Archive for the 'antifascismo' Category



01
Mar
09

A Bergamo, ritornano le cariche

Giorgio Salvetti


Sembrava tutto finito bene. Il corteo spontaneo antifascista contro
l’apertura a Bergamo di un sede di Forza nuova si stava già sciogliendo,
quando all’improvviso sono partite violente cariche della polizia. Gli agenti sostengono di aver risposto al lancio di bottiglie da parte dei manifestanti, di aver perseguito un gruppetto bardato, denunciano agenti feriti e dicono di aver sequestrato anche un piccone. Ma di fatto sono state compiute cariche a freddo che hanno colpito tutto il corteo. I manifestanti sono scappati per le strade del centro ma sono stati inseguiti dagli agenti in tenuta antisommossa che hanno continuato a prenderli a manganellate. Cinquantanove antifascisti sono stati fermati e portati in questura e nella caserma dei carabinieri. Fuori dalla questura si sono riunite alcune decine di persone per conoscere la sorte dei loro compagni. Ma anche loro sono stati attaccati e presi a manganellate.
Ingiustificate.
Si è trattata di una giornata pessima segnata da una serie di azioni poliziesche violente che sanno di premeditazione comandata dall’alto. Mentre a Milano si teneva la manifestazione per Cox18.

La giornata a Bergamo è iniziata male quando, intorno alle 15,30, il boss di Forza Nuova, Roberto Fiore, ha inaugurato la sede del suo movimento neofascista in via Quarenghi, nella zona più multietnica della città, dove già sono stati commessi alcuni atti di razzismo. Da un paio d’anni è attiva a Bergamo una sezione di Forza Nuova i cui attivisti si fanno sentire spesso sui blog cittadini, che una volta erano appannaggio della sinistra.

Un migliaio di militanti antifascisti ieri pomeriggio si sono dati appuntamento proprio in via Quarenghi, a 70 metri dalla sede neofascista, da lì si sono mossi in corteo per le vie del centro facendo blocchi del traffico. Nulla di più. Sono stati lasciati anche sfilare 200 fasciti armati di caschi che hanno rotto la telecamera di una giornalista di Antenna 6. La manifestazione antifascista dopo due ore è riconfluita verso via Quarenghi dove si stava sciogliendo. I neofascisti, circa 400 persone, se n’erano andati, e anche alcuni militanti di sinistra avevano cominciato a lasciare la piazza, quando, a sorpresa, è partita una carica tra via
Paglia e via Paleocapa. Un blitz molto duro e prolungato. Gli agenti hanno seguito i manifestanti in fuga in mezzo al traffico, li hanno picchati, davanti ai negozi, colpendo a manganellate anche ragazzi già fermati e buttati a terra.
«Il corteo era finito da un’ora – racconta un manifestante – addirittura il questore, Dario Rotondi, si era congratulato con alcuni organizzatori per la gestione della piazza quando i poliziotti sono scattati. Gli prudevano le mani».
A Bergamo si terrano le elezioni comunali e provinciali, e una giornata gestita con il pugno duro dalla polizia contro manifestanti di sinistra con scontri per le strade, cade a pennello per la Lega del ministro degli Interni Bobo Maroni.
Le forze dell’ordine sostengono di aver agito contro un gruppo venuto da
fuori città, sarebbero stati loro a portare mazze e piccone. I fermati sono stati radunati in un cortile in questura. Sono probabili cinque arresti. Gli altri fermati verrano rilasciati nel corso della notte.
Annunci
28
Feb
09

«La storia non si riscrive» L’Anpi contro la proposta di legge revisionista

10 febbraio
L’Unità
di Luca del Fra

I partigiani fanno sentire la loro voce forte e chiara nella polemica sulla proposta di legge 1630 (pdf):
lo hanno fatto con un’assemblea ieri mattina al Teatro Italia di Roma indetta dall’Anpi, con tanta gente e un numero insperato di giovani…
Presentato il 23 giugno del 2008, giunto in Parlamento tra le
polemiche, il provvedimento vorrebbe istituire un ordine del tricolore per i reduci della guerra 1940–1945. Partigiani e repubblichini assieme, tutti insigniti di un cavalierato revisionista all’insegna di una grottesca pacificazione, che i 42 firmatari della 1630, per lo più parlamentari di centrodestra, sperano di far digerire ai partigiani con una prebenda di 200 euro l’anno.Ma certe cose non sono in vendita: netto il no dei partigiani, e
l’iniziativa cui hanno aderito Partito Democratico, Rifondazione
Comunista, Comunisti Italiani, Rete Antifascista Metropolitana, cioè i centri sociali e anche l’Unione di Centro, è stato un modo per manifestarlo. Ad aprire i lavori Massimo Rendina, presidente dell’Anpi di Roma e Lazio, che ha subito lanciato la proposta di un coordinamento delle forze di opposizione nel Lazio offrendo la sede dell’Associazione come casa per riunirsi. Gli interventi che si sono susseguiti, infatti, hanno tutti puntualizzato come questa legge sia parte di un disegno più ampio per scardinare la democrazia e le sue regole.

Il disegno A fianco agli stendardi azzurri dell’Anpi, con effigiate le medaglie d’oro, Paolo Masini, consigliere comunale del Pd, ha ricordato il cruento scontro istituzionale tra il primo ministro e il Presidente della Repubblica sul caso Eluana. I ragazzi dell’Onda, senza dimenticare come parte dell’informazione abbia cercato di far passare l’aggressione fascista a Piazza Navona dell’ottobre scorso per una rissa tra studenti, hanno sottolineato che nelle scuole primarie si sta applicando il testo unico Gelmini che riporta la scuola indietro di decenni. Da parte sua il segretario regionale del Pdci, Fabio Nobile, ha posto l’accento sul decreto sicurezza e sull’obbligo per i medici di denunciare i clandestini che chiedono cure. Messaggi di solidarietà sono arrivati del governatore della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e dagli ex Presidenti della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi e Oscar Luigi Scalfaro. In particolare quest’ultimo ha voluto chiarire nelle sue righe come un provvedimento come la legge 1630 non «onorerebbe la
memoria neanche dei repubblichini in buona fede».

Un nuovo Cln
Falsificare la storia, equiparare chi ha combattuto per la libertà con chi la voleva soffocare, ha ribadito nella conclusione Armando
Cossutta, è parte di un progetto contro la democrazia. Un attacco a cui rispondere «ritrovando lo spirito del Cln», così Rendina, quel Comitato di Liberazione Nazionale che dal 1943 vide uniti partiti di matrice diversa per affrontare il fascismo: qualcosa in fin dei conti non lontano da questa iniziativa che ha visto coinvolti dai centri sociali della Ram all’UdC: miracoli che ancora riescono ai partigiani.

http://www.unita.it/news/81283/la_storia_non_si_riscrive_lanpi_contro_la_proposta_di_legge_revisionista

28
Feb
09

Omicidio di Nicola Tommasoli, imputati divisi sulle responsabilità

Omicidio Tommasoli, imputati divisi sulle responsabilità La terza udienza in Corte D’Assise per l’aggressione mortale. Vesentini: «Corsi mi disse di aver visto Veneri dare un calcio a Nicola» Verona.

Il branco si spacca. Sono affiorati i primi rimbalzi di responsabilità e le prime accuse interne al gruppo oggi, nel corso della terza udienza del processo in Corte d’Assise a carico dei cinque giovani accusati di omicidio preterintenzionale per la morte di Nicola Tommasoli, aggredito nella notte del primo maggio dello scorso anno. Davanti alla Corte, il primo degli imputati che ha accettato di deporre ha indicato precise responsabilità tra le fila del «commando» che aggredì Tommasoli, 29 anni e i due suoi amici, Edoardo Cazzarolli, 26 anni, e Andrea Csontala, 30. E dure sono state le parole di Andrea Vesentini, 21 anni, che quella notte in corte Leoni a Verona si imbattè nel gruppo di Tommasoli: con lui c’erano Raffaele Dalle Donne, 20 anni, detto Raffa, Guglielmo Corsi (20), Federico Perini (21) detto Peri e Nicolò Veneri (20), soprannominato Tarabuio. «Ho visto Tommasoli a terra, Perini e Veneri vicino a lui – ha spiegato Vesentini – ma è stato quando eravamo in macchina e stavamo tornando a casa che Corsi mi spiegò di aver visto Veneri dare un calcio a Tommasoli». Un particolare che Vesentini ha ribadito di aver riascoltato dallo stesso Corsi il giorno dopo. Prima della sua deposizione, in aula sono stati proiettati i filmati registrati dalle telecamere fisse in cui si intravede il gruppo allontanarsi dal luogo della rissa e ascoltate anche le testimonianze delle guardie carcerarie che nella cella di Perini, Veneri e Dalle Donne hanno scoperto delle foto di Corsi e Vesentini con la scritta «infami»: un ulteriore dettaglio dello sgretolamento di un gruppo, che nelle ore successive all’aggressione sembrava invece cementato.

http://www.larena.it/stories/Home/160063/

24
Feb
09

TRIANGOLI ROSSI

triangoli rossi

VENERDI’ 27 febbraio ore 17.30

Teatrino dei Servi, via Palestro, Massa

presentazione della mostra

TRIANGOLI ROSSI:

LA Resistenza PRIMA DELLA RESISTENZA”

e proiezione del film

“Nella perduta città di Sarzana”

di L. Facchini

Con  “triangoli rossi” vogliamo ricordare i detenuti politici:

furono centinaia di migliaia di detenuti/e nei campi di concentramento e nelle carceri fasciste e naziste, torturati, condannati a morte, fucilati, impiccati…. Erano comunisti,  socialisti, anarchici, antifascisti, oppositori di regime, che in Italia, in Europa e in Russia operarono in un periodo estremamente difficile precedente alla Resistenza, fino alla Resistenza ’43-’45. Essi rappresentarono e rappresentano la parte più cosciente della lotta contro il nazi-fascismo. Con questo mostra vogliamo rendergli omaggio  facendo nostri gli ideali per cui lottarono e morirono: le speranze di un futuro di pace e di giustizia sociale.

22
Feb
09

Mestiere rondista: cani lupo fischietti e spray urticanti

Da La Stampa, di Francesco Moscatelli 22 febbraio 2009

I comitati spontanei operano prevalentamente al Nord. Le organizzazioni sono nate prima del decreto “Ora siamo subissati da domande di adesione”. L’inchiesta di Francesco Moscatelli sulla Stampa.

Paese che vai, «rondarolo», «rondista» o «cittadino attivo» che trovi. Chi si immagina i comitati della sicurezza fai da te come un esercito compatto di piccoli rambo della porta accanto, ha preso un granchio. In attesa che i decreti attuativi spieghino nel dettaglio il suo ruolo e il suo status giuridico, il popolo delle ronde si organizza come può. Ogni comitato ha il suo stile, le sue simpatie partitiche e la sua buona dose di improvvisazione. «Noi, che le ronde siamo stati i primi ad inventarle, è da tre anni che giriamo armati solo di pettorine gialle, buona volontà e telefonini», spiega Gianpaolo Vallardi, senatore leghista e sindaco di Chiarano, provincia di Treviso. Nessuna velleità da milizia del popolo, anzi. I comitati spontanei vicini alla Lega, la benedizione del partito, non la cercano più da un pezzo. «Non per altro – continua Vallardi -. Ma i malpensanti come al solito cercavano di etichettarci politicamente per accusarci di razzismo. Mentre per le strade è sempre scesa gente comune, padri di famiglia senza tessere di partito».

Anche a Milano, dove sono attivi una decina di gruppi fra Gratosoglio, via Ripamonti, Quarto Oggiaro e altre aree periferiche, la visibilità è diventata importante solo nelle ultime ore. «La riconoscibilità è un problema mediatico, nulla di più. Le persone si aggregano spontaneamente e fanno riferimento al comitato cittadino “Milano più sicura” solo per relazionarsi con le istituzioni – racconta Alessandro Morelli, esponente della Lega e coordinatore milanese delle ronde –. Per chi vuole forniamo casacchine fosforescenti, ma molti si organizzano autonomamente. Per il resto si gira con telefoni cellulari e macchine fotografiche. I più “strafighi”, a volte, portano anche una telecamera». Nel capoluogo lombardo sono attivi da anni anche i City Angels, capitanati da Mario Furlan. Sono un’associazione di volontariato apartitica, vicina alla giunta Moratti, che si occupa di sicurezza ma anche di assistenza ai clochard e alle persone in difficoltà nelle stazioni ferroviarie e nelle aree più disagiate della città. Maglietta rossa con il logo degli «Angels» e baschetto azzurro, sembrano apprendisti caschi blu di provincia. Negli ultimi giorni, però, forse per non essere confusi nella mischia, hanno iniziato a battere anche il centro della città. E la mattina li si può incontrare in mezzo alle «sciure» bene che fanno colazione fra Brera e piazza del Duomo.

Da tre anni in Lombardia sono presenti anche i volontari di «Monza Soccorso»: collaborano con la Protezione civile e con la Croce Rossa e girano per la città con la classica tuta arancione degli uomini di Guido Bertolaso. Nel bagagliaio della jeep hanno sempre un defibrillatore e una valigetta del Pronto Soccorso, ma oltre ad assistere gli anziani e i bambini che si sbucciano le ginocchia, controllano che non ci siano spacciatori nel parco attorno all’autodromo. Multifunzione, insomma. In queste ore, però, si stanno organizzando anche i primi movimenti femminili, come il «Comitato per la sicurezza delle donne» fondato la settimana scorsa nel quartiere romano di Appio Latino. «Gireremo in gruppi formati da cinque donne e da un uomo – spiega Barbara Cerusico, dirigente locale della Destra di Storace e anima dell’iniziativa –. Avremo tutti un telefono cellulare collegato con una centrale operativa che, nel caso di irregolarità, attiverà direttamente le forze dell’ordine. Se porteremo delle pettorine? La pubblicità, in certi casi, non aiuta». Sono sicuramente più attenti alla divisa i torinesi di Azione Giovani, il movimento giovanile di Alleanza nazionale, che in questi giorni hanno pattugliato la zona di Borgo Dora. «Abbiamo giubbini catarifrangenti e caschetti amaranto, in segno di simpatia nei confronti della Folgore – racconta il responsabile Maurizio Marrone –. Il verde l’abbiamo bandito perché con le ronde leghiste non vogliamo avere nulla a che fare mentre il nero sembrava un po’ troppo lugubre. L’essenziale è far capire alla gente che stiamo facendo un servizio, che non è una manifestazione di protesta. Ultimamente portiamo anche un cane lupo, un po’ per dimostrare la nostra volontà di essere operativi, un po’ perché può ritrovare la droga lanciata dagli spacciatori in fuga».

Vicino ad Allenza nazionale è anche l’associazione culturale Destra veneta, con base a Padova. «Siamo attivi dall’epoca delle prime ronde leghiste, nonostante alcuni dirigenti di An non ci vedessero di buon occhio – spiega il presidente Raffaele Zanon –. Oggi il partito ci ha seguito e le nostre file si ingrossano. Negli ultimi due giorni sono già arrivate duecento richieste di adesione, anche da ex poliziotti e da molte donne. Cosa facciamo? A Conegliano, quando chiudono i negozi, accompagniamo alle macchine le commesse del centro e distribuiamo spray al peperoncino. Le nostre armi? Un cellulare, qualche torcia e un fischietto».

25
Dic
08

Skapodanno 2009 contro il Fascismo


SKAPODANNO 2009 AL VILLAGGIO GLOBALE


COME DI CONSUETO IL NATALE PASSALO CON I TUOI

MA IL CAPODANNO NON FARE LO STRONZO, NON PUOI MANCARE ALLO SKAPODANNO DEL VILLAGGIO, COME TRADIZIONE VUOLE APRIRANNO I SUONI LE BANDS Ao!

DEL TRITTICO TRIUNVIRALE:
S-MOLEST(SBRONZA MOLESTA)
+VIOLENZA GRATUITA
+N.C.B.(NA CORSA IN BICICLETTA)

SARANNO LIETI DI APRIRE I BOTTI DI CAPODANNO, PER POI FAR ESPLODERE LA FESTA SKA CHE FARA’ DEL CAPODANNO UNA LUNGA SERATA DI DIVERTIMENTO.

19
Dic
08

Arezzo: Casa Pound, non concessa la sala Montetini

“La Costituzione ha vinto, fuori i neofascisti dall’auditorium comunale”


Dichiarazione dei consiglieri comunali Marco Paolucci, Marco Tulli, Cristiano Rossi e Marco Bianchi:“Arezzo è una città antifascista. La nostra provincia è stata decorata con la medaglia d’oro alla Resistenza. Le stragi e gli eccidi per mano nazi-fascista sono stati innumerevoli durante la seconda guerra mondiale così come è stata massiccia la presenza delle frange dell’estremismo nero negli anni settanta.
Per questo oggi è inaccettabile che organizzazioni di stampo neofascista possano pretendere di utilizzare le sedi istituzionali per le loro iniziative. Per questo non possiamo che essere felici della decisione del Sindaco Fanfani di non concedere loro l’uso dell’auditorium comunale per un’iniziativa peraltro mistificatrice.
L’antifascismo è oggi più che mai attuale. Certo, perché sia pieno di senso non basta opporsi ai rigurgiti di fascismo ma va ricostruita un’idea di società e democrazia stessa che oggi vacillano sotto i colpi del pensiero unico neoliberista. In ogni caso per questa volta sono stati riaffermati i valori della Costituzione e della Resistenza. Cosa che di questi tempi non è affatto scontata”.

MERCOLEDì 17 DICEMBRE 2008 13:03
Comune di Arezzo Servizio Comunicazione




a

settembre: 2019
L M M G V S D
« Giu    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  
Annunci