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29
Mar
09

L’antifascismo? Barriera ancora valida per non subire l’egemonia

di Vittorio Bonanni su Liberazione del 25/03/2009

A colloquio con Guido Liguori, storico del pensiero politico

«In primo luogo bisogna dire che aveva ragione chi prendeva sul serio il cambiamento che da Fiuggi in poi ha segnato la destra italiana. Anche se va aggiunto che un esito così radicale e repentino ma senza lacerazioni desta evidenti sospetti. Se davvero Berlusconi si è “comprato” la destra italiana come cerca di comprarsi la nostra democrazia, stupisce davvero come la destra si sia fatta assorbire senza colpo ferire. Un nuovo grande esempio di trasformismo italiano. E’ chiaro che tutto ciò è possibile a partire dall’adesione della destra al liberismo, avvenuta nell’ultimo decennio. Ma è anche vero che ci sono degli elementi molto inquietanti nel “berlusconismo” che hanno reso possibile questo esito». Con queste parole Guido Liguori, docente presso il dipartimento filosofia e scienze umane dell’Università della Calabria di Storia del pensiero politico e vicepresidente del Igs (International Gramsci Society), commenta la nascita del Pdl e la scomparsa del partito nato dalle ceneri del fascismo. Ma proprio questa novità ha aperto una polemica sulla necessità di mantenere in vita l’antifascismo come asse fondante della nostra Repubblica, oppure voltare pagina. Proprio su questo punto abbiamo chiesto il parere dello studioso. E’ lecito pensare ad un superamento dell’antifascismo dopo la scomparsa di An? No, per varie ragioni. In primo luogo perché il fascismo è una tendenza ricorrente nella politica moderna, che prende varie sembianze. Non a caso si deve parlare di fascismi, più che di fascismo. Alcuni dei tratti più inquietanti dei fascismi sono oggi bene in campo nella società italiana: l’intolleranza per lo straniero; il latente razzismo; il “ducismo” tradotto oggi in “leaderismo” populistico, aspetto della politica che, in forme diverse, ha purtroppo contagiato anche la sinistra; la costruzione forsennata del consenso che oggi è mass mediologica. E ancora: l’irrazionalismo vitalistico, il dividersi per bande, per tribù (allo stadio, nella “strada”), il volersi fare giustizia da sé, con mazze bastoni e manganelli, a torto o a ragione (in modo persino legale, oggi: le ronde non sono un possibile nucleo di nuovo squadrismo?). Persino l’attacco forsennato contro l’università e la scuola, il disprezzo per i “professori”, per gli intellettuali, per la cultura non immediatamente legata alla produzione. Contro tutto ciò, essere e dirsi antifascisti è una barriera ancora valida. L’ Antifascismo ha un senso anche perché è un elemento portante della nostra Costituzione, continuamente sotto attacco. Che ne pensa? Sono d’accordo. Un altro buon motivo per dirsi antifascisti è proprio la difesa della Costituzione democratica, che nel nesso tra vocazione antifascista e volontà di istituire una Repubblica basata sul lavoro ha la sua vera architrave. Leva uno di questi due elementi e crolla tutto. E se viene meno la Costituzione del ’48, il rischio di un enorme balzo indietro è più reale che mai. Tranfaglia, nell’intervista che abbiamo pubblicato ieri, ha sottolineato il paradosso di un Fini che sposa l’antifascismo e degli ex Pci, vedi Partito democratico, che invece ne parlano con imbarazzo. Che sta succedendo? Fini – è stato giustamente rilevato – gioca la sua partita sul lungo periodo: Berlusconi vorrebbe essere eterno, ma anche i suoi sanno che non ci sarà per sempre. Per quanto riguarda il Pd, a parte i tanti errori e anche alcune nefandezze che hanno commesso alcuni dei suoi leader, penso che debba essere incalzato e posto di fronte alle sue contraddizioni: non possono non dirsi più antifascisti, buona parte della loro base non lo accetterebbe. I colonnelli di An invece sembrano più docili… Ci sono grandi differenze tra di loro. Fini ha in mente la grande destra francese e ha fatto passi significativi in direzione “gollista”. Altri sembravano più “conservatori” ma hanno soggiaciuto completamente al richiamo del potere. Bisogna vedere come reagirà la base militante di An. Può darsi che dopo qualche tempo una parte rifluisca verso la Destra storaciana, più tradizionale e militante. Vi è però un altro pericolo, forse maggiore: che sia la cultura fascista o fascistoide a permeare in senso autoritario il partito di Berlusconi, mettendo all’angolo le componenti che si dicono liberali. Qui bisogna essere molto capaci di “fare politica”, stare attenti a tutti i segnali di scollamento del blocco berlusconiano, procedere col metodo della “analisi differenziata”, senza fare di tutte le erbe un fascio (se mi si perdona il gioco di parole). Vogliamo ricordare che Gramsci cercò anche di incontrare D’Annunzio per impedire la saldatura tra fiumani e fascisti? La vulgata antinovecentesca che non ha risparmiato la sinistra si sposa in pieno con la voglia di non sentire più parlare di antifascismo. Che ne pensa? Il rischio è reale. Quando in modo ricorrente non si fa altro a sinistra, anche in sinistre diverse, che parlare di “nuovismo” o di “innovazione”, il rischio è quello di perdere di vista la grande lezione della storia e le nostre radici storiche. Non bisogna certo essere dogmatici e libreschi, va sempre fatta «l’analisi concreta della situazione concreta», come diceva qualcuno. Ma avere l’ossessione nuovista vuol dire rinunciare alle proprie coordinate interpretative della realtà e subire l’egemonia dell’avversario. Il Novecento è ancora per molti aspetti con noi, anche se l’oggi è pieno di fatti nuovi o parzialmente nuovi che vanno capiti senza paraocchi.

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25
Mar
09

MILANO RIFIUTA LA MANIFESTAZIONE DELLE DESTRE XENOFOBE D’EUROPA

2009/04/05 Milano rifiuta la manifestazione delle destre xenofobe d’europa

Da settimane in rete circola l’inquietante notizia che il 5 aprile prossimo, a Milano, si svolgerà un “evento politico internazionale” promosso da Forza Nuova, con la partecipazione di esponenti del BNP (British National Party), del FN (Front National) e dell’NPD (Nationaldemokratische Partei Deutschlands), che insieme a Forza Nuova rappresentano le destre estreme europee. Sono note e conclamate le posizioni razziste, xenofobe, negazioniste di queste organizzazioni, la simbologia, il linguaggio, le iniziative si richiamano molto spesso e senza ambiguità alla cultura, le idee e i valori neonazisti. Per quanto riguarda Forza Nuova fu lo stesso ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga a chiedere alcuni anni fa lo “…scioglimento di Forza nuova” sulla base “del divieto costituzionale di ricostituzione del partito fascista e in base alle leggi ordinarie” (Corriere della Sera 25/4/2001). Così mentre in Italia si preparano le iniziative per celebrare il 25 aprile, giorno della Liberazione dalla dittatura fascista e dal nazismo, Milano città medaglia d’oro della Resistenza Partigiana rischia di essere trasformata nella capitale del neo nazismo europeo. Noi antifascisti abbiamo profondamente a cuore i principi e i valori democratici e di libertà garantiti dalla nostra Costituzione. Il richiamo alla nostra Costituzione, alla libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani, che sono fondamento del patto sociale e civile della nostra comunità, è la bussola che ci consente di cogliere la pericolosa sottovalutazione delle attività e delle organizzazioni che orgogliosamente negano la Costituzione, si richiamano all’odio e alla discriminazione tra esseri umani, esibiscono una concezione autoritaria del potere, si ispirano al nazismo e al fascismo. Per questi motivi facciamo appello alle donne e uomini di Milano, democratica e antifascista, alle istituzioni, alle associazioni, al volontariato, ai sindacati, ai partiti perché sottoscrivano questo appello affinchè nella nostra città non sia consentito di ospitare l’iniziativa promossa da Forza Nuova.

Promuovono l’appello:

ANPI sezione Gallaratese, Trenno, Lampugnano “A. Poletti e caduti di Trenno”

ANPI sezione “Quarto Oggiaro” ANPI sezione “Codè Montagnani”

ANPI sezione Vialba, Musocco “A. Capettini”

Comitato Antifascista Zona8

On. Emanuele Fiano Parlamentare PD

19
Mar
09

“Programmare il disastro. La politica Israeliana in azione”

Venerdì 20 marzo, ore 17.00 Sala di Rappresentanza – Comune di Carrara

partecipa Michel Warshawski attivista Israeliano antisionista Alternative Information Center – Gerusalemme autore del libro (Ed. Shahrazad, 2009)

Organizzano: Gruppo di Sostegno al Popolo Palestinese, Sinistra Critica Massa Carrara, Rifondazione Comunista – Coordinamento Comunale di Massa, Partito comunista dei Lavoratori Massa Carrara, Arci Carrara Lunigiana. Associazione Alberto Benetti Massa, Associazione Culturale Punto Rosso, Anpi giovani Massa

05
Mar
09

video bergamo 5 minuti di immagini senza nessun taglio nell’esatto ordine cronologico del caos scoppiato per le strade di Bergamo sabato 28 febbraio dopo le 18.30.

5.03.09 – video bergamo 5 minuti di immagini senza nessun taglio nell’esatto ordine cronologico del caos scoppiato per le strade di Bergamo sabato 28 febbraio dopo le 18.30.

http://youreporter.it/video_Scontri_e_manganellate_a_Bergamo_VIDEO_INTEGRALE

03
Mar
09

Licio Gelli in Versilia

Nel clima di intolleranza e revisionismo che viviamo, anche nel nostro territorio, invitare personaggi come Licio Gelli rappresenta un ulteriore passo nella riscrittura della storia. Per noi tali personaggi non devono avere la possibilità di parlare, specie da pulpiti pubblici. Il signor Gelli è stato un fascista dalla prima all’ultima ora, ha partecipato alla guerra di Spagna e aderì alla repubblica sociale italiana. Nel luglio 1942, come ispettore del partito nazionale fascista, gli venne affidato il compito di trasportare in Italia il tesoro di re Pietro II di Jugoslavia: 60 tonnellate di lingotti d’oro, 2 di monete antiche, 6 milioni di dollari 2 milioni di sterline che il S.I.M aveva requisito. Nel 1947 il tesoro venne restituito ma all’appello mancavano 20 tonnellate di lingotti da Gelli trasferiti in Argentina, e pare che una parte fu trovata nelle fioriere di villa Wanda. Il ruolo più infamante lo ricopre però nel dopoguerra tra sostegni a tentativi di golpe, rapporti con regimi dittatoriali in America Latina, la costruzione della loggia massonica P2 e illeciti di varia natura come lo scandalo del banco ambrosiano. Troviamo vergognoso il fatto che l’amministrazione di centrodestra di Pietrasanta prosegua la sua opera di riscrittura della storia. Dopo la commemorazione al fucilatore di partigiani Giorgio Almirante avvenuta quest’estate adesso il venerabile dovrebbe venire a dare una lezione di democrazia? Il signor Gelli; condannato per procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato, calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola, tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna e Bancarotta fraudolenta; è persona indesiderata alla Versilia antifascista. Al fine di far comprendere agli amministratori locali che la visita di simile personaggio non sarà accettata da noi abbiamo indetto per Mercoledì 4 marzo ore 21.30 presso la croce verde di Pietrasanta un’assemblea pubblica per decidere il da farsi.

Comitato Antifascista Antirazzista Versiliese

01
Mar
09

A Bergamo, ritornano le cariche

Giorgio Salvetti


Sembrava tutto finito bene. Il corteo spontaneo antifascista contro
l’apertura a Bergamo di un sede di Forza nuova si stava già sciogliendo,
quando all’improvviso sono partite violente cariche della polizia. Gli agenti sostengono di aver risposto al lancio di bottiglie da parte dei manifestanti, di aver perseguito un gruppetto bardato, denunciano agenti feriti e dicono di aver sequestrato anche un piccone. Ma di fatto sono state compiute cariche a freddo che hanno colpito tutto il corteo. I manifestanti sono scappati per le strade del centro ma sono stati inseguiti dagli agenti in tenuta antisommossa che hanno continuato a prenderli a manganellate. Cinquantanove antifascisti sono stati fermati e portati in questura e nella caserma dei carabinieri. Fuori dalla questura si sono riunite alcune decine di persone per conoscere la sorte dei loro compagni. Ma anche loro sono stati attaccati e presi a manganellate.
Ingiustificate.
Si è trattata di una giornata pessima segnata da una serie di azioni poliziesche violente che sanno di premeditazione comandata dall’alto. Mentre a Milano si teneva la manifestazione per Cox18.

La giornata a Bergamo è iniziata male quando, intorno alle 15,30, il boss di Forza Nuova, Roberto Fiore, ha inaugurato la sede del suo movimento neofascista in via Quarenghi, nella zona più multietnica della città, dove già sono stati commessi alcuni atti di razzismo. Da un paio d’anni è attiva a Bergamo una sezione di Forza Nuova i cui attivisti si fanno sentire spesso sui blog cittadini, che una volta erano appannaggio della sinistra.

Un migliaio di militanti antifascisti ieri pomeriggio si sono dati appuntamento proprio in via Quarenghi, a 70 metri dalla sede neofascista, da lì si sono mossi in corteo per le vie del centro facendo blocchi del traffico. Nulla di più. Sono stati lasciati anche sfilare 200 fasciti armati di caschi che hanno rotto la telecamera di una giornalista di Antenna 6. La manifestazione antifascista dopo due ore è riconfluita verso via Quarenghi dove si stava sciogliendo. I neofascisti, circa 400 persone, se n’erano andati, e anche alcuni militanti di sinistra avevano cominciato a lasciare la piazza, quando, a sorpresa, è partita una carica tra via
Paglia e via Paleocapa. Un blitz molto duro e prolungato. Gli agenti hanno seguito i manifestanti in fuga in mezzo al traffico, li hanno picchati, davanti ai negozi, colpendo a manganellate anche ragazzi già fermati e buttati a terra.
«Il corteo era finito da un’ora – racconta un manifestante – addirittura il questore, Dario Rotondi, si era congratulato con alcuni organizzatori per la gestione della piazza quando i poliziotti sono scattati. Gli prudevano le mani».
A Bergamo si terrano le elezioni comunali e provinciali, e una giornata gestita con il pugno duro dalla polizia contro manifestanti di sinistra con scontri per le strade, cade a pennello per la Lega del ministro degli Interni Bobo Maroni.
Le forze dell’ordine sostengono di aver agito contro un gruppo venuto da
fuori città, sarebbero stati loro a portare mazze e piccone. I fermati sono stati radunati in un cortile in questura. Sono probabili cinque arresti. Gli altri fermati verrano rilasciati nel corso della notte.
28
Feb
09

«La storia non si riscrive» L’Anpi contro la proposta di legge revisionista

10 febbraio
L’Unità
di Luca del Fra

I partigiani fanno sentire la loro voce forte e chiara nella polemica sulla proposta di legge 1630 (pdf):
lo hanno fatto con un’assemblea ieri mattina al Teatro Italia di Roma indetta dall’Anpi, con tanta gente e un numero insperato di giovani…
Presentato il 23 giugno del 2008, giunto in Parlamento tra le
polemiche, il provvedimento vorrebbe istituire un ordine del tricolore per i reduci della guerra 1940–1945. Partigiani e repubblichini assieme, tutti insigniti di un cavalierato revisionista all’insegna di una grottesca pacificazione, che i 42 firmatari della 1630, per lo più parlamentari di centrodestra, sperano di far digerire ai partigiani con una prebenda di 200 euro l’anno.Ma certe cose non sono in vendita: netto il no dei partigiani, e
l’iniziativa cui hanno aderito Partito Democratico, Rifondazione
Comunista, Comunisti Italiani, Rete Antifascista Metropolitana, cioè i centri sociali e anche l’Unione di Centro, è stato un modo per manifestarlo. Ad aprire i lavori Massimo Rendina, presidente dell’Anpi di Roma e Lazio, che ha subito lanciato la proposta di un coordinamento delle forze di opposizione nel Lazio offrendo la sede dell’Associazione come casa per riunirsi. Gli interventi che si sono susseguiti, infatti, hanno tutti puntualizzato come questa legge sia parte di un disegno più ampio per scardinare la democrazia e le sue regole.

Il disegno A fianco agli stendardi azzurri dell’Anpi, con effigiate le medaglie d’oro, Paolo Masini, consigliere comunale del Pd, ha ricordato il cruento scontro istituzionale tra il primo ministro e il Presidente della Repubblica sul caso Eluana. I ragazzi dell’Onda, senza dimenticare come parte dell’informazione abbia cercato di far passare l’aggressione fascista a Piazza Navona dell’ottobre scorso per una rissa tra studenti, hanno sottolineato che nelle scuole primarie si sta applicando il testo unico Gelmini che riporta la scuola indietro di decenni. Da parte sua il segretario regionale del Pdci, Fabio Nobile, ha posto l’accento sul decreto sicurezza e sull’obbligo per i medici di denunciare i clandestini che chiedono cure. Messaggi di solidarietà sono arrivati del governatore della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e dagli ex Presidenti della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi e Oscar Luigi Scalfaro. In particolare quest’ultimo ha voluto chiarire nelle sue righe come un provvedimento come la legge 1630 non «onorerebbe la
memoria neanche dei repubblichini in buona fede».

Un nuovo Cln
Falsificare la storia, equiparare chi ha combattuto per la libertà con chi la voleva soffocare, ha ribadito nella conclusione Armando
Cossutta, è parte di un progetto contro la democrazia. Un attacco a cui rispondere «ritrovando lo spirito del Cln», così Rendina, quel Comitato di Liberazione Nazionale che dal 1943 vide uniti partiti di matrice diversa per affrontare il fascismo: qualcosa in fin dei conti non lontano da questa iniziativa che ha visto coinvolti dai centri sociali della Ram all’UdC: miracoli che ancora riescono ai partigiani.

http://www.unita.it/news/81283/la_storia_non_si_riscrive_lanpi_contro_la_proposta_di_legge_revisionista




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