Archive for the 'nuova destra' Category

29
Mar
09

L’antifascismo? Barriera ancora valida per non subire l’egemonia

di Vittorio Bonanni su Liberazione del 25/03/2009

A colloquio con Guido Liguori, storico del pensiero politico

«In primo luogo bisogna dire che aveva ragione chi prendeva sul serio il cambiamento che da Fiuggi in poi ha segnato la destra italiana. Anche se va aggiunto che un esito così radicale e repentino ma senza lacerazioni desta evidenti sospetti. Se davvero Berlusconi si è “comprato” la destra italiana come cerca di comprarsi la nostra democrazia, stupisce davvero come la destra si sia fatta assorbire senza colpo ferire. Un nuovo grande esempio di trasformismo italiano. E’ chiaro che tutto ciò è possibile a partire dall’adesione della destra al liberismo, avvenuta nell’ultimo decennio. Ma è anche vero che ci sono degli elementi molto inquietanti nel “berlusconismo” che hanno reso possibile questo esito». Con queste parole Guido Liguori, docente presso il dipartimento filosofia e scienze umane dell’Università della Calabria di Storia del pensiero politico e vicepresidente del Igs (International Gramsci Society), commenta la nascita del Pdl e la scomparsa del partito nato dalle ceneri del fascismo. Ma proprio questa novità ha aperto una polemica sulla necessità di mantenere in vita l’antifascismo come asse fondante della nostra Repubblica, oppure voltare pagina. Proprio su questo punto abbiamo chiesto il parere dello studioso. E’ lecito pensare ad un superamento dell’antifascismo dopo la scomparsa di An? No, per varie ragioni. In primo luogo perché il fascismo è una tendenza ricorrente nella politica moderna, che prende varie sembianze. Non a caso si deve parlare di fascismi, più che di fascismo. Alcuni dei tratti più inquietanti dei fascismi sono oggi bene in campo nella società italiana: l’intolleranza per lo straniero; il latente razzismo; il “ducismo” tradotto oggi in “leaderismo” populistico, aspetto della politica che, in forme diverse, ha purtroppo contagiato anche la sinistra; la costruzione forsennata del consenso che oggi è mass mediologica. E ancora: l’irrazionalismo vitalistico, il dividersi per bande, per tribù (allo stadio, nella “strada”), il volersi fare giustizia da sé, con mazze bastoni e manganelli, a torto o a ragione (in modo persino legale, oggi: le ronde non sono un possibile nucleo di nuovo squadrismo?). Persino l’attacco forsennato contro l’università e la scuola, il disprezzo per i “professori”, per gli intellettuali, per la cultura non immediatamente legata alla produzione. Contro tutto ciò, essere e dirsi antifascisti è una barriera ancora valida. L’ Antifascismo ha un senso anche perché è un elemento portante della nostra Costituzione, continuamente sotto attacco. Che ne pensa? Sono d’accordo. Un altro buon motivo per dirsi antifascisti è proprio la difesa della Costituzione democratica, che nel nesso tra vocazione antifascista e volontà di istituire una Repubblica basata sul lavoro ha la sua vera architrave. Leva uno di questi due elementi e crolla tutto. E se viene meno la Costituzione del ’48, il rischio di un enorme balzo indietro è più reale che mai. Tranfaglia, nell’intervista che abbiamo pubblicato ieri, ha sottolineato il paradosso di un Fini che sposa l’antifascismo e degli ex Pci, vedi Partito democratico, che invece ne parlano con imbarazzo. Che sta succedendo? Fini – è stato giustamente rilevato – gioca la sua partita sul lungo periodo: Berlusconi vorrebbe essere eterno, ma anche i suoi sanno che non ci sarà per sempre. Per quanto riguarda il Pd, a parte i tanti errori e anche alcune nefandezze che hanno commesso alcuni dei suoi leader, penso che debba essere incalzato e posto di fronte alle sue contraddizioni: non possono non dirsi più antifascisti, buona parte della loro base non lo accetterebbe. I colonnelli di An invece sembrano più docili… Ci sono grandi differenze tra di loro. Fini ha in mente la grande destra francese e ha fatto passi significativi in direzione “gollista”. Altri sembravano più “conservatori” ma hanno soggiaciuto completamente al richiamo del potere. Bisogna vedere come reagirà la base militante di An. Può darsi che dopo qualche tempo una parte rifluisca verso la Destra storaciana, più tradizionale e militante. Vi è però un altro pericolo, forse maggiore: che sia la cultura fascista o fascistoide a permeare in senso autoritario il partito di Berlusconi, mettendo all’angolo le componenti che si dicono liberali. Qui bisogna essere molto capaci di “fare politica”, stare attenti a tutti i segnali di scollamento del blocco berlusconiano, procedere col metodo della “analisi differenziata”, senza fare di tutte le erbe un fascio (se mi si perdona il gioco di parole). Vogliamo ricordare che Gramsci cercò anche di incontrare D’Annunzio per impedire la saldatura tra fiumani e fascisti? La vulgata antinovecentesca che non ha risparmiato la sinistra si sposa in pieno con la voglia di non sentire più parlare di antifascismo. Che ne pensa? Il rischio è reale. Quando in modo ricorrente non si fa altro a sinistra, anche in sinistre diverse, che parlare di “nuovismo” o di “innovazione”, il rischio è quello di perdere di vista la grande lezione della storia e le nostre radici storiche. Non bisogna certo essere dogmatici e libreschi, va sempre fatta «l’analisi concreta della situazione concreta», come diceva qualcuno. Ma avere l’ossessione nuovista vuol dire rinunciare alle proprie coordinate interpretative della realtà e subire l’egemonia dell’avversario. Il Novecento è ancora per molti aspetti con noi, anche se l’oggi è pieno di fatti nuovi o parzialmente nuovi che vanno capiti senza paraocchi.

22
Feb
09

Mestiere rondista: cani lupo fischietti e spray urticanti

Da La Stampa, di Francesco Moscatelli 22 febbraio 2009

I comitati spontanei operano prevalentamente al Nord. Le organizzazioni sono nate prima del decreto “Ora siamo subissati da domande di adesione”. L’inchiesta di Francesco Moscatelli sulla Stampa.

Paese che vai, «rondarolo», «rondista» o «cittadino attivo» che trovi. Chi si immagina i comitati della sicurezza fai da te come un esercito compatto di piccoli rambo della porta accanto, ha preso un granchio. In attesa che i decreti attuativi spieghino nel dettaglio il suo ruolo e il suo status giuridico, il popolo delle ronde si organizza come può. Ogni comitato ha il suo stile, le sue simpatie partitiche e la sua buona dose di improvvisazione. «Noi, che le ronde siamo stati i primi ad inventarle, è da tre anni che giriamo armati solo di pettorine gialle, buona volontà e telefonini», spiega Gianpaolo Vallardi, senatore leghista e sindaco di Chiarano, provincia di Treviso. Nessuna velleità da milizia del popolo, anzi. I comitati spontanei vicini alla Lega, la benedizione del partito, non la cercano più da un pezzo. «Non per altro – continua Vallardi -. Ma i malpensanti come al solito cercavano di etichettarci politicamente per accusarci di razzismo. Mentre per le strade è sempre scesa gente comune, padri di famiglia senza tessere di partito».

Anche a Milano, dove sono attivi una decina di gruppi fra Gratosoglio, via Ripamonti, Quarto Oggiaro e altre aree periferiche, la visibilità è diventata importante solo nelle ultime ore. «La riconoscibilità è un problema mediatico, nulla di più. Le persone si aggregano spontaneamente e fanno riferimento al comitato cittadino “Milano più sicura” solo per relazionarsi con le istituzioni – racconta Alessandro Morelli, esponente della Lega e coordinatore milanese delle ronde –. Per chi vuole forniamo casacchine fosforescenti, ma molti si organizzano autonomamente. Per il resto si gira con telefoni cellulari e macchine fotografiche. I più “strafighi”, a volte, portano anche una telecamera». Nel capoluogo lombardo sono attivi da anni anche i City Angels, capitanati da Mario Furlan. Sono un’associazione di volontariato apartitica, vicina alla giunta Moratti, che si occupa di sicurezza ma anche di assistenza ai clochard e alle persone in difficoltà nelle stazioni ferroviarie e nelle aree più disagiate della città. Maglietta rossa con il logo degli «Angels» e baschetto azzurro, sembrano apprendisti caschi blu di provincia. Negli ultimi giorni, però, forse per non essere confusi nella mischia, hanno iniziato a battere anche il centro della città. E la mattina li si può incontrare in mezzo alle «sciure» bene che fanno colazione fra Brera e piazza del Duomo.

Da tre anni in Lombardia sono presenti anche i volontari di «Monza Soccorso»: collaborano con la Protezione civile e con la Croce Rossa e girano per la città con la classica tuta arancione degli uomini di Guido Bertolaso. Nel bagagliaio della jeep hanno sempre un defibrillatore e una valigetta del Pronto Soccorso, ma oltre ad assistere gli anziani e i bambini che si sbucciano le ginocchia, controllano che non ci siano spacciatori nel parco attorno all’autodromo. Multifunzione, insomma. In queste ore, però, si stanno organizzando anche i primi movimenti femminili, come il «Comitato per la sicurezza delle donne» fondato la settimana scorsa nel quartiere romano di Appio Latino. «Gireremo in gruppi formati da cinque donne e da un uomo – spiega Barbara Cerusico, dirigente locale della Destra di Storace e anima dell’iniziativa –. Avremo tutti un telefono cellulare collegato con una centrale operativa che, nel caso di irregolarità, attiverà direttamente le forze dell’ordine. Se porteremo delle pettorine? La pubblicità, in certi casi, non aiuta». Sono sicuramente più attenti alla divisa i torinesi di Azione Giovani, il movimento giovanile di Alleanza nazionale, che in questi giorni hanno pattugliato la zona di Borgo Dora. «Abbiamo giubbini catarifrangenti e caschetti amaranto, in segno di simpatia nei confronti della Folgore – racconta il responsabile Maurizio Marrone –. Il verde l’abbiamo bandito perché con le ronde leghiste non vogliamo avere nulla a che fare mentre il nero sembrava un po’ troppo lugubre. L’essenziale è far capire alla gente che stiamo facendo un servizio, che non è una manifestazione di protesta. Ultimamente portiamo anche un cane lupo, un po’ per dimostrare la nostra volontà di essere operativi, un po’ perché può ritrovare la droga lanciata dagli spacciatori in fuga».

Vicino ad Allenza nazionale è anche l’associazione culturale Destra veneta, con base a Padova. «Siamo attivi dall’epoca delle prime ronde leghiste, nonostante alcuni dirigenti di An non ci vedessero di buon occhio – spiega il presidente Raffaele Zanon –. Oggi il partito ci ha seguito e le nostre file si ingrossano. Negli ultimi due giorni sono già arrivate duecento richieste di adesione, anche da ex poliziotti e da molte donne. Cosa facciamo? A Conegliano, quando chiudono i negozi, accompagniamo alle macchine le commesse del centro e distribuiamo spray al peperoncino. Le nostre armi? Un cellulare, qualche torcia e un fischietto».

12
Dic
08

Gli antifascisti portano all’annullamento del presidio di Forza Nuova

Con un delirante comunicato Forza Nuova, Lotta studentesca e Gioventù italiana hanno provato ad organizzare un presidio contro la stanza di preghiera che i musulmani di Massa hanno aperto nella zona di Turano. Un comunicato, che con un paragone assurdo, attaccava qualsiasi luogo di culto musulmano, paragonandolo a una fucina di terrorismo.

Gli antifascisti di Massa hanno impedito questo presidio schierandosi in gran quantità fin dal primo pomeriggio, manifestando la propria solidarietà ai cittadini musulmani e ai migranti. Un presidio molto partecipato che ha dimostrato come la mobilitazione permanente, l’autorganizzazione e l’unità portano al successo. Che ha messo in luce come, almeno nella città di Massa, l’antifascismo è una pratica comune, partecipata e militante. Che  Forza Nuova su questo territorio è costantemente ricacciata nella fogna da cui proviene.

ANPI GIOVANI DI MASSA

antifa

Di seguito il comunicato che come Anpi giovani abbiamo mandato ai giornali:

L’Anpi giovani di Massa esprime la propria preoccupazione per il documento pubblicato sui giornali dalle organizzazioni politiche forza nuova, lotta studentesca e gioventù italiana con la quale si comunica l’organizzazione di un presidio contro la moschea a Turano. Ricordiamo a questi “illuminati” personaggi già condannati dalla storia che la nostra Costituzione con l’art. 8 recita “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.”

Vorremmo intanto far presente a queste persone che le moschee sono regolate rispetto alla legge italiana allo stesso modo delle chiese cristiane cattoliche, valdesi, evangeliche o alle Sale del Regno del Testimoni di Geova, e che nessuno ha regalato a queste persone un luogo dove esercitare il proprio culto ma pagano un regolare affitto e sono quindi nel pieno diritto di usufruire di quello spazio, che d’altra parte ci pare piuttosto improbabile ospiti “centinaia” di immigrati date le dimensioni del posto.

Al di là di tutto questo e dei pericoli prospettati da Forza Nuova quello che spaventa noi è L’ottusità che questo genere di atteggiamenti e discorsi dimostrano, la società che persone come i suoi militanti prospettano è a dir poco disumana e aberrante, si vorrebbe un Europa cristiana dove permettere agli immigrati di arrivare solo quando devono essere sfruttati in qualche fabbrica del nord o in qualche piantagione di pomodori del sud. E quando li si “accetta” sul nostro territorio, li si vorrebbe disgiunti e slegati dalla propria cultura d’origine, dalla propria appartenenza religiosa, dagli usi e costumi della propria terra.

Noi crediamo che ogni uomo sia libero di scappare dalla fame e dalla paura, di cercare un’opportunità e di credere in ciò che vuole rispettando gli altri e la Costituzione del nostro paese, come ogni cittadino o residente. Annullare gli spazi per esercitare liberamente la propria appartenenza culturale, additarlo come criminale prima ancora che abbia commesso un reato,

non farà che creare incomprensione reciproca e quindi odio, significa voler condurre questo paese in una guerra tra popoli e tra poveri che porterà l’Italia a un futuro di morte, violenza e infelicità. Non è questo il futuro che noi vogliamo.

11
Dic
08

CasaPound, il volto attraente dei nuovi fascisti

12 da Umanità Nova, n.33 del 19 ottobre 2008

 Molto è stato detto e scritto su Forza Nuova, sul loro impianto fortemente nostalgico e   identitario, sul richiamo al fascismo rumeno, sulla sua forte impronta familista e  fondamentalista cattolica. Fascisti duri e puri, tradizionalisti, abbastanza fuori dalla nostra epoca per non attecchire oltre lo 0,3% di elettori che ha racimolato alle ultime consultazioni politiche.
Ma un altro orientamento fascista è ormai venuto alla luce. Quello che nelle parole dei suoi principali animatori si chiama fascismo del terzo millennio.
Occorre andare per ordine, e tornare alla scorsa primavera, quando il Movimento Sociale – Fiamma Tricolore di Luca Romagnoli, partito di coloro che nel 1995 rifiutarono la svolta di Fiuggi dell’allora leader MSI Gianfranco Fini, si trovava a dibattere dell’insoddisfacente esito elettorale dell’alleanza con La Destra di Francesco Storace e Daniela Santanché:  poco più del 2%  di voti , nessun deputato eletto alla Camera.
La ricetta di Romagnoli e dei suoi fedeli si delinea in poche settimana: rottura con Storace, avvicinamento al PDL di Berlusconi e Fini. Ma un componente della segreteria nazionale è di diverso avviso. Trattasi di Gianluca Iannone.
Chi è costui? Romano, trentacinque anni, sposato da cinque, padre di due figli. Alto 1.90, capelli rasati e barba lunga. Un tatuaggio sul lato sinistro del collo: «Me ne frego». Entra nel MSI a quattordici anni. Con lo pseudonimo di Sinevox, capeggia il gruppo nazirock degli ZetaZeroAlfa, uno dei più famosi, contraltare romano e fiammista dei forzanovisti Legittima Offesa dell’emiliano Luigi Guerzoni. Gestisce un pub, il “Cutty Sark”, e una annessa libreria, “Testa di ferro”, che vende i tomi del pantheon fascista. Ma soprattutto partecipa dal 2003 all’occupazione di CasaPound, un “centro sociale di estrema destra” organico alla Fiamma, o come piace a loro definirsi, “Occupazione Non Conforme”. Negli ultimi sei anni ONC sono spuntate numerose in tutte Italia. Sono occupazioni che abbinano una forte rivendicatività sociale  a una esplicita xenofobia: opposizione al carovita, diritto alla casa… ma solo per gli Italiani.
Di CasaPound Iannone diventa presto un punto di riferimento delle frange più giovanili, che nell’estate 2006 organizza nel Blocco Studentesco. I giovani fiammisti chiedono l’arresto dell’immigrazione, odiano tutte le droghe, accusano i libri di storia,  di propaganda antifascista, chiedono l’aumento delle ore di educazione fisica. Ma abbracciano anche rivendicazioni “di sinistra”: non vogliono i fondi alle scuole private, reclamano energie rinnovabili.
Il Blocco mostra subito notevole capacità di radicamento e riproduzione a Roma e in tutta Italia. Nella capitale vincono lo scorso febbraio le elezioni per la Consulta Provinciale Studentesca superando il 20% dei voti e, alleandosi nonostante le divergenze con gli aennini di Azione Studentesca e i forzanovisti di Lotta Studentesca, ne assumono il controllo.
Intanto Iannone si dedica all’altra sua creatura: nel settembre 2007 nasce a CasaPound Radio Bandiera Nera, emittente online dichiaratamente fascista destinata a mettere rapidamente insieme una ventina di redazioni locali e qualcuna estera.
Torniamo ai tempi recenti. Iannone, dicevamo, maldigerisce l’orientamento governista che prende piede nella dirigenza di FT. Il 9 Maggio fonda ufficialmente l’Associazione CasaPound Italia. Essa nasce già ramificata nel territorio, aggregando quasi ovunque la base militante del partito. «Una associazione -si legge nel comunicato che ne sancisce la nascita- che si propone di sviluppare in maniera organica un progetto ed una struttura politica nuova, che proietti nel futuro il patrimonio ideale ed umano che il Fascismo italiano ha costruito con immenso sacrificio.(…) Progetto e struttura che vogliamo vivi e presenti in strada ogni giorno al fianco e alla guida di un popolo disorientato». Una corrente, apparentemente. Sennonché una decina di giorni dopo Iannone e i suoi occupano la sede nazionale del partito, in polemica con Romagnoli, accusato di non convocare il congresso nazionale (per statuto biennale) e quindi di occupare abusivamente la poltrona di segretario dal dicembre 2006. La reazione è rabbiosa, il 24 maggio con un telegramma Sinevox è espulso dalla Fiamma. Tutta CPI solidarizza con il leader, in pochi giorni si consuma una vera e propria scissione tra base e quadri del Movimento Sociale, molte sezioni della Fiamma chiudono o diventano sezioni di CasaPound. Blocco Studentesco, fedele al fondatore, esce tutto intero dal partito e da allora fa riferimento a CPI, non smettendo di crescere e progettando l’espansione all’Università, concretizzatasi il 1 Ottobre in un volantinaggio realizzato in contemporanea al di fuori delle facoltà di diversi atenei italiani. La piattaforma declina il no all’ingresso dei privati nelle università, lo snellimento burocratico, migliori servizi e più potere agli studenti.
Ciò che più preoccupa nella nascita e nello sviluppo di questa formazione è l’impronta fortemente sociale, il mirare alla “pancia” delle persone. Già due giorni dopo la fuoriuscita dal MsFT, contro il carovita incappucciano i parchimetri in sacchetti di plastica accusando le amministrazioni di razziare le tasche degli onesti cittadini, il 15 settembre mettono in scena un’altra azione simbolica a difesa dei lavoratori Alitalia. Sempre con il medesimo modus operandi: la stessa iniziativa riprodotta contemporaneamente in tutta Italia e rivendicata sui media nazionali e locali, che non si fanno mai problemi a pubblicizzarla. E poi nuove occupazioni, alcune riuscite (Latina) altre subito sgomberate (Ghedi, vicino a Brescia).
Pianificazione meticolosa, presenza capillare sul territorio, movimentismo, richiamo a tematiche sociali spesso tradizionalmente appannaggio delle sinistre, xenofobia, uso dei media e di internet per niente dissimile a quello di collettivi e centri sociali di opposto orientamento, parziale occultamento dell’identità fascista (spesso i militanti di CPI non hanno affatto un look nazi, nel loro simbolo non ci sono fiamme, celtiche o svastiche ma una tartaruga, ecc).Un mix che rischia di rivelarsi efficace, sicuramente molto più al passo coi tempi dei veterofascismi a cui eravamo abituati. Un pericolo nuovo, ancora poco conosciuto, da non perdere di vista

04
Dic
08

Ravenna: GIU’ LE MANI DALLA RESISTENZA! GIU’ LE MANI DA BULOW! GIU’ LE MANI DALLA 28A BRIGATA!

 

GIU’ LE MANI DALLA RESISTENZA!
GIU’ LE MANI DAL COMANDANTE BULOW!
GIU’ LE MANI DALLA 28 a BRIGATA!

comandante-bulowthumbnailOggi 4 dicembre 2008, anniversario della Liberazione di Ravenna dal nazi-fascismo, il PdL e Fiamma Tricolore pensavano di poter svolgere indisturbati la loro provocazione revisionista e di attacco alla Resistenza, ma hanno invece trovato sulla loro strada la Rete antifascista di Ravenna.
Un presidio spontaneo con striscione(onore a Bulow, onore alla 28° Brigata, viva la Resistenza.Raf Ravenna) ha raccolto l’adesione popolare di indignazione contro chi sosteneva i fascisti carnefici volendoli far passare come “vittime”, attaccando la Resistenza, i valori che hanno fondato la carta costituzionale e offendendo la memoria, le gesta del glorioso comandante Bulow e della 28° Brigata.
In piazza abbiamo risposto agli attacchi volgari e intrisi di luoghi comuni volti a ribaltare la verità storica, una verità ben viva e presente nei cuori dei tanti cittadini ed ex Partigiani che proprio per questo presidio hanno espresso la loro solidarietà unendosi alla protesta della Rete antifascista.
Di fronte all’utilizzo strumentale dell’elenco nominativo dei morti fascisti nella guerra civile, non c’è stata alcuna commozione ma anzi la rabbia dei presenti nel sentir come rivendicati quei nomi è esplosa in “olè”, la guerra al popolo italiano voluta dai fascisti ha mietuto moltissime vite ma i morti non sono tutti uguali, c’è chi stava col regime dell’olio di ricino e della galera e chi ha combattuto sacrificandosi per una società di liberi e di uguali. I morti che onoriamo e ricordiamo stavano da una sola parte, quella giusta, del popolo in armi contro il nazi-fascismo.
Il vergognoso attacco alla Resistenza e i continui tentativi di revisionismo storico sono volti a legittimare la marcia verso il moderno fascismo del governo Berlusconi.
Le politiche antimmigrati, gli attacchi squadristi a giovani di sinistra, gli attacchi ai diritti dei lavoratori e delle donne, la criminalizzazione dei giovani, un vero e proprio stato di polizia funzionale agli interessi dei padroni, sono parte di un progetto politico concreto di costruzione di un regime.
Questa politica per affermarsi ha bisogno di liquidare la Resistenza, esperienza storica di ribellione che è l’unica risposta efficace e sempre attuale che oggi si deve riprendere.
Abbiamo ritenuto necessario essere in piazza oggi perché il solo fatto di relegare un busto alla storia e alla memoria per noi è insufficiente e riduttivo.
Ancora una volta s’è visto in piazza un sentimento radicale e di viscerale antifascismo che non ha niente con cui spartire con i signori dei partiti parlamentari che voltano le spalle al dovere di “sporcarsi le mani” opponendosi ai fascisti di oggi, mettendo in essere l’antifascismo di cui si riempiono la bocca solo a fini elettorali svuotandolo del suo significato reale.

Rete Antifascista Ravenna

02
Dic
08

Bologna: il consiglio comunale chiede a Maroni la messa al bando di Forza Nuova

02 dicembre 2008 | 11:23

Bologna: il consiglio comunale condanna l’aggressione di estrema destra agli studenti di Piazza della Mercanzia
logna. Quindici giorni fa relazione, nella notte tra venerdì 14 e sabato 15 novembre, in Piazza della Mercanzia, ad opera di esponenti di estrema destra è stato aggredito e ferito un gruppo di studenti universitari fuorisede. E’ l’ultimo episodio di una serie di aggressioni in città di matrice politica. Il Consiglio comunale di Bologna ha approvato ieri il seguente ordine del giorno in difesa degli universitari e che qui pubblichiamo integralmente:

“Il Consiglio Comunale di Bologna Considerato che Nella notte tra venerdì 14 e sabato 15 Novembre, in Piazza della Mercanzia, nel pieno centro di Bologna, un gruppo di studenti fuorisede è stato prima insultato e poi aggredito da esponenti di estrema destra, tra cui il responsabile provinciale dei giovani di “Forza Nuova”, per il solo motivo di apparire agli occhi degli aggressori come militanti di sinistra; Considerato inoltre che L’aggressione si inserisce in una più complessiva escalation di aggressioni politiche, operate da gruppi che si richiamano all’ideologia fascista, da cui neanche la nostra città, Medaglia d’oro alla Resistenza, è rimasta immune: Ritiene Sconcertante che due degli aggressori appartengano ad un gruppo musicale che si esibisce, liberamente e ripetutamente anche nei locali della nostra città, inneggiando alla violenza e all’odio squadrista; Esprime – A nome di tutta la città di Bologna e di tutte le coscienze democratiche, solidarietà e vicinanza ai ragazzi aggrediti, di cui uno ferito in maniera considerevole; preoccupazione per il ripetersi di episodi di aggressione violenta come quella avvenuta in via Indipendenza ai danni di un giovane militante di PRC, da parte di un fascista dichiarato; -Sostegno all’iniziativa dell’A.N.P.I. che sta valutando denunce penali ai danni degli aggressori in base a quanto previsto dall’art. 290 comma 2° del Codice Penale Condanna L’aggressione di venerdì notte e ogni forma di violenza, da cui le giovani generazioni devono essere immuni; Invita Le autorità competenti, cui rivolgiamo apprezzamento per gli immediati arresti, a fare completa luce sull’accaduto, e ad impegnarsi per lo scioglimento immediato di tutte le formazioni, politiche e non, che si richiamano ai principi e ai valori del fascismo e in particolare, Chiede al Ministro dell’Interno la messa fuorilegge del Movimento politico Forza Nuova, per ricostruzione del Partito Fascista e per inottemperanza delle norme previste dalla legge Mancino, essendo stati diversi dirigenti e militanti di Forza Nuova più di una volta coinvolti in episodi di violenza razzista e fascista (a Bologna, a Rimini, a Verona e in altre italiane). Invita altresì Tutte le forze politiche e sociali, che si richiamano ai valori della Costituzione e dell’antifascismo, ad impegnarsi per contrastare tutte le forme di odio e intolleranza, diffondendo tra le giovani generazioni un messaggio che contrasti sul nascere ogni possibile spirale di violenza”.
L’ordine del giorno firmatoto dai consiglieri F. Critelli, M. Naldi, C. Merighi, P. Serra, S. Lo Giudice, A. Mumolo, L. Barcelò Lizana, C. Giunti, S. Suprani, G. Pinelli, M. delli Quadri, M. Lombardelli, R.Sconciaforni, R.Panzacchi e V.Monteventi, è stato approvato con 15 voti favorevoli (PD; SD; RC; verdi, Società civile). I consiglieri dei gruppi LtB, FI-Pdl, AN-Pdl, non hanno partecipato al voto.

27
Nov
08

Bologna, L’Anpi ha denunciato i nazi rock: vilipendio alla lotta partigiana

L’Anpi ha denunciato i nazi rock: vilipendio alla lotta partigiana

Per il presidente william Michelini non e’ una ragazzata: un giovane ha rischiato la vita

Gian Basilio Nieddu

«E scarabocchi sulle lapidi, e scritte offensive, e mi hanno pure minacciato. Adesso basta.
Questi naziskin li abbiamo denunciati per vilipendio perche’ anche i partigiani sono forze armate».
Il partigiano William Michelini si e’ stancato degli attacchi al passato partigiani e con l’Anpi ha dichiarato guerra
all’estrema destra. Denunciando gli aggressori degli studenti picchiati, due settimane fa in piazza Mercanzia, perche’ hanno difeso i partigiani. « Ai sensi dell art. 290, secondo comma del Codice Penale, per vilipendio nei confronti delle Forze Armate di liberazione».
SEMPRE LOTTA ma con il codice penale in mano e le armi della giustizia contro i naziskin: « Nei confronti dei responsabili della feroce aggressione avvenuta lo scorso 15 novembre in Piazza Mercanzia dove gli aggressori, dopo aver vilipeso i partigiani, difesi da un giovane presente – cosi’ scrivono i partigiani dell’Anpi – poi aggredito e ferito in modo grave, con lui altri giovani aggrediti hanno riportato lesioni ». Questa volta Michelini e compagni non vogliono farla passare liscia agli estremisti di destra: « Anche qui dicono che era uno scontro tra ubriachi ma lo dicono per trasformare le cose – sostiene Michelini – ma e’ stata
un’aggressione di naziskin».

L’ANZIANO PARTIGIANO ben convinto delle sue idee e della decisione della sua associazione: « Dicono che sono ragazzate ma quasi un ragazzo ci ha perso la vita, per questo abbiamo fatto la denuncia. Voglio ricordare che poi c’e’ la legge Scelba che vieta le manifestazioni fasciste.
Invece girano gridando duce, duce». L’antifascismo si e’ affievolito anche a Bologna, al punto che quest’estate vendevano gadget mussoliniani alla festa dell’Unità. A pochi passi dallo stand dell’Anpi: «Era una provocazione, dicono che li vendono dappertutto e nelle bancarelle ma non vicino a noi». E ai partigiani non sfugge niente, sempre vigili e attenti: «perche’ dobbiamo difendere la nostra lotta che e’ stata per la democrazia ». Ma ci sono state incomprensioni anche con gli anarchici quando hanno bruciato la bandiera italiana: «Abbiamo condannato perche’ bruciare la bandiera non risolve i problemi ed e’ una mancanza di rispetto per chi ha lottato per degli ideali di libertà». Poi Michelini ringrazia le forze dell’ordine: «Per aver prontamente assicurato alla giustizia i naziskin responsabili dell’aggressione».

Giovani iscritti all’ Anpi
L’associazione dei partigiani conquista anche i giovani, s’intende quelli nati dopo la lotta di liberazione, che dopo una modifica allo statuto si sono iscritti all’Anpi.
Nel 2008 abbiamo avuto oltre 300 iscrizioni a Bologna di giovani che condividono i nostri ideali di anti fascismo e libertà.

A metà mese l’aggressione
Era un venerdi’ notte quando un gruppo di studenti, con look di sinistra, stato prima insultato partigiani di m… e poi attaccato da un gruppo di naziskin. Alla fine la polizia ha arrestato persone 3
ancora in carcere e alcuni studenti sono finiti al Maggiore.
ll pestaggio neo nazi viene condannato da tutte le forze politiche. An compresa. l consigliere Bignami chiede per la stessa condanna anche per l’assalto senza feriti ad un gazebo di Azione
Universitaria.


Per rispondere al blitz gli universitari hanno organizzato un corteo serale con proiezione del doc Nazi Rock, sull’estrema destra, in pieno centro della città.Il Bologna




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