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«La storia non si riscrive» L’Anpi contro la proposta di legge revisionista

10 febbraio
L’Unità
di Luca del Fra

I partigiani fanno sentire la loro voce forte e chiara nella polemica sulla proposta di legge 1630 (pdf):
lo hanno fatto con un’assemblea ieri mattina al Teatro Italia di Roma indetta dall’Anpi, con tanta gente e un numero insperato di giovani…
Presentato il 23 giugno del 2008, giunto in Parlamento tra le
polemiche, il provvedimento vorrebbe istituire un ordine del tricolore per i reduci della guerra 1940–1945. Partigiani e repubblichini assieme, tutti insigniti di un cavalierato revisionista all’insegna di una grottesca pacificazione, che i 42 firmatari della 1630, per lo più parlamentari di centrodestra, sperano di far digerire ai partigiani con una prebenda di 200 euro l’anno.Ma certe cose non sono in vendita: netto il no dei partigiani, e
l’iniziativa cui hanno aderito Partito Democratico, Rifondazione
Comunista, Comunisti Italiani, Rete Antifascista Metropolitana, cioè i centri sociali e anche l’Unione di Centro, è stato un modo per manifestarlo. Ad aprire i lavori Massimo Rendina, presidente dell’Anpi di Roma e Lazio, che ha subito lanciato la proposta di un coordinamento delle forze di opposizione nel Lazio offrendo la sede dell’Associazione come casa per riunirsi. Gli interventi che si sono susseguiti, infatti, hanno tutti puntualizzato come questa legge sia parte di un disegno più ampio per scardinare la democrazia e le sue regole.

Il disegno A fianco agli stendardi azzurri dell’Anpi, con effigiate le medaglie d’oro, Paolo Masini, consigliere comunale del Pd, ha ricordato il cruento scontro istituzionale tra il primo ministro e il Presidente della Repubblica sul caso Eluana. I ragazzi dell’Onda, senza dimenticare come parte dell’informazione abbia cercato di far passare l’aggressione fascista a Piazza Navona dell’ottobre scorso per una rissa tra studenti, hanno sottolineato che nelle scuole primarie si sta applicando il testo unico Gelmini che riporta la scuola indietro di decenni. Da parte sua il segretario regionale del Pdci, Fabio Nobile, ha posto l’accento sul decreto sicurezza e sull’obbligo per i medici di denunciare i clandestini che chiedono cure. Messaggi di solidarietà sono arrivati del governatore della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e dagli ex Presidenti della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi e Oscar Luigi Scalfaro. In particolare quest’ultimo ha voluto chiarire nelle sue righe come un provvedimento come la legge 1630 non «onorerebbe la
memoria neanche dei repubblichini in buona fede».

Un nuovo Cln
Falsificare la storia, equiparare chi ha combattuto per la libertà con chi la voleva soffocare, ha ribadito nella conclusione Armando
Cossutta, è parte di un progetto contro la democrazia. Un attacco a cui rispondere «ritrovando lo spirito del Cln», così Rendina, quel Comitato di Liberazione Nazionale che dal 1943 vide uniti partiti di matrice diversa per affrontare il fascismo: qualcosa in fin dei conti non lontano da questa iniziativa che ha visto coinvolti dai centri sociali della Ram all’UdC: miracoli che ancora riescono ai partigiani.

http://www.unita.it/news/81283/la_storia_non_si_riscrive_lanpi_contro_la_proposta_di_legge_revisionista

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