24 aprile 1945

A tutti i comandi zona. Comunicasi il seguente telegramma:

ALDO DICE 26 x 1 – Stop
Nemico in crisi finale – Stop
Applicate piano E 27 – Stop
Capi nemici et dirigenti fascisti in fuga – Stop – Fermate tutte macchine et controllate rigorosamente passeggeri trattenendo persone sospette – Stop – Comandi zona interessati abbiano massima cura assicurare viabilità forze alleate su strade – Genova-Torino et Piacenza-Torino – Stop – CNLAI

Così il Comitato Nazionale di Liberazione Alta Italia comunicò l’ora X per l’insurrezione: giorno 26 ore 1 …poi successe qualcosa, non sappiamo cosa, ma qualcuno anticipò i tempi e come sappiamo milano il 25 aprile era libera! comunque oggi:

L’ANPI Giovani di Massa nasce nel 2005 dalla necessità di rivitalizzare e non disperdere il patrimonio di cultura e sentimenti antifascisti che la nostra città, medaglia d’oro per la Resistenza, ha nelle proprie vene. Mentre un vento di malcelato revival fascista spira sempre più forte e i testimoni di quel periodo sono sempre più deboli ci sembrava giusto raccogliere i loro insegnamenti per rivedere, alla luce degli stessi valori di uguaglianza e giustizia che avevano animato la loro lotta, ciò che succede intorno a noi oggi e così: Aldo dice 26×1…

Per contatti

anpigiovani_ms@yahoo.it

2 marzo 2008

Relazione dell’Anpi giovani per l’assemblea annuale

L’Anpi giovani saluta calorosamente tutte le persone riunite qui oggi. Da anni ormai il nostro gruppo è una realtà importante dell’Associazione dei partigiani di Massa e come saprete il nostro intento è quello di affermare e ricordare ad una società cinica e poco illuminata, i valori che hanno spinto una generazione a combattere il fascismo e a costruire un paese nuovo, dove il privilegio, l’arroganza e le discriminazioni possano essere eliminati. Crediamo che attraverso la Costituzione siano state create le fondamenta affinché i cittadini italiani potessero vivere secondo i valori da essa determinati: la libertà, l’uguaglianza, il riconoscimento e la difesa della diversità e delle minoranze, dei più deboli, la laicità dello stato, una politica capace di gestire e regolare l’economia e il mercato a tutela dei lavoratori.

 

L’esigenza di riunirci è nata dallo scoprire che la Costituzione è divenuta un codice da museo, che la Resistenza è ormai uno dei tanti passaggi causali della storia e non il momento fondativo di un paese nuovo. Nasce dalla necessità di difendere la verità della storia, nasce dalla necessità di rivendicare un certo modo di leggere i fatti avvenuti, riconoscendo possibili errori ma affermando e riconoscendo a coloro che combattevano per la resistenza una dignità ALTRA da quella di coloro che sono morti per difendere la Repubblica di Salò e il fascismo. Affermare la necessità di conciliazione tra 2 mondi culturali e politici diversi significa porre le basi per una loro riabilitazione. E questo purtroppo sta avvenendo attraverso campagne politiche e mediatiche indirizzate da un lato a sminuire la portata culturale della Resistenza, e dall’altro a riabilitare componenti del fascismo del ventennio.

Gli ex fascisti che oggi siedono in Parlamento hanno, certo, pubblicamente abiurato il fascismo (non tutti), ma continuano di fatto a sostenere un politica caratterizzata da odio, xenofobia e intolleranza. Ma non solo, essi sostengono, foraggiano e promuovono gruppi e gruppuscoli di chiara matrice neofascista, che quei valori li promuovono non solo a parole ma sempre più spesso anche con i fatti.

Vi consigliamo di andare a vedere su internet i siti e i blog di queste organizzazioni, dove militanti di An, Fiamma Tricolore e Forza nuova, anche nostri concittadni, tengono viva una cultura politica fondata sugli insegnamenti del “nonno” come lo chiamano loro e che determina fatti gravi come violenze fisiche su immigrati, omosessuali, militanti e sedi di sinistra, non più soltanto in alcune zone particolari d’Italia ma diffusamente anche nella nostra rossa Toscana.

 

In fondo tutte queste persone fanno il lavoro e non ci sorprende più di tanto ma ciò che ci preoccupa sono le reazioni di altri grandi forze politiche e culturali italiane che con la loro miopia alimentano questo clima. Per esempio la Chiesa che attraverso le sue reazioni, la sua chiusura, le sue ingerenze rende sempre più vana le parola laicità e libertà individuale. Solo qualche giorno fa a Pisa non è stato permesso di parlare al rappresentante dell’Arci Gay Grillini all’interno di un teatro di proprietà della Chiesa benchè gestito da un associazione culturale, e lui non ha a disposizione la piazza di San Pietro tutte le domeniche per parlare in pubblico! Questo non è difendere le proprie idee come ha detto qualcuno, ma solo censura, violazione della libertà di pensiero e azione, discriminazione e violenza culturale, tutte cose che legittimano molti giovani a pensare che picchiare un’omosessuale a scuola non sia un reato.

 

E il centro sinistra? Incapace di dare interpretazioni originali, autonome e forti, rincorre la destra e fa la corte alla Chiesa, più che mai durante la campagna elettorale. Invece di individuare i responsabili di questo clima di miseria e di crisi, in un sistema economico basato sulla precarietà, lo sfruttamento, le speculazioni, i guadagni facili e i progetti a breve periodo, si accoda alla destra destra nella caccia allo straniero appellandosi all’emergenza di turno per chiedere la necessità di più controlli e più sacrifici. Il PD, la “nuova” forza democratica, è così nuova da essersi scordata (almeno in prima battuta, ora non sappiamo se abbia rimediato) nel suo programma parole che per Veltroni sono evidentemente lontane dal proprio linguaggio come Antifascismo e Resistenza! Affermando che ormai sono obsolete.

Mentre tra i giovani ormai è di moda dichiararsi Fascisti! E’ a questi fenomeni che va la nostra attenzione costante, e tutte le nostre iniziative sono state realizzate pensando ad opporsi e combattere questo clima attraverso mezzi comunicativi e attività diverse: dibattiti, feste, teatro, cinema, interventi nelle scuole, manifestazioni di piazza.

Dato che è la prima volta che parliamo in quest’assemblea ci permetterete di dilungarci un po’ almeno sulle principale di esse.

Nel 2006 la rassegna teatrale “Teatri Resistenti” composta da 4 spettacoli e da un dibattito “CPT nuovi lager”, in occasione dei festeggiamenti per la Liberazione, per il giorno del Ricordo la conferenza sulle Foibe tenuta dallo storico istriano Sandi Volk, nell’estate una festa con concerto al parco della Rocca grazie a cui abbiamo fatto risistemare il monumento alla Resistenza lì posto che era stato deturpato da qualche vandalo, e sempre in quell’anno è iniziato il gemellaggio con una scuola di Roma che da tre anni ormai nel mese di Aprile viene in visita a Forno per conoscerne la storia e incontrare i nostri partigiani.

Invece dall’anno scorso abbiamo iniziato, in occasione del giorno della Memoria, un lavoro di approfondimento sui genocidi così detti minori, attraverso conferenze con esperti e una mostra. Lavoro che con nostro grande piacere è stato tanto apprezzato dalla provincia da diventare quest’anno il tema conduttore per tutte le iniziative. In particolare noi abbiamo affrontato l’anno scorso la persecuzione degli omosessuali e quest’anno quella degli zingari, collegandole come nostra abitudine a ciò che succede oggi.

Siamo stati tra i promotori del corteo cittadino in solidarietà al nostro presidente Gildo e a chi come lui era stato ingiustamente condannato per aver espresso le proprie idee con volantini e striscioni o aveva reso onore alla monumento in memoria di Salvetti deturpato da una croce celtica. Ricordiamo anche che purtroppo non tutti sono stati scagionati da queste accuse.

Attualmente siamo impegnati nel progetto “videobox” in cui studenti delle scuole medie superiori prima vengono coinvolti attraverso filmati e poi a loro volta intervistati sulla violenza insita nostra società e spesso in noi stessi, la cui radice è la stessa che portò al fascismo negli anni ’20. Inoltre stiamo curando un foglio informativo ancora in fase sperimentale e un blog su internet dal nome “aldodice26x1” per ampliare le nostre possibilità di comunicare sia dentro che fuori dell’associazione.

Infine grazie ai nuovi rapporti che stiamo stringendo con le scuole abbiamo iniziato ad accompagnare le classi a visitare la sede dell’ANPI e il museo Linea Gotica che da circa un mese teniamo aperto anche il mercoledì pomeriggio e continuiamo come ogni anno, nonostante le difficoltà, a portare avanti il tesseramento tra i giovani.

 

Ma tutto ciò non basta… crediamo infatti che l’attività antifascista oggi purtroppo non possa essere soltanto culturale ma ha il dovere di essere praticata e resa evidente anche nei fatti concreti.

In Italia oggi c’è una vera e propria guerra che, fra aggressioni e assalti contro sedi e sezioni registra oltre cento episodi l’anno, con un ferito ogni tre giorni. E’ ora di prendere coscienza di questa situazione d’allarme e di rendersi conto della necessità di affiancare ad un antifascismo culturale, quell’antifascismo politico e militante per cui i nostri maestri partigiani non hanno esitato a donare la vita.

Vogliamo ricordare il 22 dicembre 2007 per testimoniare con quale leggerezza oggi ci si rapporti a questo tema, a volte per volontà politica ma molto più spesso per indifferenza, scarsa sensibilità e ignoranza.

La sala sopra la sede Anpi era stata concessa per una iniziativa organizzata da AN e Fiamma Tricolore, forze che in tutto il paese, e anche a Massa, al di là dei discorsi e delle prese di posizione dei propri dirigenti, organizzano e fomentano campagne di razzismo e intolleranza dando spesso appoggi politici diretti a coloro che portano avanti questi valori con la pratica dei pestaggi in vecchio stile squadrista. Agli stessi che chiedono la chiusura della nostra associazione dichiarandola ormai inutile!

E’ stato necessario un pomeriggio intero di contrattazioni perchè l’amministrazione, che aveva concesso il permesso, si rendesse conto dell’incopatibilità dell’iniziativa in quel luogo e si decidesse ad annullarla, salvo poi scusarsi con gli organizzatori per i problemi sopravvenuti! Questo perchè a livello locale, come a livello nazionale, non si ha il coraggio di affermare la propria identità, di essere orgogliosamente antifascisti, non si ha il coraggio o non interessa guardare la realtà e rendersi conto che la situazione oggi è grave e il timore di nuovi ritorni non è così lontano. Ma non è così che le cose torneranno a cambiare perchè invece a destra non ci si vergogna affatto di manifestare le proprie idee, di difendere ormai anche a voce alta il duce, di riproporre i suoi metodi.

Siamo stati accusati di intransigenza, di intolleranza e anche di non essere democratici! Respingiamo quest’accusa e vi rivolgiamo una domanda: possiamo in nome del libero pensiero accettare che si pratichi o anche solo che difenda la lapidazione? Noi crediamo di no, nonostante sia ancora attuata in molti paesi, e ci vergogneremo forse di difendere questa nostra idea. Di nuovo rispondiamo di no. Chiaramente il paragone è un po’ forte ma il principio è lo stesso.

Si è detto che l’amministrazione ha concesso la sala per un iniziativa che, lo ricordiamo, prendeva le difese di Luigi Ciavardini, terrorista appartenente ai NAR, uno dei gruppi eversivi di destra più feroci degli anni ’70 responsabile di oltre 30 omicidi nonché della strage di Bologna, solo perchè manca un regolamento della sala, bè anche se questa ci pare una motivazione un po troppo semplicistica cogliamo lo spunto per una proposta: che venga stilato questo regolamento, e non solo per palazzo Bourdillon ma per tutte le sale comunali, e in esso si richieda esplicitamente agli organizzatori di dichiarare di far parte di organizzazioni che condividono e rispettano la Costituzione con esplicito riferimento alla legge 645 del 20 luglio 1952 che condanna coloro che “…denigrano la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgono propaganda razzista,…”.

Infine l’appello, da rivolgere ai partiti politici: che prendano coscienza, senza esitazioni del pericolo di un ritorno del fascismo e delle discriminazioni e che promuovano campagne finalizzate all’inclusione e alla solidarietà nei confronti di qualsiasi tipo di alterità.

 

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1 Response to “Info”


  1. 1 apienavoce
    settembre 28, 2008 alle 1:05 pm

    ciao!il vostro blog sembra interessante…
    non vi dispiace se vi aggiungo….
    il mio blog è più culturale-letterario
    ma riguardo alla storia e alla memoria siamo più che vicini!
    resistere resistere resistere!!


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