune di Rimini occupato da iscritti alla “Sinistra antagonista”. I giudici della seconda sezione penale, con la sentenza 39504 depositata oggi, hanno respinto la tesi difensiva dei nove indagati confermando l’ordinanza del tribunale del riesame di Bologna secondo la quale le accuse “semplici” di tentato incendio doloso e tentato sequestro di persona devono essere aggravate dalle pene previste dalla legge del 1980 che prevede sanzioni più severe per una serie di reati quando “siano diretti a sovvertire l’ordine democratico o abbiano finalità di terrorismo”.A parere degli avvocati invece, che avevano presentato ricorso contro la decisione dei giudici del riesame che a loro volta avevano confermato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Bologna, “Forza Nuova” è un “gruppo politico costituito come un regolare partito” e perciò “non può essere equiparato a un gruppo eversivo, caratteristico di un’organizzazione clandestina”.

Una tesi che non ha convinto gli ermellini, secondo i quali il tentativo di dare fuoco al centro sociale, organizzato dai nove esponenti di Forza Nuova, che “prevedeva anche la necessità di immobilizzare il custode, da cui l’accusa di tentato sequestro di persona”, può essere considerato “una condotta posta in essere per sopraffare antagonisti politici e affermare la propria supremazia fondata sulla forza”. (segue)

L’interpretazione della legge data dai giudici del Palazzaccio è particolarmente rigorosa. Nelle motivazioni della sentenza hanno infatti sottolineato che anche un’azione non violenta può avere come obiettivo l’attentato alla democrazia. “Il significato di eversione dell’ordine democratico – scrivono i magistrati – non può limitarsi al solo concetto di azione politica violenta”, ma deve comprendere “ogni azione, violenta o non violenta, finalizzata all’eversione dell’ordine democratico”. A questo proposito spiegano che per “ordine democratico” bisogna intendere “il sistema dell’ordinamento costituzionale e i principi fondamentali come i diritti inviolabili sia del singolo, sia delle formazioni sociali”. Per questa ragione, conclude la Cassazione, “la neutralizzazione di antagonisti politici con metodi violenti come un tentativo di incendio e un tentativo di sequestro di persona, costituisce un’innegabile violazione dei principi democratici previsti dalla Carta costituzionale”.

(ror) 22 ott 2008 15:08

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