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05
Feb
09

Clandestini denunciati dai medici Sì del Senato all’emendamento

Con 154 sì, 135 no e un astenuto approvato l’articolo 39: carcere fino a 4 anni per immigrati espulsi
Il testo fissa da 80 a 200 euro la tassa per il permesso di soggiorno. Sì al registro dei clochard


ROMA – I medici potranno denunciare all’autorità giudiziarie gli immigrati clandestini. Il Senato ha approvato l’emendamento della Lega che cancella la norma per cui il medico non deve denunciare lo straniero che si rivolge a strutture sanitarie pubbliche. L’emendamento a prima firma Federico Bricolo, capogruppo del Carroccio, è passato con 156 sì, 132 no, un astenuto.

Il testo approvato dal Senato oltre a dare la possibilità ai medici di denunciare i clandestini che si rivolgono per cure alle strutture sanitarie pubbliche, prevede inoltre il carcere fino a quattro anni per i clandestini che rimangono sul territorio nazionale nonostante l’espulsione e fissa da 80 a 200 euro la tassa per il permesso di soggiorno.

I clochard che vivono in Italia dovranno essere iscritti in un registro che verrà istituito presso il ministero dell’Interno. L’Aula di palazzo Madama ha approvato l’articolo 44 del ddl sicurezza che prevede la schedatura dei senza fissa dimora da avviare entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge.

L’emendamento della Lega all’articolo 39 del ddl sicurezza stabilisce che sia soppresso il comma 5 dell’articolo 35 del decreto legislativo 25 luglio 1998 n. 286 che recita: “L’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano”.

Prima che il Senato desse il via libera alla possibilità del medico di denunciare i clandestini, l’opposizione si è appellata al “buonsenso” per non introdurre una norma che “riduce il medico a fare il delatore”, costringendo i clandestini a “non farsi curare per paura”. Venendo così contro ai più elementari diritti umani che vengono prima di quelli della cittadinanza.
In particolare, il senatore Daniele Bosone, ha detto che questa norma “straccia il codice deontologico dei medici” e si corre “il concreto rischio di incentivare una medicina parallela che gli illegali utilizzeranno per non trovarsi a essere denunciati se vanno in ospedale o da un medico”. Secondo Bosone, peraltro, il rischio che “clandestini con malattie che portano dal loro paese non si faranno curare” con conseguenze per la stessa sanità pubblica.

da  “la Repubblica”

(5 febbraio 2009)

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31
Gen
09

berlusconi come williamson

Il Corriere della sera del 18 gennaio, genuflesso, lo ha definito “Silvio show”. In visita a Nuoro per un giro preelettorale il presidente del consiglio Silvio Berlusconi non ha saputo resistere alla tentazione di raccontare una barzelletta al pubblico dei sostenitori accorso al suo comizio. “La sapete quella del campo di concentramento?”, ha chiesto. e subito, incalzante: “Un kapò dice: ‘Per foi ho una puona notizzia e una meno puona. Metà di foi saranno trasferiti in un altro campo’. A questo punto tutti gridano evviva e chiedono quale sia la notizia cattiva. ‘Qvella meno puona è che la parte di foi che sarà traferita è qvella ke va da qui in giù’, e nel dire questo segna dalla cintola in giù”.

non commento, aggiungo  una barzelletta anche io:

poligrafico

19
Nov
08

99 Fosse: Canzoni naziste e cd clandestini

Circolano su You Tube parodie di canzoni famose firmate da un gruppo chiamato 99 Fosse.
Strofe agghiaccianti che trovano gradimento nei forum di estrema destra

Ad esaltarli e lodarli ci pensano anche quanti si riuniscono nella sezione italiana del forum neonazista “Storm Front”: sito registrato in America, che espone in homepage una croce celtica e la scritta, in inglese, “orgoglio bianco mondiale”. Il suo fondatore, Don Black, è un ex leader del Ku Klux Klan.

A caricare le canzoni antisemite dei 99 Fosse su Youtube è stato un utente italiano che si firma come “Karl Gebhardt”: era il nome del medico personale di Heinrich Himmler, ministro dell’Interno del Reich, noto per condurre esperimenti nel campo di concentramento femminile di Ravensbrück, utilizzando come cavie le prigioniere polacche e russe.

L’album dei 99 Fosse, mai pubblicato e circolato clandestinamente nei circuiti della destra estrema e degli skinhead a partire dalla fine degli anni Novanta, si intitola “Zyclon B”, proprio come il veleno usato dai nazisti per sterminare gli ebrei nelle camere a gas. Le canzoni hanno una forte connotazione antisemita, e utilizzano melodie di brani noti. Uno di questi è “Anna non c’è”, riscrittura di “Laura non c’è” di Nek. Parlando di Anna Frank, la canzone recita: “Anna non c’è, è andata via. L’hanno trovata a casa sua, nella soffitta di Amsterdam, ora è sul treno per Buchenwald”.

Altri titoli sono: Himmler (basato su “Gianna” di Rino Gaetano), Nati sotto la stella di David (da “Nata sotto il segno dei pesci” di Venditti), ma anche “Azzurro” e “Alba Chiara”. Tutte le canzoni sono liberamente consultabili, da sabato scorso, su Youtube. Già nei mesi passati, comunque, alcuni di questi brani erano stati rimossi, dopo le proteste degli internauti (ogni video può essere segnalato agli amministratori della piattaforma, se viola le regole della community).

Ma sul forum Storm Front non mancano i numerosi commenti di chi esalta i testi di questo gruppo, definito “fra i più divertenti dell’area alternativa italiana”. C’è chi sostiene la necessità di far parlare i revisionisti (“Se solo gli venisse aperta la bocca e non venissero repressi da istituzioni, università ecc.., a quest’ora l’olocausto sarebbe già diventato un mito per tutta l’umanità”); chi sostiene che il diario di Anna Frank fosse un falso (“Probabilmente è stato scritto per sensibilizzare la gente sui ‘bravi ebrei’); c’è poi qualcuno che avanza delle perplessità: “Carine queste canzoni. Anche se sembrano un po’ deridere certi avvenimenti: hanno sicuramente ragione a dire quel che dicono, ma così facendo rendono poco credibili coloro che cercano, in modo serio, di smontare alcuni luoghi comuni duri a morire, come l’Olocausto”.

Naturalmente le tesi revisionistiche sono quelle che vanno per la maggiore: “La storiella della camere a gas serve solo ad alimentare il mito antirazzista e le fantasie sadiche di qualche pervertito”, si legge sul forum. Per quanto riguarda l’identità dei 99 Fosse, un commentatore racconta che il cantante è stato visto “in un concerto skin, a Roma”. “Ovviamente – dice – può cantare solo in posti sicuri, fra gente intima”.

(….)

Marco Pasqua – laRepubblica.it

17
Nov
08

LEGITTIMA OFFESA: DALLE PAROLE AI FATTI – pestaggio a Bologna

PESTAGGIO NAZISKIN A STUDENTI ‘COMUNISTI’, 4 ARRESTI a BOLOGNA, trai cui 2 esponenti del GRUPPO MUSICALE “LEGITTIMA OFFESA”

– Quattro attivisti di estrema destra sono stati arrestati dalla Digos per un’aggressione compiuta la scorsa notte, nel pieno centro di Bologna, a due giovani di sinistra, etichettati come ‘comunisti’. Prima gli insulti politici, poi il pestaggio: una delle vittime, un 34enne di Catanzaro, è in condizioni serie all’ospedale Maggiore con il naso e una mascella fratturati e una lesione ad un occhio, un suo amico di 21 anni se l’é cavata con qualche livido. Gli arrestati sono Luigi Guerzoni, 33 anni, di Bologna e residente nel ravennate, commerciante, Vincenzo Gerardi, 26 anni, operaio di Cento (Ferrara), residente ad Argelato, entrambi già noti alle forze dell’ordine; Gunther Xavier Latiano, studente di 25 anni, di S.Giovanni Rotondo (Foggia), residente a Bologna, e Alessandro Malaguti, 20 anni, operaio di S.Giovanni in Persiceto residente a Crevalcore, questi ultimi incensurati.

Gerardi, noto con il soprannome di ‘miccia’, è imputato a Bologna per associazione per delinquere finalizzata alla discriminazione e all’odio o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionalistici e religiosi, in un processo che vede coinvolti diversi esponenti di gruppi di estrema destra, per episodi avvenuti tra il 2002 e il 2006. Nella stessa inchiesta era finito anche Guerzoni, che è stato però prosciolto all’ udienza preliminare, ma ha alle spalle numerosi precedenti di polizia per reati di discriminazione razziale, porto d’armi, fabbricazione di ordigni esplosivi, violenze e minacce a pubblico ufficiale.

Guerzoni inoltre fa parte, insieme a Malaguti, del gruppo musicale ‘Legittima offesa’; sul proprio sito web il gruppo si definisce ‘skinheads-band nazionalista e anticomunista’. Ieri sera i quattro, dalle teste rasate e vestiti con abiti e simboli ‘nazi’, avevano passato la serata in un locale del centro per festeggiare il compleanno di Guerzoni, insieme ad altri amici, in tutto una decina, fra cui un paio di ragazze. Poco dopo le tre, secondo quanto ha ricostruito la Digos, a pochi passi dalle Due Torri, hanno incrociato l’altro gruppo di giovani, sei-sette ragazzi (in gran parte studenti fuori sede pugliesi e calabresi), che provenivano da piazza S.Stefano dopo una festa di laurea. A scatenare gli insulti (“comunisti di merda”, “partigiani di merda”) sarebbe stato il loro aspetto: capelli lunghi e soprattutto una chitarra e un bongo, che è stato subito preso di mira e danneggiato. In due avrebbero reagito alle provocazioni, rispondendo: “Sì sono comunista e me ne vanto” e “Bisogna essere fieri di essere partigiani, i partigiani hanno liberato l’Italia”. Le frasi hanno scatenato la rabbia dei quattro che li hanno colpiti con calci, pugni e bottigliate, ma anche con sedie e sgabelli presi dai gazebo esterni di alcuni locali.

Ad avere la peggio è stato il trentaquattrenne, pestato anche dopo essere caduto a terra. Portato in ambulanza al Maggiore, ha riportato contusioni, fratture e trauma cranico che rendono le sue condizioni gravi. Nel pomeriggio è stato trasferito, per una consulenza, all’ospedale Bellaria. I quattro naziskin sono stati rintracciati quasi subito dalla polizia, chiamata da un amico dei due ragazzi aggrediti, che ha fermato una Volante. Latiano, che era ancora sul luogo del pestaggio, è stato fermato immediatamente, mentre gli altri tre sono stati rintracciati poco dopo. La Digos ha già sentito diversi testimoni, tra cui il ragazzo ferito in modo lieve, che hanno riconosciuto con certezza i quattro arrestati. Per loro il Pm Gabriella Tavano ha disposto l’accompagnamento in carcere, in attesa dell’udienza di convalida davanti al Gip.

da Ansa.it

25
Ott
08

I FASCISTI DENUNCIANO L’ATTORE ULDERICO PESCE

Indagato dalla Procura della Repubblica di Cosenza

L’apologia di fascismo in Italia non sussiste! E’ infatti stato regolarmente riconosciuto dalle Istituzioni italiane il Movimento politico nazionale “FASCISMO E LIBERTA'”.
In un momento storico delicato per gli equilibri di solidarietà, tolleranza e integrazione un ulteriore attacco al significato stesso della parola “libertà”.
Il 15 maggio 2005 a Matera, in occasione del Referendum popolare in favore della ricerca sulle cellule staminali, Ulderico Pesce, attore e regista lucano, è stato disturbato durante il suo intervento dall’arrivo di alcuni giovani che raccoglievano adesioni per un nuovo movimento di ispirazione fascista.
I promotori di questo “Movimento”, esponendo un tricolore sul quale primeggiava al centro un fascio littorio, si aggiravano in prossimità del palco distribuendo volantini promozionali circa il loro “credo” politico.
L’attore lucano, dopo ripetuti solleciti per cercare di allontanare questi “promotori autorizzati”, data la loro inopportuna intrusione, si è visto costretto ad abbandonare il palco.
In occasione del festival teatrale di Milano e del debutto dei suoi spettacoli presso il teatro “Sapzio Mil” di Sesto S. Giovanni (“Il Triangolo degli Schiavi”, “Storie di Scorie”, “Asso di Monnezza”), Pesce rende pubblico il suo dissenso su fatti di straordinaria importanza.
A distanza di alcuni anni, infatti, la Procura della Repubblica di Cosenza lo ha indagato per calunnie contro il movimento politico “FASCISMO E LIBERTA'” avvenute durante il comizio di Matera.
“Stiamo mandando avanti una petizione” spiega Pesce “per l’archiviazione dell’indagine. Inoltre in una lettera aperta al Presidente della Repubblica chiedo, assieme ai firmatari, come sia possibile che un movimento simile possa essere stato legittimato dallo stato”.
I promotori di “Fascismo e Libertà” hanno ormai invaso molte città d’Italia con manifesti affissi nei luoghi pubblici e proclami per ottenere nuove adesioni.
“Oggi, poiché è legale,” conclude l’attore “è diventato possibile pubblicizzare il fascismo!”
Ulderico Pesce invita tutti ad aderire alla sua petizione disponibile sul sito internet http://www.uldericopesce.com .
(Comunicato Stampa a cura di Valentina Bruno 339-3111154)

25
Ott
08

Roma, rinviati a giudizio 20 violenti dell’estrema destra

ROMA (Reuters) 24 ottobre

Il giudice di Roma, Marco Patarnello, ha rinviato a giudizio oggi 20 persone considerate esponenti dell’estrema destra romana, coinvolti in una lunga serie di episodi di violenza.I reati a vario titolo vanno dal danneggiamento a lesioni personali, dal saccheggio alla devastazione a violenza a pubblico ufficiale.
Lo scorso settembre, il pm di Roma Pietro Saviotti aveva chiesto il loro rinvio a giudizio.
Il processo inizierà il prossimo 5 febbraio davanti alla VII sezione collegiale del tribunale di Roma.
La serie di violenze, tra 2007 e febbraio 2008, comprendono un assalto a Villa Ada nel giugno 2007 dopo un concerto al quale avevano partecipato diversi giovani di sinistra, un’aggressione ad un gruppo di romeni e assalti a diversi locali.
L’episodio più grave, l’11 novembre 2007 era stato l’assalto a caserme delle forze dell’ordine a Roma, in seguito all’uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri, colpito da un agente in un Autogrill nei pressi di Arezzo.

25
Ott
08

Cassazione: eversive azioni contro centri sociali Custodia cautelare neofascisti Forza Nuova

CRO – Cassazione: incendiare centro sociale è attentato a democrazia

Cassazione: incendiare centro sociale è attentato a democrazia

Roma, 22 ott (Velino) – Un attentato incendiario contro un centro sociale è un atto di “eversione dell’ordine democratico”. La Cassazione ha confermato la contestazione della più pesante delle aggravanti ad un gruppo di esponenti di Forza Nuova che, nel novembre 2007, avrebbero tentato di dare fuoco ad un centro sociale del comune di Rimini occupato da iscritti alla “Sinistra antagonista”. I giudici della seconda sezione penale, con la sentenza 39504 depositata oggi, hanno respinto la tesi difensiva dei nove indagati confermando l’ordinanza del tribunale del riesame di Bologna secondo la quale le accuse “semplici” di tentato incendio doloso e tentato sequestro di persona devono essere aggravate dalle pene previste dalla legge del 1980 che prevede sanzioni più severe per una serie di reati quando “siano diretti a sovvertire l’ordine democratico o abbiano finalità di terrorismo”.A parere degli avvocati invece, che avevano presentato ricorso contro la decisione dei giudici del riesame che a loro volta avevano confermato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Bologna, “Forza Nuova” è un “gruppo politico costituito come un regolare partito” e perciò “non può essere equiparato a un gruppo eversivo, caratteristico di un’organizzazione clandestina”.

Una tesi che non ha convinto gli ermellini, secondo i quali il tentativo di dare fuoco al centro sociale, organizzato dai nove esponenti di Forza Nuova, che “prevedeva anche la necessità di immobilizzare il custode, da cui l’accusa di tentato sequestro di persona”, può essere considerato “una condotta posta in essere per sopraffare antagonisti politici e affermare la propria supremazia fondata sulla forza”. (segue)

L’interpretazione della legge data dai giudici del Palazzaccio è particolarmente rigorosa. Nelle motivazioni della sentenza hanno infatti sottolineato che anche un’azione non violenta può avere come obiettivo l’attentato alla democrazia. “Il significato di eversione dell’ordine democratico – scrivono i magistrati – non può limitarsi al solo concetto di azione politica violenta”, ma deve comprendere “ogni azione, violenta o non violenta, finalizzata all’eversione dell’ordine democratico”. A questo proposito spiegano che per “ordine democratico” bisogna intendere “il sistema dell’ordinamento costituzionale e i principi fondamentali come i diritti inviolabili sia del singolo, sia delle formazioni sociali”. Per questa ragione, conclude la Cassazione, “la neutralizzazione di antagonisti politici con metodi violenti come un tentativo di incendio e un tentativo di sequestro di persona, costituisce un’innegabile violazione dei principi democratici previsti dalla Carta costituzionale”.

(ror) 22 ott 2008 15:08




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