Archive for the 'politica' Category

12
Dic
08

Gli antifascisti portano all’annullamento del presidio di Forza Nuova

Con un delirante comunicato Forza Nuova, Lotta studentesca e Gioventù italiana hanno provato ad organizzare un presidio contro la stanza di preghiera che i musulmani di Massa hanno aperto nella zona di Turano. Un comunicato, che con un paragone assurdo, attaccava qualsiasi luogo di culto musulmano, paragonandolo a una fucina di terrorismo.

Gli antifascisti di Massa hanno impedito questo presidio schierandosi in gran quantità fin dal primo pomeriggio, manifestando la propria solidarietà ai cittadini musulmani e ai migranti. Un presidio molto partecipato che ha dimostrato come la mobilitazione permanente, l’autorganizzazione e l’unità portano al successo. Che ha messo in luce come, almeno nella città di Massa, l’antifascismo è una pratica comune, partecipata e militante. Che  Forza Nuova su questo territorio è costantemente ricacciata nella fogna da cui proviene.

ANPI GIOVANI DI MASSA

antifa

Di seguito il comunicato che come Anpi giovani abbiamo mandato ai giornali:

L’Anpi giovani di Massa esprime la propria preoccupazione per il documento pubblicato sui giornali dalle organizzazioni politiche forza nuova, lotta studentesca e gioventù italiana con la quale si comunica l’organizzazione di un presidio contro la moschea a Turano. Ricordiamo a questi “illuminati” personaggi già condannati dalla storia che la nostra Costituzione con l’art. 8 recita “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.”

Vorremmo intanto far presente a queste persone che le moschee sono regolate rispetto alla legge italiana allo stesso modo delle chiese cristiane cattoliche, valdesi, evangeliche o alle Sale del Regno del Testimoni di Geova, e che nessuno ha regalato a queste persone un luogo dove esercitare il proprio culto ma pagano un regolare affitto e sono quindi nel pieno diritto di usufruire di quello spazio, che d’altra parte ci pare piuttosto improbabile ospiti “centinaia” di immigrati date le dimensioni del posto.

Al di là di tutto questo e dei pericoli prospettati da Forza Nuova quello che spaventa noi è L’ottusità che questo genere di atteggiamenti e discorsi dimostrano, la società che persone come i suoi militanti prospettano è a dir poco disumana e aberrante, si vorrebbe un Europa cristiana dove permettere agli immigrati di arrivare solo quando devono essere sfruttati in qualche fabbrica del nord o in qualche piantagione di pomodori del sud. E quando li si “accetta” sul nostro territorio, li si vorrebbe disgiunti e slegati dalla propria cultura d’origine, dalla propria appartenenza religiosa, dagli usi e costumi della propria terra.

Noi crediamo che ogni uomo sia libero di scappare dalla fame e dalla paura, di cercare un’opportunità e di credere in ciò che vuole rispettando gli altri e la Costituzione del nostro paese, come ogni cittadino o residente. Annullare gli spazi per esercitare liberamente la propria appartenenza culturale, additarlo come criminale prima ancora che abbia commesso un reato,

non farà che creare incomprensione reciproca e quindi odio, significa voler condurre questo paese in una guerra tra popoli e tra poveri che porterà l’Italia a un futuro di morte, violenza e infelicità. Non è questo il futuro che noi vogliamo.

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11
Dic
08

APPELLO PER L’ASSEMBLEA NAZIONALE DI MOVIMENTO, TOR VERGATA, 13-14 DICEMBRE 2008

PER CONTATTI, ADESIONI, INVIO DI DOCUMENTI, INFORMAZIONI

clic@autistici.org // 06-72595203

11

 

Noi la crisi non la paghiamo!”. Questo lo slogan, il ritmo sul quale abbiamo scandito in tutta Italia due mesi e più di mobilitazione contro le politiche di smantellamento dell’istruzione e della ricerca pubblica messe in atto dall’attuale governo. Uno slogan che ha avuto il pregio di saldare la lotta degli studenti, spesso segnata da concetti evanescenti e da un’autoreferenzialità molto accentuata, con la grave situazione affrontata quotidianamente da milioni di lavoratori e precari. “Noi la crisi non la paghiamo!” ha portato all’attenzione di tutti una scottante verità, quella che vede ogni giorno una parte della società pagare caro, pagare tutto, pagare per tutti. Pagare prezzi sempre più alti e fuori controllo, contratti di lavoro a misura di padrone, l’insicurezza indotta per reprimere sul nascere qualsiasi re(l)azione sociale, prima ancora che politica, tra individui, l’impossibilità di poter anche solo scegliere una vita indipendente al di fuori del contesto familiare… Da questo punto di vista, il movimento studentesco e precario del 2008 ha già rappresentato un forte momento di rottura, che va al di là del contesto universitario e scolastico, mettendo in discussione tutti i poteri economici-politici-mediatici e le istituzioni ad essi subordinate.

Ora, un movimento che ha iniziato a contrapporsi a tutto sistema capitalistico fondato su sfruttamento, repressione, esclusione, oppressione, non può e non deve commettere gli stessi errori fatti nel 2005 nell’ambito della contestazione alla “riforma” Moratti. Per questo invitiamo tutte le realtà autorganizzate, in lotta per un cambiamento radicale della società, a partecipare ad un incontro nazionale il 13 e 14 dicembre presso la facoltà occupata di Lettere e Filosofia di Tor Vergata: vogliamo continuare a confrontarci per sviluppare contenuti e pratiche che ci permetteranno di rilanciare in modo incisivo, per vincere le singole battaglie e mettere in campo un progetto alternativo e di lungo periodo.

Non riteniamo infatti che proponendo vaghe “autoriforme” dell’Università (peraltro già proposte negli anni scorsi), da portare eventualmente al tavolo dei vari governi che si susseguono, si contrastino davvero il sistema dei crediti, il “3+2”, le direttive europee che li hanno imposti, tutta quella mercificazione del sistema istruttivo/formativo (dalla legge Ruberti del 1989 alla “Dichiarazione di Bologna”), fortemente connesse alle “riforme” del mercato del lavoro (la Treu e la Biagi), il taglio dei servizi sociali, i macroprocessi di precarizzazione, privatizzazione, militarizzazione, devastazione ambientale… Non è per avere qualche controcorso o qualche misero finanziamento, magari estorto alle pensioni o alla sanità, che ci siamo mobilitati!

Per questo, seguendo l’esempio dei vittoriosi movimenti degli anni passati, come ad esempio quelli ambientalisti e territoriali, che hanno saputo contrapporsi concretamente a numerosi devastanti progetti imposti dagli stessi soggetti politici e finanziari contro cui stiamo combattendo, proponiamo di continuare a costruire le condizioni per un coordinamento orizzontale di studenti, lavoratori, movimenti sociali che sappia mantenere la sua autonomia da soggetti partitici e sindacali, e lavorare in una prospettiva di classe. Se vogliamo che la nostra protesta abbia effetto, non possiamo chiuderci su vertenze specifiche, poiché prima o poi finiremmo per esaurire la nostra spinta emotiva e propositiva nell’immediatezza di una scadenza imposta dalla politica istituzionale. Dobbiamo invece diventare il volano di un’opposizione sociale più ampia, che sappia far arretrare il governo, inibirlo dal proseguire su altri fronti, aprire un intero ciclo di lotte sociali.

Per far questo non esistono ricette preconfenzionate: la due giorni di incontri e discussioni che abbiamo in mente è aperta al contributo di tutti, per elaborare strumenti pratici e teorici che mirino ad “abolire lo stato di cose presenti”. Invitiamo fin da ora a contattarci, inviando documenti di analisi e proposte che renderemo pubblici e accessibili, in modo tale da sviluppare un ricco dibattito. Abbiamo pensato a un’assemblea di presentazione, dove ognuno può riportare la sua esperienza di lotta, e a due tavoli di lavoro collettivi, dove approfondire il legame fra “Scuola e Università, capitale e lavoro” e “Università e movimenti sociali”. Nell’assemblea conclusiva speriamo poi di raccogliere gli elementi teorici e pratici usciti dal dibattito, e proporli al movimento per continuare a tenere alto il livello di mobilitazione, per “osare vincere”.

 

Addomesticando televisivamente le coscienze individuali e reprimendo violentemente ogni forma di dissenso sociale, vorrebbero imporci il pagamento della crisi strutturale di un sistema globale basato sul modello capitalista e neo-liberista.

La risposta più efficace è l’autorganizzazione di quelle classi sociali cui è destinato il conto da pagare. E’ ora che la crisi travolga lo stesso sistema che l’ha generata. Lo vogliamo realizzare o no questo sogno?

11
Dic
08

12 dicembre: Sciopero generale

Non pagheremo noi la vostra crisi

sciopero12 dicembre sciopero generale per l’intera giornata indetto da Cub, Cobas e SdL intercategoriale

Dopo il grande successo dello sciopero generale e l’enorme numero di manifestanti (500 mila secondo quasi tutti i mezzi d’informazione) in piazza il 17 ottobre scorso,Cub, Cobas e SdL intercategoriale, le tre organizzazioni del sindacalismo di base e alternativo che hanno stipulato il Patto di Consultazione permanente, ritengono indispensabile che si giunga ad una seconda giornata di sciopero generale che esprima la più ampia protesta dei lavoratori dipendenti pubblici e privati contro la Finanziaria e l’intera politica economica e sociale del governo Berlusconi

Cub, Cobas e Sdl intercategoriale intendono anche rispondere positivamente alla corale richiesta proveniente dall’intero popolo della scuola pubblica (studenti, docenti, Ata, ricercatori, genitori e cittadini in difesa della scuola) per uno sciopero generale che sappia raccogliere la spinta del possente movimento in difesa della scuola e dell’Università pubbliche che oramai da settimane è incessantemente mobilitato.

Perciò, Cub, Cobas e SdL intercategoriale convocano congiuntamente per la giornata del 12 dicembre lo sciopero generale di tutte le categorie per l’intera giornata contro la Finanziaria, i tagli e la privatizzazione di scuola e Università, per la cancellazione della legge 133 e della 169 (ex-decreto Gelmini), per usare il denaro pubblico per forti aumenti salariali e pensionistici, per scuola, sanità e servizi sociali e non per salvare banche fraudolente e speculatori, contro la precarietà e per l’abolizione delle leggi Treu e 30, per la sicurezza nei posti di lavoro, per la difesa del diritto di sciopero e il recupero dei diritti sindacali sequestrati dai sindacati concertativi.

Nella giornata del 12 dicembre le tre organizzazioni manifesteranno a livello regionale e provinciale, cercando la massima unità con le mobilitazioni degli studenti e del popolo della scuola pubblica che sarà in piazza in tutta Italia.

09
Dic
08

Da Supporto legale: Processo al sud ribelle. La procura ricorre, adesso tutti a Catanzaro

cuoreLa Procura della Repubblica di Cosenza, retta dal procuratore Dario Granieri, ha fatto ricorso contro l’assoluzione piena dei tredici militanti accusati di associazione sovversiva da parte della corte d’assise del tribunale di cosenza dello scorso 24 aprile.
Ancora una volta la procura cosentina dimostra il suo totale scollamento
dalla realta’. Tutti: aggregazioni sociali, ‘semplici’ cittadini e persino partiti politici di ogni schieramento nel corso degli anni hanno dato la propria solidarietà a gli imputati con centinaia di iniziative,
testimonianze e cortei con migliaia di persone.
E sara’ la citta’ di Catanzaro a fare da sfondo a una vicenda giudiziaria che sembra proprio non finire mai. Una citta’ che e’ diventata l’emblema dell’autoassoluzione dei poteri forti, dello stato e non.
E proprio nelle stesse ore, che la Procura depositava il ricorso, il governo presentava il G8, che si terra’ alla Maddalena il prossimo anno.
Un G8 dai costi spropositati, che ecologicamente divellerà l’isola di fronte alla villa di Berlusconi. Le tematiche in discussione? La solita, ennesima e raccapricciante minestra.
Appuntamento al prossimo anno, in tutti i sensi.

04
Dic
08

Massa: cena + festa per il Manifesto

 

II MANIFESTA

Venerdì 5 dicembre, casa del popolo di Casette(MS)

umbi-manifesto

22
Nov
08

L’Onda francese in piazza contro i tagli alla scuola

PARIGI Gli insegnanti: «Il ministro ci disprezza»

Anna Maria Merlo (il manifesto)

Come al solito dopo una giornata di protesta, in serata, c’è stata la guerra delle cifre. Secondo il ministero della Pubblica istruzione francese, ha scioperato ieri il 33% degli insegnanti, accusati di «immobilismo» dal ministro Xavier Darcos, perché si oppongono alle varie riforme, che toccano dalla materna ai licei, fino alla formazione degli insegnanti e all’università. Le cifre dei sindacati sono nettamente diverse: un professore su due ha incrociato le braccia nella scuola secondaria e la percentuale sale al 69% per le elementari e le materne. Ci sono stati più di cento cortei ieri in tutta la Francia: quarantamila persone, insegnanti e allievi, a Parigi, ventimila a Bordeaux, undicimila a Marsiglia, diecimila a Lione e Tolosa, cinquemila a Lille.

Darcos non intende retrocedere. Ma la resistenza si organizza. La protesta riguarda prima di tutto le soppressioni dei posti di lavoro nella scuola, 11.200 già avvenute per l’anno scolastico in corso e 13.500 previste per il prossimo anno, dei tagli che, addizionati negli anni, porteranno a una riduzione del 10% del corpo insegnante, denunciano i sindacati della scuola. Ci sono poi i problemi di rivalorizzazione degli stipendi. Ma non c’è solo questo. Nei tagli, gli insegnanti denunciano la smantellamento (meno tremila posti) del Rased, la rete di aiuto ai bambini in difficoltà, sostituita da due ore di sostegno, da trovare all’interno delle ore che gli allievi delle elementari passano a scuola (all’ora di pranzo, per esempio), a carico dei maestri (gratificati con uno straordinario).

Ci sono poi le riforme dei programmi, che non convincono affatto. Darcos, per risparmiare, vuole tagliare il primo anno di materna, che inizia a due anni e mezzo. Sprezzante, ha affermato che con allievi di quell’età i maestri (che sono tutti laureati, perché la materna fa parte del ciclo delle elementari) non fanno altro che «cambiare i pannolini». Alle elementari, Darcos vuole ricentrare l’insegnamento sui «fondamentali», francese e matematica, tagliando il resto (per i maestri è un modo per perpetuare le differenze sociali, fin dall’infanzia). Per il momento, la media non è nel mirino, anche se è colpita dai tagli di cattedre, che limitano le opzioni: un modo per spingere a un orientamento precoce, tanto più forte da quando è stato reintrodotto l’apprendistato a 14 anni e sono state ripristinate le filiere professionali già da 13 anni, un modo surrettizio per distruggere la «media unica».

Ieri c’erano molti liceali in piazza per protestare contro le intenzioni del ministro Darcos, che intende imporre un liceo «a moduli», su base semestrale, distruggendo le filiere tradizionali, il tutto con una riduzione delle ore di lezione, sempre per risparmiare. Non si sa bene dove finiranno la storia e la geografia, che potranno essere declassate ad «opzioni». Da quando Sarkozy è presidente, c’è stata un’offensiva frontale contro gli insegnanti di economia nei licei della filiera «economico-sociale», accusati di non suscitare negli allievi l’amore per l’impresa e di trasmettere teorie di sinistra. L’obiettivo è quello di imporre una visione utilitaristica della scuola, che per i detrattori porterà a moltiplicare le ineguaglianze tra allievi e tra istituti, di fatto messi in concorrenza tra loro, a detrimento della cultura generale.

La protesta riguarda anche l’università, anche se nelle manifestazioni di ieri questa problematica era un po’ ai margini: in primo luogo, cresce la protesta contro la morte annunciata degli Iufm, gli istituti universitari per la formazione degli insegnanti. Dovrebbero venire sostituiti da una formazione sul campo, all’italiana, con giovani laureati sbattuti in cattedra senza una preparazione professionale specifica, al di là delle conoscenze della propria materia. Verrà imposto il master per insegnare – Darcos dice che così gli insegnanti guadagneranno di più – ma verrà introdotto il principio della competitività che va di pari passo con l’«autonomia» degli istituti scolastici (in un rapporto, un parlamentare Ump propone anche uno stipendio in base «al merito»).

Ma non è tutto. Anche nell’insegnamento superiore, la ministra della ricerca e dell’università, Valérie Pécresse, ha previsto di tagliare novemila posti.

18
Nov
08

blog studenti medi massa

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