Archive for the 'immigrati' Category

05
Feb
09

Clandestini denunciati dai medici Sì del Senato all’emendamento

Con 154 sì, 135 no e un astenuto approvato l’articolo 39: carcere fino a 4 anni per immigrati espulsi
Il testo fissa da 80 a 200 euro la tassa per il permesso di soggiorno. Sì al registro dei clochard


ROMA – I medici potranno denunciare all’autorità giudiziarie gli immigrati clandestini. Il Senato ha approvato l’emendamento della Lega che cancella la norma per cui il medico non deve denunciare lo straniero che si rivolge a strutture sanitarie pubbliche. L’emendamento a prima firma Federico Bricolo, capogruppo del Carroccio, è passato con 156 sì, 132 no, un astenuto.

Il testo approvato dal Senato oltre a dare la possibilità ai medici di denunciare i clandestini che si rivolgono per cure alle strutture sanitarie pubbliche, prevede inoltre il carcere fino a quattro anni per i clandestini che rimangono sul territorio nazionale nonostante l’espulsione e fissa da 80 a 200 euro la tassa per il permesso di soggiorno.

I clochard che vivono in Italia dovranno essere iscritti in un registro che verrà istituito presso il ministero dell’Interno. L’Aula di palazzo Madama ha approvato l’articolo 44 del ddl sicurezza che prevede la schedatura dei senza fissa dimora da avviare entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge.

L’emendamento della Lega all’articolo 39 del ddl sicurezza stabilisce che sia soppresso il comma 5 dell’articolo 35 del decreto legislativo 25 luglio 1998 n. 286 che recita: “L’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano”.

Prima che il Senato desse il via libera alla possibilità del medico di denunciare i clandestini, l’opposizione si è appellata al “buonsenso” per non introdurre una norma che “riduce il medico a fare il delatore”, costringendo i clandestini a “non farsi curare per paura”. Venendo così contro ai più elementari diritti umani che vengono prima di quelli della cittadinanza.
In particolare, il senatore Daniele Bosone, ha detto che questa norma “straccia il codice deontologico dei medici” e si corre “il concreto rischio di incentivare una medicina parallela che gli illegali utilizzeranno per non trovarsi a essere denunciati se vanno in ospedale o da un medico”. Secondo Bosone, peraltro, il rischio che “clandestini con malattie che portano dal loro paese non si faranno curare” con conseguenze per la stessa sanità pubblica.

da  “la Repubblica”

(5 febbraio 2009)

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12
Dic
08

Gli antifascisti portano all’annullamento del presidio di Forza Nuova

Con un delirante comunicato Forza Nuova, Lotta studentesca e Gioventù italiana hanno provato ad organizzare un presidio contro la stanza di preghiera che i musulmani di Massa hanno aperto nella zona di Turano. Un comunicato, che con un paragone assurdo, attaccava qualsiasi luogo di culto musulmano, paragonandolo a una fucina di terrorismo.

Gli antifascisti di Massa hanno impedito questo presidio schierandosi in gran quantità fin dal primo pomeriggio, manifestando la propria solidarietà ai cittadini musulmani e ai migranti. Un presidio molto partecipato che ha dimostrato come la mobilitazione permanente, l’autorganizzazione e l’unità portano al successo. Che ha messo in luce come, almeno nella città di Massa, l’antifascismo è una pratica comune, partecipata e militante. Che  Forza Nuova su questo territorio è costantemente ricacciata nella fogna da cui proviene.

ANPI GIOVANI DI MASSA

antifa

Di seguito il comunicato che come Anpi giovani abbiamo mandato ai giornali:

L’Anpi giovani di Massa esprime la propria preoccupazione per il documento pubblicato sui giornali dalle organizzazioni politiche forza nuova, lotta studentesca e gioventù italiana con la quale si comunica l’organizzazione di un presidio contro la moschea a Turano. Ricordiamo a questi “illuminati” personaggi già condannati dalla storia che la nostra Costituzione con l’art. 8 recita “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.”

Vorremmo intanto far presente a queste persone che le moschee sono regolate rispetto alla legge italiana allo stesso modo delle chiese cristiane cattoliche, valdesi, evangeliche o alle Sale del Regno del Testimoni di Geova, e che nessuno ha regalato a queste persone un luogo dove esercitare il proprio culto ma pagano un regolare affitto e sono quindi nel pieno diritto di usufruire di quello spazio, che d’altra parte ci pare piuttosto improbabile ospiti “centinaia” di immigrati date le dimensioni del posto.

Al di là di tutto questo e dei pericoli prospettati da Forza Nuova quello che spaventa noi è L’ottusità che questo genere di atteggiamenti e discorsi dimostrano, la società che persone come i suoi militanti prospettano è a dir poco disumana e aberrante, si vorrebbe un Europa cristiana dove permettere agli immigrati di arrivare solo quando devono essere sfruttati in qualche fabbrica del nord o in qualche piantagione di pomodori del sud. E quando li si “accetta” sul nostro territorio, li si vorrebbe disgiunti e slegati dalla propria cultura d’origine, dalla propria appartenenza religiosa, dagli usi e costumi della propria terra.

Noi crediamo che ogni uomo sia libero di scappare dalla fame e dalla paura, di cercare un’opportunità e di credere in ciò che vuole rispettando gli altri e la Costituzione del nostro paese, come ogni cittadino o residente. Annullare gli spazi per esercitare liberamente la propria appartenenza culturale, additarlo come criminale prima ancora che abbia commesso un reato,

non farà che creare incomprensione reciproca e quindi odio, significa voler condurre questo paese in una guerra tra popoli e tra poveri che porterà l’Italia a un futuro di morte, violenza e infelicità. Non è questo il futuro che noi vogliamo.

12
Nov
08

Nasce il Comitato Antifascista Antirazzista Versiliese

DALLA PARTE DEI MIGRANTI E DI TUTTI GLI SFRUTTATI

CONTRO VECCHI E NUOVI FASCISMI

antifa1Dopo le mobilitazioni antifasciste che hanno caratterizzato i mesi di agosto e settembre in Versilia, da parte di alcuni compagni si è sentita l’esigenza di continuare questo percorso di lotta, cercando di concentrare l’attenzione sulle nuove forme autoritarie e di fascismo che stanno prendendo sempre più piede lungo tutto il territorio nazionale.
Per questo è stata convocata un’assemblea al centro sociale S.A.R.S. lo scorso 5 novembre, a cui hanno preso parte diverse realtà politiche versiliesi. Dalla discussione è emerso come oggi il soggetto più colpito, anche se non l’unico, delle politiche repressive e autoritarie portate avanti dai vari governi che si sono succeduti in questi anni in Italia, è quello migrante: dalla legge Turco-Napolitano, che istituiva i CPT ( oggi chiamati invece CIE), alla Bossi-Fini, che lega il permesso di soggiorno al posto di lavoro rendendo così i migranti un soggetto super-sfruttato e continuamente ricattabile, fino ad arrivare alle ultime misure razziste e xenofobe come la schedatura dei rom o il decreto sicurezza, in discussione in questi giorni in parlamento, che prevede, tra l’altro, l’aggravante di clandestinità nei processi penali, viene delineaondosi un quadro fin troppo chiaro.
Inoltre è emerso anche come i migranti, a fronte di tutto ciò, stiano sempre più diventando “soggetti attivi”, auto-organizzandosi dal basso per rivendicare diritti, uguaglianza e dignità. A livello locale ne è un esempio lampante la manifestazione dei migranti dello scorso agosto a Forte dei Marmi contro le misure del sindaco Buratti che intendevano colpire i venditori ambulanti abusivi, e che nella pratica avevano scatenato la caccia all’immigrato sulle spiagge della cittadina.
Ma anche a livello nazionale i segnali di una situazione in continua evoluzione sono molteplici: le continue lotte e resistenze portate avanti nei CIE dai migranti reclusi, la vera e propria rivolta di Castelvolturno, le manifestazioni a Milano dopo l’omicidio di chiara matrice razzista di Abba e a Genova dopo che, 39 anni dopo Pinelli, un algerino è volato dalla finestra di una caserma dei carabinieri…
D’altra parte è stato sottolineato come la continua fascistizzazione della società non colpisca esclusivamente i migranti, bensì la libertà di tutti. Basti pensare alla presenza dei militari per le strade delle città, alla criminalizzazione di ogni forma di dissenso alle politiche governative che venga dal basso, o alla schedatura di tutti i senza fissa dimora presenti sul territorio. Insomma mentre sul “fronte esterno” viene portata avanti la “guerra infinita” per il mantenimento e l’incremento del dominio mondiale dell’Occidente, il “fronte interno”, dentro alle metropoli, è rappresentato dal dissenso e dai migranti.
Perlopiù con l’aggravarsi della crisi economica e con l’arrivo della recessione la risposta governativa e confindustriale è chiara: da una parte scaricare la crisi sulle fasce più deboli, quindi sui lavoratori ( e in particolare quelli precari e migranti), dall’altra indicare nel migrante il “capro espiatorio” del continuo peggioramento delle condizioni di vita di sempre più ampi strati sociali.
Da quest’analisi è quindi scaturita l’idea di creare un comitato antifascista e antirazzista, che permetta ai compagni e a tutti i soggetti interessati di sviluppare un lavoro “sistematico” sul territorio su tali tematiche. Denunciare le condizioni di sfruttamento che vivono i migranti, e non solo, nei luoghi di lavoro, creare momenti di dibattito e contro-informazione sulle nuove forme di fascismo/razzismo, sviluppare, per quanto è possibile con le nostre forze, processi di solidarizzazione tra tutti gli sfruttati, rompendo le divisioni erette dal razzismo di stato, sono tra i primi obiettivi che il comitato si prefigge.

COMITATO ANTIFASCISTA ANTIRAZZISTA VERSILIESE (CAAV)

07
Ott
08

Lettera aperta dei migranti ai cittadini di Pianura

 

Ai cittadini di Pianura

Siamo immigrati e rifugiati che vivono in questo quartiere. Alcuni da molti anni, serenamente.
Lavoriamo duramente, nei cantieri e altrove, alzandoci alle 5 del mattino, spesso sfruttati e malpagati. Lo facciamo per sostenere le nostre famiglie, così come tanti altri meridionali, in un passato più o meno vicino, lo hanno fatto in Germania, nel Nord Italia, negli Stati Uniti.
Molti tra noi vivono in via dell’Avvenire. Case non adeguate a una vita dignitosa, ma pur sempre un tetto sulla testa. Questo perchè il comune di Napoli e la regione Campania non hanno costruito finora politiche di accoglienza adeguate, come sarebbe necessario. Perciò da anni conduciamo una lotta per migliorare la nostra situazione abitativa.

Noi non siamo certo legati alle pietre del cortile di via dell’Avvenire, né naturalmente vogliamo impedire che dei soldi stanziati per il centro storico di Pianura possano essere usati per la sua riqualificazione (altra cosa però sarebbe scoprire che chi ha guidato in queste settimane un’autentica aggressione contro di noi è mosso dall’interesse di dirottare questi soldi verso amici suoi…).
Difendiamo però il nostro diritto a una vita degna come tutti e quindi difendiamo le nostre case in via dell’Avvenire finchè non avremo trovato una solzione adeguata.
Quello che non è assolutamente accettabile è che qualcuno abbia utilizzato una qualunque motivazione per condurre una campagna di aggressione violenta e razzista contro di noi!
Ci hanno tagliato la luce, hanno sabotato i tubi dell’acqua (e nelle case abita anche una donna che ha appena partorito…), alcuni ragazzi sono stati vigliaccamente aggrediti a bastonate o a sassate mentre tornavano dal lavoro. Sui muri sono comparse scritte da Ku Klux Klan tipo “NEGRI MORTI”.
Alcune decine di persone hanno tentato di organizzare una vera e propria trappola per scacciarci dalle case mercoledì, durante la partita Napoli-Palermo. Li guidava un noto consigliere regionale di AN, Pietro Diodato, che già l’anno scorso aveva guidato un blitz anti-immigrati.
E questi atti continuano!
Questo non può essere accettato e riguarda tutti, non solo gli immigrati di via dell’Avvenire. Riguarda tutti i cittadini e gli uomini liberi di Pianura e di Napoli. Perchè quando si decide che l’esistenza di un altro uomo non ha valore, che può essere calpestata per il proprio interesse, allora domani può succedere a un altro e poi a un altro ancora… Lo possono fare anche a te che leggi questa lettera. Noi siamo in piazza oggi per dire a questa gente che “non abbiamo paura”!

Comunità immigrati di Pianura

05
Ott
08

La risposta dell’italia antifascista e antirazzista

 

Caserta oltre 10 mila migranti contro razzismo e xenofobia e per i diritti dei migranti

Una straordinaria manifestazione a Caserta, dove in oltre 10 mila migranti, insieme alle realta’ antirazziste autorganizzate di Napoli e Caserta sono scese in piazza oggi contro il razzismo e la camorra dopo il plurimo omicidio di Castelvolturno che ha visto l’assassinio di sei cittadini migranti, e dopo una settimana in cui si sono susseguiti numerosi e gravissimi episodi di violenza contro i cittadini migranti.
La manifestazione promossa dalle comunita’ migranti della provincia di Caserta, dal Centro Sociale Ex Canapificio e dagli antirazzisti napoletani, e’ stato un segnale chiaro e determinato da parte degli antirazzisti e dei migranti, che rivendicano diritti, a cominciare dalla necessita’ di una sanatoria in particolar modo al Sud, diritti sindacali, diritti di cittadinanza, blocco delle espulsioni e della costruzione di nuovi Cpt.

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PARMA.  CENTINAIA IN CORTEO PER EMMANUEL AL GRIDO DI “BASTA RAZZISMO!” 

Era stato annunciato come un presidio statico nella centralissima piazza Garibaldi, invece la buona partecipazione ha permesso che poco dopo le 17 di sabato pomeriggio centinaia di dimostranti, in gran parte migranti, si muovessero per il centro storico di Parma, al grido di “Basta razzismo” e “Li-ber-tà”. 
Intorno alle 19 la manifestazione ha raggiunto il Parco Primo Maggio (ex Eridania) dove lunedì 29 settembre Emmanuel è stato fermato dalla Polizia Municipale, per poi essere malmenato e umiliato; lì sarebbe dovuta terminare la giornata di lotta, ma la determinazione di molti migranti ha fatto sì che, senza autorizzazione, si decidesse di ripercorrere il percorso del corteo a ritroso, tornando a comunicare nel centro cittadino.
Il microfono aperto, prima, dopo e durante il corteo, ha permesso il susseguirsi di numerosi interventi, accomunati dalla rabbia e dallo sdegno per l’incredibile vicenda del giovane ghanese. 
L’appuntamento, indetto dal Comitato Antirazzista – Parma ha visto l’adesione del Comitato Antifascista e per la Memoria Storica, del portale internet Parma Antifascista, del collettivo di studenti medi Punto24, dei sindacati Rdb-Cub e Usi-Ait, dei partiti comunisti.

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Corteo antirazzista a Roma

E’ partito piu’ di un’ora fa il corteo antirazzista di Roma.
Organizzato da PartitoUmanista SocialismoRivoluzionario Associazione3febbraio, l’apertura è stata dedicata alle vittime di Castel Volturno con i cartelli con le foto degli uomini uccisi.
Alcune migliaia di persone presenti nonostante il maltempo a ribadire ancora una volta che l’ondata razzista che si abbatte sui migranti è tutto frutto delle emergenze inventate e urlate dal governo e del pacchetto sicurezza.
Ricordiamo che in questo momento anche a Caserta si sta svolgendo una manifestazione antirazzista.

02
Ott
08

L’imbarbarimento di un paese

 Gli episodi di razzismo e di fascismo si moltiplicano. Ogni giorno che passa.

 Non resta  che organizzare la risposta, politica, sociale e culturale.

 Dopotutto il capitalismo ha  sempre prodotto le sue vittime, scegliendole

 scientificamente fra i proletari.

 

 
Milano. “Vai al tuo paese”. Botte ad ambulante

MILANO  – “Rubi il lavoro agli italiani”. E’ con questa scusa che stamani a Milano due ambulanti regolari hanno aggredito in un mercato rionale un venditore di colore, che faceva quindi lo stesso mestiere, ma abusivamente . L’immigrato, Ravan, un senegalese di 42 anni, è stato insultato (“negro di m…”, come ha riferito lui stesso) e colpito ripetutamente con una mazza da baseball. Finito al pronto soccorso per ferite lievi, è stato medicato, tenuto in osservazione e dimesso in serata. Ha punti applicati alla testa e alla mano, oltre a varie ecchimosi, ma niente di rotto. Del caso si è occupata la Polizia Locale, che è stata chiamata intorno alle 12 dai passanti che si trovavano nel mercato rionale all’aperto che si tiene ogni giovedì tra via Archimede e via Marcona, nella zona est della città. La lite, secondo i testimoni, sarebbe nata per questioni di spazi: un problema all’ordine del giorno, nei mercati, tra ambulanti regolari e abusivi. Una colf sudamericana (che però si è allontanata perché non in regola con il permesso di soggiorno) ha raccontato di aver visto il titolare di un chiosco di frutta e verdura litigare con l’immigrato. Dopo le minacce e gli spintoni, è sopraggiunto un terzo uomo con la mazza da baseball.  

 

E Ravan è stato picchiato. “Mi hanno detto che me ne dovevo andare entro 10 minuti, che dovevo tornare al mio Paese – racconta al telefono Ravan -. Ma io ho detto no, io devo mangiare, lavoro per mangiare, non me ne vado. E così mi hanno picchiato, ho quattro buchi in testa…”. “In attesa che le autorità competenti facciano piena luce sul grave episodio – hanno commentato la Cgil di Milano e la Cgil della Lombardia – denunciamo il clima di intolleranza e di razzismo che sta attraversando il Paese, un clima alimentato da politiche improntate alla xenofobia e al rifiuto nei confronti dei ‘diversi’, che spinge i cittadini a compiere atti di giustizia sommaria. Occorre recuperare al più presto un clima di convivenza civile improntato al rispetto e alla dignità delle persone”. Ravan, intanto, è stato dimesso, e si è recato subito a sporgere querela contro l’aggressore. Ha detto che lui “quello lì” lo conosce. Del caso ora si occuperanno le forze dell’ordine. Ma Ravan intanto si sente pieno di rabbia e ripete: “Io lavoravo, c’era spazio per tutti, io lavoravo…”.

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RAZZISMO, CINESE PICCHIATO DA BABY GANG A ROMA

ROMA  – Accerchiato, insultato e picchiato in un’aggressione razzista. E’ successo nella periferia di Roma, nel popolare quartiere Tor Bella Monaca, ad un cittadino cinese di 36 anni ricoverato ora in ospedale con il setto nasale rotto ed altre ferite alla testa. Presi, poco dopo, i suoi aggressori. Una baby-gang di ragazzi della zona, sette minorenni che prima di pestare l’uomo avrebbe urlato frasi come ‘cinese di merda’. L’aggressione a poche ore di distanza da quella avvenuta a Milano, vittima un ambulante senegalese picchiato con una mazza da baseball accusato di “rubare il lavoro” agli italiani, e a pochi giorni del pestaggio subito da un giovane ghanese a Parma che avrebbe avuto per responsabili alcuni vigili urbani. 

E del capitolo razzismo fa parte anche la vicenda che vede il vicesindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, indagato a Venezia per istigazione all’odio razziale in seguito per le sue affermazioni contro gli islamici alla Festa della Lega del 14 settembre scorso. Per il gruppo di giovani teppisti romani che ha aggredito nella Capitale il cittadino cinese non sarebbe neanche la prima volta: due di essi sono stati riconosciuti da testimoni come gli autori di un’altra aggressione avvenuta qualche giorno fa. 

Vittime due uomini originari della Costa D’Avorio offesi anche loro con frasi razziste come ‘sporchi negri’. 

E oggi li ha riconosciuti anche un consigliere municipale di An, che ha tentato di difendere il cinese. Per loro è scattata la denuncia per lesioni personali dolose con l’aggravante dello sfondo razziale. L’aggressione che ormai senza dubbi gli investigatori dei vigili urbani della capitale definiscono ‘razzista’, è avvenuta in pieno giorno, verso le 15, quando il cittadino cinese aspettava l’autobus. “Stavo aspettando il bus quando ad un tratto in cinque mi hanno accerchiato e picchiato”, ha raccontato l’uomo aggredito ai medici del policlinico di Tor Vergata descrivendo quei momenti di terrore. Visibilmente scosso in un italiano stentato ha raccontato il raid dei cinque aiutandosi anche con i gesti e mimando l’aggressione. E mentre i vigili urbani erano sulle tracce dei sette aggressori sono arrivate le condanne, bipartisan, su quanto avvenuto nella capitale. Il primo a stigmatizzare l’episodio è stato il sindaco di Roma Gianni Alemanno. “Tolleranza zero contro ogni forma di violenza razziale”, ha detto il sindaco chiedendo contestualmente “di individuare l’eventuale collegamento di questi criminali con gruppi di estrema destra e altre connessioni politico-criminali”. 

E Alemanno ha voluto anche far sapere che “le prime informazioni fornite dalla Polizia Municipale confermano che da alcuni giorni sta operando nel quartiere di Tor Bella Monaca una banda di teppisti minorenni che agiscono con finalità di intolleranza razziale”. “Nella nostra città – ha aggiunto – non ci deve essere nessuno spazio per l’illegalità. La stella polare dell’assoluto rispetto della legalità e delle regole deve valere anche e soprattutto per i fenomeni di intolleranza e di discriminazione razziale”. E la richiesta del segretario del Pd ed ex sindaco di Roma, Walter Veltroni è quella che “nessuno questa volta metta la testa sotto la sabbia o tenti di sminuire la gravità dei fatti”. “Si sta diffondendo – evidenzia Veltroni – un clima pesante di intolleranza e di violenza che va combattuto da tutti e invece fino ad oggi abbiamo visto più volte da parte della destra il tentativo di nascondere la realtà”. Condanne durissime anche dal presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo e dal presidente della provincia Nicola Zingaretti che hanno parlato di “rischio periferie”, una “deriva che prevenire con un forte impegno delle istituzioni, con scelte amministrative equilibrate e incisive, con una vera e propria offensiva culturale”. E la richiesta al governo di riferire quanto prima nell’aula di Montecitorio arriva dal presidente del gruppo del Pd alla Camera Antonello Soro, che sottolinea “l’escalation di intolleranza e violenza nei confronti di cittadini stranieri e di cittadini italiani colpevoli soltanto di avere un colore della pelle diversa”.

 

01
Ott
08

Parma – Studente ghanese pestato e insultato dai vigili

 

 Picchiato e offeso dai vigili. La procura apre un’inchiesta

 L’hanno fermato all’uscita da scuola, braccato, pestato: un piede sopra alla testa, le  manette e poi le botte, anche all’interno della macchina di servizio. Sette agenti della  polizia municipale di Parma – questa la denuncia fatta in mattinata ai carabinieri del  Comando locale – hanno aggredito alle 18,25 di ieri al parco cittadino ex Eridania  Bonsu Emmanuel Foster, giovane studente ghanese di 22 anni – riducendolo con un occhio nero, una gamba malmessa (il ragazzo zoppica) e diverse lesioni, come testimonia il referto ospedaliero. Ancora una volta, dunque, i vigili urbani di Parma – la città della carta dei “più poteri ai sindaci e alla polizia municipale” finiscono nella bufera, dopo l’episodio della prostituta abbandonata a terra nella cella di sicurezza. Un nuovo grattacapo per l’assessore alla sicurezza Costantino Monteverdi e il sindaco Pietro Vignali, che solo due settimane fa ha presentato un pacchetto di sette ordinanze, ora allo studio di Roma e Bologna. L’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Una) del ministero delle Pari opportunità ha aperto un’inchiesta per far luce sull’episodio. Poi, nel primo pomeriggio, l’annuncio di un’inchiesta interna del Comune e un incontro tra l’assessore Monteverdi e i dirigenti della polizia municipale.

Portato al comando della polizia municipale il giovane è stato fatto spogliare, perquisito e sbattuto in cella. Il giovane racconta di essere stato insultato: insulti razzisti. Gli è stato negato il permesso di telefonare a casa: solo alle 23 è arrivato il padre dello studente. Senza spiegazioni plausibile davanti a quell’occhio nero “mi hanno detto che era caduto ed era stato fermato perché non voleva dare le sue generalità” ha detto il padre, il giovane è stato rilasciato. E la polizia ha consegnato alla famiglia Bonsu una busta del Comune di Parma contenente i verbali con scritto sopra: “Emmanuel negro”. Solo oggi la famiglia ha sporto denuncia e chiede, insieme alla comunità ghanese, scuse ufficiali e spiegazioni.




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