Posts Tagged ‘nazismo

22
Gen
08

GIORNATA DELLA MEMORIA

Sabato 26 gennaio Teatrino dei Fratelli Cristiani

DIBATTITO

Zingari: dallo sterminio nazista ai pacchetti sicurezza.

Il Triangolo nero, gli asociali, così erano definiti gli zingari nei campi di concentramento nazisti. Uno sterminio che ha portato all’eliminazione razionale di oltre 500.000 persone tra il 1939 e il 1945. Un genocidio dimenticato, dettato da motivazioni puramente razziali, una razza inferiore che rischiava di infettare la razza ariana attraverso i suoi geni antisociali e la sua propensione alla delinquenza, un popolo che non ha mai rinnegato la propria cultura e che difficilmente si sarebbe omologata alla cultura e alla politica nazista.
Oggi, la cronaca ci racconta di un popolo ancora sottomesso, ancora discriminato, ancora emarginato, ci racconta la non-volontà dei sistemi democratici di affrontare con maturità e onestà intellettuale i problemi di con-vivenza con la comunità zingara. Vengono definiti al pari di altre categorie sociali devianti quali tossicodipendenti, carcerati, immigrati, prostitute, ultrà e barboni, a seconda dell’emergenza di turno, come i responsabili del clima di insicurezza e paura che vige nella nostra società negando i problemi economici e politici di uno Stato incapace di dare risposte esaurienti ai propri cittadini.

 

 

Ore 10,30 dibattito per le Scuole Superiori.

Saluti del presidente dell’Anpi Gildo Della Bianchina.

Proiezione del film documentario “A forza di essere vento. Lo sterminio nazista degli Zingari”.

Dibattito con Marcello Palagi (direttore del mensile “L’eco Apuano”).

 

 

Ore 17,30 dibattito aperto alla cittadinanza.

Saluti del presidente dell’Anpi Gildo Della Bianchina.

Proiezione del film documentario “A forza di essere vento. Lo sterminio nazista degli Zingari”.

Dibattito con Marcello Palagi (direttore del mensile “L’eco Apuano”).

 

 

ANPI giovani Massa

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06
Dic
07

Bettio (Lega): con gli immigrati usiamo i metodi SS

www.tribunatreviso.repubblica.it
(04 dicembre 2007)

«Usare con gli immigrati lo stesso metodo delle SS: punirne dieci per ogni torto fatto a un nostro cittadino». Ha usato queste parole il consigliere leghista Giorgio Bettio, intervenuto durante il consiglio comunale per dare il suo appoggio all’ordinanza anti-sbandati sottoscritta da Gobbo e chiedere metodi più duri contro gli stranieri che abitano in città.

A dare il “la” all’invettiva del consigliere, a suo dire, «l’ennesimo sopruso patito da un inquilino dei palazzi dove abitano anche gli immigrati». Bettio accusa, ma non spiega quando e cosa sia avvenuto per scatenare tanta ira. «Non è possibile che gli immigrati vengano a vivere nei nostri condomini e poi comincino a comportarsi come Ras di quartiere o terroristi – dice – dovrebbero rispettare le regole e invece prima fanno finta di non capire poi, se redarguiti, passano alla minacce. Il decreto è troppo tenero».

E lancia la sua proposta: «Gli immigrati che chiedono la residenza, se in possesso dei requisiti, dovrebbero essere messi sotto osservazione per sei mesi». Il piano, annunciato davanti ai volti increduli ma silenziosi dell’opposizione, suona più o meno come una prova d’esame: «Nel momento in cui ottengono la residenza – dice – la commissione dovrebbe assumersi il compito di seguirne gli spostamenti e controllarne il comportamento andando a chiedere informazioni anche ai vicini di casa. Passati questi primi sei mesi – continua Bettio – se gli stranieri si sono comportati bene, allora possono restare, in caso contrario devono essere sottoposti ad altri tre mesi di verifica e poi espulsi».

Poi l’affondo: «Sarebbe giusto fargli capire come ci si comporta usando gli stessi metodi dei nazisti. Per ogni trevigiano a cui recano danno o disturbo, vengono puniti dieci extracomunitari». Dal banco della giunta, Gobbo annuisce e l’opposizione lascia correre: «E’ da anni che viviano il fenomeno dell’immigrazione – dice Sbarra – e la Lega, per propaganda, continua a spacciarlo come emergenza, invece di attivare tempestivamente politiche serie».

www.ansa.it 5 dicembre

BETTIO, SULLE SS UNO SFOGO DA OSTERIA
TREVISO – “E’ stata un’espressione dettata semplicemente dalla rabbia, riconosco di aver detto una cosa grave e soprattutto in un luogo sbagliato. E’ stato uno sfogo da osteria, non lo ripeterei né in consiglio né altrove”. Così il consigliere comunale leghista Giorgio Bettio, salito alla ribalta per aver indicato, nel corso di una seduta dell’assemblea comunale di Treviso, quale metodo di comportamento verso gli immigrati che delinquono il criterio applicato dalle SS nei lager.

“E’ fuori discussione come sia imperdonabile il riferimento alla polizia di Hitler – ammette il consigliere comunale – e posso al massimo cercare di attenuare la mia responsabilità facendo osservare come le mie dichiarazioni siano state fatte in un momento in cui la discussione politica e amministrativa era terminata, tanto che nessuno, in aula, ha immediatamente obiettato alcunché”. Bettio si pone però anche un dubbio relativo alla differenza di risonanza che le sue parole paiono aver assunto in sole 24 ore rispetto a quanto avviene “per elementi della Lega ben più pesanti di me”. In ogni caso, riflette infine il consigliere, “forse si tratta di un segnale, e cioé che questo bombardamento di notizie e suggestioni sugli stranieri ci sta provocando un nervosismo eccessivo. Occorrerebbe che tutta la politica fosse capace di raffreddare gli animi – conclude – e francamente mi hanno dato fastidio quelli che oggi, incontrandomi nei bar o per la strada, mi hanno espresso la loro solidarietà facendomi i complimenti per quello che ho detto”.

GALAN: PRESENTERO’ UN ESPOSTO
Il governatore del Veneto Giancarlo Galan ha annunciato che la Regione del Veneto presenterà una denuncia esposto contro Bettio. “Si è trattato certamente di un’affermazione, quella fatta dal consigliere comunale di Treviso, Giorgio Bettio – ha dichiarato il governatore del Veneto Giancarlo Galan – delirante, ripugnante per poter essere anche semplicemente ascoltata da chiunque in Veneto. A nessuno è concesso far cenno ‘ai metodi delle SS” quando si affrontano temi così dolorosi quali quelli che troppo spesso hanno a che vedere con immigrazione e sicurezza. Condivido quindi pienamente quanto detto dall’amico sindaco di Treviso Paolo Gobbo, che ha immediatamente stigmatizzato, anche a nome della Lega, le aberranti affermazioni del Bettio”.

(AGI) 6 dicembre

– Scaricato da tutti, anche dai suoi compagni di partito, Giorgio Bettio, il consigliere comunale leghista che ha evocato le Ss parlando di sicurezza, dice che lascera’ la politica.
La cosa piu’ sicura pero’ e’ che a tempo di record la Procura di Treviso lo ha indagato per apologia del fascismo e del razzismo e per istigazione all’odio razziale e istigazione a delinquere. Il Procuratore capo di Treviso, Antonio Fojadelli, ha commentato: “Stiamo andando fuori di senno. Era il minimo che si potesse fare. Quelle di Bettio sono espressioni che dovrebbero fermarsi sulla soglia della buona educazione. Ma questa non e’ stata sufficiente e si continua ad alzare il tiro”.
Il consigliere sotto accusa, perorando la causa delle ordinanze anti sbandati, come quella di Cittadella (Padova) e adottata anche a Treviso, aveva lanciato il monito: “Se qualche straniero osa fare del male ai nostri concittadini, faremo come le Ss, ne puniremo dieci”.
Fojadelli ha dichiarato che acquisira’ quanto prima i verbali della seduta del consiglio comunale dove Bettio ha detto le frasi sotto accusa e sentira’ anche i consiglieri della maggioranza e dell’opposizione, compreso il sindaco Gian Paolo Gobbo e il suo vice Giancarlo Gentilini.
Bettio questa mattina, ospite nella trasmissione radiofonica “Radio anch’io”, ha ribadito le sue posizioni confermando di non avere piu’ la tessera della Lega Nord: “Ho parlato cosi’ – ha detto – perche’ alcuni stranieri hanno minacciato mia madre di morte. E’ stato una sorta di sfogo, mi scuso per quelle parole”. Ma Bettio non ha ritrattato sulla sua proposta, sempre espressa in consiglio comunale, di controllare per sei mesi gli stranieri che hanno ottenuto la residenza in Italia e magari poi revocargliela, se necessario. (AGI)

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questa vicenda potrebbe sembrare finita bene ma è comunque grave che queste cose possano accadere!




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